giovedì 29 ottobre 2009

Lo squalene secondo l'OMS

Incredibile cosa sta accadendo in Italia, quanta ignoranza da parte degli stessi operatori sanitari, quanta gente che va dietro a dicerie, sentito dire e menzogne, orchestrate ad arte da chi fa della guerra ai vaccini la propria ragione di vita.
Vogliamo smettere di parlare di squalene? Vogliamo cominciare a parlare di adiuvante? Vogliamo pensare al dramma che si sta consumando in Italia? Siamo in piena fase di accelerazione pandemica, la curva pandemica si sta impennando incredibilmente, lo stesso Fazio dichiara che l'Italia, stando ai dati più recenti, sembra essere la Nazione piattualmente più colpita in Europa. Contemporaneamente sta andando sprecata l'arma preventiva più importante (già abbondantemente spuntata per i ritardi accumulati nella produzione e distribuzione): il vaccino pandemico.
Maledetta Italia che ha prelazionato un vaccino pandemico adiuvato... ma sono sicuro: se non fosse stato l'adiuvante gli scemi di turno avrebbero trovato da ridire su qualcos'altro.

Dal prezioso recente commento di Giglio... copio-incollo...

Lo squalene è un componente di alcuni adiuvanti che vengono aggiunti ai vaccini al fine di incrementare la risposta immunitaria. Lo squalene è una sostanza presente in natura (nelle piante, negli animali e negli esseri umani) che viene sintetizzata nel fegato e che circola nel sangue umano. Si trova in molti alimenti, cosmetici, farmaci ed integratori. Lo squalene viene estratto, per ragioni commerciali, dall’olio di pesce, in particolare dall’olio di fegato di squalo, e, viene purificato in caso di utilizzo come componente di farmaci o vaccini. L’MF59, un adiuvante contenente lo squalene, fa parte del vaccino anti-influenzale stagionale ed è stato autorizzato nel 1997 in Italia e successivamente anche in diversi altri Paesi. Ogni dose di vaccino contiene circa 10mg di squalene. Oltre 22 milioni di dosi sono stati distribuiti da allora fino ad oggi (2006). I numeri di eventi avversi e reazioni locali non sono risultati superiori rispetto a quanto ci si aspettava in base agli eventi dovuti ad altri vaccini anti-influenzali; sembra quindi che lo squalene non rappresenti un rischio significativo. Il vaccino è stato somministrato in primo luogo agli individui appartenenti alla fascia di età 65 e oltre per cui il vaccino era stato autorizzato. Alcuni vaccini sperimentali, inclusi dei vaccini anti-pandemia, vaccini anti-malarici e vari altri vaccini di natura virale e batterica, vengono allestititi con adiuvanti contenente lo squalene con l’obiettivo di rafforzare l’immunogenicità e quindi l’efficacia dei vaccini. Sono stati condotti studi clinici con vaccini contenente squalene coinvolgendo bambini e lattanti senza risultati preoccupanti dal punto di vista della sicurezza.E’ stato ipotizzato una relazione tra problemi di salute dei veterani della guerra del Golfo e la possibile presenza di squalene nei vaccini che ai soldati sono stati somministrati. Un report pubblicato ha ipotizzato che alcuni dei veterani esposti al vaccino anti-antrace hanno sviluppato anticorpi anti-squalene e che questi anticorpi hanno successivamente provocato disabilità. Tuttavia lo squalene non faceva parte dei vaccini somministrati ai veterani e non è stato neppure utilizzato nel processo di produzione dei vaccini. Sono stati pubblicati molti studi che hanno evidenziato dei limiti tecnici di questo report.La maggior parte degli adulti, specialmente quelli più anziani, indipendentemente dalla loro storia vaccinale, possiedono anticorpi naturali che reagiscono con lo squalene. In uno studio clinico l’immunizzazione con il vaccino anti-influenzale contenente squalene non ha modificato né frequenza né titolo degli anticorpi anti-squalene.Il comitato (il Global Advisory Committee on Vaccine Safety) è d’accordo nel ribadire che preoccupazioni sul fatto che lo squalene contenuto nei vaccini possa indurre anticorpi anti-squalene siano infondate. Tuttavia, dal momento che le esperienze con i vaccini contenente squalene derivano in primo luogo dalla vaccinazione di persone appartenenti a fasce di età più anziane , il comitato evidenzia la necessità di condurre, con particolare attenzione, studi post-marketing al fine di identificare qualsiasi eventuale evento avverso.

Fonte : Global Advisory Committee on Vaccine Safety, 6–7 June 2006 Safety of squalene
Ringraziamenti: Giglio, grazie per la preziosa collaborazione.

16 commenti:

giglio ha detto...

..e io ringrazio il NIV (network italiano per le vaccinazioni) che mi tiene informata e aggiornata su tutto quello che riguarda le vaccinazioni. Ho conosciuto questo blog, proprio tramite la loro segnalazione....

Anonimo ha detto...

Salve, io non ho sinceramente capito se questo blog sia gestito da medici o microbiologi o altro personale professionale in grado di compiere valutazioni precise sulla massa di informazioni di questi ultimi giorni.

Io vorrei in ogni caso, dato che mi sembra di capire che chi scrive su questo blog è comunque competente e molto addentro alla problematica, sapere cosa deve pensare un normale cittadino come me.

Io leggo quotidianamente che ogni anno si ammalano alcuni milioni di persone di influenza e un numero assai elevato (ho letto 8000 ma altri dicono qualcosa in più e qualcosa in meno) muore ogni anno di queste infezioni.

Se valutiamo il numero presunto degli infettati e il numero di decessi riconducibili al virus A notiamo facilmente che sul target di 8000 morti siamo molto indietro.

Quindi io non capisco una cosa: perchè non hanno parlato tutti questi anni degli 8000 morti l'anno e parlano di questi pochi morti quest'anno?

La preoccupazione che devo avere è solo relativa al fatto che qui muoiono anche i giovani e negli 8000 normali i giovani sono meno rappresentati?

Oppure devo temere l'ubiquità di questa influenza? Oppure cosa?

Ricapitolando: in un mondo in cui per anni in Italia crepava un sacco di gente di influenza e i media si occupavano di tutt'altro e un mondo in cui si continua a crepare di influenza e i media hanno deciso di parlarne, quale differenza passa?

Chiariamo che il sottoscritto è totalmente ignorante in materia e vorrebbe finalmente poterci capire qualcosa.

Grazie.

P.s: Tanto per dirla tutta e di quanto sapere cambi la vita e il senso di allarme personale: io sono un abituale frequentatore di centri termali. Un mio familiare è andato in un normale centro termale e si è preso una polmonite da Legionella tremenda ed è entrato direttamente in coma per una settimana. Sconvolgente. Invece no: il medico mi dice "ma sa quanta gente muore ogni anno di Legionella presa alla terme? Si passa agevolmente il centinaio e se lo rapporta al numero di frequentatori di terme vedrà che è una terribile epidemia di cui nessuno parla". Risultato? Adesso se vedo un'esalazione di vapore cambio strada. Eppure è sempre stato così ma nessuno me lo aveva mai detto.

Non sarà così anche per l'influenza A?

Nic ha detto...

Domanda urgente (forse scema): l'assunzione di Tamiflu, nel caso -sia pur improbabile- generi una resistenza nel virus, non produce una mutazione del suo patrimonio genetico, e quindi non può dare un nuovo virus capace di far riammalare i familiari che l'hanno già preso, vero???
Per favore, devo decidere al più presto se assumere Tamiflu o no (febbre a 38 da qualche ora, sintomi influenzali, figlio e partner già passati dalla fase con febbre alta).
Grazie
Nic - Firenze

Carlo ha detto...

Sinceramente anch'io sono sorpreso dalla scarsa mortalità della nuova influenza rispetto ai dati che si leggono sulla mortalità dell'influenza stagionale e probabilmente anche la storia che si diceva all'inizio, che la nuova influenza uccida giovani adulti sani, non mi sembra poi così certa.

Ma questo non mi tranquillizza più di tanto, visto che ormai da anni temo l'influenza come temo la meningite e cerco di evitare comportamenti rischiosi.

Poi gli anni passano: l'ultima mia influenza risale al 1999 e da allora io ho 10 anni in più e soprattutto, come ovvio, qualche problemino fisico in più. Nel 99 non fu una passeggiata: e nel 2009?

Giuseppe Michieli ha detto...

La mutazione H274Y che conferisce resistenza dei virus influenzali di tipo A sottotipo H1N1 (stagionale e pandemico) non cambia - a quanto si sa oggi - le proprietà antigeniche del virus: ovvero, l'organismo e i suoi anticorpi attaccano il virus come prima, a patto che - ovviamente - l'emagglutinina non abbia subito mutazioni drift: è questa proteina di superficie dei virus influenzali a determinare una consistente porzione della risposta immunitaria.

Tuttavia è stata identificata una mutazione a carico dell'emagglutinina che ''pare'' trascinare anche l'H274Y (una mutazione a carico dell'altra proteina di superficie, la neuramminidasi appunto, target dell'attività inibitoria dell'oseltamivir).

Fino a questo momento, i virus pandemici H1N1 2009 isolati dall'OMS hanno dimostrato di essere antigenicamente molto simili tra loro, e in particolare, l'attività inibitoria degli anticorpi ottenuti tramite infezione naturale dell'animale con il ceppo vaccinale di riferimento A/California/2009 mantengono reattività nei confronti dei piu' recenti isolamenti di H1N1 2009. Per vedere le tabelle, collegarsi al sito OMS.

Giuseppe Michieli ha detto...

Per quanto riguarda lo 'skill' degli autori del blog, io posso parlare per me.

Il mio profilo copmleto è disponibile presso LinkedIn, accessibile visitando i miei blog, oppure visitando il sito FluTrackers.com di cui sono uno dei redattori nonchè membro del comitato consultivo.

Io non sono nè medico, nè biologo.

Dal 2005 mi occupo esclusivamente di tracciamento di notizie concernenti emergenze sanitarie, controllo, verifica e organizzazione delle informazioni così ottenute.

Con questa esperienza ho messo su due blog: A TIME'S MEMORY e ATTRAVERSO QUESTI GIORNI, rispettivamente diretti ai lettori di lingua inglese e italiana.

A FluTrackers.com mi occupo del forum italiano, di cui sono il direttore, della Scientific Library e della moderazione degli interventi di altri utenti.

Come membro dell'Advisory Group sono sentito regolarmente su vari temi dal Direttore editoriale del sito e proprietario, sig.ra Sharon Sanders.

Uno dei limiti essenziali dei blogger e dei forum di questo genere (emergenze sanitarie) è quello di supportare la conoscenza dei fatti e MAI DARE INFORMAZIONI SPECIFICHE AI PAZIENTI SU TRATTAMENTI o COUNSELLING MEDICO.

ATM e AQG, FluTrackers non VENDONO ALCUNCHE', non RICHIEDONO SOTTOSCRIZIONE, ISCRIZIONE o DATI PERSONALI.

Il materiale raccolto negli ultimi quattro anni è liberamente accessibile a tutti gli utenti che si collegano e può essere consultato, scaricato, copiato senza darne preavviso.

Come d'uso, il limite è sempre quello della corretta citazione delle fonti e dell'indicazioni di eventuali modificazioni dei testi, tabelle, grafici, mappe.

E' sufficiente?

Giuseppe Michieli ha detto...

Durante gli ultimi dieci anni, la questione influenza e segnatamente quella di pandemia influenzale è stata trattata diffusamente sia dalla letteratura scientifica sia dai media - quasi sempre - internazionali.

Dal 1996, anno in cui si materializzò il virus influenzale aviario A/H5N1 nel sud della Cina causando una estesa epizoosi a Hong Kong e causando nei mesi seguenti la morte di diciotto persone, fu chiaro che il rischio di una nuova pandemia globale era piu' attuale che mai.

Regolarmente, infatti, nella storia dell'umanità si sono verificati incidenti di questo tipo: almeno dal 1500 in poi la storia ne dà conto.

I piu' recenti episodi risalgono al 1889, e proprio qui in Italia, dove la 'Nona' una influenza di origine aviaria causò una seppur localizzata ma gravissima forma sonnolenta di encefalite epidemica.

Il virus responsabile si pensa fosse un sottotipo A/H3. In seguito ci fu la pandemia del 1918 'spagnola', la piu' grave dalla Peste Nera del Medioevo.

Meno gravi furono le pandemie del 1957 e del 1968 (H2N2 e H3N2).

La riemersione del virus H1N1, scomparso nel 1958, avvenne nel 1977.

Il prof. Kilbourne ha sempre sostenuto l'importanza di controllare da vicino il comportamento nell'animale e nell'uomo dei virus H1, H2, H3 perchè - almeno dacchè esiste la batteriologia e virologia - sono stati sempre questi virus a causare pandemie.

Dal 2003 il virus H5N1 imperverse in tutto il mondo, americhe escluse.

Le epizoosi hanno causato la perdita di miliardi di capi di pollame in Eurasia e Africa.

Giuseppe Michieli ha detto...

Per la natura del virus H5N1, la sua evoluzione divergente in una moltitudine di lineaggi separati, l'elevato tasso di mortalità nell'uomo, la sua mutevolezza, le sue frequenti variazioni antigeniche (tali da rendere molto difficile l'isolamento di un ceppo vaccinale che vada bene per tutte le zone affette) hanno reso la questione della preparazione pandemica assolutamente prioritaria nell'agenda dei ricercatori e dei politici.

Tuttavia rimangono aree molto poco esplorate: strategie terapeutiche, metodologie si selezione, coltura e fabbricazione dei vaccini, sorveglianza degli allevamenti intensivi di pollame e suini, tempestivo isolamento di nuove varianti, per esempio.

Quello che ha insegnato la pandemia scoppiata nel 2009 è che non si possono delegare alle case farmaceutiche e al mercato le decisioni a riguardo quanti, quali e in che modo produrre farmaci e vaccini.

La sovranità degli stati deve garantire che presidi farmaceutici salva-vita siano sviluppati e messi a disposizione dei popoli anche se non hanno mercato, oppure non sono profittevoli.

Esempio: il farmaco antivirale peramivir. Sin dal 2003 è in sviluppo, con proprieta' simili all'oseltamivir ma con l'importante addirittura essenziale possibilità di essere iniettato anzichè somministrato per bocca.

Il peramivir è stato sviluppato da una casa farmaceutica ma essendo ''non superiore'' all'oseltamivir e richiedendo una siringa per la somministrazione è stato abbandonato e classificato come ''orfano''.

Molti anni sono passati, i casi severi di influenza aviaria hanno messo a dura prova le capacità terapeutiche di oseltamivir e zanamivir.

Ora l'FDA USA ha approvato il peramivir poichè è l'unico farmaco che può essere dato ai malati intubati o che a causa di gravi insufficienze a carico dell'apparato gastro-enterico non possono essere trattati con oseltamivir.

Ora se il peramivir e lo zanamivir iniettabile fossero stati approvati e prodotti in sufficiente quantità adesso avremmo una opzione in piu' per pazienti critici, ma il mercato non ha voluto, le quotazioni non hanno aiutato e le autorità farmacovigilanza hanno nicchiato.

Lo stesso per i vaccini: tecniche che risalgono agli anni '40 del XX secolo da aggiustare per la produzione di miliardi di dosi.

Risultato: la prima pandemi adel XXI secolo evolve come quelle del 1889 e del 1918...

Sarà anche potenza della competizione...

Anonimo ha detto...

Giglio,ti consiglio di completare la tua informazione andando a cercare anche i possibili avversi per i vaccini che hai intenzione di fare sul sito di farmacovigilanza,visto che il NIV omette questi dati.
FArmacovigilanza.net ü abbastanza chiaro e preciso od il database VAERS purtroppo riferito solo agli USA ma molto ben documentato.

Daniel Fiacchini ha detto...

caro Anonimo, firmati anche con un nick e continua a seguirci. Quanto hai tempo leggi quanto scritto in questi anni su PandemItalia, ti accorgerai che le pandemie influenzali sono un'emergenza di sanità pubblica. Prevedibili e dannatamente pericolose per il loro tasso d'attacco. Sui grandi numeri anche un fenomeno marginale come i decessi acquisirà dimensioni più rilevanti. Certo è che se i giornali continuano a fare il conto dei morti... non hanno capito nulla delle pandemie influenzali. Lato positivo: magari il cittadino riflette sull'utilità della prevenzione. Lato negativo: tra qualche giorno la morte per influenza tornerà a non fare più notizia.

giglio ha detto...

Grazie , caro anonimo, non ti preoccupare mi informo anche sugli eventi avversi che una vaccinazione puo' dare.
Secondo l'OMS per evento avverso alla vaccinazione s'intende qualsiasi situazione peggiorativa dello sato di salute di un individuo cui è stato somministrato un vaccino in un passato recente. Tale definizione comprende eventi coincidenti non causati dalla somministrazione di vaccini e non, correttamente collegati a questi. Infatti un evento avverso puo' avere una correlazionecausa effetto0 con la vaccinazione oppure un semplice rapporto cronologico.

Anonimo ha detto...

penso che di vaccini hai capito veramente molto poco! Il fatto è che ci sono solo deboli evidenze che i vaccini antiinfluenzali siano efficaci. Non è questione di squalene, che pure,in pochi soggetti può dar luogo a reazioni immunitarie anche gravi. Capito!!!

Alba kan. ha detto...

"Certo è che se i giornali continuano a fare il conto dei morti... non hanno capito nulla delle pandemie influenzali. Lato positivo: magari il cittadino riflette sull'utilità della prevenzione".

I media hanno capito tutto delle pandemie influenzali, è stato spiegato loro, tutto dai loro finanziatori che decidono quali notizie far passare e quali tacere.

E questo ci porta al secondo punto cioè il "lato positivo"(?) perchè il cittadino riflette (spaventandosi) ed nella prevenzione aumenta gli introiti delle multinazionali del farmaco...

Alba kan. ha detto...

P.S.
Come ai produttori di questo vaccino che fa solo bene, è stata data l'immunità contro qualsiasi ricorso, addirittura in alcuni casi con qualche clausola contrattuale sono riusciti a far cadere la responsabilità sui governi che lo comprano?

Daniel Fiacchini ha detto...

Anonimo ma di chi parli? Firmati almeno.
Di vaccini io ne capisco abbastanza... e tu chi sei? Cosa ne sai di vaccini? Io almeno ci metto la faccia, nome e cognome e non mi vergogno di quello che dico

Anonimo ha detto...

Proporrei di andare in giro nudi non vorrete mica ingrassare le industrie dell'abbigliamento, tessili, accessori, stilisti ecc???
Inoltre bisognera' andare a piedi perche' non vorrete mica incrementare le industrie automolbilistiche ?????
Bisognersa' anche mangiare prodotti dell'orto perche' le multinazionali alimentari.....