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domenica 8 agosto 2010

Regione Marche, caso grave di H1N1

È di qualche giorno fa la notizia di un nuovo caso di H1N1 in un marchigiano, rientrato dall'India e presentatosi all'attenzione dei sanitari ha sviluppato nei giorni scorsi condizioni cliniche così gravi da necessitare il trasporto a Monza, presso il Centro nazionale di riferimento per il trattamento delle forme molto severe di “sindromi da distress respiratorio acuto (ARDS).

Ecco il comunicato stampa della Regione Marche:
Da ieri sera (4 agosto 2010) è ricoverato, presso il reparto di rianimazione dell’Ospedale San Gerardo di Monza, G.A., di anni 54, residente in un comune della Zona territoriale 8 di Civitanova Marche, risultato affetto da virus A/H1N1, causa della pandemia 2009. Rientrato da un viaggio in India il 24 luglio, due giorni dopo è stato inviato al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche dal proprio medico curante per febbre elevata e tosse. Per l’aggravarsi delle condizioni cliniche, l’uomo, già affetto da diabete, cardiopatia ipertensiva e obesità grave, è stato trasferito prima presso la rianimazione di quella Zona territoriale, poi presso la Clinica di Anestesiologia e Rianimazione dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona. Nella giornata di ieri, permanendo le condizioni critiche, la Regione , in accordo con il ministero della Salute, ha contattato il Centro nazionale di riferimento per il trattamento delle forme molto severe di “sindromi da distress respiratorio acuto (ARDS)” istituito presso la Rianimazione dell’ospedale San Gerardo di Monza, con il quale esistono accordi convenzionali per il trattamento di casi gravi di insufficienza respiratoria. Dopo valutazione clinica congiunta del caso, da parte dei medici delle due Rianimazioni, è stato deciso il trasferimento presso il Centro lombardo: questo permetterà, se necessario, anche il trattamento con ECMO (tecnica di supporto cardiopolmonare, N.d.R.), per l’ossigenazione extracorporea. Il trasferimento è avvenuto ieri sera, in ambulanza, con la presenza di una équipe rianimatoria dedicata, giunta appositamente, ad Ancona, dall’ospedale di Monza. Attualmente le condizioni del paziente sono stazionarie. Il dipartimento di Prevenzione della Zona territoriale 8 ha già attivato le procedure previste e sperimentate, nel 2009 durante la pandemia. I familiari e le persone più vicine sono sotto sorveglianza, ma non mostrano segni e sintomi di malattia. Il direttore del servizio Salute, Carmine Ruta, evidenzia che “il caso singolo registrato non comporta alcun rischio per la popolazione della regione Marche; infatti l’indagine epidemiologica indica che G.A. ha contratto il virus durante il suo soggiorno in India. Dall’ultimo bollettino epidemiologico, diramato il 28 luglio, il ministero della Salute, segnala che, pur rimanendo bassa l’attività del virus in Asia, la trasmissione del virus influenzale pandemico è più alta in alcune zone dell’India, in Cambogia e a Singapore”.

sabato 24 aprile 2010

Un anno fa quest'oggi

Nelle prime ore del 24 aprile 2009 si è diffusa la notizia di numerosi casi di influenza suina in Messico e Usa. Ecco riproposte le notizie dell'anno scorso, quando col fiato sospeso ci domandavamo cosa stesse succedendo in America.
Influenza Suina in Messico e USA: pandemia?
Influenza Suina: il comunicato del Ministero
Influenza Suina: cronaca di una preoccupante giornata

A distanza di due mesi l'OMS avrebbe dichiarato la prima pandemia influenzale del XXI secolo.

lunedì 29 marzo 2010

Un po' di chiarezza sulle dosi di vaccino "disprezzate"

Con l'Ordinanza n. 3798 il Presidente del Consiglio dei Ministri ha definito alcune "Disposizioni urgenti di protezione civile finalizzate a fronteggiare il rischio della diffusione del virus influenzale A (H1N1)".
Nell'Ordinanza si autorizzava il direttore generale della prevenzione sanitaria del Dipartimento prevenzione e comunicazione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali... anche esercitando diritti di prelazione gia' acquisiti presso produttori farmaceutici per contrastare altri tipi di pandemie influenzali con produttori farmaceutici, ad acquisire in termini di somma urgenza la fornitura di dosi di vaccino, farmaci antivirali ed i dispositivi di protezione individuale necessari per assicurare la vaccinazione delle categorie sensibili e comunque di almeno il quaranta per cento della popolazione residente nel territorio nazionale.

Ora c'è una nuova Ordinanza, sempre firmata da Berlusconi, la n. 3860 del 17 marzo 2010 "Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile finalizzate a fronteggiare il rischio della diffusione del virus influenzale A (H1N1)."
La nuova Ordinanza stabilisce che "l'autorizzazione all'acquisto di cui all'art. 1, comma 1, dell'Ordinanza n. 3798 e' rideterminata quantitativamente nella misura massima indicata nella nota dell'Istituto superiore della sanita' indicata in premessa."

E in premessa è riportato quanto indicato dall'ISS e cioè: «il quantitativo di vaccini pandemici ancora disponibili nel nostro Paese (circa 8 milioni di dosi) e' piu' che sufficiente a limitare gli effetti negativi di un'eventuale, ulteriore circolazione di A/H1N1 2009 almeno sino all'inizio della prossima stagione influenzale».

Dunque non si parli più di 24 milioni di dosi acquistate. Ne sono stati acquistati 8 milioni e questi ci bastano! Sono state somministrate circa 1 milione di dosi di vaccino e le dosi "sprecate", dunque sarebbero pari a sette milioni. Poi mi risulta che i vaccini siano già stati ritirati in buona parte dalle Regioni e sul destino delle dosi ritirate non c'è molta chiarezza. Un'ipotesi è che siano destinate a quei Paesi nei confronti dei quali l'Italia ha qualche dovere nell'erogare aiuti umanitari che, in questo caso, non si tradurrebbero in beni di prima necessità ma in dosi di vaccino pandemico (si tratta pur sempre di aiuti... no?!). Quello che è certo è che nelle Regioni è rimasta una quota di vaccini pari a circa il numero di quelle già somministrate. Questo milione di dosi mantenute sul territorio probabilmente non verranno mai utilizzate entro la data di scadenza dei lotti (che dovrebbe essere quella del 31 luglio 2010), ma un conto sono le 23 milioni di dosi sprecate dell'immaginario collettivo, altra cosa è il reale numero di dosi "sprecate" che, a questo punto, è molto più corretto stimare in numero compreso tra 1 e 7 milioni.
Poi ci sarebbe da dire qualcosa sul termine "dosi sprecate". Le dosi, nella realtà dei fatti, non sono state "sprecate"... sono state semmai "disprezzate", in primis da operatori sanitari disinformati che hanno insinuato il dubbio nella popolazione di per sè già particolarmente confusa. Se c'è stato spreco quello spreco non è imputabile a chi ha messo a disposizione una risorsa preventiva ma a chi su quella risorsa ha sputato, preferendo correre il rischio sanitario di essere infettati dal nuovo virus influenzale A/H1N1 2009.

mercoledì 17 febbraio 2010

Class action

Il Codacons ha promosso una Class Action nei confronti della pubblica amministrazione per i danni economici provocati dall’allarmismo per il virus H1N1. L’obiettivo è di ottenere dal ministero della Salute parte dei soldi spesi per la fornitura di vaccini, per prevenire una pandemia che secondo il Codacons si sarebbe rivelata un “bluff” mondiale.
Qui la notizia del 15 gennaio su corrieredellasera.it.
A me sembra una stupidissima azione da parte del Codacons.
Giudico sbagliate le motivazioni e quindi del tutto inappropriata la Class Action.
Secondo il Codacons il Ministero della Salute avrebbe provocato allarmismo ingiustificato. Eppure siamo testimoni dell'operazione, tecnicamente scorretta, di "normalizzazione" della pandemia influenzale che il Ministero ha cercato di portare avanti nel corso dei mesi e questo è stato fatto con l'obiettivo di non allarmare la popolazione italiana. Inoltre il Codacons dimostra di sostenere la tesi della "pandemia bluff". Nulla di più sbagliato, scorretto e irresponsabile.

lunedì 25 gennaio 2010

La storia di Luke Duvall

Traduco l'interessante storia di Luke Duvall, raccontata con semplicità da lui stesso.
I contenuti originali sono nel sito dei CDC.

Sono Luke Duvall, sopravvissuto dal virus H1N1, e questa è la mia storia.
Il 4 ottobre 2009 ho cominciato ad accusare alcuni dei sintomi dell'H1N1. In quel momento non sapevo che ben presto avrei combattuto per rimanere in vita. Il 6 ottobre sono stato portato d'urgenza al Pronto Soccorso perchè avevo difficoltà a respirare. Non ero in grado di prendere abbastanza aria neanche per parlare chiaramente. Il giorno successivo sono stato trasportato in elicottero all'Arkansas Children's hospital e ho trascorso i successivi 17 giorni della mia vita attaccato ad un respiratore, combattendo per rimanere in vita e altri 17 giorni per re-imparare a camminare, mangiare e bere di nuovo. Alla fine ho vinto la mia battaglia e sono tornato a casa il 10 novembre. Nel mese della mia lotta ho perso 16 kg e metà del campionato di football. Non sono stato in grado di riprendere la scuola fino al 5 gennaio. Se avessi avuto l'opportunità di essere vaccinato l'avrei fatto per avere tutte le cose che ho perso. La vaccinazione si fa in pochi secondi e salva dai dispiaceri e dai problemi. La mia vita e la vita della mia famiglia è cambiata per sempre. Il vaccino avrebbe prevenuto tutto questo. Se non lo vuoi fare per te stesso fallo per gli altri perchè questo è un problema che non riguarda solo te stesso ma le intere città e comunità. Fallo per loro, fallo per te stesso, in ogni modo fallo e basta.

mercoledì 23 dicembre 2009

Aggiornamento sulla mutazione D222G del virus influenzale pandemico A/H1N1v in Italia (ISS 22 dicembre 2009)

Ecco quanto riportato nel sito dell'ISS.

A seguito dell’esame retrospettivo delle sequenze di ceppi di virus influenzale pandemico A/H1N1v da parte del National Influenza Center del Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate, sono stati identificati in totale due casi, fra loro legati, in cui era presente una mutazione che ha determinato la sostituzione di un aminoacido nella emagglutinina (D222G). L’infezione è stata trasmessa da un paziente affetto da una grave polmonite virale a un familiare, il quale ha però sviluppato una sindrome influenzale ad andamento benigno. Entrambi i virus sono risultati sensibili agli inbitori della neuraminidasi, incluso il Tamiflu. Altre 10 persone (familiari, amici e personale sanitario) esposte ai due pazienti durante la fase acuta di malattia non hanno sviluppato alcun sintomo. Inoltre, la mutazione non è stata riscontrata in nessuna delle sequenze ottenute da oltre 70 pazienti con influenza A/H1N1v provenienti da diverse regioni italiane. La mutazione in questione è quindi trasmissibile ma l’efficienza della trasmissione sembra essere limitata; inoltre, la diversa gravità della malattia nei due casi identificati in Italia non supporta una forte associazione con forme gravi di influenza.
Per un maggiore approfondimento dei fatti: leggi la notizia su darwinflu.

lunedì 14 dicembre 2009

Aspettando la seconda ondata

Alcuni mi guardano sconcertati quando parlo loro di seconda ondata pandemica. Eppure a me sembra qualcosa di ovvio. Dovrei essere più cauto; dovrei aggiungere qualche "se" in più; forse dovrei moderare i toni con l'utilizzo di qualche condizionale.
Eppure ripeto: che in Italia si abbia una seconda ondata pandemica mi pare più una certezza che una possibilità.
Felice se ciò non accadesse, ovviamente!
Frieden, Direttore dei CDC, ha già avuto a che fare con due ondate pandemiche negli USA, quella estiva (giugno - luglio) e quella autunnale (ottobre-novembre). Dalle sue ultime parole si evince con chiarezza che i CDC si preparano ad una terza ondata. Dice Frieden:
"Noi stimiamo che ci siano stati circa 50 milioni di casi, per lo più tra i giovani adulti e i bambini. Più di 200.000 ospedalizzazioni... e, purtroppo, circa 10.000 decessi, tra cui 1100 decessi di bambini e 7500 decessi di giovani adulti... Questo significa che il 15% dell'intera popolazione è stata infettata dall'H1N1, cioè 1 su 6. Questi numeri indicano che molte persone non sono ancora state infettate e rimangono suscettibili alla nuova influenza. "
Da Google Flu Trends, la situazione in USA (la curva blu rappresenta l'attuale stagione influenzale, quelle più chiare rappresentano le curve stagionali degli anni passati):

Figura 1 - Attività influenzale in USA secondo Google Flu Trends (in blu: attività luglio-novembre 2009)


Paesi come l'Australia e la Nuova Zelanda hanno registrato un unico picco, durante il nostro periodo estivo (il loro inverno); in Nuova Zelanda l'influenza pare aver colpito più duramente che in Australia, nonostante le due nazioni condividano lo stesso emisfero e siano confinanti.

Figura 2 - Attività influenzale in Australia secondo Google Flu Trends (in blu: attività gennaio-novembre 2009)



Figura 3 - Attività influenzale in Nuova Zelanda secondo Google Flu Trends (in blu: attività gennaio-novembre 2009)



Poi ci sono le Nazioni come Francia e Spagna (Figura 4 e 5) che presentano andamenti simili a quello registrato in casa nostra (purtroppo per noi il sistema Flu Trends non è attivo per l'Italia).
Anche in Spagna sono state registrate due ondate. L'ondata autunnale spagnola ha ripercorso, in termini d'intensità, quella estiva. In Francia la situazione pare sovrapponibile a quella italiana: piccoli movimenti di attività in corrispondenza dei mesi estivi e seconda ondata ben più consistente in autunno.

Figura 4 - Attività influenzale in Francia secondo Google Flu Trends (in blu: attività luglio-novembre 2009)



Figura 5 - Attività influenzale in Spagna secondo Google Flu Trends (in blu: attività luglio-novembre 2009)


Infine ci sono i Paesi freddi, molto freddi. In Ucraina il trend è quello presentato in figura 6. Qui sembra che ad una prima consistente ondata autunnale (quella che ha fatto temere il peggio qualche settimana fa) ne faccia immediatamente seguito un'altra. Ovviamente è ancora troppo presto per esprimersi e attendiamo che passi qualche settimana per leggere meglio il fenomeno.

Figura 6 - Attività influenzale in Ucraina secondo Google Flu Trends (in blu: attività luglio-novembre 2009)


Sperando che nessuno soffra di mal di mare... qualche "italica" considerazione dalla visione di queste onde:
- In Italia, così come in molti altri Paesi, il tasso di attacco fin'ora registrato non può dirsi "pandemico". Se negli USA (dopo due ondate) il tasso d'attacco è del 15% in Italia (anche considerando i dati epidemiologici forniti dall'ISS) il tasso d'attacco non dovrebbe aver superato il 10% della popolazione totale.
- Quindi c'è popolazione non immune in abbondanza. Se il virus pandemico dovesse cominciare a circolare nuovamente e in modo sostenuto lungo la nostra penisola troverebbe di certo soggetti suscettibili all'infezione.
- Da che mondo è mondo i virus influenzali, alle nostre latitudini, circolano in maniera molto più sostenuta nei mesi invernali e stiamo procedendo rapidamente verso l'inverno, con la contestuale brusca riduzione delle temperature.
- Le misure di sanità pubblica adottate da un Paese hanno di sicuro la possibilità di incidere positivamente nel ritardare ed appiattire un'ondata influenzale. Purtroppo, in Italia, la bassa copertura vaccinale con vaccino pandemico non limiterà di un centimetro l'avanzata di una nuova ondata.
Credo che la Sanità Pubblica italiana faccia bene a non abbassare la guardia. Così come i cittadini italiani dovrebbero riflettere lungamente prima di considerare come inopportuna l'idea di vaccinare se stessi o i propri figli qualora se ne abbia la possibilità.

lunedì 27 luglio 2009

Nuova circolare ministeriale... criteri di sorveglianza stravolti!

Ecco la Circolare del 27 luglio 2009. Contiene indicazioni relative alla prevenzione, sorveglianza e controllo della Nuova influenza da virus influenzale A/H1N1.
La Circolare stabilisce che è tempo di passare gradualmente dalle misure di "contenimento" alle misure di "mitigazione". La sorveglianza virologica viene ad essere completamente stravolta. I casi sospetti non saranno più testati e la sorveglianza sarà garantita a campione.
Mi chiedo se non sia troppo presto adottare una tale linea di comportamento. Mi chiedo se non sia ancora il caso di adottare strategie di contenimento, visto che in Italia non ci sono ancora evidenze di trasmissione comunitaria.
Domani il Comitato Pandemico Regionale delle Marche si riunirà d'urgenza per studiare la Circolare e cercare di stabilire indicazioni operative per l'applicazione di quanto previsto.
Altri post seguiranno, perchè da oggi in Italia le cose cambieranno parecchio.

Circolare ministeriale del 27 luglio 2009: Aggiornamento delle indicazioni relative alla prevenzione, sorveglianza e controllo della nuova influenza da virus influenzale A/H1N1

In Argentina il primo italiano morto per influenza A/H1N1 2009

La notizia è stata trasmessa dall'ANSA (leggi qui):

Giulio Masserano, un romano che viveva in Argentina, è morto oggi a causa della influenza A. Si tratta del primo italiano deceduto per tale malattia."Mio padre è morto stamane alle 06.30 (locali) all'Ospedale italiano di Buenos Aires", ha detto all'ANSA la figlia Erica precisando che Masserano "era stato ricoverato in terapia intensiva per polmonite virale più di un mese fa". "Nel momento del ricovero era una settimana che aveva la febbre e la tosse", ha detto ancora la figlia di Masserano. Masserano aveva 56 anni. Nel 1993 la famiglia si era trasferita in Argentina.

giovedì 9 luglio 2009

Enhanced epidemiological surveillance of influenza A(H1N1)v in Italy

Il numero di Eurosurveillance del 9 luglio 2009 dedica un articolo alla situazione epidemiologica italiana e descrive il sistema di sorveglianza attivo nel nostro Paese.
Leggi il rapporto “Enhanced epidemiological surveillance of influenza A(H1N1)v in Italy” (in inglese). Un grazie infinite a Caterina Rizzo e ai colleghi dell'Istituto Superiore di Sanità che stanno lavorando per noi, nel preparare la risposta italiana alla pandemia influenzale.
La traduzione del lavoro sarà disponibile su EpiCentro nei prossimi giorni.

Rizzo C, Declich S, Bella A, Caporali MG, Lana S, Pompa MG, Vellucci L, Salmaso S. Enhanced epidemiological surveillance of influenza A(H1N1)v in Italy. Euro Surveill. 2009;14(27):pii=19266. Available online: http://www.eurosurveillance.org/ViewArticle.aspx?ArticleId=19266

martedì 30 giugno 2009

Primo decesso in Spagna

Oggi si è registrato il primo decesso in Spagna per influenza da virus A/H1N1. Si tratta di una giovane donna (20 anni) alla 28esima settimana di gestazione. È il primo caso mortale in Spagna e il quarto nei Paesi dell Unione Europea. Almeno altri due casi confermati spagnoli sembrano versare in gravi condizioni (leggi qui).
Leggi il comunicato del Ministero della Salute spagnolo.

venerdì 26 giugno 2009

Cosa succede in Argentina?

BUENOS AIRES (Fonte: Latin American Herald Tribune) – La diffusione del virus influenzale A/H1N1 in Argentina ha causato 18 decessi ed è responsabile della crescente preoccupazione da parte della popolazione e dei primi problemi assistenziali a carico delle strutture ospedaliere. Il virus, secondo gli utimi dati governativi (relativi a martedì), ha infettato circa 1300 persone. Tutti decessi tranne uno sono relativi a residenti di Buenos Aires, dove le autorità sanitarie hanno sospeso i ricoveri ospedalieri non essenziali. Vista la mancanza di personale sanitario per gestire l'emergenza le Autorità sanitarie stanno analizzando la possibilità di riammettere a lavoro medici in pensione così come di mobilitare gli studenti di medicina prossimi alla laurea.
Ovviamente pare evidente come molti pazienti siano sfuggiti alla diagnosi di infezione da A/H1N1 che, come insegna l'epidemia messicana, sembra essere una costante caratterizzante i Paesi con sistemi sanitari non propriamente eccellenti. E mi auguro che sia così, altrimenti un case-fatality ratio di 18 su 1300 persone sarebbe da spiegare, perchè ben differente da quello che si può osservare negli altri Paesi coinvolti dalla Pandemia.

mercoledì 24 giugno 2009

Mutazione virale

È stata segnalata l'acquisizione della mutazione E627K nella sequenza della polimerasi basica da parte di un virus H1N1v isolato in Cina (la sequenza dovrebbe essere liberamente consultabile - previa registrazione - su GISAID) l'argomento è ampiamente trattato qui.
Questa particolare mutazione consente ai virus influenzali di proliferare a temperature più basse di quelle presenti nelle vie respiratorie degli animali (attorno ai 33-37 gradi), temperatura presente nel rino-faringe umano; mentre i virus animali crescono piu' rapidamente nelle basse vie respiratorie, quelli 'adattati' all'uomo e presentanti la mutazione in questione crescono meglio nel naso e in gola, favorendo la trasmissione tramite starnuti, fra l'altro. Ora l'H1N1v ha dimostrato ampiamente di trasmettersi con o senza questa mutazione per via respiratoria e in modo estremamente efficiente. Questa mutazione però è considerata anche come determinante di patogenicità, poichè accresce il tropismo tissutale, ovvero permette al virus di attecchire anche nei tessuti extra-polmonari. In precedenza si era detto che l'H1N1v mancava di importanti determinanti genetiche di patogenicità comuni a virus come H1N1 della 'Spagnola' e H5N1 e che le mutazioni adattative che gli hanno permesso una così efficiente replicazione e trasmissione nell'uomo sono ad oggi completamente sconosciute. Quale sia quindi il ruolo di questa nuova - pur attesa - mutazione della polimerasi non è dato sapere. Sarebbe importante una valutazione da parte di esperti del settore.

martedì 23 giugno 2009

Nuova influenza e infezioni da MRSA

Un ragazzo di 15 anni residente a Buffalo è morto il 19 giugno dopo aver contratto l'influenza da nuovo virus influenzale H1N1, complicata da una infezione causata da Stafilococco aureo meticillino resistente (MRSA). Questo fenomeno accade in pochi casi anche durante le epidemie influenzali stagionali. I CDC stanno monitorando la situazione per capire se una simile coinfezione possa verificarsi con più frequenza in relazione al nuovo virs influenzale. Nel frattempo un bambino di 9 anni, sempre a Buffalo, è in condizioni critiche per lo stesso tipo di coinfezione (H1N1 e MRSA).

mercoledì 10 giugno 2009

Ecco perchè l'OMS non dichiara la fase 6

La diffusione del nuovo virus influenzale A/H1N1 è evidente e inarrestabile.
Il virus si sta diffondendo in Australia così come si è diffuso negli USA e sembra evidente che la dichiarazione di fase 6, secondo i parametri OMS, dovrebbe essere già stata effettuata.
In questi due contributi, uno del CIDRAP, l'altro del blog di Nature (grazie a Giuseppe Michieli per i link), si riportano le parole di Keiji Fukuda (WHO's assistant director-general for health security and environment) e alcune considerazioni in merito.
In estrema sintesi Fukuda dice che dichiarare subito la fase 6 priverebbe del tempo necessario perchè sia possibile divulgare chiari indirizzi strategici e le varie nazioni possano adattare i propri piani pandemici, generalmente costruiti pensando all'H5N1, sul nuovo virus influenzale A/H1N1 e possano avere tempo per spiegare ai mass-media cosa significhi realmente una pandemia.
"One of the things we're really focusing on right now is to help countries, help institutions, help the media really understand what are pandemics and provide as much information as possible so we reduce any adverse effects . . . and prevent misunderstanding that may lead to actions that really increase anxiety in people".
Fukuda ha poi confermato che l'OMS sta lavorando su una scala di severità e altre informazioni da diffondere al momento della dichiarazione della fase 6.

Quindi questo è quello che comprendo. L'OMS sta producendo una scala per la valutazione dell'impatto di una pandemia (mi chiedo, tuttavia, come facciano ad applicare a livello globale una singola valutazione quando una pandemia può colpire differentemente da Paese a Paese... vedi post odierno). Una volta prodotta e pubblicata dichiarerà la fase 6, in modo tale da bilanciare quelli che potrebbero essere percepiti come messaggi comunicativi allarmanti e rassicuranti: il messaggio allarmante è "è arrivata la pandemia" (già mi immagino gli scabrosi titoli dei giornali italiani) , il messaggio rassicurante è "la situazione non è grave" (sempre ammesso che l'impatto della pandemia sia considerato lieve).

Saggia decisione? Cosa ne pensate?

Nuova influenza A/H1N1 tra gli Inuit


Una epidemia di influenza H1N1-swl sta imperversando tra gli Inuit residenti in alcune riserve nello stato canadese del Manitoba (vedi l'articolo di Xinhua). Su oltre quaranta casi confermati o probabili, almeno 26 sono in terapia intensiva in ospedale e intubati. Le condizioni sono così gravi da allarmare l'OMS che nella consueta conferenza stampa settimanale ha espresso i suoi timori su questo ulteriore sviluppo della pandemia influenzale iniziata in Messico il marzo scorso (ascolta la conferenza stampa presso il sito web dell'OMS). In Canada la circolazione del virus H1N1-swl è assai estesa e l'incidenza delle sindromi influenzali è al di sopra del livello atteso per questo periodo dell'anno. Il numero di decessi confermati è di cinque (ultimo rapporto PHAC). Quali siano le cause della maggiore virulenza dell'infezione presso la popolazione Inuit, rimane da stabilirsi. Il dr Keiji Fukuda durante la conferenza stampa ha spiegato che durante le passate pandemie influenzali e in special modo durante quella del 1918, queste popolazioni furono addirittura decimate in certe zone, con una altissima mortalità. Se le condizioni di isolamento abbiano reso immunologicamente piu' suscettibili questi individui non è chiaro. E neppure se le condizioni di povertà e la scarsa disponibilità di istituzioni pubbliche sanitarie siano da collegare a questi eventi. Certo è che le riserve di Nativi Americani sono in genere luoghi dove il sottosviluppo economico, la bassa scolarità ha un ruolo determinante nel livello generale di salute, con una maggiore incidenza di alcolismo, malattie croniche e debilitanti e così via. L'OMS stessa aveva in qualche modo suggerito in precedenza che la pandemia influenzale avrebbe colpito in modo dissimile nelle varie regioni del mondo: per questo motivo - si sospetta - abbia aspettato tanto a dichiarare ufficialmente iniziata la fase di diffusione globale del virus H1N1-swl.
Il CIDRAP ha commentato la notizia (leggi qui).

lunedì 8 giugno 2009

2009: Influenza A/H1N1 e pandemia

Oggi, in una delle frequenti "navigate" nel web in cerca di "notizie pandemiche", ho scoperto il sito internet 2009: Influenza A/H1N1 e pandemia, iniziativa a cura di WEBM.org.
Copio incollo dal sito qualche informazione sugli obiettivi che i colleghi, per lo più Pediatri, si sono posti:
"Stiamo informando gli operatori sanitari e la popolazione italiana sulla diffusione della influenza A (H1N1), comunemente nota come influenza suina, in Italia e nel resto del mondoStiamo analizzando i piani per gli accertamenti diagnostici dei primi casi sospetti (effettuazioni tamponi, conservazione e invio ai centri diagnostici di riferimento) sviluppati nelle varie realtà italiane e li confrontiamo con i piani progettati negli altri paesi e i protocolli dell'Organizzazione Mondiale della SanitàStiamo analizzando i piani per reperire farmaci antivirali e attrezzature protettive nelle varie realtà italiane e li confrontiamo con i piani progettati negli altri paesi e i protocolli dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.Stiamo analizzando l'informazione divulgata dai media e dalle autorità sanitarie nelle varie realtà italiane e la confrontiamo con l'informazione divulgata dai media degli altri paesi e dalle altre autorità sanitarie mondiali.Stiamo preparando informazioni per il pubblico e i responsabili di divulgazione a tutti i livelli. Stiamo facendo in modo di fornire informazioni sullo stato della preparazione e successiva distribuzione dei vaccini."

Il sito pubblica materiale per il quale è previsto un meccanismo di peer review, ovvero il materiale viene pubblicato previa valutazione scientifica effettuata da colleghi esperti in materia. Nell'home page gli autori avvertono che attualmente il processo di peer review non è ancora completato.

Oltre al sito internet esiste un blog. Si tratta di un sito di anteprima utilizzato nel processo di produzione editoriale dalla redazione della Iniziativa WEBM.org 2009 - Influenza A (H1N1) e Pandemia. In pratica gli articoli transitano nel blog prima della pubblicazione definitiva sul sito ufficiale, perchè possa essere effettuata un'ultima revisione collettiva. Il tempo medio di transito del materiale è di circa una settimana.

martedì 2 giugno 2009

A proposito di protezione individuale...

Recentemente sono stato in Spagna per un corso di formazione.
Nel volo di ritorno da Roma a Falconara è stata mia compagna di viaggio una gentile signora americana, residente a San Diego, in Italia per fare visita ad alcuni familiari.
Durante il tragitto le ho chiesto se la diffusione del nuovo virus influenzale A/H1N1 in USa la preocupasse. La risposta è stata "no"... "La situazione non è particolarmente preoccupante, la malattia si manifesta in forma lieve e anche le persone che sono morte dopo aver contratto il virus in realtà avevano scadenti condizioni di salute"... "Inoltre il Governo ci ha detto chiaramente cosa dobbiamo fare: lavarci frequentemente le mani, non portare le mani in bocca e stare a casa se ci siamo ammalati".
Una visione forse semplice, poche nozioni, ma molto, molto chiare.
Poi siamo scesi dall'aereo e nello shuttle che ci portava al terminale dell'aeroporto la signora americana apre la sua borsa, prende ed utilizza la sua soluzione alcoolica per il lavaggio delle mani.
Mi sono complimentato per il gesto. In tutta risposta mi ha detto che... "è una cosa molto importante"... "ripeto questo gesto frequentemente da quando sono in viaggio".
Non so quanto questa donna possa considerarsi rappresentativa della popolazione americana, ma è interessante che l'unica persona americana che ho incontrato nel mio viaggio sappia esattamente cosa fare da un punto di vista individuale per difendersi dalla nuova influenza.

ECDC - Aggiornamento del 2 giugno '09

Nelle ultime 24 ore sono stati riportati 27 nuovi casi confermati dai Paesi EU e EFTA. Il Lussembyrgo ha confermato il suo primo caso e complessivamente in Europa sono stati riportati oltre 1500 casi.
Leggi il report ECDC del 2 giugno