venerdì 30 ottobre 2009

Halloween III


Foto: Lo Squal(ene)

Ebbene sì! Il terzo "Halloween" di PandemItalia!
Il tema è sempre il medesimo... l'orrore! E di orrori ce ne sono stati tanti nella gestione della pandemia!
Vi prego, durante questo fine settimana date libero sfogo alla segnalazione degli orrori pandemici attraverso i commenti.
Buon week-end di "paura"!

42 commenti:

Giuseppe Michieli ha detto...

Un esempio di come lavorano i forum New Media, diversamente da quanto fanno i ''passacarte'' dei quotidinai e tg italiani, lo si può vedere in questo articolo apparso sul sito web del CIDRAP (Università del Minnesota): http://www.cidrap.umn.edu/cidrap/content/influenza/swineflu/news/oct3009ukraine.html

Si parla dell'epidemia di sindrome acuta respiratoria severa (SARI) in Ucraina, area di Lviv.

Viene citato il lavoro del nostro Forum su FluTrackers.com, dove instancabilmente si cercano, confrontano e traducono articoli dal russo e ucraino sull'epidemia in corso.

La malattia appare sostenuta dal virus H1N1 2009 (secondo RIA/NOVOSTI), ma alcune caratteristiche dei rilievi anatomo-patologici non si adattano perfettamente al quadro finora osservato per i malati di H1N1 in altre parti del mondo.

Una trentina di decessi (almeno) con pneumonite emorragica, in soggetti apparentemente privi di storia clinica di rilievo.

Alcuni articoli sembrano suggerire un coinvolgimento del centro di riferimento per l'influenza di Londra.

UlrikeS ha detto...

Non c'entra niente con Halloween o l'Ucraina, volevo solo ringraziarVi per questo blog.

Da 5 o 6 anni mi faccio vaccinare contro l'influenza insieme a mio figlio (14 anni) e i miei motivi sono, a parte il fatto che voglio ridurre il rischio di prendermi l'influenza e quello di attaccarlo ad altri, e che credo che sia un dovere di tutti proprio per aumentare la domanda e così l'interesse ad aumentare la capacità di produzione di questo vaccino. Se gran parte della popolazione chiederebbe di farsi vaccinare (come si sa, attualmente il vaccino non basta per tutti), i produttori non solo aumenterebbero la produzione ma investirebbero anche nello sviluppo di metodi più avanzati che permetterebbero di aumentare l'efficacia e la velocità di produzione, vitale in caso di pandemia.

Purtroppo però penso che siano pochi che la pensano come me ed è particolarmente frustrante rendersi conto - in questo periodo in modo particolare - di quanta Ignoranza (con la I maiuscola) c'è in giro, anche fra gli stessi medici che avrebbero il dovere di tenersi informati. E' FRUSTRANTE leggere che tanti medici rifiutano il vaccino contro l'influenza pandemica (e anche contro quella stagionale). Mi domando come mai c'è questa ignoranza così diffusa. E' per una mancanza di informazioni? O menefregismo? O pigrizia? O imbecillità? O superficialità? Io sono una semplice impiegata ma negli ultimi anni ho trovato con grande facilità tantissime ottime informazioni sulle vaccinazioni in generale, e sull'influenza e le pandemia influenzali. Quindi penso che a maggior ragione i medici dovrebbero trovare queste informazioni (hanno accesso a molte pubblicazioni che per me non sono accessibili, non avendo studiato medicina).

Giuseppe Michieli ha detto...

Vi siete chiesti per un momento se questo argomento ''i medici sono contrari al vaccino'' usato così largamente dai mezzi di informazione sia fondato o meno?

Perchè ho l'impressione che uno dei motivi che spingono a persistere su questo aspetto è proprio l'assenza di una quantità sufficiente di vaccino tale da modificare il corso dell'epidemia.

In breve: visto che non abbiamo i vaccini, beh, vediamo di far finta che i medici siano scettici, così la gente si sente un po' rincuorata.

Quando sei mesi fa il mondo si svegliava bruscamente alle prime iniziativo OMS dirette alla dichiarazione di pandemia globale di influenza e moltissimi paesi ordinarono immediatamente le dosi a loro vedere necessarie, l'Italia fu tanto silente da generare diversi e ora fondati sospetti sulla reale volontà di acquisirli.

La diffusione della malattia dovrebbe essere contenuta con le misure di igiene pubblica, come la chiusura delle scuole e la riduzione delle attività ricreative e non essenziali, almeno fintanto da non avere abbastanza dosi di vaccino per coprire i soggetti piu' esposti: quelli in età scolare e quelli con malattie croniche e debilitanti, e le donne incinte.

E' imperativo sostenere una opinione pubblica che obblighi le autorità a prendere a breve decisioni di questo genere.

Ogni giorno di ritardo significano altri decessi, altri lutti, ulteriore stress per le strutture sanitarie: meno letti, meno personale disponibile, meno approvvigionamenti, meno farmaci.

Vogliamo fare qualcosa?

UlrikeS ha detto...

Non so, fino a che punto sia vero, che molti medici non si fanno vaccinare, ma ho sentito personalmente o tramite conoscenti di tanti medici che non si fanno vaccinare contro la nuova influenza. Finora ho sentito solo un medico dire che si è fatto vaccinare, tutti gli altri hanno detto che non si fanno vaccinare. Alcuni perché dicono che è un vaccino nuovissimo e non lo considerano sicuro perchè secondo loro non è stato adeguatamente testato (la solita ignoranza insomma). Altri sono convinti che dietro ci sia solo un grande business e che l'OMS abbia cambiato a posta la definizione di pandemia per poter proclamare una pandemia (Tom Jefferson e seguaci).

giglio ha detto...

Caro Giuseppe ti posso assicurare che molti medici non si vaccinano e non solo. Nella mia zona su 300 operatori sanitari tra cui anche medici, sono ad oggi circa 30 i vaccinati per l'influenza pandemica.
Dei dieci medici di base del mio paese invitati a vaccinarsi solo uno ha risposto e si è fatto vaccinare. Di 14 farmacisti invitati sembra che solo due verranno prossimamente a vaccinarsi. Al contrario i volontari della pubblica assistenza sembra che per la maggioranza verranno a vaccinarsi....finchè non vedo non credo....Sono piccoli numeri ma indicativi dell'andamento generale. Nel distretto dove lavoro su 10 operatori ci siamo vaccinati la meta' ed è un record negli altri distretti sanitari non si è vaccinato nessuno o al massimo 1 o 2

Giuseppe Michieli ha detto...

Insomma, il ministero della salute ha emesso un comunicato nel quale dice di avere dosi a disposizione per il 3% della popolazione (vedi AQG).

Ora, io non so se i vaccini siano contenuti in siringhe pre-riempite o in flaconi multi-dose.

In ogni caso, perchè le quantità non inoculate non vegnono IMMEDIATAMENTE somministrate nelle scuole?

E' obbligo etico di ognuno di noi fare in modo che il maggior numero di persone venga vaccinato.

Ogni flacone sprecato significano potenziali vittime evitabili.

Pensiamoci prima di fare scelte azzardate.

(O coltivare le solite clientele.)

giglio ha detto...

Nella ASL di Firenze i primi vaccini arrivati erano in monodose. Ora stanno arrivando i vaccini multidose (10), mentre i monodose vengono riservati ai medici per i loro pazienti.
Con i flaconi multidose divengono complicate anche le chiamate per evitare di non sprecare vaccino....

UlrikeS ha detto...

Ci vorrebbe un sistema tipo "last minute", in modo che la/le dosi rimanenti non devono essere buttate ma ne può approfittare qualcuno che vorrebbe vaccinarsi, ma al momento non può perché non fa parte della categoria prioritaria.

Come viene gestita la cosa per evitare di dover buttare via del vaccino?

Alessandra ha detto...

Lascio questa mia piccola testimonianza su medici di base e vaccino:
Abito in provincia di Milano,paese con oltre 30.000 abitanti.
Due settimane fa interpello come ogni anno il mio medico di base per fare il normale vaccino stagionale, inoltre chiedo appuntamento anche per marito e genitori, credo sia saggio fare tutti almeno l’antinfluenzale, visto che nessuno di noi appartiene alle categorie a rischio.
In questa occasione chiedo anche informazioni per il vaccino per il virus A, non l’avessi mai fatto …. cito testuali parole : ma lei è pazza io le sconsiglio assolutamente di fare questo vaccino anche se ne avesse la possibilità. Quando chiedo spiegazioni più razionali a sostegno delle sue argomentazioni le motivazioni che mi porta sono esattamente quelle che scrive Ulrike S. nei suoi commenti lasciati qui sopra, vaccino nuovo non testato adeguatamente, ecc.
Seconda esperienza, non diretta, con medico di base diverso ma dello stesso paese: mia zia è insegnate di scuola materna, la sua classe è decimata, di 25 bambini ne sono rimasti in classe 6, situazione simile nelle altre 5 sezioni della scuola. Venerdì 30 si ammala anche lei , 40 di febbre, chiama il suo medico di base che prescrive tachipirina e gli conferma che molto probabilmente è influenza A. Particolare da sottolineare è che suo marito, seguito dallo stesso medico di base, è diabetico da 25 anni (categoria per cui mi sembra è previsto il vaccino). Interpellato il medico sulla questione vaccino la risposta è sempre la stessa: io personalmente non mi sottopongo a vaccinazione e sconsiglio di farla fare anche a suo marito. Risultato mio zio nonostante appartenga alle categorie a rischio e abbia un potenziale malato in casa non si vaccinerà! Perché? perchè il suo medico di base gli ha detto che non è sicuro, che corre più rischi a fare il vaccino che a prendere l’influenza! INCREDIBILE.
Daniele o Giglio mi sembra che voi abbiate potuto avere il flacone in mano ma potete dirci, ammesso che ci sia, cosa c’è di diverso in questo vaccino rispetto a quello somministrato per l’influenza stagionale? l’adiuvante?
Per quanto riguarda il numero di dosi, vi sono arrivate quelle comunicate o no?
Quelle che non vengono usate dove finiscono?

Daniel Fiacchini ha detto...

cara Alessandra... nessuna differenza! Un vaccino che è prodotto da anni e che è stato somministrato a milioni di persone senza essere ritirato dal commercio... traduzione: vaccino utile, efficace e con rapporto rischi/benefici favorevole. Tutti i vaccini hanno effetti indesiderati. La conclusione che traggo è che nella classe medica c'è una diffusa ignoranza sui vaccini. Neanche le indicazioni dell'OMS sull'innocuità dell'adiuvante servono per mettere tranquiillità.
Sono dispiaciutissimo perchè molti medici continuano a diffondere informazioni sballatissime non cogliendo l'occasione d'oro di fare prevenzione. Io mi sono vaccinato il primo giorno utile... per quello che conta.

dott. Francesco Aldrovandi ha detto...

Beh, sì... in effetti moltissimi medici, come anche voi rilevate, non si vaccinano.

Non lo fanno perchè sono degli ignoranti in materia, proprio come dite voi.
Voi, invece, che messi tutti insieme avete sì e no due o tre esami universitari superati in questo ambito e zero giorni di esperienza clinica, voi avete capito tutto.

E' di moda il seguente pensiero: chi ha studiato, ha lavorato e ha un posto di responsabilità clinico o accademico fa parte del Sistema e quindi è un corrotto e un ignorante.

Chi invece s'è fermato alla prima difficoltà e non può fare altro che aprire un blog per parlarsi addosso, lui invece è "Libero nella Rete", l'interprete della Summa Epidemiologica.

Anzi no, perchè anche quella sui libri l'hanno scritta i corrotti.
Allora aspettiamo i vostri nuovi testi su cui rifare tutti quanti gli esami all'Università.

Ritorno qui per sapere quale sarà la casa editrice.

Grazie.

Giuseppe Michieli ha detto...

Un conto è essere pro o contro un vaccino, un altro è cominciare con gli insulti.

Qui nessuno pretende di insegnare qualcosa a qualcuno, anche perchè non si è nelle condizioni per farlo (come lei ha giustamente sottolineato).

Si vuole soltanto esprimere l'urgenza di mitigare una epidemia che nelle prossime settimane e mesi causerà danni non indifferenti al tessuto sociale e all'economia.

Che questa mitigazione passi per il vaccino monovalente oppure per misure di distanziamento sociale o chiusura delle scuole, rimane da stabilire.

In ogni caso - come ha sottolineato in una nota ieri il ministero della salute - si dispone ad oggi di dosi per immunizzare il 2% circa della popolazione italiana.

Ora questi numeri sono contro l'idea che una siffatta campagna di vaccinazione possa incidere in qualche modo nel decorso epidemico, in termini di riduzione della morbidità e mortalità.

E' chiaro che per il futuro - anche prossimo - sarà necessario rivedere urgentemente il piano pandemico nazionale, le priorità di ricerca e sviluppo dei vaccini, un upgrade della capacità produttiva e strumenti operativi per l'acquisizione veloce delle dosi (compresa la requisizione di tutte le dosi prodotte sul suolo nazionale).

L'inettitudine, l'impreparazione, la corruttela diffusa nella pubblica amministrazione, la mancanza di tempestiva informaizone al pubblico rappresentano il pericolo maggiore quando si tratta di ridurre l'impatto di malattie infettive.

Il virus H1N1 2009 può essere o meno una riproposizione di quello della 'Spagnola' del 1918, può somigliare a quello del '57 per casi e decessi, ma non sarà mai come quello che causa l'influenza aviaria panzootica: l'H5N1, con una mortalità variabile tra il 15 e l'80% non ammette incompetenti nei posti-chiave di sicurezza strategica del Paese.

Cerchiamo di pensarci, prima di domandarci se il vaccino, gli antivirali, i trattamenti o le decisioni finora prese sono o meno utili a fermare una malattia altamente diffusiva anche se relativamente benigna.

Daniel Fiacchini ha detto...

Gentile (non troppo) collega, io posso parlare per me:
Sono un medico, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, ho collaborato alla stesura del Piano pandemico Regionale, ho seguito le azioni di preparazione e risposta alla pandemia influenzale della Regione Marche in prima linea dal novembre del 2006 a oggi.
Lavoro a livello locale in un Servizio Igiene e Sanità Pubblica e nei miei due anni di lavoro il SISP dove lavoro ha effettuato 16.000 vaccinazioni. Sono componente del Comitato Pandemico Regionale, Componente del Comitato Pandemico Zonale di Fabriano, Responsabile della Comunicazione per la Zona Territoriale di Fabriano; attualmente sono responsabile del call center regionale e del gruppo tecnico che si occupa di sorveglianza epidemiologica per la regione. Nonsia considerata un'ostentazione di "medaglie" ma di pandemia influenzale ne so qualcosa e per avere il rispetto di un collega non mi sembra che ci debba essere necessariamente attività clinica alle spalle altrimenti si cade sempre nella solita pietosa diatriba clinico/igienista... svecchiamoci!

gia ha detto...

Da mamma penso che la cosa migliore al momento sarebbe chiudere le scuole in modo da evitare la trasmissione del virus tra i bambini. So che è un problema per i genitori che lavorano ma tanto se i bambini si ammalano bisogna comunque stare a casa. Secondo voi avrebbe senso una cosa del genere e quanto tempo dovrebbe durare?
Confermo che nella scuola elementare di mia figlia (provincia di Bergamo) le classi sono decimate anche se non sembrano esserci problemi per i bambini ammalati, a parte la febbre.
Non capisco invece come mai proprio i medici si rifiutano di fare il vaccino: sanno cose che gli altri non sanno?

Alessandra ha detto...

Gentile, Dott. Francesco Aldobrandi, desidero risponderle anche io.
Per quanto mi riguarda sono una semplice cittadina che vuole essere informata in modo corretto, di certo non sono un medico e non lavoro in questo campo, ho però laurea e un dottorato in biologia, ma quel che conta di più di un titolo sono in grado di valutare le risposte che mi vengono fornite ….. o non fornite, dal mio medico di base, da Daniele o Giuseppe e dagli altri che contribuiscono a portare le loro esperienze e analisi della situazione.
Avrei apprezzato maggiormente che nel suo intervento, invece di limitarsi ad insultare ironicamente chi gestisce questo blog, avesse argomentato la sua posizione, in questo modo avrebbe fornito a tutti noi un punto di vista sui cui discutere civilmente.
PS anche io ringrazio ogni giorno che non sia H5N1

Giuseppe Michieli ha detto...

La chiusura delle scuole può aver senso quando inclusa in una generale attivazione di misure di distanziamento sociale, e eventualmente, nella prospettiva di immunizzare i soggetti in età scolare.

Alcuni paesi hanno percorso questa via, per esempio l'Egitto - dove esistono enormi problemi igienico-sanitari e una concorrente epizoosi di influenza aviaria A/H5N1.

In Italia bisogna che tutti gli attori si uniscano e assieme valutino l'opportunità di chiudere o ridurre in qualche modo l'attività scolastica se le prospettive di morbidità e mortalità dovessero risultare inaccettabili.

Questo rientra anche nella corretta informazione sul vaccino, sulle dosi, sulla sua sicurezza e sui tempi di consegna.

Inoltre, devono essere informati i cittadini sull'intera questione antivirali, trattamento domiciliare, segni e sintomi di gravità che richiedano immediata assistenza ospedaliera.

Il sovraccarico dei pronto soccorso può risultare pericolosa sia per i pazienti affetti da influenza che quelli che hanno altri problemi e che si trovano in una situazione ingestibile.

Potrebbero essere utili punti di triage extra-ospedalieri, come fatto in vari paesi dove la pandemia è circolata non mitigata: Argentina, Cile, Brasile, Messico, Australia, Nuova Zelanda, ecc.

I medici e i centri universitari inoltre dovrebbero fare rete per esaminare protocolli terapeutici alternativi o aggiuntivi a quelli in uso, come ai tempi della SARS, dove una straordinaria sinergia di specialisti si creò, e che alla fine potè frenare la diffusione della malattia.

giulio ha detto...

Non vi sembra di esagerare un pò con l'allarmismo in questo blog?
Stiamo parlando di un'epidemia di bassa gravità che ,per ora ,ha contagiato quasi 200mila persone(ma ritengo di più) e ne ha uccise 12 e quasi tutte già debilitate o con altre patologie correlate.
La mortalità è bassissima e qui si parla di istituire misure drastiche che sarebbero giustificate solo in caso di epidemie mortali come l'aviaria.
E'giusto potenziare e migliorare il
sistema di produzione dei vaccini(non si sà mai) ma per questo virus l'allarmismo è decisamente eccessivo.
Le vaccinazione hanno anche effetti collaterali gravi.
Il documento scaricabile all'indirizzo http://www.iss.it/binary/publ/cont/07-34.1195139376.pdf parla chiaro.
In 5 anni gli avversi da vaccino(dal 1999 al 2004)nei bambini sono stati 2055.
Può essere una cifra davvero bassa in rapporto al numero di vaccinati ma prova che esistono effetti collaterali.
Capisco che si debba vaccinare un bambino per prevenire una malattia grave ma perchè correre rischi per un'influenza del genere se il bambino o la persona da vaccinare sono sani?
Le perplessità e le indecisioni dei medici sono scusabili anche dal fatto che i 3 vaccini proposti dall'EMEA sono nuovi e scarsamente testati.
Il thimerosal non doveva ,per caso,sparire dai vaccini a partire dal 2001 per precauzione?
Ora,ad eccezione del focetria monodose e del celvapan,lo abbiamo ovunque.
E che dire della Svizzera che ha stabilito che il pandemrix debba essere usato solo per soggetti da 18 anni in su?
Perhcè negli USA solo vaccini senza adiuvante se sono così innocui?
Le informazioni ci sono e come e ritengo che siano abbastanza chiare da rendere i medici cauti nel prescrivere questa vaccinazione.
I dati tecnici dei 3 vaccini presentati all'EMEA parlano chiaro.
Poche cavie per la sperimentazione ed effetti negativi presenti,anche se rari.
Una persona che ha già problemi di salute potrebbe farlo perchè rischia davvero ma una persona sana potrebbe rischiare più dal vaccino che dalla malattia.
Senza contare che 800 milioni di euro in vaccini potevano essere usati per migliorare la nostra
sanità e salvare diverse vite anche in questo modo.

Giuseppe Michieli ha detto...

Ma non credo proprio ci sia allarmismo nel chiedere misure concertate per la riduzione dei danni potenziali dovuti alla circolazione di questo virus pandemico.

Si tratta di una situazione in piena evoluzione e l'impatto reale sulla società e sull'economia, la mortalità in eccesso potrà essere misurata soltanto dopo la risoluzione dell'epidemia, verosimilmente da qui a due/tre mesi.

Purtroppo, dobbiamo convivere con questa situazione, e dovremmo cercare di collaborare di piu', di aiutarci a superare le ansie, le incertezze per far fronte comune contro una poco chiara gestione della crisi.

UlrikeS ha detto...

@ giulio

I 2.055 eventi avversi segnalati nei 6 anni dal 1999 al 2004 non si devono interpretare come se fossero tutti causati dai vaccini. La farmacovilanza raccoglie in forma passiva le segnalazioni di eventi che hanno un nesso temporale con i vaccini ma non è possibile determinare la causalità solo per il fatto che sono stati segnalati. E' tutto scritto nel documento del tuo link.

In questi 6 anni sono stati somministrati 10 milioni di dosi di vaccino, quindi ci sono 20 segnalazioni di sospetti eventi avversi per 100.000 dosi e considerando solo le segnalazioni di *sospetti* eventi avversi gravi, sono 7 per 100.000 dosi e sono classificati come rare o molto rare. La maggior parte degli eventi avversi gravi erano pianto persistente, ipotonia-iporesponsività e crisi convulsive.

Quindi il solo numero 2.055 detto così, non dice niente se non viene messo nel giusto contesto.

Riguardo la sicurezza dei vaccini contro l'influenza pandemica, l'OMS spiega:

http://www.who.int/csr/disease/swineflu/frequently_asked_questions/vaccine_preparedness/safety_approval/en/index.html

Gruppo che chiede risposta urgente ha detto...

Buongiorno. Non sapendo a chi chiedere (la risposta del mio medico è stata "Ah?! Ma davvero?! Non so cosa dire) chiedo a voi che sicuramente mi sapete dare una risposta. Nell'ufficio dove lavoro adesso si è sparsa la voce e tutti vogliono sapere.

Ho comprato come ogni anno il vaccino per la stagionale e quest'anno comprende i seguenti ceppi:

•A/Brisbane/59/2007 (H1N1)-like virus;
•A/Brisbane/10/2007 (H3N2)-like virus;
•B/Florida/4/2006-like virus.

Ho notato che il primo è un H1N1-like e ho fatto qualche ricerca in Internet. Risulta da alcuni studi che la possibilità di "immunità crociata" oscilli tra il 10% e il 50% che in termini pratici vorrebbe dire (stando sempre a quello che ho letto) che il vaccino per la stagionale 2009 non copre minimamente il virus pandemico.

Queste cose le ho trovate qui:

http://www.iayork.com/MysteryRays/2009/05/01/vaccines-and-the-new-h1n1-influenza/

!!! Il quesito è però un altro !!!

Stimolato dall'articolo ho trovato in molti siti italiani e stranieri di importanti ospedali l'indicazione che sottotipi del virus H1N1 circolano con regolarità da 30 anni in tutto il mondo e sono responsabili di molte influenze stagionali, tra cui la stagionale di quest'anno.
Trovo anche scritto che sebbene molto distanti dal virus pandemico fanno veramente parte della famiglia H1N1. Non ci fanno parte per finta solo perchè c'è scritto "like".

Quindi la domanda è? Ma ci hanno detto che questa è una tremenda pandemia perchè è un virus che MAI e POI MAI ha contagiato umani da dopo la spagnola (H1N1 anche quella) e poi scopro che suoi ceppi (pur diversi) sono negli ultimi vaccini intinfluenzali di questi decenni.

Ma allora H1N1 pandemico non è semplicemente un normale H1N1 mutato, e mutato come sempre succede ogni anno per tutti i ceppi di influenza A all'interno di maiali, uccelli e altro?

Cioè la notizia bomba era, H1N1 non l'ha mai visto nessuna persona giovane. La mia osservazione è: ma se suoi sottotipi ci sono da 30 anni in giro?! Forse è che nessuno ha mai visto questa VARIANTE.

Vabbè allora sarebbe tutt'altro impatto psicologico parlare di variante, pur aggressiva.

Fatemi sapere presto perchè siamo in tanti qui che aspettiamo una risposta. Altri hanno chiesto ai loro medici di fiducia e sono rimasti tutti sconvolti dal fatto che ci sia un H1N1-like nel vaccino della stagionale.

UlrikeS ha detto...

Il virus H1N1 stagionale e quello pandemico sono geneticamente molto diversi, anche se appartengono allo stesso sottotipo.

UlrikeS ha detto...

Penso che questo "-like" scritto nel bugiardino si riferisce al fatto che i virus che vengono usati per la preparazione dei vaccini non sono quelli "originali" ma vengono prima modificati per renderli adatti alla la produzione dei vaccini.

Carlo ha detto...

Stavo meditando sulle parole di Fazio:
Siamo nella fase di pandemia influenzale ma questa influenza in Italia sta provocando vittime in modo limitato. Ricordo che l'influenza stagionale in Italia ha fatto lo scorso anno 8.000 vittime.

Le ho messe in relazione con un testo reperibile nel sito del Ministero della Salute riguardante gli incidenti stradali:
Gli incidenti stradali provocano ogni anno in Italia circa 8.000 decessi (2% del totale), circa 170.000 ricoveri ospedalieri e 600.000 prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero; rappresentano inoltre la prima causa di morte tra i maschi sotto i 40 anni. Il gran numero di persone che subiscono lesioni, più o meno gravi, in seguito ad incidenti stradali costituiscono la prova che, anche in termini di costi sociali legati all’assistenza e alla riabilitazione, ci troviamo di fronte ad una “emergenza” non trascurabile. E’ del tutto evidente quindi che le problematiche legate alla sicurezza stradale, pur nella molteplicità dei fattori implicati e degli organismi ed enti interessati ad azioni preventive e correttive, costituiscono certamente un aspetto primario della Sanità pubblica. E’ diventato prioritario, pertanto, individuare continuamente nuove strategie di prevenzione che consentano, a breve, medio e lungo termine, di porre un argine a questo allarmante fenomeno dei nostri tempi.

E' singolare come un numero, 8000, possa servire da un lato per tranquillizzare e dall'altro per allarmare e mettere in guardia... Lo stesso numero. Di morti.

Chiedo scusa per questa uscita non proprio in tema. Mi riprendo citando un altro pezzo tratto dall'Ansa in cui i numeri vengono ancora in soccorso delle istituzioni per rassicurare:

In totale, in Europa si hanno 317 vittime su 500 milioni di abitanti, per un'incidenza pari a 0,062 per 100.000 abitanti. In Italia, con 17 morti su 60 milioni di abitanti, l'incidenza è pari allo 0,027 per 100.000.

A parte il fatto che a me risulti lo 0,028, mi domando quale utilità pratica possa avere la percentuale di morti sul numero totale di individui, una percentuale destinata nei prossimi mesi a crescere, visto che il numero di morti è ovviamente crescente mentre i 60 milioni di abitanti resteranno grosso modo tali. Mi sembrerebbe più logico rapportare il numero di morti al numero di malati... Ma forse la percentuale risulterebbe meno rassicurante?

Giuseppe Michieli ha detto...

Reattività crociata degli anticorpi anti-H1N1 nei confronti del nuovo ceppo pandemico:

(Rinvio al sito FluTrackers.com e alla Scientific Library per tutti i riferimenti bibliografici).

Negli adulti over 65 si sono rinvenuti nel siero anticorpi reattivi nei confronti del nuovo ceppo pandemico. Tuttavia nei soggetti piu' giovani la prevalenza di questi anticorpi è nettamente inferiore.

L'OMS ha pubblicato una tabella con i risultati dei saggi di inibizione della emagglutinina con antisiero di furetti precedentemente infettati con H1N1 stagionale: nei confronti del ceppo pandemico il titolo è maggiore di 10 e minore o uguale di 40.

Questo livello di inibizione riguarda l'immunità umorale, ma non quella mediata da cellule, che potrebbe - in teoria - giocare un ruolo nella difesa antivirale dei soggetti con ripetuta esposizione naturale o tramite vaccinazione a molti ceppi stagionali H1N1, così da ridurre potenzialmente l'impatto del nuovo ceppo pandemico.

Gli studi sull'attività neutralizzante degli anticorpi presenti nel siero dei soggetti adulti nei confronti di H1N1 2009 provengono in larga parte dal nordamerica, il che potrebbe essere attribuiti parzialmente alla campagna di vaccinazione del 1976 contro l'influenza suina di Fort Dix (H1N1).

In Australia si è osservata una reattività post-vaccinale piu' elevata in quei pazienti che avevano recentemente ricevuto il vaccino stagionale e poi quello monovalente H1N1 2009.

Giuseppe Michieli ha detto...

Il tasso di mortalità:

La difficoltà nel determinarlo deriva da molti fattori, il principale dei quali è l'impossibilità pratica di effettuare tanti test bio-molecolari (RT-PCR) quanti sono i casi compatibili con la descrizione di influenza-like illness (sindrome influenzale).

I test sono effettuati per i casi ospedalizzati in quasi tutti i paesi del mondo, anche quelli piu' ricchi e attrezzati come il Giappone e Hong Kong.

Test a campione vengono effettuate sia tramite le reti di sorveglianza virologica nazionale che attraverso il sistema internazionale dell'OMS.

Sicchè il dato può soltanto essere stimato.

In Argentina e Cile si è seguita questa strada, calcolando il tasso di morbidità (incidenza ILI) sulla popolazione generale, e lo stesso per il numero di decessi con conferma di laboratorio per l'H1N1 2009.

Indagini di tipo sierologico (per la ricerca di anticorpi anti_H1N1 2009 nel siero dei pazienti) vengono effettuate meno frequentemente perchè richedono due prelievi a distanza di un paio di settimane per verificare la differenza nel titolo anticorpale.

A Hong Kong, regione amministrativa speciale cinese, c'è forse il piu' sensibile sistema di sorveglianza virologico ed epidemiologico del mondo, ottenuto dopo le terribili esperienze del 1996 (influenza aviaria) e della SARS (2003).

A Hong Kong ci sono stati ad oggi meno di 40 decessi, tenendo presente che il picco epidemico stagionale per la regione meridionale cinese si verifica in piena estate: con oltre 50.000 casi confermati da analisi di laboratorio, si sono avuti 40 decessi, e diverse centinaia di casi in terapia intensiva.

Questo può dare una indicazione preliminare sulla mortalità per quella regione. Tenuto conto delle misure di igiene, del trattamento antivirale e antibiotico e della capacità di ampliare e contrarre in tempo reale la capacità di ricovero per malattie infettive della città.

giglio ha detto...

ORRORE!!!!
Su 40 volontari delle pubbliche assistenze (che operano nel sociale, sanitario e emergenza) che inizialmente avevano aderito alla campagna vaccinale ne abbiamo vaccinati solo la meta' perche' gli altri sono stati sconsigliati DAL MEDICO DI FAMIGLIA ....la motivazione? la solite persone sane e giovani problema c'è se si ammalano? vaccino nuovo, ecc... Questa è un ulteriore dimostrazione dell'arroganza di una certa categoria e la dimostrazione che la CULTURA INDIVIDUALISTICA del nostro tempo ha fatto presa anche nel settore sanitario.


Bisogna solo sperare che Dio ce la mandi buona! (la pandemia)

giglio ha detto...

ORRORE!!!!
Un signore è venuto a vaccinarsi con un po' di dubbi poichè un suo amico tecnico medico della Novartis di Siena glielo avrebbe sconsigliato poichè se vaccinandosi gli rimaneva uno "strascico" (febbre) avrebbe potuto contagiare la moglie in gravidanza. L'amico gki ha detto che lui si sarebbe vaccinato solo se lo costringeva l'azienda....

Anonimo ha detto...

Nella riforma universitaria la Gelmini dovrebbe iniziare proprio dalle facoltà di Medicina e Chirurgia.....

Giuseppe Michieli ha detto...

I vaccini influenzali inattivati non possono causare la malattia, dal momento che non contengono il virus nella sua versione selvatica (quella che si può rinvenire nei tessuti infetti umani o animali) ma soltanto il materiale immunizzate: il virus ''selvatico'' viene sottoposto a ripetuti passaggi in terreni di coltura speciali per aumentarne la ''resa'' quando inoculato nelle uova embrionate di pollo.

Una volta ottenuto il ceppo vaccinale, si procede alla ''semina'' delle uova embrionate, che poi vengono incubate per produrre i virus necessari.

Il contenuto delle uova viene poi passato attraverso vari stadi di inattivazione mediante sostanze chimiche adatte, purificato per evitare che passino batteri o quantità indesiderate di sostanze usate in lavorazione e poi preparato per la sospensione liquida nelle fiale.

Il processo è ben rodato e si usa da decenni.

Le eventuali reazioni secondarie locali o generali possono essere dovute alla reazione immunologica del singolo soggetto, dovuta al contatto con l'antigene, i composti chimici convervanti, gli adiuvanti, gli antibiotici ecc.

Il virus in sè - anche se proposto in versione ''intera'' - non può replicarsi all'interno delle cellule umane, a causa dei trattamenti subiti.

Soltanto i vaccini vivi-attenuati possono - teoricamente - causare una ''infezione''. Ma siccome sono ibridati con virus che non sono in grado di attecchire nelle basse vie respiratorie, la probabilità che causino malattia nei contatti familiari del soggetto immunizzato può considerasi bassa.

UlrikeS ha detto...

Ieri mattina "Radio anch'io" aveva come tema la nuova influenza. Il programma è scaricabile come podcast al sito della Rai.

giglio ha detto...

Halloween è finito ma gli orrori continuano....
donna secondo trimestre di gravidanza va' dal suo medico per vaccinarsi e lui gli dice che non ha vaccino( forse aspetta che gli arrivi direttamente in ambulatorio da chissa' chì) comunque gli fa' la richiesta scritta di andare alla ASL e la dott.ssa ASL (nucleo aggiuntivo Per la Pandemia in seduta vaccinale straordinaria deserta)la rimanda indietro perchè lo deve fare il suo medico....

giglio ha detto...

I medici curanti sconsigliano la vaccinazione alle persone sane anche se fanno parte delle categorie che garantiscono servizi pubblici essenziali....pero' inviano alla ASL gli ultrasessantacinquenni con patologie a rischio per vaccinarsi contro l'influenza A....


PANDEMIA?????


PANDEMONIO.

giulio74 ha detto...

Domanda.
Che protezione darebbe questo vaccino se la tanto ventilata ipotesi di ricombinazione fra suina ed aviaria si verificasse?
Esistono percentuali o studi che indicano la protezione di un vaccino studiato per un determinato ceppo influenzale quandom questo ceppo muta o si riassorbe con un'altro virus?
In questo caso sarebbe più utile Daronrix o il Focetra?

Anonimo ha detto...

Se il virus muta e si riassorbe i vaccinati non potrebbero avere la falsa sicurezza di essere immuni alla nuova variazione?
Non ü meglio puntare sulla prevenzione attiva offerta da comportamenti corretti?

UlrikeS ha detto...

Il Paul Ehrlich Institut della Germania spiega che il cambiamento della patogenità del virus dipende normalmente da modifiche genetiche che si trovano all'interno del virus. Un'aumento della patogenità non comporta quindi necessariamente una modifica nelle caratteristiche esterne. In questo caso il vaccino continua a proteggere.

Inoltre l'adjuvante nel vaccino ha la proprietà di proteggere anche contro il virus se ci sono delle piccole modifiche genetiche sull'esterno del vaccino, cioè ha un più ampio raggio di azione rispetto ai vaccini senza adjuvante.

Daniel Fiacchini ha detto...

Giglio, sei il "Dario Argento" di PandemItalia!
Porca miseria... non ho tempo di comunicarvi gli orrori dal mio punto di vista! Tra qualche giorno mi attivano internet a casa e torno operativo!!!

Francesco ha detto...

Troppe chiacchiere sui vaccini. Ormai è tardi. Vaccino si o vaccino no era cosa da considerare un po' prima e spettava alle istituzioni (nei vari gradi) preparare la popolazione (e anche i sanitari...). In ogni caso ora la curva epidemica si è impennata e considerando la scarsità di vaccino, i tempi necessari alla somministrazione e alla risposta immunitaria direi che senz'altro non avrà alcun effetto nel mitigare l'epidemia. Poi ragionando sul singolo caso certamente come già detto la persona a rischio o il lavoratore in servizio essenziale farà bene a farlo. Più urgente concentrarsi ora sulle misure di igene generale e soprattutto sulle capacità delle strutture sanitarie di far fronte ai casi gravi che con una curva ep. così ripida saranno molti e molto concentrati nel tempo. E tanto per fare qualche esempio: perchè non si è pensato a misure di sostegno alle famiglie che avranno i figli a casa? Perchè non si spiega bene quanto tempo vanno tenuti "confinati" i bambini nel periodo postfebbrile? In questo può avere qualche ruolo anche un blog più che su sterili ed inutili polemiche sui vaccini.

Anonimo ha detto...

Qualcuno mi spiega perchè in america lo squalene,è stato vietato?e come mai i ns medici non vogliono vaccinarsi?e lascia perdere la quantità o meno di vaccino che non regge come scusa,inoltre io le uniche volte che mi sono veccinato per l'influenza l'ho presa,per ultimo perchè tutta questa fretta nel doverci vaccinare tutti visto che questo virus non è peggiore degli altri che circolano in questa stagione?

Anonimo ha detto...

mi spiegate inoltre come mai per il mister fazio bisogna assolutamente vaccinarsi,sopratutto nel caso in cui questo virus si leghi all'aviaria?con mortalità 30\40%,ma a quel punto il vaccino contro l'h1n1 non sarebbe inutile?poi se questo non è allarmismo spiegatemi voi cosè grazie.Max64

gia ha detto...

Segnalo che in questo momento (circa ore 16.30) è in corso, sul sito del Corriere della Sera, una videochat sull'influenza A, con il Prof. Galli dell'ospedale Sacco di Milano.

gia ha detto...

Salve volevo anche segnalare sul sito di Epicentro


http://www.epicentro.iss.it/


l'aggiornamento settimanale sull'andamento di influenza stagionale e A

Francesco ha detto...

Per avere un'idea dei vaccini influenzali leggere con attenzione il dibattito su epicentro di qualche tempo fa (riferito ai vaccini stagionali, a partire da un noto e per me condivisibile articolo apparso su Lancet...) http://www.epicentro.iss.it/discussioni/antinfluenzale/antifluenzale.asp
Ora il vaccino è forse diverso? In parte si, sicuramente per il determinante antigenico, vedremo nel tempo se sarà efficace, a patto che qualcuno abbia deciso di effettuare uno studio serio...
Comunque ripeto, aspettarsi miracoli dal vaccino è perverso in ogni caso, cerchiamo di guardare anche ad altre misure.