giovedì 31 dicembre 2009

Non dimentichiamo l'H5N1

Un errore da non commettere: dimenticare l'H5N1.
Ad aiutarci nel non abbassare la guardia ci pensa l'OMS, che ripropone il numero cumulativo dei casi di Influenza aviaria con i relativi decessi: i dati sono aggiornati al 30 dicembre 2009.
Colpisce particolarmente il case-fatality rate (CFR): 282 decessi su 487 casi per un CFR del 60%.
Degno di nota il differente CFR tra Indonesia ed Egitto che condividono il triste primato di essere i Paesi più colpiti dall'H5N1 nel corso del 2009, ma con un CFR completamente differente: 10% per l'Egitto contro il 95% dell'Indonesia.
Consiglio per gli Operatori di Sanità Pubblica: tenere alta la guardia!

lunedì 28 dicembre 2009

Healthy Holidays

Una parentesi che non c'entra nulla con la pandemia influenzale, giusto per augurare a tutti Buone Feste!
Ecco, secondo i CDC, le dodici cose che si possono fare per trascorrere vacanze in salute...

1. Lava spesso le mani per evitare di diffondere germi e di ammalarti.
2. Evita, per quanto possibile, luoghi freddi e umidi.
3. Governa lo stress. Cerca di rilassarti.
4. Non bere e guidare, non lasciare che altri bevano e guidino.
5. Liberati dal fumo. Evita di fumare e evita il fumo passivo. Il 2010 è alle porte: cogli l’occasione per smettere di fumare
6. Allaccia le cinture di sicurezza quando guidi. Trasporta i tuoi figli usando sempre ovetto, seggiolino o cinture di sicurezza in relazione alla loro altezza, al loro peso e all’età.
7. Approfitta per fare esami del sangue e test di screening. Chiedi al tuo medico quali esami fare e quando.
8. Vaccinati, così facendo previeni malattie e salvi vite umane!
9. Controlla i tuoi bambini. Tienili alla larga da giochi potenzialmente dannosi, da cibo e bevande non sicuri e assicurati che i giochi siano usati correttamente.
10. Attento agli incendi domestici. Molti incendi domestici occorrono nei mesi invernali, quindi fai attenzione a non lasciare camino acceso, candele accese o stufe non presidiate.
11. Prepara il cibo in modo sano. Ricorda questi semplici passaggi: lava spesso le mani e le superfici della cucina, evita la contaminazione crociata (per es: verdura a contatto con la carne), cucina il cibo a temperature appropriate e congela il cibo che non utilizzi.
12. Mangia sano e fai movimento. Mangia molta frutta e verdura. Limita le tue porzioni e limita i cibi dolci o con alte concentrazioni di grassi e zuccheri. Sii attivo almeno per 2 ½ ore a settimana e aiuta i bambini ad essere attivi almeno 1 ora al giorno.

Liberamente adattato da: CDC, Twelve Health and Safety Tips for the Holidays

Serio esempio di comunicazione

In Francia hanno fatto un'ottima campagna informativa... non trovate?
Questo è il mio video preferito:

mercoledì 23 dicembre 2009

Aggiornamento sulla mutazione D222G del virus influenzale pandemico A/H1N1v in Italia (ISS 22 dicembre 2009)

Ecco quanto riportato nel sito dell'ISS.

A seguito dell’esame retrospettivo delle sequenze di ceppi di virus influenzale pandemico A/H1N1v da parte del National Influenza Center del Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate, sono stati identificati in totale due casi, fra loro legati, in cui era presente una mutazione che ha determinato la sostituzione di un aminoacido nella emagglutinina (D222G). L’infezione è stata trasmessa da un paziente affetto da una grave polmonite virale a un familiare, il quale ha però sviluppato una sindrome influenzale ad andamento benigno. Entrambi i virus sono risultati sensibili agli inbitori della neuraminidasi, incluso il Tamiflu. Altre 10 persone (familiari, amici e personale sanitario) esposte ai due pazienti durante la fase acuta di malattia non hanno sviluppato alcun sintomo. Inoltre, la mutazione non è stata riscontrata in nessuna delle sequenze ottenute da oltre 70 pazienti con influenza A/H1N1v provenienti da diverse regioni italiane. La mutazione in questione è quindi trasmissibile ma l’efficienza della trasmissione sembra essere limitata; inoltre, la diversa gravità della malattia nei due casi identificati in Italia non supporta una forte associazione con forme gravi di influenza.
Per un maggiore approfondimento dei fatti: leggi la notizia su darwinflu.

The President and First Lady get vaccinated!


"La gente ha bisogno di capire che questo vaccino è sicuro"
Barack Obama, 20 dicembre 2009

martedì 22 dicembre 2009

Ignoranza globale?


Oggi abbiamo seguito il solito protocollo. Quando i genitori decidono di non vaccinare il proprio figlio chiediamo loro di firmare il "dissenso informato". Ovviamente è necessario chiamare i genitori a colloquio e possibilmente in presenza del pediatra del bambino. Quindi abbiamo contattato il pediatra del bimbo in questione, il quale ci ha comunicato di essere stato in Africa per molti anni e di aver visto morire molti bambini di poliomelite, tetano e morbillo... lui è favorevole alle vaccinazioni!
Episodi come questi evocano un pensiero ricorrente, generando forse un luogo comune: nei Paesi in via di sviluppo un vaccino può salvare realmente una vita umana e dunque i vaccini sono percepiti come utili per la vita e la salute dei propri figli; in Paesi come il nostro ci siamo dimenticati cosa significa morire di malattie infettive: ergo i vaccini sono percepiti come minacce per la salute dei propri figli.
Ma nel mondo globalizzato che si appresta a varcare le soglie del 2010 è ancora questa la percezione sui vaccini?
Stando alle notizie che si raccolgono in giro per il mondo sembrerebbe che la globalizzazione faccia i suoi effetti anche su questo versante.
Ad esempio in Messico, che ad Aprile 2009 risultava il Paese più colpito dalla pandemia influenzale appena insorta, i medici sembrano attualmente rifiutare il vaccino per la paura di effetti indesiderati (anche se 4 medici su 10 che si vaccinano a me sembra un ottimo risultato visti i dati italiani... leggi qui).
E in Arabia Saudita accade che una gran parte di genitori abbia deciso di non sottoporre i propri figli a vaccinazione, per lo stesso identico motivo (leggi qui).
In Canada e negli USA, al contrario, il tasso di adesione alla vaccinazione pandemica è enorme se confrontato con il dato italiano. Certo gli americani possono contare su testimonial d'eccezione... in Italia solo qualche medico e dirigente sanitario ha provato a dare il buon esempio raccogliendo uno scarso successo (del resto il paragone con il Presidente più in voga del momento non regge!).

Poche riflessioni a margine di questo post:
1. L'ignoranza anti-vaccinale sembra essere globale... forse frutto della globalizzazione?
2. I medici continuano a dimostrare, in Messico come in Italia, l'incapacità di formare le proprie opinioni scientifiche sulle evidenze; la gravità sta nel fatto che in questo momento, a distanza di settimane dalla distribuzione del vaccino pandemico, siamo in grado di dire che il vaccino per la nuova influenza A/H1N1 sta dimostrando sul campo un profilo di sicurezza del tutto sovrapponibile a quello degli altri vaccini antinfluenzali: un'evidenza inconfutabile!
3. In Canada e negli USA sembra non valere il principio "alto benessere - alta percezione negativa dei vaccini". Forse che in questi Paesi l'ottimo sistema di Sanità Pubblica sia riuscito a fare accettare il vaccino alla popolazione attuando una buona strategia di comunicazione del rischio?

mercoledì 16 dicembre 2009

Bentornato al Ministero della Salute!

Risorto!
Il Ministero della Salute è tornato!
Ora finalmente potremo risparmiare in lettere e in tempo: in luogo del triste "vice-ministro" potremmo riferirci a Fazio quale "ministro" e invece dell'infinito "Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali" potremo tornare al semplice ed immediato "Ministero della Salute".
Ovviamente è Fazio il nuovo ministro. C'è da rallegrarsi?
Secondo la Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), la nomina di Ferruccio Fazio a nuovo ministro della Salute è "Una scelta buona, ottima" (Fonte ADNKRONOS SALUTE).
"Siamo molto soddisfatti, sia del ritorno del ministero della Salute sia della nomina di Ferruccio Fazio a responsabile del dicastero". Dichiara Salvo Calì, segretario nazionale dello Smi (Sindacato dei medici italiani). Secondo Calì Fazio ha dimostrato di avere le idee chiare e di saper affrontare i problemi del Servizio sanitario nazionale (Fonte ADNKRONOS SALUTE).
Carlo Lusenti(Segretario nazionale dell'Anaao Assomed) dichiara che "In questo anno e mezzo Fazio ha dato prova di grande capacità e con lui abbiamo instaurato un buon rapporto di collaborazione. Siamo certi che saprà affrontare le tante questioni e i tanti problemi che attanagliano la sanità nazionale"(Fonte ADNKRONOS SALUTE).
Infine Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg ha dichiarato: "apprezziamo molto la sua concretezza. Lo abbiamo seguito e stimato nella gestione della nuova influenza A/H1N1 e continueremo a collaborare con la massima lealtà con il neoministro"(Fonte ADNKRONOS SALUTE).

Anche da PandemItalia giungano al neo-ministro le felicitazioni e l'augurio di fare bene per la sanità e meglio di quanto fatto per la gestione della pandemia (sono personalmente in disaccordo con Milillo) che, come recentemente ricordato, sarebbe bene non considerare questione chiusa.

lunedì 14 dicembre 2009

Aspettando la seconda ondata

Alcuni mi guardano sconcertati quando parlo loro di seconda ondata pandemica. Eppure a me sembra qualcosa di ovvio. Dovrei essere più cauto; dovrei aggiungere qualche "se" in più; forse dovrei moderare i toni con l'utilizzo di qualche condizionale.
Eppure ripeto: che in Italia si abbia una seconda ondata pandemica mi pare più una certezza che una possibilità.
Felice se ciò non accadesse, ovviamente!
Frieden, Direttore dei CDC, ha già avuto a che fare con due ondate pandemiche negli USA, quella estiva (giugno - luglio) e quella autunnale (ottobre-novembre). Dalle sue ultime parole si evince con chiarezza che i CDC si preparano ad una terza ondata. Dice Frieden:
"Noi stimiamo che ci siano stati circa 50 milioni di casi, per lo più tra i giovani adulti e i bambini. Più di 200.000 ospedalizzazioni... e, purtroppo, circa 10.000 decessi, tra cui 1100 decessi di bambini e 7500 decessi di giovani adulti... Questo significa che il 15% dell'intera popolazione è stata infettata dall'H1N1, cioè 1 su 6. Questi numeri indicano che molte persone non sono ancora state infettate e rimangono suscettibili alla nuova influenza. "
Da Google Flu Trends, la situazione in USA (la curva blu rappresenta l'attuale stagione influenzale, quelle più chiare rappresentano le curve stagionali degli anni passati):

Figura 1 - Attività influenzale in USA secondo Google Flu Trends (in blu: attività luglio-novembre 2009)


Paesi come l'Australia e la Nuova Zelanda hanno registrato un unico picco, durante il nostro periodo estivo (il loro inverno); in Nuova Zelanda l'influenza pare aver colpito più duramente che in Australia, nonostante le due nazioni condividano lo stesso emisfero e siano confinanti.

Figura 2 - Attività influenzale in Australia secondo Google Flu Trends (in blu: attività gennaio-novembre 2009)



Figura 3 - Attività influenzale in Nuova Zelanda secondo Google Flu Trends (in blu: attività gennaio-novembre 2009)



Poi ci sono le Nazioni come Francia e Spagna (Figura 4 e 5) che presentano andamenti simili a quello registrato in casa nostra (purtroppo per noi il sistema Flu Trends non è attivo per l'Italia).
Anche in Spagna sono state registrate due ondate. L'ondata autunnale spagnola ha ripercorso, in termini d'intensità, quella estiva. In Francia la situazione pare sovrapponibile a quella italiana: piccoli movimenti di attività in corrispondenza dei mesi estivi e seconda ondata ben più consistente in autunno.

Figura 4 - Attività influenzale in Francia secondo Google Flu Trends (in blu: attività luglio-novembre 2009)



Figura 5 - Attività influenzale in Spagna secondo Google Flu Trends (in blu: attività luglio-novembre 2009)


Infine ci sono i Paesi freddi, molto freddi. In Ucraina il trend è quello presentato in figura 6. Qui sembra che ad una prima consistente ondata autunnale (quella che ha fatto temere il peggio qualche settimana fa) ne faccia immediatamente seguito un'altra. Ovviamente è ancora troppo presto per esprimersi e attendiamo che passi qualche settimana per leggere meglio il fenomeno.

Figura 6 - Attività influenzale in Ucraina secondo Google Flu Trends (in blu: attività luglio-novembre 2009)


Sperando che nessuno soffra di mal di mare... qualche "italica" considerazione dalla visione di queste onde:
- In Italia, così come in molti altri Paesi, il tasso di attacco fin'ora registrato non può dirsi "pandemico". Se negli USA (dopo due ondate) il tasso d'attacco è del 15% in Italia (anche considerando i dati epidemiologici forniti dall'ISS) il tasso d'attacco non dovrebbe aver superato il 10% della popolazione totale.
- Quindi c'è popolazione non immune in abbondanza. Se il virus pandemico dovesse cominciare a circolare nuovamente e in modo sostenuto lungo la nostra penisola troverebbe di certo soggetti suscettibili all'infezione.
- Da che mondo è mondo i virus influenzali, alle nostre latitudini, circolano in maniera molto più sostenuta nei mesi invernali e stiamo procedendo rapidamente verso l'inverno, con la contestuale brusca riduzione delle temperature.
- Le misure di sanità pubblica adottate da un Paese hanno di sicuro la possibilità di incidere positivamente nel ritardare ed appiattire un'ondata influenzale. Purtroppo, in Italia, la bassa copertura vaccinale con vaccino pandemico non limiterà di un centimetro l'avanzata di una nuova ondata.
Credo che la Sanità Pubblica italiana faccia bene a non abbassare la guardia. Così come i cittadini italiani dovrebbero riflettere lungamente prima di considerare come inopportuna l'idea di vaccinare se stessi o i propri figli qualora se ne abbia la possibilità.

martedì 8 dicembre 2009

Una lettura per le feste!


Finalmente un giorno di festa!
A volta capita di leggere un articolo e di pensare: "bellissimo pezzo, avrei voluto scriverlo io!". Quando gli articoli li scrive Anna Meldolesi il pensiero è ricorrente! E darwinFlu si sta rivelando uno dei migliori blog dedicati all'informazione sulla pandemia influenzale.
Consiglio la lettura de "Il paese dei medici obiettori". Interessanti riflessioni sui medici che non si vaccinano. Nel testo troverete molti link a ulteriori interessanti letture, come questo articolo del Professor Massimo Galli scritto per il Corriere della Sera.

domenica 6 dicembre 2009

Pandemia influenzale e il Natale



La notizia è ufficiale e confermata da più fonti (vedi qui e qui).

Babbo natale ha assicurato ai bambini di tutto il mondo che, nonostante la pandemia influenzale, porterà loro i regali anche quest'anno. "Prometto che quest'anno il Natale non sarà annullato" ha dichiarato ai microfoni dell'emittente televisiva finlandese Yle dal suo ritiro nell'estremo nord della Finlandia.

Nuova influenza: la via della razionalità

"Esiste una via di mezzo tra psicosi e superficialità nell'affrontare il caso della nuova influenza: è quella della razionalità."
Questo è il contributo di Umberto Veronesi, scritto un mese fa per La Stampa. Negli ultimi giorni ho sentito parlare di un Veronesi contrario alla vaccinazione con vaccino pandemico.
A meno che Veronesi non abbia abbandonato la "via della razionalità" queste voci sono false.

Pandemia e soldi bruciati

Quanto costa una pandemia influenzale?
Attualmente valgono le stime come questa, mentre ad emergenza terminata i costi potranno essere definiti con più chiarezza. La vaccinazione pandemica risulterà uno dei capitoli di spesa più importanti. Tra qualche mese, forse qualche anno, si comprenderà la valìdità delle scelte anche in relazione al rapporto costi sostenuti-benefici ottenuti.
Nel frattempo è lecito criticare solo per gli oltre 2 milioni di euro spesi per la campagna comunicativa con Topo Gigio... una somma ingente e in parte sprecata. Chi non ha visto il secondo spot del topo più famoso d'Italia? Quello che indicava la vaccinazione pandemica ai soggetti sotto i 65 anni e la vaccinazione stagionale ai soggetti sopra i 65 anni... dopo pochi giorni il messaggio comunicato è stato annullato dalla nuova ordinanza ministeriale. Soldi bruciati alla velocità di una firma (quella con cui il vice-ministro Fazio ha firmato la nuova ordinanza).
Di Topo Gigio, ovviamente, si sono perse le tracce.

giovedì 3 dicembre 2009

Integrazione della strategia vaccinale... apertura ai >65 anni con patologie croniche

Qui, secondo le solite modalità ministeriali, è possibile leggere il comunicato stampa che apre la vaccinazione pandemica ai soggetti sopra i 65 anni con patologie croniche.
Quali sono le modalità ministeriali?
Anticipare le decisioni di sanità pubblica con comunicati stampa che notificano le indicazioni previste da ordinanze già firmate, ma che di fatto nessuno può leggere perchè giungeranno nelle mani degli operatori sanitari circa 5-10 giorni dopo l'apposizione della firma.
Quindi gli operatori che a livello regionale devono attuare le indicazioni delle ordinanze ministeriali sono avvisati delle integrazioni e dei cambi di strategie ministeriali (la vaccinazione per i soggetti > 65 anni non era precedentement prevista) nello stesso momento in cui sono avvisati i giornalisti.
Nei prossimi giorni torneremo sulla decisione ministeriale di aprire agli anziani.
Una perplessità (delle tante) è relativa alle dosi di vaccino distribuite. Ora è evidente che la sanità pubblica locale dovrà fronteggiare la problematica della carenza di vaccino. Gli anziani, infatti, si vaccineranno ampiamente. E non solo: la nuova ordinanza, secondo quanto anticipato dal comunicato stampa ministeriale, prevede doppia dose anche per i soggetti sopra i 60 anni.

mercoledì 2 dicembre 2009

Letteratura scientifica: Salicylates and pandemic influenza mortality, 1918-1919 pharmacology, pathology, and historic evidence

Interessante punto di vista firmato da Karen Starko e pubblicato dalla rivista Clinical Infectious Diseases. Ecco l'abstract tradotto:

L'alto tasso di letalità, soprattutto tra i giovani adulti, registrato durante la pandemia influenzale del 1918-1919, non è completamente chiaro. Sebbene i decessi tardivi furono causati da polmoniti batteriche quelli iniziali furono caratterizzati da polmoniti emorragiche. L'ipotesi qui presentata è che l'aspirina abbia contribuito all'incidenza e alla gravità della patologia virale, delle infezioni batteriche e dei decessi perchè i clinici del tempo ignoravano che i dosaggi in uso (8,0-31,2 grammi al giorno) determinassero livelli sierici associati a iperventilazione e edema polmonare nel 33% e nel 3% dei pazienti, rispettivamente.
Recentemente, l'edema polmonare è stato riscontrato nelle autopsie del 46% di 26 adulti intossicati da salicilati. Da un punto di vista sperimentale i salicilati aumentano l'imbibizione polmonare, i livelli di proteine e compromettono la clearence mucociliare
Nel 1918, la US Surgeon General, la US Navy e il Journal of the American Medical Association raccomandarono l'uso dell'aspirina proprio prima del picco di decessi verificatisi in ottobre. Se queste raccomandazioni furono seguite, e se l'edema polmonare si fosse verificato nel 3% delle persone, una parte significativa dei decessi potrebbero essere attribuiti all'aspirina.

Starko KM. Salicylates and pandemic influenza mortality, 1918-1919 pharmacology, pathology, and historic evidence. Clin Infect Dis. 2009 Nov 1;49(9):1405-10.

sabato 28 novembre 2009

Letteratura scientifica: The Emotional Epidemiology of H1N1 Influenza Vaccination

In questo contributo al New England Journal of Medicine di Danielle Ofri si parla in modo molto interessante di "Epidemiologia emozionale".
Il punto di vista della collega ben evidenzia l'impatto emozionale che ogni emergenza di sanità pubblica si porta dietro. Una lettura interessante che permette di riflettere sulla centralità del ruolo della comunicazione del rischio nella gestione delle emergenze di sanità pubblica.
L'articolo termina così:
"Ogni clinico è, in qualche misura, un epidemiologo di base. Registriamo
l'andamento delle malattie mentre si difondono tra i nostri pazienti. Siamo
anche acuti osservatori del'epidemiologia emozionale, anche se spesso non ne
siamo pienamente consapevoli. Tenere sotto controllo l'epidemiologia emozionale,
nonchè l'epidemiologia della malattia e trattare entrambe con la stessa urgenza
è una modalità operativa essenziale per affrontare questa stagione
influenzale."

lunedì 23 novembre 2009

Pandemia influenzale: il punto di vista di una pediatra

Sabato 21 novembre PandemItalia ha ricevuto un commento che rappresenta un interessante punto di vista. Il punto di vista di una pediatra, M.Luisa Zuccolo, che risponde ad uno dei tanti anonimi che affollano la blogosfera.
Riteniamo sia utile (doveroso) pubblicare il commento come post, per dare massima visibilità a questo rispettabile punto di vista.
Il post in cui ha commentato l'Anonimo di cui si fa riferimento è questo.
Buona lettura...

E’ la prima volta che rispondo in un Blog ma stavolta mi sento di dover intervenire di rimando al signor “anonimo”. Non so che mestiere lei faccia, spero solo non sia un medico. Credo sia ora di finirla di accapigliarsi sulla definizione di pandemia in base all’indicazione di elevata o bassa mortalità: i morti come dice Carlo, li conteremo alla fine. Le risponderò solo con la mia esperienza di pediatra di famiglia che esercita da più di vent’anni. Dal mio osservatorio le posso dire che questa influenza è un po’ sopra le righe rispetto a quelle che ho “vissuto” in tutti questi anni. Non è come dice un esperto epidemiologo che “se non fosse stato dichiarato lo stato di pandemia non –ce- ne –saremmo- neanche -accorti”. Ce ne saremmo accorti! Non per la conta dei morti ma per la stagione anticipata, la maggiore rapidità di diffusione (asili e scuole decimati, interi nuclei famigliari ammalati), la necessità che ho avuto, in più rispetto agli anni passati, di ricoverare. Me ne sono accorta che circola qualcosa di diverso e, creda, anche i miei colleghi! Nel comunicato stampa emesso dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali pochi giorni fa, leggo che “I più colpiti sono bambini e adolescenti, da zero a 14 anni, con un’incidenza pari al 3,6 per cento (2,6 nei più piccoli da zero a 4 anni e 4,2 per cento dai 5 ai 14). Tra i giovani e gli adulti dai 15 ai 64 anni l’incidenza dell’influenza è dello 0,7 per cento mentre tra persone dai 65 anni in su è lo 0,1 per cento.” Cioè i miei pazienti. Secondo lei cosa dovrei fare io? Mostrare l’ultimo numero di “attenti alle bufale” ai miei assistiti rassicurandoli che la pandemia non esiste, che anche se tra i 241 pazienti che (sempre dal comunicato stampa del ministero) mentre scrivo, “richiedono cure di alta specializzazione e assistenza respiratoria” , dire loro che la mortalità è comunque inferiore rispetto l’influenza normale, senza spiegargli che però riguarda una fascia di età diversa (cioè la loro)? Se poi si ammalano non dovrei curarli, se necessario, con l’antivirale perché l’autorizzazione al suo uso in età pediatrica è stata data troppo in fretta? Non dovrei informarli che, sebbene raramente, corrono il rischio (anche se non appartenenti alle “fasce a rischio” ma solo per l’età) di ammalarsi di una gravissima polmonite virale difficilmente trattabile? Ed avendo la possibilità di effettuare una profilassi vaccinale negargliela perché “mancano i trial”? A me piace lavorare figurandomi lo scenario peggiore, l’ottimismo e la banalizzazione li lascio a Topo Gigio; non voglio che nemmeno uno dei miei pazienti finisca tra quei 241 in terapia intensiva per la mia incuria. Credo che anche lei non vorrebbe come medico uno che, secondo scienza e coscienza, in risposta ai suoi quesiti, l’accompagnasse alla porta con una pacca sulla spalla assicurandola che son solo bufale.

Autore: M Luisa Zuccolo

domenica 22 novembre 2009

La definizione di pandemia: facciamo chiarezza

Da qualche mese circola la notizia che l'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) all'inizio di maggio avrebbe cambiato di nascosto la propia definizione di pandemia per poter muovere l'allerta dalla fase 5 alla fase 6, cioè proclamare la pandemia. Chi diffonde questa notizia aggiunge di solito teorie complottistiche. L'OMS viene più o meno apertamente accusata di non essere neutra ma di avere rapporti poco chiari con i produttori di vaccini. Per esempio il titolo di un'intervista della rivista tedesca "Der Spiegel" a Tom Jefferson è "Un'intera industria è in attesa di una pandemia". E ci sono numerosi altri esempi (la TV tedesca ZDF, Arte, Cochrane Review, BMJ, LA7, ACP (=Associazione Culturale Pediatri) etc.
Non credo alle teoria complottistiche e la notizia non mi sembrava credibile, così ho cominciato ad indagare e ho pubblicato il risultato: WHO e la definizione di pandemia.

UlrikeS (vaccinfo.it)

venerdì 20 novembre 2009

Anche le Marche aprono ai giovani sani tra i 6 mesi e i 27 anni



Anche le Marche dopo il Veneto aprono ai soggetti sani di età compresa tra i sei mesi e i 27 anni a partire da oggi, venerdì 20 novembre e comunque non oltre lunedì 23 novembre. La decisione è stata presa sulla base della bassa adesione alla vacinazione delle categorie che prioritariamente avrebbero potuto vaccinarsi e sulla base delle scorte di vaccino distribuite.

giovedì 19 novembre 2009

Il post di "addio-scusa" (Giuseppe Michieli)

Bene, ci siamo, allora.
L'ultimo mio post su PandemItalia.
L'unica cosa che mi sento di dire è che se anche questa crisi sanitaria non servirà a cambiare le cose in Italia - e segnatamente in Europa - al prossimo 'colpo' che la Natura ci darà, sarà sicuramente peggio.
Da tre giorni il TG1 RAI non parla di pandemia.
E' un evento storico, questa pandemia, perchè è la prima del XXI secolo.
Nel XX, ce ne sono state almeno tre di maggiori, con milioni di morti in tutto il mondo.
Che pensare allora di una televisione pubblica che ha il dovere di informare i cittadini-utenti-finanziatori e che si RIFIUTA di farlo su un argomento di centrale interesse per la collettività?
Io penso che dipende dal fallimento - del nostro fallimento, nel nostro piccolo - dei cittadini di cercare una fonte di informazione indipendente e di premere sulle istituzioni perchè REAGISCANO.
Molti si sono indignati per come si è gestita la questione dei vaccini.
Bene, ma perchè non dirla tutta, la nostra indignazione?
Perchè i vaccini vengono pagati così cari?
Io direi perchè lo Stato ha deciso che non gli importa della ricerca scientifica - di base e applicata - e quindi non può far altro che andare davanti allo zerbino della casa farmaceutica e chiedere col cappello in mano quanti soldi vogliono per dare il farmaco cercato.
Perchè i vaccini sono fatti come sono?
Io penso che le Case farmaceutiche lavorano un po' come gli pare, facendoci pagare i loro brevetti, e visto che gli Stati nazionali si sono ritirati dalla gestione e coordinamento degli investimenti in ricerca scientifica, difficile che possano intromettersi nei processi produttivi, nelle pipelines, nella R&D e così via.
Perchè i cittadini corrono direttamente alle Emergenze degli ospedali invece che contattare i propri medici e seguire le istruzioni di buon senso?
Io penso per il semplice motivo che non ci sono informazioni utili e pronte per i cittadini, che non sono tutti dottori, e hanno necessità di informazioni semplici, precise, autorevoli e concordi su come comportarsi in caso di malattia, specie in caso di pazienti pediatrici o anziani o con altre patologie.
Perchè questo gioco sui numeri di casi e decessi?
Nessuno vuole far sapere quanto male vanno le cose a meno di non esserne costretto. E chi può costringere l'establishment dei media a dire la verità? Ma guarda un po'. Noi, i cittadini.
Infine, perchè ho deciso di lasciare Pandemitalia?
Lo ammetto - ho passato un brutto momento in questo periodo.
Dopo sei anni - DICO SEI - a seguire uno tsunami di notizie su influenza H5N1, emergenze in Indonesia, Pakistan, Turchia, Vietnam, Thailandia, Cina - sono letteralmente ''esploso''.
Mi sono ''bruciato''.
Così ho dovuto dire a Daniel che 'ero fuori' da PandemItalia, non ne potevo piu', anche se continuo a lavorare su FluTrackers.com, e i miei blog.
Perchè mi aspettavo molto da PandemItalia.
Per esempio, una piu' attiva partecipazione sia dei lettori che di lettori-professionali, per esempio legati a redazioni di giornali. Invece, zero, silenzio totale.
Eppure qualcosa i giornali potrebbero impararlo dai cosiddetti 'New Media'.
Uno dei principali elementi distintivi dei nuovi media anche e soprattutto nel settore del monitoraggio delle malattie emergenti, è la gratuita, totale e completa.
Uno dei forum che ho visto crescere e guadagnare ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno di credibilità e autorevolezza è stato proprio FluTrackers.com
Molti si sono convinti che questo forum è DAVVERO impegnato, engagé, nella protezione della salute pubblica: inviti a programmi radio, interviste con personaggi di un certo rilievo come il dr David Fedson, o lo scrittore John Barry; lezioni presso Università; convegni organizzati da governi e amministrazioni locali; dappertutto, tranne che in Italia.
Peccato.
Comunque, chiedo ancora scusa a Daniel per il mio forfait, e per il modo e i tempi con i quali è arrivato.
Poteva andare diversamente, chissà.
Bisognava lavorare un po' di piu' anche rispetto alla conoscenza personale reciproca e ai reciproci bisogni, interessi, aspettative.
A volte contano, nel lavoro.
Spero proprio che PandemItalia andrà avanti bene come fa attualmente e migliori ancora in qualità e quantità di informazioni e contributi dei lettori.
Arrivederci, Daniel.
Tuo, Giuseppe Michieli (IronOreHopper)

lunedì 16 novembre 2009

Sandman sulla strategia italiana di comunicazione

Alcuni mesi fa era solo un sogno. Ma ora è realtà! Peter Sandman, uno che di comunicazione del rischio se ne intende molto, si è espresso sulle modalità comunicative delle Istituzioni sanitarie nazionali italiane. Il verdetto è, come immaginabile, negativo.
Su Darwin Flu ecco "La via italiana alla comunicazione del rischio".
Imperdibile!

Pessimi medici... concordo.

In queste lunghe settimane di inattività non mi sono reso conto che nel mare smisuratamente vasto della pessima comunicazione del rischio collegato alla pandemia ci sono isole di eccellenza comunicativa. Mi riferisco, ad esempio, ad Anna Meldolesi che nel suo blog scrive cose molto interessanti sulla pandemia influenzale.
Uno degli argomenti che avevo il desiderio e il dovere di trattare è relativo alla indecorosa presa di posizione dei medici nei confronti del vaccino pandemico.
Non sarei stato morbido. Chi non si vaccina è libero di farlo, ma se sei medico devi riflettere moltissimo prima di prendere una simile decisione perchè nelle tue mani non c'è solo la tua salute ma anche quella degli altri. Se il panorama complessivo si limitasse al problema dei medici che decidono di non vaccinarsi il problema sarebbe relativo. Il punto è che il panorama è reso deprimente da un gran numero di medici che non solo non si vaccinano ma pure sconsigliano, talvolta accoratamente, la vaccinazione.
Cosa è accaduto alla classe medica italiana?
Sono rimasto per molti giorni perplesso e deluso a pensare. Nel frattempo quello che avrei potuto dire l'ha scritto in un suo pezzo Anna Meldolesi. Condivido ogni sua parola.

domenica 15 novembre 2009

500esimo post


Ci siamo.
Due anni e mezzo di attività e siamo già arrivati a 500! 500 post nei quali abbiamo cercato di informare nel modo più corretto e equilibrato possibile, facendo riferimento alle fonti più accreditate ed autorevoli.
Finalmente torno ad essere operativo, come nel periodo precedente il mese di agosto.
Grazie a tutti colori i quali, in assenza del "padrone di casa" hanno "ravvivato l'ambiente" con i commenti.
Come ho già avuto modo di comunicare Giuseppe Michieli ha deciso di smettere di collaborare con PandemItalia. Un sentito ringraziamento per quanto ha fatto per PandemItalia in questi anni. Potete continuare a seguire Giuseppe sui suoi blog (ATM, AQG) o sul Forum italiano di Flu Trackers.

Comunicazione: buoni esempi e pessime azioni

L'ho già scritto su PandemItalia e lo ripeto: i giornali non devono essere considerati come fonti autorevoli se si vuole "conoscere per affrontare la pandemia".
Non è mai bene generalizzare. Cerco di evitare più possibile di farlo. Ma da quando seguo l'emergenza pandemica mi rendo sempre più conto di quale scarso apporto i giornali stiano dando nel corso dell'evento. Le inchieste sono assenti. Le redazioni sono sguarnite di esperti nel campo del giornalismo scientifico e salvo rarissime eccezioni pochi sono i giornalisti in grado di scrivere pezzi interessanti, pochissimi sono quelli che riescono a scrivere senza commettere almeno un'inesattezza.
Ho già avuto modo di sottolineare alcuni ottimi esempi di comunicazione e qui voglio ricordare Eugenia Tognotti, ogni cosa che scrive sulla pandemia influenzale è da me condivisa ed apprezzata (vedi quello che scrive qui).
Altro buon esempio di comunicazione è quello che fa ogni giorno l'ANSA: il punto regione per regione consente di essere costantemente aggiornati sui fatti, senza dover subire le sgangherate opinioni di esperti improvvisati.
Poi c'è il rammarico per quello che si legge sul 99% dei giornali. Le "sgangherate opinioni", per l'appunto. O semplicemente i superficiali approfondimenti e una generale incapacità di seguire la semplice regola dell'informarsi per informare: se sei un giornalista e il tuo obiettivo è di informare... la speranza è che ti informi prima di scrivere!
Sono il portavoce della Zona Territoriale 6 di Fabriano e ieri (sabato 14 novembre) sul Corriere Adriatico, la principale testata giornalistica delle Marche, il titolo di un articolo in cui si riportavano le mie parole era il seguente: "Due bambini contagiati dal virus".
Ora, il meccanismo è chiaro e l'ho capito perfettamente: chi scrive l'articolo non è colui che scrive il titolo dell'articolo. Però qui l'ignoranza è ingiustificabile. Chi ha scritto il titolo (caratteri cubitali, in cronaca locale) ignora che è in corso una pandemia; chi ha scritto l'articolo ignora che attualmente saranno decine e decine i bambini contagiati a Fabriano. Chi ha scritto il titolo ha contribuito ad innalzare l'ansia della popolazione che mi sembra stia crescendo di settimana in settimana. Creare titoli allarmistici: pessima azione di comunicazione.

FluNews n.2 - Settimana 45

In sintesi i dati relativi alla diffusione dell'influenza in Italia.
Tutti i dati sul secondo numero di FluNews, a cura del CNESPS dell'Istituto Superiore di Sanità.
• i nuovi casi stimati delle sindromi influenzali nella 45° settimana sono 736.000, per un totale di 1.526.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza Influnet (43° settimana: 19-25 ottobre)
• il valore dell’incidenza totale delle sindromi influenzali è pari a 12,27 casi per mille assistiti, in netto aumento rispetto alla settimana precedente (8,95 casi per mille assistiti)
• la fascia di età più colpita è quella pediatrica (0-14 anni), con un’incidenza pari a 36,40 casi per mille assistiti (26,15 per mille nella fascia dei bambini più piccoli di 0-4 anni e 41,65 per mille nella fascia 5-14 anni).

giovedì 12 novembre 2009

Pensieri pandemici

Qualche riflessione a seguito di un periodo di lavoro estenuante e molto stressante e prima di dedicarmi una pausa di tre giorni (domani ferie e prima vaccinazione per Giacomo, sabato e domenica riposo!).
La pandemia sta facendo il suo corso, i casi di sindrome simil influenzale sono in vertiginoso aumento e mi viene da ridere pensando a tutti gli "Anonimi" che hanno deriso il blog e i nostri sforzi nel recente passato, parlando della pandemia come dell'ennesima "invenzione" per creare panico e produrre profitto per i soliti "malfattori" di turno.
Qui avete uno spaccato epidemiologico di quello che sta accadendo nella mia regione, le Marche.
Si tratta di un primo report che sarà notevolmente ampliato con dati di assenteismo scolastico, lavorativo, accessi al pronto soccorso , ricoveri ospedalieri... scusate l'iniziale poverta dei dati offerti.
L'accelerazione della curva pandemica è incredibile e il profilo dell'epicurva che si va a delineare non parla della migliore delle situazioni, descrive al contrario un andamento che le misure di sanità pubblica sin qui adottate, evidentemente, non sono state in grado di mitigare.
La distribuzione del vaccino è così lenta che la vaccinazione non sortirà alcun effetto se non quello di proteggere i singoli cittadini che, avendone diritto, avranno deciso di vaccinarsi.

Gli orrori pandemici mi fanno stare male, da un lato continuo a ringraziare ogni giorno il mio Dio: "Grazie, non è H5N1!".
Sul versante regionale, per quanto mi riguarda, il lavoro è sempre moltissimo e alcuni operatori sanitari cominciano a pensare che la percezione del mondo "pandemico-centrica" da parte dell'igienista sia fuori luogo e distorta... ma chiedo: chi sta vaccinando con vaccino pandemico? Chi ha la responsabilità di gestire i flussi di sorveglianza epidemiologica? Chi sta comunicando con la stampa locale? Chi si occupa della comunicazione in generale? Chi si è occupato delle attività di preparazione alla pandemia da aprile a ottobre? Chi sta coordinando la risposta di questa emergenza a livello locale? Da noi, nelle Marche, queste cose ricadono sui Servizi Igiene e Sanità Pubblica che, se va bene, il cittadino medio ritiene essere "gli uffici che fanno le disinfestazioni"... manco fossimo rimasti agli anni '70.
Quindi sono stanco, in parte deluso, sicuramente questi tre giorni arrivano come una risorsa preziosa.

PandemItalia ha perso molte occasioni. In passato avevo previsto di produrre un piano di preparazione individuale e familiare e non ho avuto il tempo di farlo: una sconfitta. Avevo previsto di pubblicare un "glossario pandemico": altra sconfitta risonante, sarebbe stato utile.
Ora la triste notizia è che Giuseppe Michieli lascia PandemItalia, mi ha comunicato che da ieri la sua collaborazione con PandemItalia è cessata. Ho capito le sue ragioni e ho chiesto a Giuseppe di dedicare un post al perchè di questa decisione. Spero lo faccia.
Spero che nei prossimi giorni il mio collegamento domestico ad internet sia attivo e ricomincerò a postare su PandemItalia quotidianamente, come qualche mese fa ero solito fare.
Per adesso... tre giorni di riposo.
Buon fine settimana a tutti.

Ucraina II

Grazie a tutti per le traduzioni che riporto di seguito:

L’andamento dell’influenza pandemica in Ucraina Con un articolo del 3 novembre 2009 l’Oms aggiorna la situazione relativa all’influenza pandemica in Ucraina, Paese nel quale si registrano oltre 250 mila casi di sindrome simil-influenzale, 235 pazienti ricoverati in terapia intensiva e 70 decessi per malattia respiratoria acuta. La regione occidentale del Paese mostra i tassi di malattia respiratoria acuta e di malattia simil-influenzale più elevati e anche il livello di attività nella zona di Kiev è in rapido aumento. Poiché il virus della pandemia è diventato rapidamente il ceppo di influenza dominante in tutto il mondo, si presume che la maggior parte dei casi di influenza in Ucraina siano causati dal virus A/H1N1. L'Oms raccomanda vivamente il trattamento precoce con i farmaci antivirali, oseltamivir e zanamivir, per i pazienti che soddisfano i criteri di trattamento, anche in assenza di un test positivo di laboratorio che confermi l'infezione da H1N1. Su richiesta del governo, l’Oms ha predisposto un team multidisciplinare di nove esperti che ha il compito di avviare indagini sul campo per determinare le caratteristiche cliniche ed epidemiologiche del focolaio. Secondo l’Oms, l'epidemia in Ucraina può essere indicativa di come il virus può comportarsi nell'emisfero nord durante la stagione invernale, in particolare, nelle strutture sanitarie dell’Europa orientale. L’Oms, inoltre, continua a raccomandare di non effettuare alcuna chiusura delle frontiere e di non porre aluna restrizione ai viaggi internazionali, compresi quelli da e per l'Ucraina, poichè l'esperienza ha dimostrato che queste misure non contengono comunque la diffusione del virus.

Fonte: World Health OrganizationPandemic (H1N1) 2009, Ukraine - update 13 novembre 2009, traduzione NIV (Network Italiano Vaccinazioni)


Ecco, inoltre, la traduzione sintetica del resoconto dell'Oms Europa sull'Ucraina, a cura della redazione di EpiCentro.
"Nella regione di Zhytomyr, al 7 novembre 2009, quasi 20 mila persone avevano segnalato malattia respiratoria acuta (Ari), negli ultimi 8 giorni. In questa area del Paese sono stati messi a disposizione dei pazienti con infezione 747 posti letto ospedalieri, di cui 406 per i bambini, e il piano di emergenza prevede anche che vengano assegnati ulteriori 1.415 posti letto in tempi estremamente brevi. Il piano di risposta alle emergenze comprende anche la trasformazione di un ospedale in una unità dedicata di trattamento e cura per l’influenza pandemica. Gli amministratori sanitari di Zhytomyr hanno predisposto scorte di farmaco per ogni ospedale della regione, dotando ciascuno con una quantità di farmaco sufficiente per trattare i pazienti per almeno 10 giorni. Le farmacie degli ospedali dispongono anche di dispositivi di protezione individuale, come le maschere chirurgiche per il personale e i pazienti, e molte altre attrezzature che possono aiutare a combattere una grave epidemia. Oltre alle ultime raccomandazioni per i 30 mila operatori sanitari impiegati nella regione, sono stati messi a punto siti web per fornire informazioni generali e tecniche alle quali il pubblico può accedere facilmente, e sono inoltre stati attivati call center aperti 24 ore su 24 per la comunicazione con il pubblico".
Fonte: www.epicentro.iss.it

mercoledì 11 novembre 2009

venerdì 30 ottobre 2009

Halloween III


Foto: Lo Squal(ene)

Ebbene sì! Il terzo "Halloween" di PandemItalia!
Il tema è sempre il medesimo... l'orrore! E di orrori ce ne sono stati tanti nella gestione della pandemia!
Vi prego, durante questo fine settimana date libero sfogo alla segnalazione degli orrori pandemici attraverso i commenti.
Buon week-end di "paura"!

giovedì 29 ottobre 2009

Lo squalene secondo l'OMS

Incredibile cosa sta accadendo in Italia, quanta ignoranza da parte degli stessi operatori sanitari, quanta gente che va dietro a dicerie, sentito dire e menzogne, orchestrate ad arte da chi fa della guerra ai vaccini la propria ragione di vita.
Vogliamo smettere di parlare di squalene? Vogliamo cominciare a parlare di adiuvante? Vogliamo pensare al dramma che si sta consumando in Italia? Siamo in piena fase di accelerazione pandemica, la curva pandemica si sta impennando incredibilmente, lo stesso Fazio dichiara che l'Italia, stando ai dati più recenti, sembra essere la Nazione piattualmente più colpita in Europa. Contemporaneamente sta andando sprecata l'arma preventiva più importante (già abbondantemente spuntata per i ritardi accumulati nella produzione e distribuzione): il vaccino pandemico.
Maledetta Italia che ha prelazionato un vaccino pandemico adiuvato... ma sono sicuro: se non fosse stato l'adiuvante gli scemi di turno avrebbero trovato da ridire su qualcos'altro.

Dal prezioso recente commento di Giglio... copio-incollo...

Lo squalene è un componente di alcuni adiuvanti che vengono aggiunti ai vaccini al fine di incrementare la risposta immunitaria. Lo squalene è una sostanza presente in natura (nelle piante, negli animali e negli esseri umani) che viene sintetizzata nel fegato e che circola nel sangue umano. Si trova in molti alimenti, cosmetici, farmaci ed integratori. Lo squalene viene estratto, per ragioni commerciali, dall’olio di pesce, in particolare dall’olio di fegato di squalo, e, viene purificato in caso di utilizzo come componente di farmaci o vaccini. L’MF59, un adiuvante contenente lo squalene, fa parte del vaccino anti-influenzale stagionale ed è stato autorizzato nel 1997 in Italia e successivamente anche in diversi altri Paesi. Ogni dose di vaccino contiene circa 10mg di squalene. Oltre 22 milioni di dosi sono stati distribuiti da allora fino ad oggi (2006). I numeri di eventi avversi e reazioni locali non sono risultati superiori rispetto a quanto ci si aspettava in base agli eventi dovuti ad altri vaccini anti-influenzali; sembra quindi che lo squalene non rappresenti un rischio significativo. Il vaccino è stato somministrato in primo luogo agli individui appartenenti alla fascia di età 65 e oltre per cui il vaccino era stato autorizzato. Alcuni vaccini sperimentali, inclusi dei vaccini anti-pandemia, vaccini anti-malarici e vari altri vaccini di natura virale e batterica, vengono allestititi con adiuvanti contenente lo squalene con l’obiettivo di rafforzare l’immunogenicità e quindi l’efficacia dei vaccini. Sono stati condotti studi clinici con vaccini contenente squalene coinvolgendo bambini e lattanti senza risultati preoccupanti dal punto di vista della sicurezza.E’ stato ipotizzato una relazione tra problemi di salute dei veterani della guerra del Golfo e la possibile presenza di squalene nei vaccini che ai soldati sono stati somministrati. Un report pubblicato ha ipotizzato che alcuni dei veterani esposti al vaccino anti-antrace hanno sviluppato anticorpi anti-squalene e che questi anticorpi hanno successivamente provocato disabilità. Tuttavia lo squalene non faceva parte dei vaccini somministrati ai veterani e non è stato neppure utilizzato nel processo di produzione dei vaccini. Sono stati pubblicati molti studi che hanno evidenziato dei limiti tecnici di questo report.La maggior parte degli adulti, specialmente quelli più anziani, indipendentemente dalla loro storia vaccinale, possiedono anticorpi naturali che reagiscono con lo squalene. In uno studio clinico l’immunizzazione con il vaccino anti-influenzale contenente squalene non ha modificato né frequenza né titolo degli anticorpi anti-squalene.Il comitato (il Global Advisory Committee on Vaccine Safety) è d’accordo nel ribadire che preoccupazioni sul fatto che lo squalene contenuto nei vaccini possa indurre anticorpi anti-squalene siano infondate. Tuttavia, dal momento che le esperienze con i vaccini contenente squalene derivano in primo luogo dalla vaccinazione di persone appartenenti a fasce di età più anziane , il comitato evidenzia la necessità di condurre, con particolare attenzione, studi post-marketing al fine di identificare qualsiasi eventuale evento avverso.

Fonte : Global Advisory Committee on Vaccine Safety, 6–7 June 2006 Safety of squalene
Ringraziamenti: Giglio, grazie per la preziosa collaborazione.

martedì 27 ottobre 2009

Sesta vittima, un medico

Copio incollo (fonte: LiberoNews.it)
L’influenza A ha fatto la sua sesta vittima italiana, la seconda in quel di Napoli. Si tratta di un medico di 56 anni, in servizio presso il Policlinico universitario Federico II del capoluogo campano. L’uomo, Claudio Petrè, era affetto da “patologie croniche”, riferisce all'Adnkronos Salute il presidente dell'Ordine dei medici di Napoli, Gabriele Peperoni, tuttavia fino a venerdì scorso si era recato regolarmente al lavoro. “Il collega Petrè - precisa una fonte del Dipartimento di Chirurgia generale, oncologica, bariatrica e videoassistita dell'Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli - non era assolutamente in dialisi (come si era detto in un primo momento, ndr). Ha lavorato con noi fino a venerdì scorso, quando ha iniziato ad avvertire i primi sintomi», aggiunge. «Questo decesso - sottolinea Peperoni - ci deve comunque far riflettere sull'opportunità da parte dei sanitari di aderire alla vaccinazione contro il virus H1N1”.


Ora i miei colleghi si nasconderanno dietro al dito delle malattie croniche.
Ma dopo i 50 chi non ha una patologia cronica?
Non so se a Napoli le attività di vaccinazione pandemica sono già cominciate. Nelle Marche abbiamo accumulato due settimane di ritardo per gli invii "a contagocce" del vaccino. Forse a Napoli il vaccino è già disponibile da due settimane, forse il collega deceduto ha avuto modo di vaccinarsi ma ha deciso di non farlo come il 90% dei colleghi. A queste domande forse non avremo mai risposte certe.
Una certezza c'è. Non sarà il primo operatore sanitario a morire. E tra qualche settimane non ci saranno più dubbi. Chi non si sarà vaccinato avrà perso una buona occasione per proteggere se stesso, proteggere i propri pazienti, garantire il servizio in condizioni emergenziali.
Io mi sono vaccinato.

martedì 20 ottobre 2009

Risposta alla pandemia... correre dietro al vento?

Molti mi chiedono perchè sto curando poco PandemItalia in questo periodo.
Collaborazione alle attività di coordinamento regionali nella risposta alla pandemia; organizzazione del Call center regionale (relativamente alla formazione degli operatori); piano di comunicazione regionale; implementazione delle attività zonali (Fabriano) di vaccinazione pandemica; comunicazione con la stampa e le televisioni locali quando richiesta... Si lavora tanto, tantissimo e mentre ti fai "il mazzo" e cerchi di dare il massimo... il Ministero commette un errore nell'invio del vaccino pandemico e in Regione arrivano solo 1400 dosi... Tutto inventato? Tutto vero... ecco l'ultimo comunicato regionale:

Nelle Marche sono in arrivo 32 mila dosi di vaccino pandemico. La consegna, da parte del ministero della Salute, si concluderà in settimana. Con questo invio, che corregge un errore avvenuto nella prima fase di trasmissione (solo 1.400 dosi alla nostra regione), saranno disponibili quantitativi sufficienti per vaccinare il personale sanitario e una larga quota degli addetti ai servizi socio sanitari, secondo le priorità già individuate a livello nazionale. Nell’Azienda Ospedaliera di Torrette (Ancona), da ieri, è in atto l’informazione al personale e domani, mercoledì 21 ottobre, si effettueranno le prime vaccinazioni, utilizzando le 1.400 dosi pervenute nei giorni scorsi. Per lunedì 26 ottobre, è previsto l’avvio della vaccinazione del personale sanitario delle altre Aziende ospedaliere e delle Zone territoriali dell’Asur. Il punto è stato fatto nella settimanale riunione del Comitato pandemico regionale, che ha analizzato alcune nuove disposizioni ministeriali relative alla vaccinazione pandemica. Sono stati delineati anche scenari organizzativi che prevedano una modifica delle priorità di vaccinazione, peraltro già discussa a livello nazionale. L’invio scaglionato delle dosi alle Regioni potrebbe richiedere, infatti, un anticipo della somministrazione ad alcune categorie sensibili (minori con patologie a rischio, donne al secondo e terzo mese di gravidanza), con posticipo per altri servizi essenziali. La priorità, comunque, è stata ribadita per il personale sanitario e sociosanitario, indispensabile ad assicurare il corretto funzionamento di tutta l’organizzazione antipandemica. Insieme allo stato di avanzamento, organizzazione e avvio della campagna di vaccinazione, il Comitato ha analizzato anche il monitoraggio dei flussi epidemiologici. Dal 19 ottobre sono attive le nuove disposizioni nazionali sulla sorveglianza virologica che stabiliscono l’esecuzione dei tamponi naso faringei solo per casi ricoverati con complicanze. Per i casi di sindrome influenzale trattati a domicilio, ovvero la grandissima maggioranza, non è più prevista l’esecuzione dell’esame virologico, perché inutile, a questo punto, ai fini della sorveglianza della pandemia e per la terapia dei malati. La rete epidemiologica attivata sul territorio mediante i “medici sentinella” assicura, inoltre, una sorveglianza costante dell’andamento dell’influenza nell’ambito del monitoraggio nazionale curato dell’Istituto superiore di sanità. Attualmente, come era nelle attese, si registra una crescita della curva di sospetti casi in età “scolastica”. Le scuole stanno collaborando con le strutture di prevenzione sanitaria, agevolando il controllo che è esteso anche al monitoraggio delle assenze per malattia nei luoghi di lavoro. Il Comitato, infine, ha affrontato le questioni relative al Piano di comunicazione, portate a conoscenza anche del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni). Un primo incontro si è svolto nei giorni scorsi, mentre domani (mercoledì 21 ottobre) sarà definito un Piano di comunicazione basato principalmente sull’attivazione del numero verde e sull’aggiornamento costante del sito marcheinsalute.it (il portale della sanità nelle Marche), già attivo. Sul versante dell’andamento epidemiologico, anche nell’ultima settimana non si sono registrati casi gravi o complicati nella nostra regione.

venerdì 16 ottobre 2009

Saluti da Napoli

Saluti da Napoli!
Sto partecipando alla XI Conferenza di Sanità Pubblica della SItI e ho avuto modo di ascoltare il direttore della prevenzione, dott Oleari il quale, in merito alla pandemia ha dichiarato: "Penso che oggi la situazione sia sotto controllo"... "c'è una forte sinergia tra il Ministero e le Regioni"... "Possiamo essere fieri di quello che il Paese ha fatto fino ad oggi".
A voi i commenti.

martedì 13 ottobre 2009

Marche in Salute: aggiornamento


Il sito Marche in Salute continua ad essere aggiornato.
La novità più rilevante è il lancio della campagna comunicativa della Regione Marche: "Nuova Influenza A/H1N1: con la Prevenzione combattiamo ad armi pari". Se a qualcuno non piace il "picchio samurai"... può prendersela anche con me (io dico che è molto meglio di topo Gigio... se non altro è più aggressivo!).
Tra le risorse degne di nota:
- l'aggiornamento delle attività regionali con l'inserimento delle indicazioni operative del Comitato Pandemico Regionale
- il Piano operativo per la risposta alla pandemia influenza nella Regione Marche che impegna 5 milioni di euro per la risposta alla pandemia influenzale

Anche la sezione dedicata agli operatori sanitari è stata migliorata con l'inserimento delle Linee guida regionali sui Dispositivi di Protezione Individuale e sui criteri di Triage.

venerdì 9 ottobre 2009

Hospitalized Patients with 2009 H1N1 Influenza in the United States, April–June 2009

Sul New England Journal of Medicine è apparso oggi un articolo sui casi ospedalizzati in USA. Fra i casi riportati nello studio, un terzo di quelli ricoverati in terapia intensiva ha sviluppato ARDS (sindrome da stress respiratorio acuto), riferibile in parte probabilmente a invasione diretta da parte del virus H1N1 2009 delle basse vie respiratorie. Secondo uno studio australiano e neozelandese pubblicato sulla stessa rivista, sui circa 700 pazienti ricoverati in terapia intensiva, la metà aveva una pneumonite virale primaria e/o ARDS, mentre il 20% aveva una co-infezione batterica.Per quanto riguarda i pazienti USA, oltre il 70% aveva una storia clinica di pregresse patologie croniche (asma, diabete, disordine cronico ostruttivo polmonare, immunosoppressione, malattia del cuore, rene o epatiche). In pratica, se il quadro clinico dell'infezione da virus H1N1 2009 è per la stragrande maggioranza dei casi benigno e auto-limitante, una porzione piccola ma non indifferente sviluppa complicanze gravi che necessitano interventi invasivi in rianimazione, con saturazione delle terapie intensive e assorbimento di personale e risorse.Quale sia il ruolo della citochinemia nello sviluppo dell'ARDS nel quadro dell'infezione da H1N1 2009, rimane da stabilirsi. Quello che appare sicura è la pressione sulle strutture sanitarie e sulla società nel suo complesso dato che la maggior parte dei casi gravi è concentrata fra i giovani con meno di 18 anni e in quelli fra 25-60 anni, in età lavorativa. L'utilizzo degli antivirali precocemente pare migliorare la prognosi. Una rapida implementazione di una immunizzazione fra le fascie di popolazione a maggior rischio è cruciale nella prospettiva di ridurre i costi sociali, umani ed economici di questa pandemia.

Scarica e leggi l'articolo in pdf.

mercoledì 7 ottobre 2009

Andamento epidemiologico attuale

Dal blog Attraverso Questi Giorni:
NB: TUTTI I DATI, I GRAFICI E LE TABELLE NELLA LORO VERSIONE ORIGINALE POSSONO ESSERE VISUALIZZATI PRESSO IL SITO DEL CENTRO INTERUNIVERSITARIO PER LO STUDIO DELL'INFLUENZA (CIRI).

Durante la settimana di sorveglianza fino al 7 ottobre si nota un rapido incremento dell'attività delle sindromi di tipo influenzale fra la popolazione in età compresa fra gli zero e quattro anni, pari al 5,08 per mille assistiti (508 casi per centomila individui per quella fascia di età), mentre nella fascia 5-14 l'incidenza è aumentata all'1,89 per mille. L'incidenza registrata fra la popolazione di età superiore rimane sostanzialmente stabile o in lieve aumento. L'andamento complessivo delle sindromi di tipo influenzale denota un innalzamento progressivo dell'incidenza, a livelli simili a quelli attesi normalmente per il mese di novembre/dicembre. L'incidenza globale è pari 1,05 casi per mille abitanti, vale a dire che a livello nazionale si può ipotizzare un numero di pazienti uguale a 1,05*60 milioni/1.000=63.000 casi ILI durante la settimana in esame. Non tutti i casi ILI sono dovuti a infezioni da virus influenzale (pandemico e non); numerosi casi di malattie respiratorie con febbre sono riconducibili ad altri patogeni (virali o batterici) che nulla hanno a che vedere con l'influenza.

Ordinanza del 30 settembre 09

Rilevante l'ordinanza ministeriale del 30 settembre 2009. Essa identifica con più dettaglio le categorie a cui sarà offerto il vaccino pandemico.
Quando si comincerà a vaccinare? Non appena il vaccino arriverà alle Regioni.
Non perdo tempo nel considerare le dichiarazioni di Fazio. Dice che cominceranno a distribuire da lunedì? Se le oltre 8 milioni di dosi previste per la prima fase vaccinale non saranno distribuite tutte contemporaneamente sarà come non avere i vaccino. Anche nella migliore delle ipotesi, ovvero che il vaccino arrivi tutto e subito, credo che poi si debba ragionevolmente considerare un tempo tecnico minimo di 1-2 giorni per la distribuzione del vaccino dalla sede di stoccaggio regionale alle sedi periferiche e poi l'attività comincerà con la vaccinazione degli operatori sanitari e via via le altre categorie indicate secondo il chiaro ordine indicato dall'ordinanza.
Quale sarà l'adesione alla vaccinazione?
Gli operatori sanitari sembrano essere i meno propensi alla vaccinazione. Cosa deplorevole, per una serie di motivi:
1. L'obiettivo della vaccinazione è garantire la continuità dei servizi essenziali, fondamentale il servizio sanitario. Non vaccinarsi significa non rispettare una strategia pensata per il bene del Paese
2. Non vaccinarsi significa mancare di rispetto a chi al vaccino pandemico non potrà accedere
3. Non vaccinarsi significa mancare di rispetto ai propri pazienti. Gli operatori sanitari potrebbero potenzialmente trasmettere la malattia ai propri assistiti.

Ovviamente la vaccinazione non è obbligatoria. Quindi ognuno è libero di fare ciò che vuole, purtroppo.

giovedì 1 ottobre 2009

Ricercatori olandesi comunicano l'isolamento di una nuova variante del virus influenzale A/H1N1 2009

Dal Forum FluTrackers (Moderatore IOH, fonte promedmail.org)...

Un gruppo di ricercatori olandesi ha comunicato al sito ProMedMail.org, presso la Società Internazionale per le Malattie Infettive (ISID), di aver scoperto una variante del virus H1N1 2009 - ceppo pandemico - contenente una mutazione a carico della proteina virale polimerasi basica 2 - E627K, acido glutammico-lisina alla posizione 627 - ritenuta dalle ricerche effettuate in passato sui virus influenzali aviari appartenenti ai sottotipi A/H5N1 e A/H7N7 capace di aumentare la virulenza e patogenicità degli stessi nei mammiferi e segnatamente nell'uomo, poichè conferiscono al virus la capacità di riprodursi alla temperatura presente nel rinofaringe umano (inferiore a quella presente nelle basse vie respiratorie) e di permettere l'infezione a cellule presente al di fuori delle vie aeree. Questa mutazione è presente in tutti i virus umani influenzali ma non in quelli di origine aviaria. Il significato dell'identificazione di questa variante di virus H1N1 2009 in termini di cambiamenti nel comportamento epidemiologico, nella virulenza e nel decorso clinico non è al momento interpretabile, dal momento che esperimenti nel furetto con virus H1N1 2009 modificati via reverse-genomics per esprimere questa mutazione a carico della polimerasi basica 2 non hanno dimostrato cambiamenti discernibili.I ricercatori olandesi riportano che il primo caso di paziente portatore di un virus H1N1 2009 con PB2 (E627K) risale 9 agosto scorso, quando un uomo diabetico contrasse la malattia mentre in vacanza nelle isole Frisone Occidentali. Il virus è stato identificato mediante isolamento da campioni prelevati di routine, il 15 settembre scorso. Il quadro clinico del paziente non si è discostato da quello osservato in pazienti infettati da virus senza questa particolare mutazione. L'esito è stato favorevole. Il secondo caso riguarda una ragazzina che si ammalò durante una vacanza in un campeggio nelle stesse Isole Frisone. La paziente ha sviluppato i sintomi il 23 luglio scorso e il decorso della malattia è stato benigno. Pressochè la totalità dei componenti il gruppo di campeggiatori ha riportato sintomi compatibili con l'influenza.Fino a questo momento, su 22 pazienti ospedalizzati in Olanda - nessuno ha dimostrato infezione sostenuta da varianti H1N1 2009 con PB2 (E627K).Dal momento che il Paese ha interrotto il prelievo routinario di campioni da pazienti con sindrome influenzale, limitando i test a casi severi o ospedalizzati - non sono disponibili al momento ulteriori isolamenti di varianti con la mutazione E627K. Il significato in termini di accresciuta patogenicità e virulenza di questa scoperta rimane da stabilire. L'esperienza con virus influenzali aviari A/H5N1 e A/H7N7 portatori di E627K in PB2 suggerisce una accresciuta virulenza e esteso tropismo tissutale, con aumento della patogenicità nell'uomo. Ulteriori studi per l'H1N1 2009 saranno necessari per stabilire la correlazione eventuale fra PB2 (E627K) e decorso clinico della malattia nell'uomo.

Grazie a Giuseppe per la segnalazione... scusa per il ritardo della pubblicazione!

martedì 29 settembre 2009

Regione Marche: 5 milioni di euro per la pandemia influenzale

ANSA- INFLUENZA A: PIANO OPERATIVO MARCHE, STANZIATI 5 MLN INFLUENZA A: PIANO OPERATIVO MARCHE, STANZIATI 5 MLN SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA, PREVENZIONE, COMUNICAZIONE (ANSA) - ANCONA, 28 SET - La giunta regionale delle Marche ha approvato oggi il Piano operativo per la risposta alla pandemia dell''influenza A. Il provvedimento, finanziato con 5 milioni di euro, rafforza le procedure sanitarie per fronteggiare la diffusione e gli effetti della nuova influenza causata dal virus A H1N1. Secondo le previsioni, l''influenza A potrebbe colpire tra il doppio e il triplo del numero di cittadini che solitamente contraggono l''influenza stagionale. Dopo una prima fase seguita all''allarme lanciato dall''Oms lo scorso 11 giugno, che ha visto una serie di iniziative coordinate dal Comitato pandemico, la Regione ha disposto una serie interventi (che saranno illustrati domani (n.d.r. oggi) in una conferenza stampa) sulle modalità di vaccinazione, il sostegno ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta, la sorveglianza epidemiologica, il potenziamento delle misure di prevenzione e di controllo degli operatori sanitari. Sono previsti anche un piano di formazione e comunicazione, la possibilità di reperire risorse umane straordinarie, un monitoraggio settimanale.

lunedì 21 settembre 2009

Comunicazione... quale orrore.

Come mio solito in questo periodo. Una breve riflessione che fa seguito alle parole della sorella della seconda vittima della nuova influenza.
Ho visto in tv l'intervista alla sorella della donna morta in Sicilia. In estrema sintesi diceva questo:
1) mia sorella non aveva altre malattie croniche, era sana
2)grazie ai medici che l'hanno curata dando il 200%

Queste le comunicazioni istituzionali che sono apparse:
1) la donna soffriva già di problemi respiratori
2) sotto inchiesta i medici che l'hanno curata

Credo che sia semplicemente vergognoso, dover necessariamente tentare di far passare il messaggio comunicativo che l'influenza colpisca solo persone già malate e nascondere il fatto che una quota, seppur minima, di persone morirà nonostante il perfetto stato di salute.
Mostriamo tutta l'incapacità di comunicare con correttezza.
Mostriamo tutta l'incapacità di gestire la comunicazione dell'incertezza.
Mostriamo di voler far passare messaggi comunicativi forzati quasi a voler indottrinare le persone.
La gestione della comunicazione sta facendo acqua da tutte le parti. Spero ci si possa riprendere in tempo, prima che la fiducia nelle istituzioni declini completamente.

venerdì 11 settembre 2009

Nuova ordinanza ministeriale: ecco chi sarà vaccinato

Con l'ordinanza ministeriale denominata “Misure urgenti in materia di profilassi vaccinale dell’Influenza pandemica A/H1N1” il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali identifica le categorie prioritarie alle quali somministrare il vaccino pandemico.
Fino ad ora è reperibile solo la nota stampa relativa alla pubblicazione dell'ordinanza (Comunicato n. 381).
Vedremo se la lettura dell'ordinanza chiarirà qualche aspetto in più. Per ora ecco come appare la priorità stabilita dal Ministero:
1. persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa: personale sanitario e socio-sanitario; personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; personale delle Amministrazioni, Enti e Società che assicurino i servizi pubblici essenziali; i donatori di sangue periodici;
2. donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza;
3. persone a rischio, di età compresa tra 6 mesi e 65 anni;
4. persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni, non incluse nei precedenti punti, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzata dall’EMEA o delle indicazioni che verranno fornite dal Consiglio Superiore di Sanità;
4. persone tra i 18 e 27 anni, non incluse nei precedenti punti.

Pandemic Flu Did Not Cause Major Disruptions in Southern Hemisphere

Interessante resoconto relativo alla diffusione della pandemia nell'emisfero meridionale.
Buona lettura!
Pandemic Flu Did Not Cause Major Disruptions in Southern Hemisphere
Fonte: TheLancet.com

lunedì 7 settembre 2009

Maledetta ignoranza

Questa la notizia ANSA:
NAPOLI, 5 SET - Un funerale segreto e improvvisato a Secondigliano per il 51enne che aveva contratto il virus H1N1 ed è morto al Cotugno di Napoli. Nessuno, a parte don Giuseppe, si e' avvicinato al feretro. Unici presenti alla funzione erano quattro fedeli. Poi i portantini, tutti con le mascherine sul volto, hanno trasportato la bara con un carrello. Ma nel quartiere sono gli unici a essere ancora spaventati. Gia' da ieri pomeriggio, dopo la disinfezione dell'Asl, è tornata la tranquillità.

Maledetta ignoranza!
Ignoranza di chi chiede a gran voce un'inutile disinfezione; ignoranza di chi la disinfezione la concede; ignoranza di chi deserta un funerale; ignoranza di chi veste mascherine chirurgiche per il trasporto di un feretro chiuso.
Mi chiedo se questa maledetta ignoranza sia esclusiva di qualche quartiere di Napoli o se dovremo attenderci un'ondata di ignoranza nazionale sovrapponibile all'ondata pandemica che a breve investirà l'Italia. Se così fosse scopriremo con grande amarezza che l'ignoranza ha sempre la meglio sulla conoscenza e che l'ignoranza è il vero, principale fattore di rischio, capace di rendere l'impatto di una pandemia ancor più severo di quanto per natura esso non sia.

venerdì 4 settembre 2009

Pandemia influenzale: primo decesso in Italia

Dal Comunicato stampa n. 376 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
Si è verificato a Napoli il primo decesso in un paziente che ha contratto l’infezione da influenza AH1N1 nel nostro Paese. Si tratta di un uomo di 51 anni, ricoverato all’Ospedale Cotugno di Napoli il 30 agosto scorso.
Il paziente presentava da tempo gravi condizioni di base, con cardiopatia dilatativa e diabete grave recentemente complicate da insufficienza renale. Nel corso del ricovero l’uomo ha sviluppato inoltre una sepsi da stafilococco, infezione già di per sé molto grave.
Il decesso è quindi da imputare solo indirettamente all’infezione da influenza AH1N1 in quanto in pazienti gravemente compromessi qualsiasi altra malattia febbrile favorisce tali esiti.
Occorre a questo punto distinguere casi come questo, in cui il decesso si verifica in corso di influenza da virus A H1N1, dai rari casi gravi direttamente attribuibili a questo virus, come quello relativo al paziente ricoverato a Monza e affetto da polmonite virale primaria.
Questi ultimi casi in cui si verifica un effetto diretto del virus sui polmoni sono preoccupanti ma per fortuna estremamente rari. L’Unità di crisi ha allo studio delle misure specifiche da implementare su tutto il territorio nazionale per il riconoscimento precoce e la gestione ottimale di queste rare forme gravi dell’influenza AH1N1.

martedì 1 settembre 2009

Vaccini, Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta

Sono nel pieno di un trasloco e mi è appena nato un figlio, ho l'ADSL disattivato e mi informo principalmente leggendo i giornali (pessima cosa per il mio umore).
Quello che leggo relativamente alla vaccinazione pandemica mi sconcerta. Secondo i giornali saranno i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta a somministrare il vaccino pandemico.
Questo è praticamente impossibile.
I MMG e i PLS avranno enormi grattacapi nel gestire gli aspetti assistenziali della pandemia (vedi situazione in Inghilterra), le attività certificative e quelle di sorveglianza epidemiologica attraverso le notifiche di malattia infettiva. E dovrebbero gestire una vaccinazione di massa?
Per definizione una vaccinazione di massa è una vaccinazione effettuata a grandi quantità di persone in un minimo lasso di tempo. Cosa che contrasta completamente con la strategia ipotizzata dal Ministero.
E inoltre la questione economica.
I MMG sono pagati circa 6 euro a vaccinazione per la somministrazione di una singola dose di vaccino stagionale. Gestirebbero il vaccino pandemico gratuitamente? In caso contrario nessuna Regione potrebbe permettersi il costo del loro coinvolgimento.
Me ne torno a casa...

lunedì 24 agosto 2009

22 agosto 2009



Un bellissimo evento. Credo possa giustificare completamente il silenzio di quelli che per me sono intensissimi giorni.

martedì 11 agosto 2009

Pandemia influenzale molto semplificata parte V

Nel blog l'Orologiaio miope è stato pubblicato questo fantastico post. L'autore ha un dono: spiegare cose complesse in modo chirissimo e comprensibile da chiunque. Riporto in parti separate il post che qui può essere letto nella sua versione orginale.
Buona lettura!

(ultima parte...)
Ed ora veniamo alla nota dolente: il vaccino, orrore, orrore! Moltissime persono hanno paura dei vaccini perche’ hanno sentito dire da uno in televisione che fanno male ma non hanno idea di come funzioni un vaccino, di come venga prodotto e dei criteri con cui viene commercializzato. Hanno sentito dire che c’e’ un complotto delle Biothech contro la salute dei cittadini in cambio di vile danaro e quindi pensano che il vaccino faccia peggio della malattia. Per di piu’ il vaccino contro l’influenza suina verra’ rilasciato prima del tempo.

Niente panico. I vaccini per l’influenza vengono prodotti su scala industriale da anni e cambiano poco da un ceppo all’altro. La tecnica e’ sempre la stessa, si ibrida l’H1N1 con un altro virus detto PR8 (ci sono due diverse tecniche per fare cio’, una in laboratorio l’altra incubando i due virus nelle uova). Alla fine del processo si ottiene un virus PR8, assolutamente e dimostrabilmente innocuo, che contiene i geni (e quindi le proteine) H1 e N1. Quindi alla base del vaccino non c’e’ un virus attenuato, potenzialmente pericoloso in caso di mutazione, ma un virus differente. Questo PR8 H1N1 stimola il nostro sistema immunitario a produrre anticorpi contro le due proteine per cui quando entra un vero virus influenzale gli anticorpi stanno gia’ li belli e pronti ad aggredire le due proteine del virus. Occorre circa un mese per produrre il primo vaccino e 4-5 mesi per produrlo su scala industriale, e nel frattempo condurre i vari test. La Novartis svizzera vuole rilasciare il vaccino senza concludere tutti i test. La WHO (World Health Organization) preme perche’ al vaccino venga aggiunto un coadiuvante che stimoli il sistema immunitario, ma questa e’ una tecnica non standard che non e’ mai stata testata su ampia scala, e i governi sono restii ad accettare l’idea.Perche’ e’ importante vaccinarsi? Per diverse buone ragioni: per proteggere le persone piu’ deboli, innanzi tutto, come chi ha una malattia cronica, i bambini piccoli, le donne incinte e gli anziani; perche’ il virus potrebbe mutare in modo da diventare resistente al tamiflu (lo sta gia’ facendo, in realta’); perche’e’ un modo indiretto di non far circolare il virus e quindi per salvare vite umane: questo non e’ il 1918, la popolazione mondiale da allora e’ quadruplicata, ci sono 100 volte piu’ maiali e 1000 volte piu’ pollame che nel 1968 (quando ci fu un altro grave outbreak); ci sono molti piu’ viaggi intercontinentali che spostano la gente ovunque in poche ore; abbiamo si gli antibiotici contro la polmonite, ma abbiamo anche selezionato moltissimi ceppi batterici resistenti a questi. Se il virus mutasse diventando pernicioso come quello del 1918 le fatalita’ sarebbero molte di piu’, soprattutto nei paesi piu’ sovrappopolati come Cina, India e Africa. Il che potrebbe non essere oggettivamente un male per il pianeta, che e’ vicino al collasso ecologico, ma diciamo che se tra le vittime ci devo essere io, la mia famiglia e i miei amici allora la cosa comincia a seccarmi. Naturalmente, siccome le mutazioni sono assolutamente casuali e imprevedibili, nulla esclude che il virus muti verso una forma piu’ lieve o addirittura del tutto innocua, che sarebbe di gran vantaggio sia per noi che per il virus stesso.Solo che, come sempre, ci sono problemi. I governi hanno bloccato le biotech per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale per farli concentrare sui vaccini contro la pandemia. Il che significa che ci sara’ penuria estrema del vaccino per l’influenza stagionale anche per chi ne ha veramente bisogno per salvarsi la pelle, come gli immunodepressi. D’altro canto, ci sara’ anche pochissimo vaccino disponibile contro l’infulenza suina, dato che siamo a meta’ agosto e si sta ancora pensando quale strada percorrere e per quale tipo di vaccino. Ci sara’ tale penuria che i governi stanno provvedendo ognuno per se’.
Pertanto, se siete per motivi vostri contrari alle vaccinazioni perche’ fanno male, lasciate le scorte di vaccino a chi ne ha piu’ bisogno e continuate pure a strillare che i vaccini fanno male: per una volta, anche la new age potrebbe essere utile, anche se non sono quelle le sue intenzioni. Davvero, lasciate il vaccino a chi ne ha piu’ bisogno, e peccato per i vostri figli.Quanto ai reali effetti collaterali del nuovo vaccino, certo non li si puo’ escludere, ma dato che il rischio di morire di vaccino e’ estremamente piu’ basso di quello di morire di influenza, io dovendo scegliere correrei il rischio.N.B. Sento il dovere di specificare che non sono un medico, sono una biologa wannabe zoologa evoluzionista e con un oscuro passato da biochimica, con esami universitari di tipo medico-sanitario. Quanto e’ scritto e’ un sunto delle mie conoscenze personali, di materiale bibliografico in mio possesso e di articoli trovati sul web.
(Fine)

Nel post originale l'autore riporta la bibliografia e la sitografia di riferimento.

Pandemia influenzale molto semplificata parte IV

Nel blog l'Orologiaio miope è stato pubblicato questo fantastico post. L'autore ha un dono: spiegare cose complesse in modo chirissimo e comprensibile da chiunque. Riporto in parti separate il post che qui può essere letto nella sua versione orginale.
Buona lettura!

Alcuni miei amici hanno declinato il mio invito a Londra (dove abito) per paura dell’influenza suina, dato che la Gran Bretagna e’ uno dei primi paesi europei dove il nuovo virus mutato e’ sbarcato dagli USA. Vorrei tranquillizzare questi amici dicendogli che io sto benissimo nonostante il mio quartiere londinese sia un hotspot della malattia, ma che questa settimana (aggirnato al 09/08/2009) l’ ECDC Europa segnala 1238 casi in Italia, dove evidentemente la pandemia e’ in arrivo in preparazione per l’autunno, con nessun morto. In UK ci sono 12470 casi e 30 morti nelle scorse settimane e in Spagna piu’ o meno tanti casi quanti in Italia, 1538, con 8 morti. Questioni di sfiga e probabilita’. E’ possibile che sia io a non voler andare a trovare in miei amici in Italia il prossimo settembre, per pura bloody mindedness: in caso di pandemie, senza quarantene rigorosissime nessuno e’ davvero al sicuro dall’infezione, per blanda che sia la malattia. E a proposito degli aneddoti raccontati sulla Spagnola, il sito del Ministero della Sanita’ conferma a tutt’oggi, 09/08/2009, solo 258 casi aggiornati al 16 luglio. Dopo, suppongo che il sottosegretario deputato a rilasciare le circolari ministeriali sia andato in ferie, e nessuno si ammala piu’ in Italia, ufficialmente, cosi’ ci si puo’ godere le ferie.
Il virus dell’influenza, al contrario dell’HIV, sopravvive benissimo per diverse ore nell’ambiente e le persone infette sono contagiose da un giorno prima di sviluppare i sintomi ad alcuni giorni dopo. Se un contagiato starnutisce in una stanza, ad esempio, i virus vengono espulsi attraverso le goccioline di saliva e queste possono viaggiare per un po’ sospese in aria e andare a deporsi sulle superfici della stanza come tavoli, maniglie di porte, banconote, tastiere di PC etc. Se una persona tocca questi oggetti infetti dai virus e poi porta le mani alla bocca, al naso o agli occhi ecco che avviene l’infezione per penetrazione del virus nelle cellule delle mucose delle prime vie aeree (oppure anche per inalazione diretta delle goccioline di saliva in un ambiente molto affollato).Che fare per evitare il contagio? Innanzi tutto, se si puo’, evitare gli ambienti affollati. Se non si puo’ bisogna evitare di starnutire in faccia alla gente, eliminare i fazzoletti di carta subito dopo il primo uso e non farsi il cimitero degli elefanti in tasca, dove ogni volta che si mettono le mani ci si reinfetta. Lavarsi spesso le mani (col sapone, porco!) ed evitare di toccarsi le mucose del viso. Oppure si puo’ lasciar fare ai propri anticorpi, evitando pero’ di farsi contagiare apposta per non andare a scuola/lavoro perche’ la reazione del nostro sistema immunitario e’ imprevedibile a cambia da persona a persona, e potrebbe anche essere violenta, o troppo blanda. Meglio non rischiare di finire apposta in ospedale con una polmonite, insomma, ma questo vale soprattutto per le persone con compromissione di qualsiasi tipo del sistema immunitario, gli anziani, i bimbi piccoli e le donne incinte. Queste persone a rischio, ad ottobre, quando verra’ rilasciato, dovrebbero invece fare il vaccino.
(continua...)

Pandemia influenzale molto semplificata parte III

Nel blog l'Orologiaio miope è stato pubblicato questo fantastico post. L'autore ha un dono: spiegare cose complesse in modo chirissimo e comprensibile da chiunque. Riporto in parti separate il post che qui può essere letto nella sua versione orginale.
Buona lettura!


A proposito di Spagnola, facciamo un breve intermezzo sull’origine del nome di questa pandemia perche’ aiuta anche oggi a farci riflettere. Il virus dell’influenza spagnola non si e’ originato affatto in Spagna. Il ceppo pare fosse di un’influenza aviaria dell’estremo Oriente che muto’ negli USA e da qui fu immediatamente introdotto in Europa per via degli spostamenti di truppe. In tempo di guerra, e’ ovviamente poco produttivo dire “i nostri soldati muoiono come mosche di influenza e noi non sappiamo che farci” quindi le macchine della propaganda di entrambe le parti tacquero opportunamente. Gli unici che non avevano problemi a far circolare la notizia di questa nuova malattia erano gli spagnoli che rimasero neutrali alla guerra. Sembro’ quindi in un primo tempo che solo la Spagna fosse colpita, laddove invece il virus arrivo’ molto piu’ tardi in questa nazione rispetto a Francia e Germania. Il punto dove voglio arrivare e’ che le nostre percezioni sulle pandemie riflettono le notizie che vengono riportate in proposito dai media, che possono essere (e quasi sempre lo sono), pilotate opportunamente.
Sia ben chiaro: non sto affermando che l’influenza suina e quella spagnola siano la stessa cosa, assolutamente no, 90 anni e decine di mutazioni separano i due ceppi virali. Sto affermando pero’ che si tratta di ceppi simili e strettamente imparentati, al punto che chi e’ nato prima del 1918 ha anticorpi anche contro questa influenza (Qui ci sono notizie piu’ dettagliate).
L’influenza suina si chiama cosi’ invece perche’ il virus A H1N1 circola regolarmente tra i maiali causando una malattia con sintomi lievi da cui guariscono senza problemi ma che puo’ uccidere i furetti e i macachi. Tutti questi ceppi si chiamano collettivamente “influenza suina”. Quello con cui abbiamo a che fare al momento, come tutti sanno, e’ mutato in maiali messicani, diventando improvvisamente in grado di passare dal maiale all’uomo. Una seconda mutazione, negli USA, ha portato al salto di specie consentendo l’infezione da uomo a uomo. Si e’ dimostrato che la trasmissione inversa, da uomo a maiale e poi da maiale a maiale, e’ ancora possibile e dato che i maiali sono pericolosi in quanto “calderoni” di nuovi virus e’ auspicabile che chi lavora negli allevamenti venga tenuto lontano dal lavoro se affetto da influenza suina. Altrimenti, il rischio che il virus muti ancora verso una forma piu’ perniciosa della attuale puo’ diventare decisamente consistente.
Al momento la malattia sembra essere piuttosto virulenta: il sito del CDC riporta al 4 Agosto 2009 162,380 casi documentati (ma sono sicuramente di piu’, dato che ora non c’e’ piu’ l’obbligo di segnalazione) e 1.154 morti in tutto, con una mortalita’ dello 0.7%, di cui la maggioranza nel continente americano dove l’epidemia e’ cominciata, ad Aprile del 2009: all’inizio il numero di fatalita’ era molto maggiore. Al momento il paese con la situazione piu’ preoccupante sembrerebbe essere in Argentina, dove e’ inverno e la densita’ di popolazione nelle citta’ molto alta.
(continua...)

Pandemia influenzale molto semplificata parte II

Nel blog l'Orologiaio miope è stato pubblicato questo fantastico post. L'autore ha un dono: spiegare cose complesse in modo chirissimo e comprensibile da chiunque.
Riporto in parti separate il post che qui può essere letto nella sua versione orginale.
Buona lettura!

I virus dell’influenza, come tutti i virus, sono specifici verso una sola o una ristretta gamma di specie e una volta preso un ceppo, esattamente come accade per il morbillo, gli anticorpi durano tutta la vita. Ma allora perche’ ci si ammala (o ci si vaccina) ogni anno? Semplice, perche’ il virus dell’influenza e’ un virus dannatamente mutevole, per almeno tre buone ragioni. La prima e’ che l’RNA non e’ efficentissimo ad autoreplicarsi e spesso ci scappa l’errore. Nelle nostre cellule l’RNA e’ prodotto usando il DNA come stampo e ci sono enzimi specifici che correggono eventuali “errori di battitura”. Non esiste pero’ un enzima che corregge gli errori di battitura quando l’RNA e’ prodotto usando altro RNA come stampo, quindi le bozze non vengono mai riviste ed e’ facile che ci sia una mutazione in uno o piu’ dei dieci geni del virus. Secondo, il virus e’ velocissimo nel riprodursi (tutto il ciclo della malattia dura pochi giorni) e milioni e milioni di copie vengono prodotte, quindi statisticamente l’errore ci deve scappare. Terzo, esistono specie “calderone” che possono prendere piu’ di un ceppo, come i maiali che possono prendere virus dell’influenza aviaria, umana e suina. Se la cellula di un maiale e’ infettata da due virus contemporaneamente e’ facile che ci sia ricombinazione del genoma e che geni vengano scambiati fabbricando un virus completamente nuovo. Quando cio’ accade, come in questo caso, scoppia la pandemia perche’ nessuno ha gli anticorpi per contrastare questo nuovo virus.
Un caso analogo accadde nel 1918 quando esplose la famosa epidemia di influenza spagnola che uccise 50 milioni di persone in meno di due anni, qualcosa come il 3-6% della popolazione mondiale (il numero effettivo delle vittime non e’ mai stato chiarissimo). Cos’aveva quest’influenza di cosi’ terribile? Sento spesso dire che uccise tante persone perche’ era la fine della prima guerra mondiale e l’ammassarsi dei soldati in trincea, le condizioni igieniche precarie e la fame dovuta ai campi non coltivati fecero da catalizzatore, ma questa e’ una visione molto eurocentrica. L’influenza spagnola fece infatti strage anche in posti lontanissimi dalla prima guerra mondiale come l’Alaska o le isole del Pacifico e tutti o quasi i paesi ne furono colpiti, indipendentemente dalle condizioni di vita. Il virus della Spagnola in realta’ aveva una caratteristica particolare, in comune col virus dell’influenza suina: era capace di attaccare le cellule dell’epitelio polmonare, favorendo cosi’ l’insorgere delle polmoniti da complicazioni batteriche secondarie; i virus dell’influenza stagionale invece, che pure nei soli USA uccidono (indirettamente) 36.000 persone all’anno e 250.000-500.000 persone in tutto il mondo, attaccano invece solo le cellule delle prime vie aeree e non arrivano ai polmoni. Per fortuna oggi, a differenza del 1918, abbiamo gli antibiotici.
La seconda caratteristica peculiare della spagnola, condivisa pure dal virus dell’influenza suina, e’ che uccideva prevamentemente i giovani in buona salute, mentre le influenze stagionali colpiscono in massima parte le persone piu’ anziane, i bambini e gli ammalati. Nel caso della Spagnola sicuramente influiva l’ammassarsi di giovani soldati al fronte, ma ci sono altre ragioni. La prima e’ che gli anziani sono, in caso di pandemie, immunizzati dalle precedenti epidemie (nel 1850 e nel 1889 nel caso della Spagnola, nel 1968, nel 1976 e nel 1999 nel caso dell’influenza suina). La seconda ragione la si e’ capita solo di recente ed e’ dovuta ad una reazione anomala del nostro sistema immunitario detta “tempesta di citochine”. Le citochine sono sostanze normalmente prodotte dal nostro organismo e sono responsabili della risposta immunitaria. Persone che si trovano in contatto con virus del tutto nuovi possono avere un rilascio di citochine sproporzionato, il che causa una reazione immunitaria eccessiva con alterazione terminale dei tessuti coinvolti, i polmoni, in questo caso. E’ la tempesta di citochine, ad esempio, che ammazzava la gente colpita dalla SARS nel 2003. Paradossalmente quindi, persone in buona salute e con un sistema immunitario molto attivo possono andare soggette ad una tempesta di citochine piu’ facilmente delle persone immunodepresse come gli ammalati. Questo non toglie comunque che l’influenza possa portare a complicazioni polmonari secondarie e in questo caso chi e’ immunodepresso comunque ha da preoccuparsi. Mi chiedo cosa succedera’ quando la pandemia di influenza suina raggiungera’ il continente africano, dove ci sono almeno 25.000.000 di sieropositivi e ammalati di HIV. Sottolineo che l’influenza non ammazza mai direttamente, motivo per cui stimare il numero di morti dovuti all’influenza e’ sempre un terno al lotto, e a questo punto della pandemia potremmo star discutendo su numeri del tutto aleatori, sovrastimati o sottostimati.
(continua...)