lunedì 31 dicembre 2007

2008


All’inizio del 2007 non sapevo cosa volesse dire avere un blog!
PandemItalia è nato in Aprile e in pochi mesi è cresciuto prendendo forma e sostanza.
Un ringraziamento particolare a chi ha partecipato alla crescita di PandemItalia con i contributi e i commenti (vedi qui , qui e qui).
Immagino un 2008 incentrato sulla collaborazione e dedicato in particolare al tema della “preparazione”. Preparazione individuale ma anche collettiva.
Non so bene cosa ci riserverà il futuro, mi auguro, ovviamente, il meglio.

Quest’oggi mi limito ad augurarvi un felice 2008!

H5N1 in Egitto: casi umani



L'Egitto sta sperimentando una recrudescenza nelle infezioni umane da H5N1: l'OMS ha confermato già tre casi, di cui uno deceduto (le notizie ufficiali, qui e qui), mentre già ieri l'agenzia di stampa MENA ha dato notizia di un nuovo caso mortale (una donna di 25 anni della provincia del delta del Nilo (vedi qui). Altri tre casi sospetti (un paziente di 40 anni e due bambini, tutti di localita' differenti) sono stati riportati dalla stampa oggi. L'anno scorso piu' o meno in questa stagione era emerso un ceppo H5N1 contenente mutazioni in HA1 (maggiore affinità con le cellule delle vie respiratorie superiori) e in NA (ridotta sensibilità all'oseltamivir). I casi umani causati dal virus con mutazione M230I sono stati quasi tutti mortali. Il ceppo con la mutazione in NA ha conosciuto invece una più rapida scomparsa. Ad oggi non è dato sapere se i casi recenti abbiano (e quali) mutazioni in HA e NA, tali da rappresentare una minaccia per la salute umana maggiore che in passato.
Post di Giuseppe Michieli

giovedì 27 dicembre 2007

L'OMS sulla situazione in Pakistan




Per giorni siamo stati in attesa di capire se in Pakistan si fosse verificato un episodio di trasmissione interumana.
Oggi l'OMS ha diffuso un aggiornamento sulla situazione in Pakistan . Si conferma un (1) caso di influenza aviaria H5N1 fra i membri di una famiglia (non si identificano nè il numero complessivo delle persone nè la località e le date di esordio dei sintomi).
Si sottolinea quindi:

  • Non c'è prova di trasmissione interumana del virus efficiente sia fra i contatti del paziente sia fra la popolazione generale (contatti casuali).
  • Tutti i contatti del paziente (familiari) e in generale quelli che gli sono stati vicino, compresi i membri del personale sanitario, sono rimasti ''asintomatici'' e hanno terminato il periodo di osservazione e quarantena.

Le conclusioni sono suffragate dai dati provenienti dalla missione congiunta OMS-autorità pakistante sul campo. Ulteriori analisi sui campioni virali sono in corso presso il NAMRU-3 e il laboratorio di Mill Hill in Inghilterra. E' bene ricordare che la precedente nota informativa dell'OMS parlava di almeno 8 casi in due cluster familiari. E' probabile che la situazione di emergenza in Pakistan dovuta all'assassinio del leader dell'opposizione Benazir Bhutto abbia consigliato una certa prudenza durante la stesura del comunicato di oggi.

(Giuseppe Michieli)

Aggiornamento (28.12.07)

Le conclusioni a cui è giunta l'OMS - comunicate con l'aggiornamento di ieri sul suo sito web - sono il prodotto di alcune strane vicende, svelate da vari portavoce ed esperti in altrettante interviste riportate da Reuters e AFP (leggi qui, qui e qui). Per riassumere:

  • ci sono stati due cluster familiari, con almeno otto o nove persone coinvolte;
  • due decessi, di cui uno confermato positivo H5N1 (positività confermata dall'OMS, a cui si riferiva il caso nell'aggiornamento di cui sopra), mentre per il secondo non ci sono campioni disponibili poichè è stato sepolto prima di effettuare prelievi);
  • nel primo cluster, quattro persone hanno sviluppato sintomi più o meno seri che hanno richiesto permanenza in ospedale, ma sono guariti;
  • uno o due membri del personale medico che li ha curati ha sviluppato lievi sintomi influenzali ma i test hanno dato esito negativo; si attendono i test di microneutralizzazione per evidenziare sviluppo di anticorpi anti-H5;
  • i rimanenti casi sospetti hanno mostrato positività ai test rapidi per l'influenza A ma negatività a quelli specifici A/H5;
  • almeno uno di questi casi si ritiene sia stato affetto da influenza stagionale umana;
  • non c'è segno di diffusione nella popolazione generale di influenza A/H5 con individuazione di casi di infezione grave con polmonite o collasso multi-organo;
  • due membri del primo cluster familiare residenti in USA - e tornati in Pakistan per assistere ai funerali dei due congiunti - sono risultati negativi ai test specifici A/H5 eseguiti all'arrivo a New York e validati dal CDC;
  • è possibile che i test di conferma che si stanno effettuando a Mill Hill in Inghilterra diano esito negativo per A/H5 a causa del deterioramento del materiale biologico durante il trasporto;
  • è possibile che le analisi antigeniche e genetiche possano dare esiti non conclusivi per quanto riguarda mutazioni a carico di HA1 e PB2 a causa del deterioramento dei campioni.

(Giuseppe Michieli)

Ilaria Capua



Le nostre congratulazioni ad Ilaria Capua.

Ilaria Capua, virologa ed esperta di fama internazionale sull’influenza aviaria, e’ uno dei vincitori di Scientific American 50, il premio annuale istituito dalla prestigiosa rivista americana e riservato a ricercatori che si sono distinti nel corso del 2007 per il loro contributo al progresso scientifico, tecnologico ed economico. Il comitato scientifico ha scelto Ilaria Capua per aver promosso iniziative a favore della condivisione e della trasparenza dei dati scientifici sull’influenza aviaria. Capua, responsabile del Centro di referenza nazionale/OIE/FAO per l’influenza aviaria all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Padova (IZSVe), ha esortato i ricercatori di tutto il mondo a rendere pubblici i dati sul virus H5N1 sul network Gisaid, il database pubblico che raccogliera’ le sequenze geniche.

Fonte: AGI

H5N1 Update (settimana 52)

Gli ultimi aggiornamenti riassunti da Giuseppe Michieli

22 dicembre
Sulla situazione in Pakistan. Da oltre dieci giorni si attende un aggiornamento da parte dell'OMS, che non è ancora arrivato.Le ultime dichiarazioni fatte da vari portavoce ed esperti OMS danno un quadro preoccupante, nonostante le parole rassicuranti (David Heymann, Gregory Hartl, Keiji Fukuda e altri): sugli otto casi accertati dalle autorità pakistane (con 1 morto confermato e uno sospetto), l'ultimo caso sembra essere stato confermato il giorno 6 dicembre, e tutti tranne i due deceduti sono guariti. Uno o due medici coinvolti nelle cure dei pazienti hanno mostrato positività ai test senza manifestare segni clinici importanti. I campioni prelevati prima sono stati inviati al NAMRU-3 (laboratorio mobile dell'esercito USA) sono stati adesso spediti al laboratorio inglese di Mill Hill per verificare i cambiamenti nella struttura antigenica e genetica (soprattutto HA1 e PB2). Per il momento non ci sono altri casi sospetti ma tutto fa pensare che - come già accadde in Turchia all'inizio 2006 - saranno identificati cambiamenti in HA1 e PB2.

26 dicembre
Mentre si attende ancora l'aggiornamento OMS sui casi umani di H5N1 in Pakistan, altri decessi si registrano oggi in Vietnam e Indonesia.Nella provincia settentrionale di Son La in Vietnam un bambino di quattro anni è deceduto dopo essere entrato in contatto con animali potenzialmente infetti. Il quadro clinico al ricovero ha fatto pensare ai medici ad una infezione da H5N1 (polmonite e ARDS), ulteriori accertamenti di laboratorio sono in corso. Il Vietnam teme un ulteriore peggioramento della sua situazione veterinaria dopo l'isolamento del virus A/H7N3. In Indonesia, una giovane donna di Jakarta è deceduta a causa di una infezione da H5N1, secondo quanto riportato dalle autorità locali. Non è chiaro quali contatti possa aver avuto (e se) con animali infetti.

27 dicembre
L'OMS ha confermato oggi due casi umani fatali di influenza aviaria H5N1. Il primo in Indonesia (una donna di Jakarta di 24 anni, di cui si aveva avuto informazione in precedenza dai giornali). Complessivamente, in Indonesia nel 2007 ci sono stati 41 casi (di cui 36 fatali; 116 casi e 94 decessi dal 2005). Il secondo caso riguarda una giovane di 25 anni di Beni Suef in Egitto. In queste settimane l'epizoosi di H5N1 è ripresa in grande stile in tutto l'Egitto, con diversi focolai nel pollame domestico.L'Egitto quest'anno ha avuto 21 casi umani di cui 6 deceduti, e dal 2006, complessivamente 39 casi di cui 16 mortali. E' bene ricordare che l'anno scorso un focolaio umano aveva creato allarme a causa di una mutazione del virus H5N1 che conferiva resistenza all'oseltamivir (oltre a contenere una mutazione in HA1). Dal 2003 ad oggi nei 13 paesi con casi umani confermati, si sono avuti 342 casi di cui 211 deceduti (nel 2007, 79 casi di cui 53 deceduti).

Per eventuali approfondimenti: Bird Flu Breaking News

lunedì 17 dicembre 2007

Addio pratiche obsolete (a mai più rivederci!)

Da sempre (e per sempre) PandemItalia sosterrà la causa della prevenzione. Già nello scorso ottobre avevamo lanciato la campagna “10 per cento”. La speranza è quella di vedere, in un prossimo futuro, il 10 % del fondo sanitario nazionale assegnato alla prevenzione.
Qualche giorno fa è finalmente arrivata la notizia che attendevo da parecchio: il Senato ha approvato il ddl 1249 recante "Disposizioni per la semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute". Il testo passa ora all'esame della Camera dei deputati (la notizia qui).
Con la definitiva approvazione verrebbero abolite circa 20 certificazioni inutili (Vedi box 1).

Secondo quanto dichiarato dal relatore senatore Paolo Bodini, il provvedimento ha "un grande significato per i cittadini perché li aiuta nella loro vita quotidiana con molte semplificazioni nell'ambito sanitario".
Ma non si tiene conto di un aspetto a mio parere più importante: gli operatori sanitari saranno liberati da pratiche inutili e avranno tempo da dedicare a pratiche preventive di provata efficacia.
Per avere un’idea dell’impatto che il “nulla” (pratiche introdotte in un lontano passato, svincolate dalle motivazioni che giustificavano la loro origine, inutili dal punto di vista della prevenzione) ha avuto in questi anni sul sistema sanitario basta sfogliare un documento elaborato a seguito di un’ esperienza formativa attivata dall’ASUR Marche. Il documento in questione riassume l’esperienza, finalizzata a promuovere una riflessione sulle pratiche obsolete
e una valutazione di ciò che è utile metter in atto per azioni di prevenzione efficaci ed efficienti.
Ora una domanda sorge spontanea: gli operatori italiani della sanità pubblica, che nei dipartimenti di prevenzione si sono abituati ad una routine lavorativa fatta di certificazioni di sana e robusta costituzione, libretti per alimentaristi, certificazioni dello stato delle condizioni igieniche dei carri funebri e dell’autorimessa per carri funebri, assistenza alle operazioni di esumazione ed estumulazione, … sapranno condurre il sistema sanitario in attività preventive complesse come quelle relative alla preparazione ad una pandemia influenzale?
Per approfondire la tematica delle pratiche obsolete di sanità pubblica clicca qui.

sabato 15 dicembre 2007

H5N1 in Pakistan


Islamabad, 15 Dicembre – Il Pakistan ha registrato il primo caso umano mortale per influenza aviaria (H5N1). I casi sarebbero da ricondurre alla fine di ottobre, nella Provincia del nord-ovest. Il Ministro della Salute ha annunciato che: “Sei casi sono risultati positivi all’H5N1, cinque di loro risultano fuori pericolo”.
In realtà, stando alle parole del portavoce dell’OMS Gregry Hartl, i casi potrebbero essere otto.
La prima infezione umana ha colpito il lavoratore di un impresa di abbattimento di pollame. È morto in ospedale. Due dei suoi fratelli si sono ammalati, uno di questi è successivamente morto. Non è stato chiarito se il secondo decesso sia da imputare all’assistenza offerta al fratello morente o sia dipesa dalla presenza di uccelli infetti nella loro casa comune. E poi Hartl continua: “Ci sono diversi casi all’interno di un unico nucleo familiare”. “Non sappiamo come i familiari abbiano contratto il virus”. “I dettagli non sono chiari al 100%”… che è l’unica cosa chiara in tutta questa vicenda.
Fonte: Reuters (vedi qui)

Aggiornamento
Giuseppe Michieli ha appena rilasciato questo commento:
L'OMS ha riferito oggi di essere stata informata dalle autorità pakistane di almeno otto casi umani di influenza aviaria A/H5N1 nella provincia North-West Frontier (Abbottabad e Mansehra). I casi sono emersi a seguito di una estesa epizoosi di AI nella zona, in cui è prevalente l'allevamento del pollame. Il caso indice sembra essere un addetto alla liquidazione di uno stock di pollame infetto, cui sono seguiti i suoi famigliari (i fratelli). L'OMS ha inviato una equipe di esperti per assitere le autorità locali nelle azioni di contenimento dell'epidemia. L'unità mobile della marina USA si occuperà della caratterizzazione dei ceppi virali, e della presenza di mutazioni nella emagglutinina che rendano i virus più o meno trasmissibili fra esseri umani. Al momento non ci sono informazioni sufficienti per determinare le modalità di contagio per i casi sopra indicati. Vedere anche l'aggiornamento OMS .

Primi casi

Decisamente la notizia del giorno: primo caso di contagio umano da H5N1 in Myanmar (Birmania). Ecco la notizia. La giovane ragazza contagiata sembra progredire verso la guarigione.
Mentre è di alcuni giorni fa la notizia dell'isolamento del primo virus influenzale italiano di stagione. Riporto la nota del Ministero della Salute:

La sezione di Igiene dell’Università di Parma ha isolato il primo virus influenzale della stagione. Il virus è stato isolato da campione clinico prelevato da una paziente di 41 anni, residente a Parma, che non si è sottoposta a vaccinazione.Il virus appartiene al sottotipo A/H1N1, presente nella composizione del vaccino di quest'anno, ed è stato inviato ai laboratori dell’ISS, per le opportune ulteriori caratterizzazioni antigeniche e molecolari.

Fonte: Redazione ministerosalute.it - 11 dicembre 2007

venerdì 14 dicembre 2007

Non male il blocco dei TIR !


L'altro ieri, camminando fra i corridoi di un alimentari della mia città, mi ha colpito l'assenza di alimenti nei solitamente straripanti scaffali. Realizzare che la causa di tale condizione doveva essere imputata allo sciopero dei TIR ha generato lo stesso pensiero che Giuseppe ha messo nero su bianco nel suo commento al post del 12 dicembre:
(Giuseppe Michieli) Il caos nei supermercati e alle pompe di benzina causato dal blocco dei TIR, con conseguenti disagi immediati sul reperimento di alcuni generi alimentari e segnali di speculazione, sono un buon esempio di cosa potrebbe accadere in caso di pandemia influenzale o altro evento catastrofico di massa. L'interruzione delle forniture 'just-in-time' di alimentari, carburanti, pezzi di ricambio per strumenti elettromedicali, farmaci e vaccini e tutto ciò che oggi si è abituati ad avere subito provocherebbe un disastro che si sovrapporrebbe a quello della malattia di per sè. Quindi è urgente per le pubbliche autorità designare dei magazzini o delle scorte di emergenza e i modi e i mezzi per la loro distribuzione. La popolazione inoltre dovrebbe essere sensibilizzata sull'utilità di accumulare una certa quantità di beni da utilizzare in caso di emergenza. Utile a questo scopo una iniziativa australiana che potrebbe essere ben trasferita anche nella nostra esperienza italiana (con gli aggiustamenti del caso, dal momento che i due paesi sono totalmente dissimili in quanto a distribuzione della popolazione, densità, vie di comunicazione ecc.).

mercoledì 12 dicembre 2007

Update

Riporto i commenti di Giuseppe Michieli sugli ultimi avvenimenti...

10 dicembre 2007 - L'OMS ha confermato (9/12) il caso dell'uomo di 52 anni originario del Jiangsu ammalatosi di influenza aviaria dopo la morte del figlio per la stessa malattia. Sulla fonte del contagio, non ci sono ancora informazioni certe. Si sa che entrambi avevano consumato un pasto in un tempio, nel quale c'era anche della carne di pollo non perfettamente cotta. Delle circa ottanta persone ritenute aver avuto contatti con i due, 55 sono stati esclusi dall'osservazione, mentre altri sei risultano ancora in stretta sorveglianza, fra cui la moglie del 52enne e la fidanzata del ragazzo. Non è chiaro se le due donne hanno sviluppato ad oggi qualche sintomo, anche se pare che siano state sottoposte a trattamento con siero immune (pratica in uso in Cina) e altro. Dal momento che il tempo trascorso dalla prima infezione (il ragazzo) e l'inizio dei sintomi nel padre (+5 giorni) lascia pensare a una trasmissione inter-umana, c'è una certa apprensione nell'area del Jiangsu, anche se non ci sono prove che ciò sia accaduto. Maggiori informazioni si avranno si spera dall'OMS quando si saranno chiarite le condizioni delle due donne e le analisi sui campioni virali prelevati dai fluidi del padre.

12 dicembre 2007 - Con l'ingresso dell'emisfero settentionale nel periodo freddo si osserva una intensificazione dell'attività del virus A/H5N1 sia negli animali che nell'uomo.In Indonesia sono stati riportati ufficialmente (dal KOMNAS FBPI, il centro di coordinamento del governo per la preparazione alla pandemia) due nuovi casi umani di infezione, entrambi a Tengerang (nell'area metropolitana di Jakarta). Una donna, già deceduta, il cui possibile contagio è da rifersi a contatto con deiezioni di pollame - utilizzati come fertilizzante - e un uomo di 47 anni.Intanto, si riportano epizoosi in: Russia (regione di Rostov), Benin, Vietnam, Polonia (oggi il quinto focolaio), Egitto, Arabia Saudita, Pakistan, Bangladesh.

venerdì 7 dicembre 2007

H2H?

Pechino (AFP) - Qualche giorno fa un giovane cinese di 24 anni è morto, contagiato dall'H5N1.
A qualche giorno di distanza anche il padre è risultato infetto dal virus aviario.
L'uomo avrebbe sviluppato febbre e sintomi di una polmonite nella giornata di lunedì. I test diagnostici sarebbero stati condotti due giorni dopo. Nella giornata di giovedì l'infeizone da H5N1 è stata confermata.
Troppo presto per capire se si possa parlare di trasmissione interumana, anche se molti grideranno all'allarme.

Per saperne di più:
BBC News
The China Post
Yahoo News - Bird Flu
Reuters - Bird Flu

La pandemia del 1918 negli USA


Segnalo un bellissimo sito storico sulla pandemia del 1918, creato dal Department of Health and Human Services degli USA.

“Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo”
George Santayana (1863–1952)

mercoledì 5 dicembre 2007

Fiji, 1918

Traduco un pezzo di storia...

“Durante la pandemia del 1918 Fiji fu duramente colpita e lo Stato fu costretto ad assemblare cucine mobili per le zuppe sulla soglia di casa delle famiglie infette”. Sono le parole di Narendra Singh, medico, esperto di preparazione alla pandemia. “Nelle prime tre settimane di pandemia dall’85 al 95% della popolazione di Suva era affetta. I servizi medici straripavano di persone e il Colonial War Memorial Hospital era talmente pieno che lo staff smise di registrare i casi. Gli allora studenti della scuola di medicina vennero mandati in ospedale a rinforzare lo staff degli operatori sanitari, sempre più colpiti dall’infezione. Fiji chiese aiuto all’Australia ma un contingente australiano venne fermato prima che partisse.
Le cucine mobili per le zuppe furono costruite per aiutare le famiglie colpite dall’influenza che non avrebbero potuto prendersi cura di loro stesse".
Per saperne di più: clicca qui.

Fonte: The Fiji Times online

Piano pandemico Regione Marche





I più attenti l'avranno notato. La cartina delle regioni con piano pandemico approvato si modifica! E dal 26 novembre 2007 anche le Marche (DGR n.1371 del 26.11.07) entrano nel novero delle Regioni "virtuose".

Il link per la lettura del piano (Grazie a Gualtiero Grilli per la segnalazione!)

martedì 4 dicembre 2007

Come ridurre la diffusione di una pandemia influenzale



La notizia mi era stata segnalata da Livia Borsoi, quando ho letto il lavoro di Jefferson, pubblicato sul British Medical Journal, non credevo ai miei occhi...

Una revisione sistematica della letteratura che valutava l'efficacia di alcune misure di sanità pubblica per ridurre la tasmissione di virus respiratori!

La revisione contiene una metanalisi di sei studi caso-controllo relativi alla prevenzione della diffusione della Sars. Ecco in sintesi i risultati...


Per l'interpretazione dei risultati si sappia che:
l'OR è una misura statistico epidemiologica utilizzata negli studi caso-controllo. Per non farla troppo complessa, basti sapere che un OR inferiore ad 1 indica che l'intervento in studio risulta protettivo nei confronti dell'esito considerato (in questo caso l'infezione respiratoria). L'efficacia è calcolata di conseguenza (1 - OR). Il NNT (number Needed to Treat) mi indica quante persone devono utilizzare l'intervento in studio per prevenire l'esito avverso (l'infezione).
Per approfondimenti sul NNT clicca qui.
Per esperienza posso dire che questa revisione sistematica ci mette di fronte a risultati estremamente interessanti. L'efficacia delle maschere N-95 è confermata , ma è estremamente interessante notare come l'utilizzo in associazione di tutte le altre misure determini un'efficacia preventiva sovrapponibile a quella delle maschere N-95. Questa è una buona notizia, in particolare per quegli operatori sanitari che in caso di pandemia influenzale potrebbero ritrovarsi in prima linea, impegnati nel trattamento e nell'assistenza dei pazienti infetti, magari potendo contare su scorte limitate di maschere N-95 (e non credo sia una possibilità remota se una pandemia ad impatto grave si verificasse).
Al termine del lavoro gli autori scrivono...
"Semplici misure di sanità pubblica sembrano essere molto efficaci nel ridurre la trasmissione di virus respiratori, in particolare quando sono parte di programmi strutturati che includono istruzione ed educazione e quando sono attuati contemporaneamente. Ulteriori trials, più ampi e pragmatici, sono necessari per valutare la migliore combinazione fra gli interventi. Nel frattempo raccomandiamo di attivare i seguenti interventi in combinazione per ridurre la trasmissione di virus respiratori: il frequente lavaggio delle mani (con o senza antisettici), le misure di barriera (guanti, camice e maschere) e l’isolamento dei malati con sospetta infezione delle vie respiratorie."

Buona lettura!

Chi ha paura dell'aviaria?


L’aviaria fa paura!
E non è solo il settore avicolo italiano a temere l’evenienza di un’epidemia di influenza aviaria sul territorio nazionale.
Certo, i produttori di carne avicola tremano al pensiero di soccombere sotto i colpi della
L’Indonesia ha tremato questa estate, quando si ebbero contagi umani a Bali. Bali è un’importante meta turistica e l’H5N1 non è certo stato il ben venuto.
Anche la Cina trema di fronte all’aviaria. Le Olimpiadi si avvicinano e anche qui l’Aviaria non è bene accetta.
Anzi, la sensazione è che la Cina abbia manovrato molto bene l’informazione e che i mass media siano stati molto collaboranti. Forse un’epidemia in un allevamento può passare sotto silenzio; forse la Cina ha voluto trasmettere l’immagine della nazione che ha il pieno controllo di ogni situazione relativa all’H5N1... ma non si può nascondere un morto! E il morto è arrivato. Si tratta del 26esimo caso e del 17esimo decesso… numeri che fanno paura a chiunque.

lunedì 3 dicembre 2007

Nelle ultime due settimane...

Riporto le ultime notizie di cronaca come trasmesse da Giuseppe M nei commenti al post del 14 novembre.

Il virus H5N1 è riemerso anche in Romania, nella regione del delta del Danubio con un piccolo focolaio in un allevamento di tipo familiare (meno di un centinaio di animali coinvolti) (vedi rapporto OIE-WAHID di ieri). Dopo le estese epizoosi in Germania, Inghilterra, Rep. Ceca (e Italia anche se i virus non sono H5N1 ma H7), sembra che un serbatoio naturale del virus (ancorchè sconosciuto) mantenga attiva la panzoosi in Europa.

Sabato 1 dicembre, l'agenzia Reuters ha riportato un nuovo focolaio epizootico causato da virus HPAI H5N1 in Polonia, a Brudzen - vicino alla città di Plock. Coinvolto un allevamento di tacchini. E' la prima volta che la Polonia riporta un focolaio in animali di allevamento; in precedenza aveva avuto casi soltanto in volatili selvatici. Nelle ultime settimane quindi i focolai si sono materializzati in Regno Unito, Romania quindi Polonia. Intanto, in Bangladesh, Arabia Saudita, Yemen (non confermato per il momento) si sono avute moria massicce di pollame d'allevamento.

La Cina ha informato l'OMS e alcuni paesi (fra cui le vicine regioni speciali di Macao e Hong Kong, oltre che Taiwan, USA) di un nuovo caso umano fatale di infezione da A/H5N1. Si tratta di un ragazzo di 24 anni della provincia del Jiangsu (capoluogo, Nanchino), che ha manifestato sintomi febbrili e influenzali il 24 novembre, ricoverato il 27 e morto sabato scorso. La sorgente d'infezione non è nota, anche se le notizie sostengono che l'uomo non ha avuto contatto con animali manifestamente malati o pollame in genere, come del resto è avvenuto per la maggior parte dei casi umani di influenza aviaria in Cina. Almeno una settantina di persone è tuttora sottoposta a sorveglianza sanitaria e fino a questo momento non risultano affetti da sindromi febbrili o altro sintomi influenzali.

mercoledì 14 novembre 2007

H5N1 in Inghilterra


Epidemia mortale di H5N1 in una fattoria inglese. Ecco le notizie:

12 novembre: viene divulgata la notizia, già abbattuti 5000 volatili, ulteriori test verranno effettuati per accertare la causa (si sospetta H5N1); per approfondire leggere qui.

13 novembre: confermato l'agente eziologico dell'epidemia inglese: H5N1; per approfondire leggere qui.

14 novembre: continua l'abbattimento dei volatili e tutte le misure previste per evitare che l'epidemia si estenda; per approfondire leggere qui.

Ovviamente si teme che la malattia possa diffondersi.
Nei dieci km della zona di sorveglianza, attorno alla fattoria colpita, ci sarebbero 4 milioni di uccelli, fra tacchini, polli ed oche. Mentre nella zona del Suffolk e nel vicino Norfolk sarebbero presenti circa 25 milioni di esemplari, la maggior parte di questi sono mantenuti indoor e dunque non dovrebbe essere possibile il contagio.

Ultimi episodi del genere si erano registrati quest'estate, in Repubblica Ceca e Germania .

sabato 10 novembre 2007

La Pandemia Influenzale e la Linea Maginot della Sanità Pubblica



Revere (Effect measure) scrive sempre cose molto sensate e condivisibili. Ma quello che ha scritto l'8 novembre è un capolavoro.
Leggi qui il post: Public health's Maginot Line
Il succo del discorso è il seguente: nessuno mette in discussione l’importanza dei vaccini e degli antivirali ma la gran parte delle risorse spese per la preparazione alla pandemia influenzale è stata rivolta a vaccini ed antivirali. La cosa più logica sarebbe investire nei servizi routinari della sanità pubblica, perché in fondo il buon utilizzo dei vaccini e degli antivirali dipenderà anche (soprattutto?) dal buon funzionamento del sistema di sanità pubblica.
Così le strategie con vaccini e antivirali appaiono come la Linea Maginot della Sanità Pubblica. Efficaci se il nemico cercherà di invaderci oltrepassandola ma se il nemico dovesse aggirarla (e sono proprio i virus a mutare raggirando i vaccini e soprattutto gli antivirali)… saremmo senza aiuto ed indifesi.
Non si può parlare solo ed esclusivamente di vaccini pandemici o pre-pandemici e antivirali. I sistemi di sorveglianza, la comunicazione, il sistema di allerta, il sistema di laboratorio, la funzione epidemiologica, l’assistenza sanitaria, i servizi vaccinali, ogni giorno impegnati nelle vaccinazioni tradizionali, vanno potenziati ora che siamo in tempo di pace, in accordo con il famoso detto: la guerra si prepara in tempo di pace.

venerdì 9 novembre 2007

Numeri che fanno riflettere

A proposito di vaccinazione anti-influenzale e personale sanitario.
I quotidiani "Doctornews" e "Farmacista 33" hanno lanciato un sondaggio molto interessante.
Tramite il sondaggio si chiedeva a medici e farmacisti se questa stagione si sarebbero vaccinati.
Ecco i risultati:
Nella stagione 2007 - 2008 oltre la metà dei medici e dei farmacisti italiani (65 per cento) si vaccinerà contro il virus dell'influenza. Il 57 per cento "sicuramente", e l'8 per cento "molto probabilmente".
Tra gli intervistati, solo il 27,8 per cento ha detto "no" alla vaccinazione, e un restante 7,2 per cento non ha preso posizione, dichiarandosi "indeciso".
Nello specifico, ecco i dati disaggregati per professione:
Medici (n. 1300)
61,9 % sicuramente si vaccinerà
8,8 % molto probabilmente si vaccinerà
25,8 % sicuramente non si vaccinerà
3,6 % non sa
Farmacisti (n. 800)
48,7 % sicuramente si vaccinerà
7 % molto probabilmente si vaccinerà
31,3 % sicuramente non si vaccinerà
13 % non sa
(Fonte: DoctorNews)

Questi dati hanno ovviamente un valore limitato e di certo non possono essere considerati rappresentativi di tutti i medici e i farmacisti. In particolare potrebbe sottostimare gli incerti che per disinteresse non hanno risposto al sondaggio. Di conseguenza le percentuali di chi si vaccinerà e di chi non si vaccinerà potrebbero essere sovrastimate.

Penso che gli operatori sanitari impegnati istituzionalmente nel promuovere la vaccinazione anti-influenzale abbiamo dei dati su cui riflettere. Il 12% dei medici e il 20% dei farmacisti è indeciso o incerto: la loro vaccinazione sarebbe un passo in avanti nella lotta all'influenza stagionale, malattia prevenibile che ogni anno fa danni e talvolta, inaccettabilmente, vittime.

mercoledì 7 novembre 2007

La parola a Donato Greco



Ecco le parole di Donato Greco, Direttore Generale del Dipartimento Prevenzione e Comunicazione del Ministero della Salute e Direttore del Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM), intervenuto all'Istituto superiore di sanità (Iss) in occasione della V conferenza internazionale sulla sorveglianza dei fattori di rischio comportamentali.

"Il virus è arrivato in Europa - dice - ma non in Italia. Per il nostro Paese è troppo presto, abitualmente infatti - spiega - ce lo aspettiamo per la fine di novembre. E si sa, l'influenza è un orologio preciso. Raggiunge il suo apice nella terza settimana di gennaio e se ne va a fine marzo". La campagna vaccinale "è partita", assicura, e "il vaccino è quello giusto. Ed è già stato distribuito nelle farmacie e nelle Asl in questi giorni, gratuito per gli over 65 e i bambini con malattie. Ma - aggiunge - diamo una mano anche al Paese. L'influenza ci costa una 'tombola' in milioni di casi di lavoro perso, concentrati in poche settimane. Per cui gli operatori di servizi utili, a partire da insegnanti, medici, conducenti di mezzi pubblici e poliziotti dovrebbero vaccinarsi. Il periodo migliore resta quello tra il primo novembre a Natale".

Qualche considerazione da parte mia.
Quest'anno, per la prima volta, mi vaccino. Perchè non l'ho fatto negli anni passati?
  1. Per ignoranza;
  2. perchè essendo un medico di sanità pubblica non mi è mai capitato di stare a contatto con molti pazienti;
  3. perchè non mi sono mai chiesto se era importante vaccinarsi;
  4. perchè nessuna campagna informativa/comunicativa mi ha fatto riflettere sull'importanza della vaccinazione.

Perchè lo faccio quest'anno?

  1. Perchè ho capito l'importanza strategica della vaccinazione degli operatori sanitari;
  2. perchè potrei venire a contatto con molte persone, quindi potrei essere contagiato e contagiare altri;
  3. perchè l'influenza "mette ko" e non mi va di stare male;
  4. perchè potrei essere impegnato in lavori interessanti e l'influenza potrebbe indurmi a perdere intere giornate di lavoro.

Stagione influenzale 2007 - 2008



Ecco le raccomandazioni ministeriali per la stagione influenzale 2007 – 2008

Ed ecco il nuovo sito della rete InfluNet, che prevede la pubblicazione di bollettini settimanali della sorveglianza della sindrome influenzale a partire dal 24 ottobre 2007

lunedì 5 novembre 2007

Indonesia 90


L'ultima vittima dell'H5N1 è, tanto per cambiare, indonesiana.
Il numero delle vittime in Indonesia sale a 90 (dal 2003).
La notizia qui (Fonte: Reuters).

mercoledì 31 ottobre 2007

Pandemic Horror



Visto che siamo in tema...
Questa è la descrizione di come si moriva nel 1918 dopo essere stati contagiati dall'H1N1...
What started for millions around the globe as muscle aches and a fever ended days later with many victims bleeding from their nostrils, ears, and eye sockets. Some bled inside their eyes; some bled around them. They vomited blood and coughed it up. Purple blood blisters appeared on their skin.The Chief of the Medical Services, Major Walter V. Brem, described the horror at the time in the Journal of the American Medical Association. He wrote that “often blood was seen to gush from a patient’s nose and mouth.” In some cases, blood reportedly spurted with such force as to squirt several feet. “When pneumonia appeared,” Major Brem recounted, “the patients often spat quantities of almost pure blood.” They were bleeding into their lungs.As victims struggled to clear their airways of the bloody froth that poured from their lungs, their bodies started to turn blue from the lack of oxygen, a condition known as violaceous heliotrope cyanosis. “They’re as blue as huckleberries and spitting blood,” one New York City physician told a colleague. U.S. Army medics noted that this was “not the dusky pallid blueness that one is accustomed to in failing pneumonia, but rather [a] deep blueness…an indigo blue color.” The hue was so dark that one physician confessed that “it is hard to distinguish the colored men from the white.” “It is only a matter of a few hours then until death comes,” recalled another physician, “and it is simply a struggle for air until they suffocate.” They drowned in their own bloody secretions.“It wasn’t always that quick, either,” one historian adds. “And along the way, you had symptoms like fingers and genitals turning black, and people reporting being able to literally smell the body decaying before the patient died.” “When you’re ill like that you don’t care,” recalls one flu survivor, now 100 years old. “You don’t care if you live or die.”Major Brem described an autopsy: “Frothy, bloody serum poured from the nose and mouth when the body was moved, or the head lowered…. Pus streamed from the trachea when the lungs were removed.” Fellow autopsy surgeons discussed what they called a “pathological nightmare,” with lungs up to six times their normal weight, looking “like melted red currant jelly.” An account published by the National Academies of Science describes the lungs taken from victims as “hideously transformed” from light, buoyant, air-filled structures to dense sacks of bloody fluid.There was one autopsy finding physicians reported having never seen before. As people choked to death, violently coughing up as much as two pints of yellow-green pus per day, their lungs would sometimes burst internally, forcing air under pressure up underneath their skin. In the Proceedings of the Royal Society of Medicine, a British physician noted “one thing that I have never seen before—namely the occurrence of subcutaneous emphysema”—pockets of air accumulating just beneath the skin—“beginning in the neck and spreading sometimes over the whole body.”These pockets of air leaking from ruptured lungs made patients crackle when they rolled onto their sides. In an unaired interview filmed for a PBS American Experience documentary on the 1918 pandemic, one Navy nurse compared the sound to a bowl of Rice Krispies. The memory of that sound—the sound of air bubbles moving under people’s skin—remained so vivid that for the rest of her life, she couldn’t be in a room with anyone eating that popping cereal.

Ancora una volta l'invito è quello di riflettere. Molti operatori sanitari ritengono che una pandemia come quella del 1918 non potrà più ripresentarsi: "Siamo nel 2007, l'assistenza sanitaria è migliorata notevolmente, ci sono i vaccini, ci sono le terapie intensive, le condizioni igienico sanitarie sono molto migliori...".
Dovrebbe essere chiara una cosa: il problema dell'H1N1 del 1918 era insita nel virus stesso: un virus "aggressivo", "cattivo", per usare un termine tecnico: ad altissima virulenza (in una popolazione "naive" nei confronti di quel virus, ovvero senza specifiche difese immunitarie, come la popolazione mondiale del 1918).

PS: chi non conosce l'inglese... si sforzi di impararlo (empowerment è anche impegno personale)!

martedì 30 ottobre 2007

Ethical issues in pandemic influenza planning



A proposito di problemi etici nella pandemie influenzali.


E un blog per approfondire l'argomento...

I bambini e le pandemie


Alcuni impegni improrogabili mi hanno recentemente “tenuto fuori dai giochi” ma negli scorsi giorni ho avuto tempo di seguire alcune notizie di nostro interesse.
In particolare mi hanno fatto riflettere le parole di Henry Bernstein, direttore della pediatria del Children's Hospital a Dartmouth College, New Hampshire.
“Al momento attuale non siamo adeguatamente preparati per assicurare la salute e il benessere dei nostri figli se una pandemia dovesse colpirci.” E poi prosegue… “Come faranno a non frequentare le scuole per lunghi periodi di tempo? Chi si prenderà cura di loro quando saranno fuori dalle scuole? Come possiamo pensare che i bambini smetteranno di incontrarsi fuori dalle scuole? Dobbiamo pensarci adesso, mentre siamo ancora in tempo per prepararci".
Secondo Bernstein e altri operatori sanitari i piani pandemici americani avrebbero fallito nel tenere non tenere in considerazione i bambini, spesso coinvolti nella diffusione della malattia e generalmente le vittime più vulnerabili della stessa. In particolare si punta il dito sul fatto che nessun piano abbia finora stabilito strategie coerenti per risolvere il problema di cosa fare con le decine di milioni di alunni se e quando le scuole saranno chiuse.

Alcune riflessioni:
Le perplessità sollevate dagli esperti americani sono applicabili ovunque. Anche il piano italiano e quelli regionali non vanno oltre la previsione di chiudere le scuole… e dopo? Come far fronte ai problemi che scaturiscono in seguito?

Ma quando penso ai bambini la prima cosa che mi viene in mente è un serio problema etico: il problema delle priorità vaccinali. Chi deve essere vaccinato per primo?
Ecco le priorità per la vaccinazione contro l’influenza stagionale:
• Tutti i soggetti >65 anni
Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da patologie croniche importanti
• Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
• Donne che saranno nel secondo e terzo trimestre di gravidanza durante la stagione epidemica.
• Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
• Medici e personale sanitario di assistenza
• Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio

Ed ecco le priorità per la vaccinazione in caso di pandemia:
• Personale sanitario e di assistenza
• Personale addetto ai servizi essenziali alla sicurezza e alla emergenza
• Personale addetto ai servizi di pubblica utilità
• Persone ad elevato rischio di complicanze severe o fatali a causa dell’influenza (In questa categoria sono presenti i gruppi di popolazione che sono già identificati nelle raccomandazioni per la annuale vaccinazione contro l’influenza).
Bambini e adolescenti sani di età compresa tra 2 e 18 anni
• Adulti sani

Continuo a chiedermi: in caso di pandemia è giusto mettere i bambini in fondo alla lista?
Non rappresentano le generazioni future?
E non dovremmo prioritariamente salvaguardarne l’esistenza?

Questo è uno dei tanti temi etici riguardanti le pandemie influenzali. Da oggi aggiungiamo una nuova etichetta, impegnativa ma doverosa: Etica nelle pandemie influenzali

lunedì 22 ottobre 2007

Come citare un blog?

Nella frenetica corsa contro il tempo per la stesura della mia tesi di specializzazione mi sono ritrovato nella necessità di dover citare un blog.
Per gli operatori sanitari che fossero interessati... ecco come farlo!

Liberi di citare PandemItalia se occorresse!

martedì 16 ottobre 2007

10%


Riporto questa notizia a spiegazione della nuova campagna lanciata dal blog PandemItalia.

"L'Italia destina solo il 5% della propria spesa sanitaria per la prevenzione. Ben lontani dal 10% auspicato dall'Organizzazione mondiale della sanità". A lanciare il grido d'allarme è il presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato Ignazio Marino. Intervenuto ieri mattina alla Camera dei deputati a una conferenza sui costi della vaccinazione contro l'influenza, il senatore dell'Ulivo ha rimarcato il divario del Belpaese dagli obiettivi stabiliti dall'Oms. "L'Italia - dice - deve cambiare strategia nella spesa sanitaria. Spendere di più in prevenzione significa spendere meno nel lungo periodo. Credo - aggiunge - che questa Finanziaria vada nella direzione giusta. E ne è l'esempio la decisione presa all'unanimità a Palazzo Madama di introdurre tra le voci di spesa la vaccinazione per le 250 mila 12enni italiane contro il Papillomavirus umano. Un investimento di ben 75 milioni di euro". Marino auspica che con la stessa attenzione si pensi alla vaccinazione contro l'influenza, "che - ricorda - dopo Aids e tubercolosi è la malattia infettiva che miete più vittime in Italia". (Fonte: DoctorNews)

E dieci % sia... in un futuro spero non lontano. Attualmente alcuni si accontenterebbero se il 5% stabilito venisse veramente destinato alla prevenzione. A quanto mi risulta alcune regioni destinano solo il 3% del Fondo Sanitario Nazionale... assurdo!

Riprenderemo la questione in futuro, facendo chiarezza sulla miopia politica di chi non riconosce l'importanza della Prevenzione ma anche sulle responsabilità di chi fa Prevenzione nel modo in cui oggi viene fatta.

sabato 13 ottobre 2007

Comunicare per crescere


Nei giorni 14 - 16 ottobre 2007 si terrà a Pisa la X conferenza di Sanità Pubblica.
In programma interventi su influenza, emergenze di salute pubblica e pandemia influenzale. Spero possa essere un interessante occasione di confronto.

Mentre ieri, 12 ottobre, sono rientrato da un corso di formazione sulla comunicazione in caso di pandemia influenzale organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità.
Il corso ha superato le attese: ottimi docenti e fantastico clima in aula, ma una triste considerazione: se domani scoppiasse una pandemia influenzale avremmo seri problemi di comunicazione su tutti i fronti, tra le istituzioni, tra operatori sanitari, tra istituzioni e popolazione. Spesso durante il corso mi sono chiesto: mentre io, semplice (inutile?!) specializzando, sono qui... dove sono i direttori dei dipartimenti di prevenzione? Dove sono i primari? Dove sono i responsabili della pianificazione per la preparazione e il controllo della pandemia influenzale delle regioni?

Sono sempre più convinto che garantire un'ottima comunicazione interna (tra le istituzioni o i servizi di una stessa struttura) ed esterna (con la popolazione) si rivelerà un'arma fondamentale nella lotta alla pandemia influenzale. La Sanità Pubblica dovrebbe lavorare intensamente sulla comunicazione, pianificando e implementando le azioni pianificate. La comunicazione dovrebbe essere considerata una vera e propria "misura di sanità pubblica".

Da oggi PandemItalia aggiunge una nuova etichetta: Comunicazione!

Ancora su Kawaoka...


Ancora sul caso dell'articolo scientifico di Hatta, Kawaoka e coll. (leggi qui e qui).

Ammesso che sia ancora necessario fare chiarezza... riporto il chiarissimo comunicato stampa dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

Nessun allarme per l’uomo. In seguito alle notizie degli ultimi giorni riguardanti lo studio sulla mutazione del virus H5N1, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, sede del Centro di referenza nazionale per l’Influenza Aviaria, ritiene doveroso precisare che il rischio di contagio per l’uomo non è aumentato e che quindi qualsiasi allarmismo è del tutto ingiustificato.
Lo studio, effettuato su ceppi virali isolati nel 2004 in topi di laboratorio infettati sperimentalmente, mostra la possibilità da parte di tali virus di replicare in maniera efficace nelle vie respiratorie superiori di questi animali. L’esistenza di virus con queste caratteristiche è quindi nota da ormai tre anni; pertanto, benché lo studio fornisca nuove conoscenze sui meccanismi di azione del virus influenzale H5N1, non si evidenziano novità tali da giustificare un aumento del rischio per l’uomo.

Trasmissione inter-umana?

La notizia di due infermiere con sintomi influenzali non dovrebbe essere allarmante. Ma quando ad avere la febbre sono due infermiere che hanno assistito la donna 44enne deceduta il 5 ottobre a seguito di contagio da H5N1... il primo pensiero non è stato dei migliori: Due casi di trasmissione interumana?

Giuseppe Michieli ha seguito i fatti, riporto i suoi commenti al post dell'8 ottobre:

L'ultimo caso confermato di influenza A/H5N1 a Sumatra, Riau è una donna di 44 anni, come detto in precedenza. Le autorità sanitarie stanno monitorando i contatti di questa paziente (almeno una sessantina di persone) che apparentemente sembrano sane, come ha anche ricordato l'aggiornamento dell'OMS. Due infermiere hanno sviluppato sintomi febbrili e sono sotto osservazione. Non è il primo caso del genere in Indonesia e finchè non ci saranno conferme di laboratorio è prematuro trarre conclusioni sul loro reale stato di salute. Intanto, a Medan - sempre Sumatra - otto persone sono state ospedalizzate (secondo CIDRAP), sei in miglioramento e due (una donna gravida e un/a bambino/a) in condizioni serie, per sospetta infezione da A/H5N1. Non è chiaro se sono parenti. Una moria di pollame nella loro zona di residenza è stata riportata. Un test rapido in alcuni animali ha dato esito positivo, ma si attendono gli esiti di laboratorio. Bisogna ricordare che in Indonesia sono in corso festività per cui i laboratori, i trasporti e in genere le comunicazioni sono difficoltose, con centinaia di migliaia di persone in movimento (animali compresi). E' possibile che per le otto persone (o alcune di loro) ci sia stata effettivamente una esposizione al virus, ma finchè non ci sono i risultati non si possono trarre conclusioni.

Secondo il sito FluTrackers nella giornata di oggi (10 ottobre) i test di laboratorio eseguiti sui due sospetti casi di infezione da H5N1 in personale sanitario a contatto con l'ultimo caso confermato (una donna di 44 anni di Sumatra) sono risultati negativi. I pazienti, assieme a circa 60 persone venute a contatto con la donna deceduta, rimarranno comunque in osservazione per altri 14 giorni (due volte il periodo di incubazione massimo della malattia).

Stando ai fatti la trasmissione interumana sembra scongiurata.

lunedì 8 ottobre 2007

H5N1 Update



Se da un lato non è nostra intenzione trasformare il blog in uno “strumento di cronaca nera”, riteniamo comunque utile aggiornare periodicamente il numero di decessi da H5N1, specie quando sussistono elementi di interesse epidemiologico correlati agli stessi.
Colgo quindi l’occasione per postare l’ultimo commento di Giuseppe Michieli, che, sulla base delle notizie di cronaca relative all’87esimo decesso in Indonesia, ci offre un interessante spunto di riflessione:

Anche se fino a questo momento un virus H5N1 trasmissibile in modo efficiente da uomo a uomo non è apparso, è chiaro che l'Indonesia ha bisogno urgente di aiuto internazionale, molto maggiore di quello che ha finora ottenuto. I casi umani registrati dal paese - che si estende su un arcipelago di migliaia di isole - sin dal 2005 sono ormai più di 100 (108 casi di cui 87 deceduti - quest'anno: 33 casi di cui 29 deceduti, tasso di letalità (2007): 88% - per paragone, in Egitto (2007): 20 casi, 5 decessi, cfr: 25%). Un paese con più di cento milioni di abitanti, affetto da malattie epidemiche come dengue, tubercolosi, malaria, dissenteria, HIV/AIDS, oltre che colpito da continui disastri come terremoti, alluvioni, valanghe, eruzioni vulcaniche, non riesce più a contenere la malattia aviaria nel pollame, una delle principali fonti proteiche per una popolazione molto spesso in cattive condizioni igieniche e alimentari. La necessità di mettere al centro della lotta alla pandemia influenzale che verrà questo paese è cruciale, sia per tentare di ridurre la mortalità che per prendere tempo qui da noi per prepararci meglio. Lasciare sola l'Indonesia significa mettersi tutti nelle sue condizioni.

Giuseppe ha ragione!

(Anche se l’Indonesia non ha sempre dimostrato di voler collaborare con chi le allungava la mano… )

Qui la notizia della 87esima vittima indonesiana.

Altri post relativi alla situazione indonesiana (7 agosto 18 agosto).

sabato 6 ottobre 2007

Pandemia imminente?... è solo un articolo scientifico e assurda cassa mediatica di risonanza

Due note appena lette mi fanno capire quanto siano importanti i principi che abbiamo cercato di comunicare ieri.

Ministero della Salute
Avitalia (Fonte: Leggo/Sec/Gs/Adnkronos)

Lo ribadiamo: l'articolo scientifico pubblicato in questi giorni non parla di una pandemia influenzale imminente, nè tantomeno di un virus aviario pronto ad assaltare l'uomo.
Attenzione ai titoli dei giornali
Attenzione ai contenuti degli articoli che oltrepassano la realtà e sconfinano nell'immaginario catastrofico.
Invito a leggere con attenzione il post di ieri e i commenti ad esso correlati.

venerdì 5 ottobre 2007

Pandemia imminente?

Oggi la notizia del giorno è la seguente:
Bird flu becoming riskier for humans
Bird Flu Virus Has Mutated
Key step bird flu virus takes to spread readily in humans
Mechanism behind person-to-person bird flu transmission revealed
Key step bird flu virus takes to spread readily in humans
BIRD FLU: VIRUS HAS CHANGED INTO MORE DANGEROUS FORM FOR MAN
Bird flu mutates to infect humans

I titoli di queste news non sono certo rassicuranti, una cosa è certa: quando si parla di H5N1 I toni sono sempre caldi e I titoli di giornale spesso eccessivamente allarmanti.
Una cosa che ho imparato, ad esempio, è che non ci si deve mai fidare delle notizie riportate e si deve sempre indagare, possibilmente arrivando alla fonte della notizia.
In questo caso la fonte della notizia è un articolo scientifico pubblicato su PloS Pathogens.
La collega Livia Borsoi, specializzanda in Sanità Pubblica all’Università di Vienna (ma italianissima!) ha scavato fra le complicate righe dell’articolo e ci ha inviato, per punti, una sintesi delle scoperte degli autori, leggete attentamente...

1) hanno isolato due varianti di H5N1 da alcuni pazienti in Vietnam nel 2004 (VN 1203 e VN1204)
2) le due varianti differivano per la sequenza aminoacidica 627 di PB2 (VN1203 ha una Lys mentre VN1204 ha un Glu)
3) la maggior parte dei virus umani di influenza A hanno in questa posizione una Lys (lisina) , mentre i virus aviari hanno Glu (acido glutammico)
4) gli ammninoacidi in pos. 627 sono stati associati alla specificità d’ospite del virus dell’ influenza A
5) la lisina in pos. 627 é stata associata ad ALTA virulenza di H5N1 nel TOPO
6) La lisina in pos. 627 é stata associata ad un virus H7N7 isolato nell’ UOMO (CASO FATALE) in Olanda nel 2003, sebbene né gli isolati dal paziente del 2003 con congiuntivite (sempre in Olanda) né quelli isolati dai polli durante quell’epidemia avessero la Lys in quella posizione.
7) La Lys in pos. 627 favorisce la crescita efficiente di virus aviari nel tratto respiratorio superiore di mammiferi o la trasmissione efficiente tra di essi.

Su questi presupposti hanno esaminato le due varianti nel modello murino (topi!).
Ecco cosa è stato scoperto:
1) la variante VN1203 con la Lys è ( leggermente) PIÚ PATOGENICA della VN1204 con il Glu
2) la variante VN1203 con la Lys si replica in modo SISTEMICO mentre l’altra rimane confinata agli organi respiratori.
3) Anche invertendo i siti, cioè VN1203 con Glu e VN1204 con Lys in pos. 627-PB2, si avevano gli stessi risultati: la variante con lys determinava un’infezione sistemica ed una efficiente replicazione del virus nel tratto respiratorio superiore

Da studi fatti in precedenza su linee cellulari era stato rilevato che la mutazione con Lys in pos. 627 di PB2 influiva sulla replicazione virale a basse temperature. Da qui nasce l’ ipotesi che la differenza nel tropismo tissutale del topo tra la variante VN1203 ( con Lys) e VN1024 (senza lys) possa originare dalla differente TEMPERATURA DI CRESCITA OTTIMALE.
Quando peró hanno provato le due varianti VN1203 ( con Lys) e VN1024 (senza lys) in fibroblasti di embrioni di pollo il virus si replicava altrettanto bene a tutte le temperature testate.
Allora, non rassegnati, hanno testato le due varianti VN1203 ( con Lys) e VN1024 (senza lys) in cellule di rene canino MDCK e di rene embrionale umano 293 e anche in queste linee cellulari VN1203 ( con Lys) REPLICAVA piú efficientemente di VN1024 (senza lys) a 33 °C.
Comunque, quando hanno fatto lo stesso esperimento in cellule della linea primitiva umana SEA (small airway epithelia) -cellule polmonari- e cellule epiteliali bronchiali e tracheali (NHBE) LE DUE VARIANTI VN1203 e VN1024 NON HANNO MOSTRATO DIFFERENZE SOSTANZIALI A TUTTE LE TEMPERATURE DI CRESCITA. Nella SEA: A 33° C LA VARIANTE CON LYS-627 REPLICAVA UN PO’ MEGLIO DELL’ALTRA, anche se in modo non statisticamente significativo. Nelle cellule NHBE (bronchiali e tracheali) la variante con Lys replicava meglio dell’ altra.

In base a questi risultati gli autori dello studio concludono che la Lys in pos. 627 di PB2 conferisce ad alcuni virus dell’ influenza A la capacità di replicare efficientemente nel tratto respiratorio di TOPI e che questo tipo di mutazioni potrebbe essere il pre-requisito per una più efficace trasmissione interumana.

Ringrazio Livia per questo meraviglioso lavoro di analisi dell’articolo e procedo ad una semplice riflessione:
C’è una asimmetria sostanziale fra quello che gli autori possono concludere attraverso la presentazione dei loro studi e la modalità con cui è stata lanciata la notizia. In fondo non dimentichiamoci che i titolisti (se così si possono chiamare le persone che danno i titoli alle notizie) hanno un unico scopo: scrivere titoli accattivanti per vendere giornali!
La notizia è sicuramente interessante e il significato scientifico è importante da analizzare, ma non si può spaventare il mondo scrivendo che lìH5N1 è mutato ed è pronto a scatenare la pandemia.
Eppure questa mattina, leggendo le varie notizie, pensavo che fossimo a un passo dalla temuta pandemia; dopo l’analisi dell’articolo vi assicuro che questa notte andrò a letto più sereno!

Grazie anche a PloS, che al contrario di tanti altri gruppi editoriali persegue nobili finalità di divulgazione scientifica.
PloS è un’organizzazione non profit di ricercatori e medici che perseguono lo scopo di dare libero accesso alla letteratura scientifica secondo questa linea di pensiero: “Tutto quello che pubblichiamo è utilizzabile liberamente e può essere letto, scaricato, copiato, distribuito e usato in qualsiasi modo si desideri”.
Ecco a voi il full text dell’articolo: buona lettura!

giovedì 4 ottobre 2007

Masterpiece!


(clicca sull'immagine per leggere)
Questo è un libro che vale la pena leggere, dalla prima all’ultima pagina.
La cosa bella: è completamente visionabile on-line!
Il Dr. Greger ha scritto un capolavoro… almeno all’apparenza. La lettura richiederà tempo.
Intanto condivido con tutti coloro siano interesssati il link.
Buona lettura!

mercoledì 3 ottobre 2007

Pandemia e videogames



I modelli matematici sono tenuti in crescente considerazione nell’ambito dell’epidemiologia applicata. Tuttavia, poco può essere fatto per validare questi modelli o per migliorare il loro utilizzo incorporando le variabili legate ai reali comportamenti umani.
Ma recentemente un videogioco on-line, World of Warcraft, ha fornito un eccellente esempio di come si potrebbe cercare di risolvere i limiti dei modelli matematici.
I creatori del gioco hanno introdotto una malattia, nota con il nome di “Sangue Corrotto” (Corrupted Blood), che nel tempo si è diffusa nel mondo virtuale assumendo le fattezze di una vera e propria pandemia letale.
Per entrare nel dettaglio riporto parte di un post pubblicato in onegames da Moreno Tiziani:

Fu introdotta nel 2005 con la patch 1.7, come incantesimo lanciato dal boss Hakkar the Soulflayer, nella nuova regione di Zul’Gurub.
L’incantesimo colpiva il giocatore, che poteva infettare i propri compagni. Ma una volta usciti dalla regione l’effetto della malattia spariva. A un certo punto però dei giocatori si sono accorti che potevano infettare i propri animali addomesticati, che potevano diffondere a loro volta la malattia anche al di fuori di Zul’Gurub.
Fu l’inizio di una pandemia vera e propria, di cui gli avatar dovettero tener conto nella proprie avventure.
Se alcuni rischiano la vita per salvare altri giocatori, c’è anche chi si dilegua per mettersi al sicuro, o anche chi si infetta deliberatamente per spargere il morbo.

La notizia più interessante è che qualche settimana fa Lofgren e Fefferman hanno pubblicato un articolo sul Lancet Infectious Disease (The untapped potential of virtual game worlds to shed light on real world epidemics) proprio in riferimento a questo videogioco, dichiarando che il comportamento umano ha un grande impatto sulla diffusione delle malattie e il mondo virtuale offre una piattaforma eccellente per studiarlo, e affermando che un’appropriata valutazione di questi sistemi di gioco potrebbe portare ad un miglioramento delle capacità dei modelli di simulazione nel campo della ricerca per le malattie infettive.
Non ho letto l’articolo ma la notizia è sicuramente interessante e apre nuovi scenari per l’avanzamento nel campo dei modelli matematici applicati alla diffusione delle malattie infettive (che in questo periodo vanno molto di moda).
Peccato che nella vita reale non si possa agire come fecero gli amministratori del videogame quando, incapaci di far fronte al dilagare della malattia, dovettero riavviare i server e modificare il codice sorgente del morbo per renderlo più gestibile!

Inserisco un link per la riflessione su quelli che potrebbero essere dei “revisori terribili” rispetto a questo tipo di articoli!

Infine un altro link per capire cosa si intende quando si parla di modelli matematici applicati alla diffusione delle malattie infettive: Scenari di diffusione e controllo di una pandemia influenzale in Italia

martedì 2 ottobre 2007

Preparazione regionale: settembre 2007



Situazione aggiornata rispetto a giugno:
Emilia Romagna, Umbria e Sardegna hanno il proprio piano pandemico regionale.
Mancano ancora all'appello 10 regioni.
Chi fosse interessato può leggere il Piano Pandemico della Regione Umbria!

venerdì 28 settembre 2007

Pandemia influenzale: pratiche promettenti!

Oggi non ci sono solo cattive notizie!
Il CIDRAP e il PCS hanno lanciato questa meravigliosa iniziativa per aiutare a rafforzare la preparazione della Sanità Pubblica ad una pandemia influenzale. Il metodo è quello di una banca-dati di pratiche di Sanità Pubblica che possono essere considerate promettenti sulla base di un sistema di revisione tra pari (peer-review, esperti che giudicano la bontà metodologica dei progetti).
Il progetto è stato finanziato dal Pew Charitable Trusts.
Peccato che raccolga solo le pratiche USA!

In Italia… provare a riprodurre questa iniziativa non sarebbe una cattiva idea!

(clicca sull'immagine)

Bad News


L’autopsia effettuata su una giovane donna incinta morta per aver contratto l’H5N1 ha dimostrato il passaggio del virus nel feto. L’articolo scientifico dovrebbe essere pubblicato nei prossimi giorni su Lancet. In attesa di capire qualcosa dalla lettura dell’articolo riporto gli elementi salienti apparsi nelle cronache odierne:
- Nel feto (di 4 mesi) sono state riscontrate cellule infettate dall’H5N1
- I danni ai polmoni del feto non sono risultati gravi come quelli riscontrati nei polmoni materni, verosimilmente per la sostanziale assenza del sistema immunitario.
- Fino ad oggi le donne incinte e infettate dal virus (circa 6) sono morte o hanno subito un aborto spontaneo, per questo l’OMS raccomanda fortemente il trattamento con antivirali delle donne in gravidanza infettate dall’H5N1
- Nonostante l’elevato numero di vittime dell’Aviaria le autopsie praticate sui cadaveri sono state pochissime, sembra che il fattore culturale possa incidere su questo aspetto: molti decessi si sono verificati in paesi dove le autopsie non vengono praticate per motivi culturali. Di fatto, quella descritta dagli autori della ricerca, è la prima autopsia eseguita sul corpo di una donna incinta morta per H5N1 e sul proprio feto.
- Sembra possibile pensare che il virus sia passato attraverso la placenta dando dimostrazione di poter circolare nel sangue e essere la causa di una malattia disseminata.

Fino ad ora si è ritenuto comunemente che i tradizionali virus influenzali non venissero trasmessi al feto, ecco perché il passaggio del virus dell’Influenza Aviaria al feto è di particolare interesse e argomento che richiede ulteriori approfondimenti.

Per approfondire la notizia (in inglese): leggere qui

Fonte: Canadian Press

Aggiornamento (29.09.07)
Riporto l'Abstract dell'articolo pubblicato sul Lancet:

Background
Human infection with avian influenza H5N1 is an emerging infectious disease characterised by respiratory symptoms and a high fatality rate. Previous studies have shown that the human infection with avian influenza H5N1 could also target organs apart from the lungs.
Methods
We studied post-mortem tissues of two adults (one man and one pregnant woman) infected with H5N1 influenza virus, and a fetus carried by the woman. In-situ hybridisation (with sense and antisense probes to haemagglutinin and nucleoprotein) and immunohistochemistry (with monoclonal antibodies to haemagglutinin and nucleoprotein) were done on selected tissues. Reverse-transcriptase (RT) PCR, real-time RT-PCR, strand-specific RT-PCR, and nucleic acid sequence-based amplification (NASBA) detection assays were also undertaken to detect viral RNA in organ tissue samples.
Findings
We detected viral genomic sequences and antigens in type II epithelial cells of the lungs, ciliated and non-ciliated epithelial cells of the trachea, T cells of the lymph node, neurons of the brain, and Hofbauer cells and cytotrophoblasts of the placenta. Viral genomic sequences (but no viral antigens) were detected in the intestinal mucosa. In the fetus, we found viral sequences and antigens in the lungs, circulating mononuclear cells, and macrophages of the liver. The presence of viral sequences in the organs and the fetus was also confirmed by RT-PCR, strand-specific RT-PCR, real-time RT-PCR, and NASBA.
Interpretation
In addition to the lungs, H5N1 influenza virus infects the trachea and disseminates to other organs including the brain. The virus could also be transmitted from mother to fetus across the placenta.

mercoledì 19 settembre 2007

H5N1 in Cina... ma non erano state vaccinate?

Non è una novità: nella provincia di Guandong, nel sud della Cina, 10.000 anatre sono morte di influenza aviaria e oltre 100.000 sono state abbattute nel tentativo di arrestare la diffusione della malattia.
Notizia di questi giorni è che Yu Yedong, direttore del Guangdong Animal Epidemic Prevention Center, ha comunicato che le anatre morte erano state vaccinate con una dose di vaccino; ha inoltre affermato che la bassa efficacia del vaccino potrebbe essere alla base della diffusione dell’infezione.
Revere (Effect Measure) ha scritto un interessante post in merito.
Riporto gli interrogativi (leciti) che sorgono da tutta questa storia:
Il virus è mutato e il vaccino utilizzato non è più efficace?
Forse il vaccino non è mai stato tanto efficace?
Forse erano necessarie più dosi di vaccino per innalzare il livello di efficacia?
Si è parlato di una vaccinazione che in realtà non è stata effettuata?
Sì è verificata una combinazione di questi fattori?
L’unica cosa che sappiamo è che nessuna strategia è riuscita, finora, ad arrestare l’H5N1.

lunedì 17 settembre 2007

H5N1 in Cina



Beijing (Cina) - Nella giornata di domenica il Ministro dell’Agricoltura ha comunicato che una sospetta epidemia di influenza aviaria avrebbe ucciso circa 10.000 anatre nella provincia di Guangdong, nel sud della cina.
I decessi dei primi animali sono stati riportati il 5 settembre, in cinque allevamenti del distretto di Panyu, vicino Hong Kong. Da quel giorno sono morte oltre 9.800 anatre e i test su campioni di tessuto che hanno dimostrato la presenza del virus ad alta patogenicità H5N1.
Ulteriori analisi sono state condotte in Beijing per confermare il sospetto diagnostico. Alla data del 14 settembre sono già state abbattute oltre 32.000 anatre nel tentative di contenere l’epidemia.

Fonte: Associated Press

mercoledì 12 settembre 2007

100 !

Oggi PandemItalia compie 5 mesi e raggiunge la quota esatta di 100 post pubblicati.
Un bilancio di questi primi cinque mesi di attività potrebbe essere sintetizzato nei pochi numeri che seguono:

100 post pubblicati (a dimostrazione di un’attività che sforziamo di mantenere costante);
4 collaboratori (due effettivi, due stanno preparando i primi contributi che a breve verranno pubblicati);
Oltre 600 visite e più di 1000 pagine visualizzate;
13 feed subscribers (le persone che vogliono rimanere aggiornate sui contenuti del blog).
Ma pochi, pochissimi commenti…

Elementi positivi e negativi dunque ma la stessa forte convinzione che PandemItalia possa essere utile!

E dopo 5 mesi di vita introduciamo l’elemento “sondaggio”, che ci consentirà di lanciare alcune domande in tema di pandemia influenzale.
Appariranno nella colonna sinistra, al fianco dei post. Ne sono già presenti due… esprimete le vostre opinioni!

lunedì 10 settembre 2007

Empowerment



Uno degli indiscutibili pilastri della prevenzione è la conoscenza!
Essere informati, essere a conoscenza delle cose per crescere nell'autonomia, nella consapevolezza, nel controllare attivamente la propria vita. È tecnicamente chiamato "empowerment" e letteralmente significa "accrescere in potenza".
Utile, dunque, rimanere aggiornati e riconoscere fonti di informazione autorevoli, di cui potersi fidare. Ecco un elenco di loghi che devono entrare nella nostra mente, a garanzia di informazioni tecniche certe, autorevoli e sicure...






Per rimanere in tema: pubblicato oggi un aggiornamento sull'influenza aviaria di EpiCentro

domenica 9 settembre 2007

Aggiornamento



Le ultime notizie:
In Germania e in Russia continuano le segnalazioni di focolai epidemici di influenza aviaria in allevamenti di oche e polli e il conseguente abbattimento di migliaia di uccelli.
Anche in Italia è stata riscontrata la positività di alcuni esemplari ad un virus aviario. Non si tratta del temuto H5N1 ma di un virus a bassa patogenicità, dunque non pericoloso per la salute pubblica. Si sta procedendo ugualmente all'abbattimento dei volatili.
Nel frattempo in Vietnam si sono verificati i decessi di due persone: un giovane di 22 anni e un anziano di 76. I virus responsabili sono risultati essere l'H3N1 e l'H3N2. Non virus aviari, dunque, ma la comune influenza stagionale a causa dei due decessi.

venerdì 7 settembre 2007

sabato 1 settembre 2007

Isolamento e quarantena coatti in caso di pandemia

Recentemente il New England Journal of Medicine ha pubblicato un articolo su potere legale e diritti legali (Parmet, 2007). L’articolo prende in considerazione il caso, apparso anche sui giornali italiani, del malato di TBC multiresistente che, pur consapevole del proprio stato, ha attraversato numerosi paesi europei tra cui l’Italia.
In breve, il soggetto è venuto in Europa per sposarsi e, a Roma, è stato raggiunto dalla telefonata dei sanitari dei CDC che gli comunicavano i risultati degli esami di laboratorio che evidenziavano una TBC estensivamente multiresistente. Consigliato di restare fermo in attesa di istruzioni, per la paura di essere ricoverato in un ospedale italiano, l’interessato fuggiva a Praga e da lì in Canada, rientrando negli Stati Uniti in auto. Tutto questo perchè, negli Stati Uniti, esiste un elenco di soggetti che non possono essere accolti sugli aerei (no-fly list) non applicabile fuori del territorio statunitense. Anche il passaggio della frontiera con il Canada è avvenuto malgrado la segnalazione alle autorità di confine. Negli Stati Uniti l’interessato è stato rintracciato e sottoposto a provvedimento restrittivo secondo una modalità mai utilizzata negli ultimi 40 anni.
I mezzi di comunicazione si sono interessati al problema creando un notevole stato di ansia nella popolazione e aprendo un dibattito scientifico sull’argomento.
L’autrice dell’articolo per prima cosa puntualizza i termini isolamento e quarantena: il primo riguarda i malati contagiosi e il secondo i contatti ancora sani dei malati. Entrambi i provvedimenti possono essere volontari o coercitivi: ad esempio durante l’epidemia di SARS in Asia la quarantena è stata utilizzata anche in modo coercitivo.
Dal punto di vista legale, la restrizione della libertà individuale da parte delle autorità sanitarie per motivi di salute pubblica è stata ampiamente accettata in passato negli Stati Uniti. Un esame storico dell’utilizzo di questi provvedimenti ha però messo in luce notevoli disuguaglianze nella loro applicazione: in particolare, questi provvedimenti hanno colpito prevalentemente la popolazione nera e i senza casa anche se, effettivamente, questi hanno rappresentato spesso la popolazione meno disposta a collaborare con le autorità, rendendo la misura più necessaria.
In tempi più recenti, le corti americane hanno manifestato la tendenza a tutelare di più gli individui, specificando che i provvedimenti restrittivi possono essere presi solo quando non esiste alcun altro mezzo per tutelare la collettività e identificando questo solo con la mancanza di collaborazione da parte del paziente. Ovviamente il giudizio diventa in questo modo molto più soggettivo e difficile da applicare.
Nel caso clinico citato dall’articolo, è anche emerso che ulteriori indagini hanno poi dimostrato che la prima diagnosi era sbagliata e che la TBC era multiresistente, ma non estensivamente multiresistente e che quindi le restrizioni potevano essere, almeno in parte, evitate. Questo è un ulteriore argomento a favore delle cautele nell’impiego di provvedimenti restrittivi.
Infine, viene discussa l’efficacia di tali provvedimenti considerando che l’eventuale successo è legato alla tempestività e alle corrette modalità della sua attuazione, ma che in ogni caso la diffusione della malattia non può essere evitata.
L’articolo conclude sollevando molti dubbi sull’efficacia del provvedimento utilizzato in modo coercitivo sottolineando l’importanza del rapporto di collaborazione da parte del paziente.
Le argomentazioni discusse valgono sicuramente per la TBC estensivamente resistente, una delle malattie infettive più pericolose attualmente in circolazione, ma sono applicabili anche ad altre patologie infettive come la SARS, l’AIDS o l’influenza pandemica. Per quanto riguarda l’AIDS, il problema è dato dalla durata del periodo di infettività che renderebbe i provvedimenti restrittivi molto lunghi e quindi difficili da controllare; tuttavia il problema esiste in quanto è noto che alcuni soggetti hanno deliberatamente infettato numerose persone nascondendo il loro stato.
Nel caso dell’influenza pandemica è ragionevole pensare ad un ipotetico effetto positivo solo nelle prime fasi, ovvero in quel momento (uno o due mesi al massimo) in cui è teoricamente possibile ritardare la diffusione del virus in una nazione o in una collettività.
E’ comunque difficile pensare all’uso di provvedimenti restrittivi coatti in una pandemia in quanto, per un uso efficace di questo provvedimento, è necessario: avere un sistema di diagnosi rapida particolarmente efficace, essere in grado di definire molto chiaramente i criteri di collaborazione o non collaborazione da parte del paziente, avere la possibilità di attivare un sistema di restrizione in modo rapido ed efficace, mantenere il controllo della situazione.
E’ facile immaginare invece come, in questa fase della pandemia, la pressione da parte dei mezzi di comunicazione di massa e lo stato di ansia della popolazione possa interferire in modo consistente sull’uso di queste misure. Da un lato, la paura potrebbe favorire la collaborazione rendendo inutile l’uso della coercizione ma, dall’altro, essendo questi provvedimenti visibili e sicuramente divulgati, aumenterebbero l’ansia e la confusione, in cambio di un’efficacia decisamente dubbia.
In conclusione, sembra opportuno che i servizi di sanità pubblica siano comunque preparati ad utilizzare questi mezzi che potrebbero avere un ruolo determinante in alcune malattie infettive (TBC multiresistente, febbri emorragiche, AIDS, SARS, ecc.). Questo significa disporre già di protocolli e contatti consolidati in modo da non perdere tempo in caso di necessità.
Nel caso dell’influenza pandemica, sembra invece ragionevole riservare questa procedura a situazioni eccezionali, utilizzando le risorse disponibili per provvedimenti di efficacia maggiormente dimostrata.

Bibliografia:
Parmet WE. Legal power and legal rights – isolation and quarantine in the case of drug-resistant tuberculosis. NEJM 357;5, 433-435, 2007

mercoledì 29 agosto 2007

Occhio alle bufale!

Qualcuno ha timidamente proposto la notizia, ma nessuno abbocchi: il fatto che sia stata dimostrata la trasmissione interumana del virus H5N1 non significa che sia lecito pensare ad un passaggio dalla fase III alla fase IV di allerta pandemica.
Secondo le indicazioni dell'OMS la fase III è caratterizzata dalla seguente condizione:
Trasmissione interumana assente o limitata

Mentre la fase IV si avrebbe se si verificasse la seguente condizione:
Evidenza di un aumento della trasmissione interumana

Quindi affermare che si prospetta un passaggio di fase è assolutamente fuori luogo.
Inoltre sapevamo già della trasmissione interumana, era già stata segnalata lo scorso anno. Il modello matematico applicato dai ricercatori statunitensi non aggiunge molto alle conoscenze già in nostro possesso.