sabato 27 dicembre 2008

H5N1 Update - Settimana 52

Si mantiene sostenuta l'attività epizootica dovuta alla circolazione del virus influenzali aviari appartenenti al sottotipo A/H5N1, specialmente in India - dove gli stati orientali del Bengala e Assam continuano a scoprire nuovi casi e a distruggere migliaia di capi di pollame (leggi il rapporto di notifica all'OIE e l'articolo dell'Assam Tribune); nei due stati, a seguito del diffondersi del virus H5N1 nel pollame, è stata imposta una sorveglianza porta a porta per l'individuazione precoce di possibili casi umani di influenza aviaria; secondo l'ultimo rapporto diffuso dal ministero della sanità indiano, al 25 dicembre 2008, non ci sarebbero casi sospetti, almeno fra la popolazione finora coperta dai gruppi di sorveglianza operanti nella regione. Altri focolai sospetti sono segnalati dal Tripura.
Nel confinante Bangladesh (leggi qui), continua la circolazione del virus H5N1, mentre in Cambogia è stato finalmente individuato uno dei possibili allevamenti dove il virus H5N1 si è riaffacciato, quando nelle settimane scorse un giovane di 19 anni aveva sviluppato la malattia, ma fortunatamente era guarito. In questo caso, purtroppo, la malattia è stata scoperta attraverso l'infezione umana invece che dalla sorveglianza veterinaria.
A Taiwan invece un virus appartenente al sottotipo A/H5N2 ha colpito un allevamento di pollame (leggi il rapporto di notifica all'OIE).
Anche in Europa si nota una aumentata attività epizootica: in Germania continua la sorveglianza per scoprire precocemente e liquidare i focolai dovuti al virus a bassa patogenicità A/H5N3; in Belgio un virus A/H5N2 - sempre a bassa patogenicità - è stato individuato nei campioni prelevati da pollame in due distinte località (leggi il rapporto di notifica all'OIE).

Per quanto riguarda i casi umani di H5N1, l'Egitto conta i primi casi sospetti dell'anno, dopo il caso ufficialmente riconosciuto dall'OMS nei giorni scorsi; i nuovi casi comprendono un bambino di quattro anni, una famiglia e un altro paziente ricoverato ad Alessandria. La famiglia è composta da tre persone e il capofamiglia, un veterinario, aveva avuto contatti con animali infetti. Si attendono conferme ufficiali.

L'attività influenzale stagionale sta prendendo piede in tutta Europa, con caratteristiche diverse di intensità e diffusione geografica: il Regno Unito vede una notevole attività epidemica - che congiunta con una epidemia di gastroenterite da virus Norwalk e dagli infortuni dovuti a cadute sul ghiaccio dopo la tempesta di freddo e neve dei giorni scorsi - ha provocato il sovraccarico dei Pronto Soccorso e dei Medici di Base. Negli altri Paesi europei la maggior parte dei virus circolanti è risultata appartenere al sottotipo A/H3N2.
I virus A/H1N1 finora isolati in Europa (una trentina) sono risultati quasi tutti resistenti al farmaco antivirale di prima scelta per il trattamento dell'influenza, oseltamivir, ma sensibili allo zanamivir e all'amantadina. I virus H3 invece rimangono sensibili a entrambi (oseltamivir e zanamivir) ma resistenti all'amantadina. Negli USA questo fatto ha causato la diffusione da parte del Centro per il Controllo delle Malattie (CDC) di un avviso per i sanitari sul cambiamento delle linee guida sull'utilizzo degli antivirali durante la stagione epidemica 2008/2009 per il trattamento e la profilassi dell'influenza.
Per le malattie emergenti, da notare la missione congiunta FAO/OIE/WHO nelle Filippine per valutare l'ampiezza, la potenziale capacità epizootica, e le possibili ricadute sulla salute umana del virus Ebola-Reston scoperto sui campioni biologici provenienti da alcuni allevamenti suini che avevano registrato una crescente mortalità durante i primi mesi di quest'anno. Un laboratorio USA aveva individuato nei campioni, oltre al virus della sindrome respiratoria e riproduttiva suina (PRRS) sorprendentemente anche il virus Ebola-Reston, conosciuto finora per avere causato infezione di lieve entità nelle scimmie di laboratorio in USA e in Europa e pochissimi casi umani, per lo piu' asintomatici (leggi la nota della FAO).

domenica 21 dicembre 2008

Problemi di proprietà intellettuali

Dopo lo scontro che ha visto contrapposti l'OMS e i maggiori paesi occidentali da una parte e alcuni dei paesi in via di sviluppo ''non allineati'' sulla questione dei diritti di proprietà dei campioni biologici prelevati per la sorveglianza virologica dell'influenza e la preparazione di vaccini e reagenti (che ha posto in serie difficoltà il rodato sistema OMS sulla raccolta e condivisione degli stessi), la riunione tenuta a Ginevra nei giorni scorsi sembra aver sbloccato la situazione, con l'individuazione di un nuovo sistema di scambio "campioni contro benefits", in altri termini l'impegno delle case farmaceutiche - che beneficiano degli utili dallo sviluppo di bioterapeutici a partire dai campioni prelevati da animali e da pazienti umani in varie parti del mondo - a investire direttamente in paesi come Indonesia, Vietnam, Thailandia e molti altri, ora sprovvisti di infrastrutture per la produzione di vaccini e altri farmaci salvavita, anche in prospettiva in caso di pandemia globale di influenza. Si veda quindi il commento del Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC).

H5N1 Update - Settimana 51

L'attività epizootica riconducibile al virus influenzale aviario A/H5N1 è in netto aumento in varie parti dell'Asia e in Egitto. Notevole la situazione in India, dove oltre allo stato orientale dell'Assam, già colpito dalla fine di novembre, anche il Bengala Occidentale comincia a soffrire delle prime perdite di animali dovute alla diffusione del virus in alcune aree già colpite all'inizio di quest'anno. Le autorità centrali indiane dimostrano una certa preoccupazione e stanno conducendo una campagna di sorveglianza per scoprire possibili casi umani, inviando nelle aree colpite migliaia di persone impegnate in controlli porta-a-porta. Fino a questo momento sono stati individuate non meno di trecento persone con sintomi febbrili in Assam, poste sotto sorveglianza sanitaria, anche se le loro condizioni non sembrano suggerire il tipico quadro clinico dell'infezione H5N1 nell'uomo. Intanto in Cina, nella provincia di Jiangsu sono stati distrutti quasi trecentomila animali dopo che le analisi di routine avevano scoperto gli anticorpi anti-H5N1 nei campioni prelevati nel pollame. Non è chiaro se gli animali fossero sintomatici o la malattia fosse inapparente. A Taiwan, inoltre, una certa inquietudine si è diffusa fra gli allevatori dopo che sono circolate notizie su una epizoosi di influenza tipo A/H5N2, a bassa patogenicità. Le autorità hanno smentito le notizie di fonti di stampa e non hanno ancora inviato all'OIE notifica dell'incidente. In Egitto una giovane di sedici anni è morta dopo aver contratto la malattia dal pollame allevato presso il suo domicilio. Soncerto anche per le notizie che provengono dalle Filippine e che riguardano in questo caso il virus Ebola-Reston, scoperto dopo che da alcuni mesi, fra gli allevamenti di suini, si erano manifestate epizoosi con elevata mortalità. Le analisi condotte in un laboratorio americano avevano individuato diversi patogeni e il virus Ebola-Reston, finora conosciuto per aver causato soltanto minori infezioni fra le scimmie in laboratori di ricerca e nelle Filippine. Pare che la malattia nell'uomo sia molto blanda, tuttavia l'OMS, la FAO e l'OIE hanno costituito un gruppo di lavoro per investigare l'incidente e per chiarire i reali rischi per l'uomo. Fonti giornalistiche hanno riferito di un'intensa attività diplomatica condotta dal direttore dell'OIE per convincere le autorità filippine a diffondere le notizie, arrivate ai media internazionali soltanto molte settimane dopo la effettiva scoperta del virus. Il primo stock di carne di maiale da esportare a Singapore è stato così bloccato, dimostrando ancora una volta come le malattie emergenti rappresentino una minaccia sia all'allevamento, e alla sopravvivenza di centinaia di migliaia di persone che ne dipendono economicamente, sia alle relazioni economiche internazionali e alle implicazioni di tipo strategico, per la modifica di equilibri internazionali, che molti troverebbero davvero sorprendenti a una prima analisi dei fatti.*

INFLUENZA AVIARIA NELL'UOMO
INDIA - Rapporto del ministero della sanità indiano sulla sorveglianza per possibili casi umani di H5N1 nelle zone dell'Assam colpite da epizoosi: rapporto del 18 dicembre e tabella dei casi di infezione febbrile riscontrati.
EGITTO - Aggiornamento OMS: una paziente di 16 anni è deceduta dopo aver contratto la malattia probabilmente da pollame infetto allevato presso il domicilio. Esordio della malattia l'8 dicembre con sintomi gastrointestinali, ricovero in ospedale l'11, trasferimento in una struttura più avanzata il 13 e decesso il 15. Il caso è stato confermato da analisi di laboratorio validate dal NAMRU-3 (servizio di microbiologia dell'esercito USA). Dopo questo caso confermato l'OMS ha aggiornato il numero di casi umani e decessi dovuti a infezione da virus aviario H5N1 nei quindici paesi affetti dal 2003 ad oggi: con l'ultimo caso ufficialmente registrato in Egitto, i casi e decessi sono rispettivamente 391 e 247 (tasso del 63 % di mortalità medio cumulativo); nel 2008 i casi e decessi sono stati 40 e 30 (75% tasso di mortalità medio). Leggi qui l'Articolo del CIDRAP sul caso della ragazza di sedici anni deceduta nella provincia di Assuit.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME
CINA - Rapporto di notifica immediata all'OIE, influenza aviaria A/H5N1 nel pollame, provincia dello Jiangsu; circa trecentomila animali distrutti. Possibile leggere il commento del CIDRAP
BANGLADESH - Aggiornamento a cura dell'Ufficio OMS dell'Asia meridionale (leggi qui): al 16 dicembre, due allevamenti di pollame colpiti dal virus H5N1, uno nel distretto di confine con l'India (Rajshahi) e uno nei pressi della capitale Dacca. Nessun nuovo caso umano confermato.-- CINA, BANGLADESH, INDIA, INDONESIA, EGITTO - Sommario degli eventi di questi ultimi giorni da parte del servizio informazioni CIDRAP (leggi qui).
INDIA - Articoli sulle epizoosi da H5N1 nell'Assam e Bengala Occidentale (qui, qui, qui, qui e qui): si segnalano notevoli difficoltà logistiche dovute a disorganizzazione, a mancanza di mezzi di trasporto per il personale addetto al depopolamento degli allevamenti colpiti, all'insufficiente risarcimento ai contadini, a rivolte degli abitanti che si vedono privare di una essenziale fonte di sostentamento e di una scarsa reattività del governo centrale. Difficile anche il controllo delle frontiere interstatali in India e di quelle internazionali col Bangladesh.
GERMANIA - Epizoosi di influenza aviaria A/H5N3 a bassa patogenicità, aggiornamento a cura del ECDC (leggi qui).
TAIWAN - Epizoosi di influenza aviaria A/H5N2, aggiornamento dalla Reuters (leggi qui).

giovedì 18 dicembre 2008

Sondaggio... ancora pochi giorni per votare

Mancano pochi giorni (-13).
A fine anno si chiuderà il secondo sondaggio di PandemItalia, col quale ti abbiamo chiesto: "Hai mai sentito parlare di Pandemia Influenzale?".
Se non hai ancora votato e non sei un'operatore sanitario hai ancora qualche giorno per farci sapere se hai mai sentito parlare di pandemia influenza... attendiamo il tuo voto!

Wow... è passato un altro anno!

martedì 16 dicembre 2008

Come citare i blog!



Uno dei chiari segnali della crescente importanza dei blog nel panorama della comunicazione scientifica proviene dalla statunitense National Library of Medicine che ha stabilito le linee guida per la citazione dei blog nei lavori accademici. Se vi siete chiesti come citare un blog in un articolo e fino ad oggi non sapevate come fare... ecco la risposta che cercavate!
Pertanto se qualcuno, oggi, volesse citare PandemItalia potrebbe farlo così...
Fiacchini D. PandemItalia [Internet]. Senigallia: Daniel Fiacchini. 2007 apr - [cited 2008 Dec 16]. Available from: http://pandemitalia.blogspot.com/.
Approfitto per segnalare, con un po' d'orgoglio, che PandemItalia è già stato citato da qualcuno...
si tratta della tesi di laurea in Scienze della comunicazione di Eleonora Prezioso sul tema "Pandemie: i (non)luoghi del contagio" (leggi qui l'abstract).
Non riesco ad immaginare in che contesto il blog sia stato citato e ignoro se la citazione sia positiva o negativa, non mi importa, l'importante è che PandemItalia sia servito a qualcosa!

Malattie emergenti: Ebola Reston Virus


Una insolita scoperta è stata fatta dalle autorità veterinarie filippine, dopo che da alcuni mesi continuavano a verificarsi epizoosi nella popolazione suina (vedi articolo del CIDRAP).
Inizialmente si era pensato che un virus della famiglia Circovirus (responsabile della cosiddetta sindrome respiratoria e riproduttiva suina), isolato anche in Cina e Vietnam fosse l'unico responsabile dell'accresciuta moria di maiali. Tuttavia, con l'assistenza del dipartimento dell'agricoltura USA, è stato scoperto il virus Ebola Reston in alcuni campioni prelevati in allevamenti colpiti. Questo virus appartiene alla famiglia dei Filovirus, di cui fanno parte anche i virus delle febbri emorragiche di Ebola di tipo africano e i virus Marburg; conosciuto sin dalla metà degli anni '70, ha causato epizoosi in scimmie in alcuni stabulari di centri di ricerca, fra cui quello appunto di Reston in USA e in Europa. Nelle filippine il virus ha colpito in modo non fatale le scimmie e un unico caso umano è stato confermato possedere anticorpi specifici pur
senza aver manifestato alcun sintomo di malattia. Si ritiene che il virus Ebola Reston (REBOV) non sia capace di infettare l'uomo nelle modalità conosciute per le altre specie di filovirus, come lo Zaire Ebola o l'Ivory Coast Ebola, capaci di causare infezione emorragiche fatali fra il 50 e il 90% dei colpiti. La FAO, l'OIE e l'OMS sono in campo per verificare l'esatta dinamica dell'infezione nei suini e per scoprire possibili casi umani.
Fino a questo momento, fra i lavoratori degli allevamenti, nessuno ha dimostrato possedere anticorpi specifici anti-REBOV.

H5N1 Update - Settimana 50

Durante l'ultima settimana si è notato in vari paesi del mondo già affetti dalla panzoosi di influenza aviaria, una accresciuta attività epizootica, con nuovi focolai confermati in Cina (Hong Kong), Bangladesh, e soprattutto nella porzione orientale dell'India, nello Stato dell'Assam, dove
almeno 300.000 animali sono andati distrutti. Inoltre diversi casi umani sono stati
ufficilamente riportati dall'OMS: due (di cui uno fatale) in Indonesia, e uno in Cambogia. Inoltre, virus influenzali a bassa patogenicità hanno causato perdite nel pollame in Germania e Norvegia. Particolare risonanza ha avuto la scoperta del virus Ebola Reston (REBOV) fra suini domestici nelle Filippine: è il primo caso nel quale questo virus (precedentemente identificato soltanto nelle scimmie) passa in animali da allevamento. Nel frattempo, nello Zimbabwe la situazione epidemica collegata al colera non accenna a migliorare; a ciò si deve aggiungere la folle condotta del presidente Mugabe, arrivato persino ad affermare che l'epidemia è ormai sotto controllo; il Sudafrica ha però dichiarato zona disastrata l'area di confine con lo Zimbabwe.

INFLUENZA AVIARIA NELL'UOMO
HONG KONG - Dopo la scoperta della prima epizoosi da H5N1 in un allevamento di pollame dopo alcuni anni di assenza del virus, le autorità della regione speciale cinese hanno intensificato le attività di sorveglianza per la scoperta precoce di casi umani. Fra i lavoratori dell'allevamento, almeno sei sono stati posti sotto sorveglianza sanitaria
in ospedale, come misura precauzionale, sin dal 9 dicembre scorso. Ad oggi non sono emersi casi di infezione conclamata (vedi la nota stampa).
INDIA - Le autorità sanitarie stanno conducendo una campagna di sorveglianza porta-a-porta nei distretti dello stato orientale dell'Assam, colpito da diverse epizoosi di H5N1 nel pollame; finora diverse centinaia di persone sono sottoposte a sorveglianza sanitaria per sintomi respiratori (fonte: Reuters).
INDONESIA - Aggiornamento dell'OMS (leggi qui): due nuovi casi umani di H5N1, di cui uno fatale. Ad oggi il paese ha riportato complessivamente 139 casi di cui 113 fatali. Nel 2008 sono stati rispettivamente 22 e 18.
CAMBOGIA - L'OMS ha diffuso un aggiornamento sul caso di influenza aviaria nell'uomo riportato nel paese indocinese (leggi qui). Si tratta di un paziente di sesso maschile di 19 anni con esordio della malattia il 28 novembre scorso e che rimane ospedalizzato. La sorveglianza dei contatti del paziente è tuttora in corso, cosiccome continua la ricerca di eventuali focolai epizootici nel pollame. Degli otto pazienti che negli ultimi anni sono rimasti vittima del virus H5N1 in Cambogia, sette sono deceduti. Complessivamente, nei quindici paesi che hanno riportato, sin dal 2003, casi umani di H5N1, 390 casi sono stati ufficialmente riconosciuti dall'OMS, di questi 246 sono deceduti; nel 2008 si sono registrati 39 casi e 29 decessi (leggi qui).

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME
GERMANIA - Rapporto di notifica all'OIE: una epizoosi da virus influenzale aviario a bassa patogenicità A/H5N3 in Sassonia; distrutti 8400 animali.
INDIA - Rapporto di notifica all'OIE: otto focolai epizootici da virus ad alta patogenicità A/H5N1 in Assam, almeno 200.000 animali perduti (distretti di: Kamrup, Barpeta, Nalbari, Chirang, Dibrugarh). Sempre sull'India, è possibile leggere il rapporto OMS e l'aggiornamento del Ministero dell'Agricoltura Indiano.
HONG KONG - Rapporto di notifica immediata all'OIE: focolaio di influenza aviaria H5N1 in un allevamento, quasi 70.000 animali distrutti. La malattia è stata riscontrata nel gruppo di animali
'sentinella' (non vaccinati) e poi in alcuni di quelli vaccinati con un ceppo H5N2 usato da molti anni a questa parte. Al momento pare non ci siano stati però cambiamenti nella struttura del virus H5N1 responsabile dell'epizoosi. Nelle fattorie circostanti per ora i test PCR su campioni
biologici di pollame hanno dato esito negativo.
BANGLADESH - L'OMS ha diffuso un aggiornamento sulla situazione epizootica del paese.
Si registra un nuovo focolaio di H5N1 nel pollame nel distretto di Rangpur; nell'ultimo anno il paese ha sofferto di 289 focolai in 47 su 64 distretti. Un unico caso umano è stato finora confermato ufficilamente.
NORVEGIA - L'ECDC comunica su un caso di virus influenzale aviario a bassa patogenicità
scoperto in un animale a Ostfold (leggi qui).

domenica 7 dicembre 2008

Resistenza agli antivirali: aggiornamento

Secondo quanto riportato sul bollettino settimanale dell'EISS, su 19 virus appartenenti al sottotipo umano stagionale A/H1N1 isolati in Austria, Inghilterra e Norvegia, 18 sono risultati resistenti al farmaco antivirale di prima scelta per il trattamento e la profilassi dell'influenza, Oseltamivir. Tutti i 19 virus hanno mantenuto sensibilità all'attività antivirale del farmaco Zanamivir. Per quanto riguarda i virus del sottotipo A/H3N2, tutti i campioni isolati (27) sono risultati sensibili sia all'Oseltamivir che allo Zanamivir ma, di questi, 26 sono risultati resistenti all'amantadina.

H5N1 Update - Settimana 49

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, NORVEGIA - Rapporto di Notifica Immediata all'OIE. Un campione prelevato durante la sorveglianza di routine ha dimostrato positività per un virus influenzale aviario a bassa patogenicità (non ancora tipizzato). Il campione proveniva da una fattoria nella regione di Ostfold.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, TAILANDIA - L'Organizzazione Mondiale della Sanita (rapporto dell'ufficio regionale dell'Asia) ha aggiornato sulle epizoosi di H5N1 nel pollame: due focolai a Uthai Thani e Sukhotai. Dall'inizio dell'anno, su oltre 950 pazienti con sintomi influenzali e di polmonite esaminati, nessuno è risultato positivo al virus H5N1.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, INDIA - L'OMS ha pubblicato un aggiornamento sulla situazione epizootica nell'Assam, dopo la scoperta di diversi focolai di infezione da H5N1 nel pollame (leggi qui). Presso il sito web del ministero dell'agricoltura indiano è presente un aggiornamento sulla situazione. La notizia è apparsa anche sulla stampa locale.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, LAOS - Rapporto all'OIE, quattro epizoosi nel pollame registrate fra febbraio e marzo 2008, con almeno cinquemila animali perduti.

INFLUENZA AVIARIA NELL'UOMO, CASI SOSPETTI - In Turchia almeno cinque persone sono state ricoverate in osservazione perchè sospettate di aver contratto l'influenza aviaria, dopo che nella loro area di residenza (Samsun) alcuni capi di pollame erano deceduti in circostante misteriose e ne avevano consumato le carni. In seguito, tre di questi sono stati dimessi e altri due dovranno rimanere in ospedale per terminare le analisi, anche se le loro condizioni non appaiono preoccupanti.

lunedì 1 dicembre 2008

Un'altra pandemia



Oggi, primo dicembre, si celebra la giornata mondiale contro l'AIDS.
Se, per definizione, la diffusione mondiale di una malattia si definisce pandemia, allora non dimentichiamo che quella da HIV/AIDS è un'altra pandemia, una pandemia che rischia di essere spesso sottovalutata, non è una novità: l'HIV non fa più notizia.
Approfittiamo della giornata odierna per non dimenticare qualche numero: la ricorrenza è stata scelta in quanto il primo caso di AIDS è stato diagnosticato il 1º dicembre 1981. Da allora l'AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle infezioni più distruttive che la storia ricordi; inoltre, per quanto in tempi recenti l'accesso alle terapie e ai farmaci antiretrovirali sia migliorato in molte regioni del mondo, la pandemia di AIDS ha mietuto circa 3,1 milioni di vittime nel corso del solo 2005.
Tutti sanno come si previene l'infezione da HIV. Non dimentichiamolo.

One World One Health



Il CIDRAP ha commentato la notizia diffusa dalla FAO sulla implementazione della politica ''Un Mondo, Una Salute'' (leggi qui). L'intenzione è quella di unire gli sforzi della medicina umana e veterinaria nella lotta alle malattie emergenti, alle zoonosi e in particolare al controllo dell'influenza aviaria.

Vaccini e Antivirali: news

Un gruppo di ricercatori svedesi ha recentemente ottenuto un finanziamento per condurre esperimenti sulla dispersione del farmaco oseltamivir nelle acque reflue e successivamente nell'ambiente esterno, ove potrebbe venire assorbito dagli animali e indurre una rapida evoluzione di ceppi influenzali resistenti (leggi qui la notizia). Il progetto è stato nominato "Occurrence and fate of the antiviral drug Oseltamivir in aquatic environments and the effect on resistance development in influenza A viruses". Il responsabile del progetto è Björn Olsen del Dipartimento di Scienze Mediche della Uppsala University.

Il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC) commenta, nel suo aggiornamento settimanale sull'influenza, il piano giapponese per la somministrazione di un vaccino anti-H5N1 al personale sanitario e appartenente ai servizi essenziali (leggi qui). E' il primo caso al mondo di implementazione della strategia ''prime-and-boost'', vale a dire il tentativo di indurre una risposta immunologica protettiva nei confronti di un virus influenzale mai circolato prima nella specie umana, mediante una prima vaccinazione con un preparato a base di virus antigenicamente dissimili da quelli circolanti e in seguito con una rivaccinazione con un preparato contenente ceppi piu' recenti. In precedenza, si era notato come soggetti sottoposti a vaccinazione dopo la prima epidemia umana di H5N1 a Hong Kong nel 1997, avevano sviluppato una piu' rapida e intensa risposta immunologica quando rivaccinati con i piu' recenti vaccini approvati o in corso di studio.

Infine, è stato pubblicato il risultato del trial per l'efficacia e sicurezza del vaccino anti-H5N1 Fluval (leggi qui). I soggetti immunizzati hanno dimostrato di produrre anticorpi reattivi nei confronti di ceppi virali appartenenti a lineaggi distinti rispetto a quello di riferimento.

H5N1 Update - Settimana 48

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, INDIA - Rapporto di notifica immediata all'OIE. Nuovo focolaio epizootico nel pollame, stato dell'Assam, virus H5N1. Circa trecento gli animali affetti da malattia. Da poche settimane l'India aveva ottenuto lo status di ''libera da malattia'' dopo la grande epizoosi di inzio anno nello stato del West Bengal.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, INDIA - In Assam è stato scoperto un focolaio di influenza aviaria H5N1 nel pollame, presso la località di Hajo, dove circa trecento capi di pollame sono stati rinvenuti morti. Lo riferisce la Reuters, che aggiunge come dal centro di riferimento per l'influenza di Bhopal sia giunta la conferma che il virus responsabile è l'H5N1. Anche su The Telegraph Calcutta.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, VIETNAM - Rapporto di aggiornamento all'OIE. Due nuovi focolai epizootici di virus H5N1 nel pollame, provincia di Nghe An, circa 2400 animali perduti.

INFLUENZA AVIARIA NELL'UOMO, INDONESIA - Makassar, i diciassette casi sospetti di influenza aviaria - comprendenti per la maggior parte pazienti di età inferiore ai diciotto anni - sono stati dichiarati non affetti dal virus H5N1 dopo le analisi eseguite nei laboratori di Jakarta. Lo riferiscono fonti giornalistiche locali che riportano le dichiarazioni della portavoce del Centro di Comando per l'Influenza Aviaria (KOMNAS FBPI). Ad oggi (28 Novembre) non è dato sapere quale sia la sorte dei pazienti, sebbene le stesse fonti di stampa avessero comunicato che una parte dei pazienti era già stata dimessa, mentre quattro erano ancora sottoposti a terapia per ''altre patologie''. A parte questo cluster di casi sospetti, altri casi si sono materializzati in altre aree dell'arcipelago, come per esempio a Semarang (Giava) e Denpasar (Bali).

INFLUENZA SUINA, UN CASO UMANO IN USA - Il CIDRAP riporta la notizia diffusa dal Centro per il Controllo delle Malattie di Atlanta (CDC) su un caso di influenza suina da esposizione professionale in un lavoratore. Il caso si riferisce a un paziente texano. Non è stato reso noto il ceppo responsabile dell'infezione. Nessuno dei contatti familiari del paziente hanno dimostrato segni clinici della malattia.

domenica 30 novembre 2008

300esimo post!



Siamo arrivati a 300... il primo post risale all'aprile del 2007 ma sembra ieri...
E mentre il tempo passa inesorabile noi siamo qui, sempre pronti a dare informazioni sulla pandemia influenzale a tutti gli interessati.
Ed Marcuse, membro dell'ACIP (Advisory Committee on Immunization Practices), ha detto: "The pandemic influenza clock is ticking, we just don't know what time it is".
Questo è il motivo per cui PandemItalia continuerà ancora per molto ad informare sul rischio pandemico. A proposito... i 17 casi indonesiani non erano da H5N1, ma questa è un'altra storia, da approfondire con il puntuale aggiornamento settimanale!

mercoledì 26 novembre 2008

Innovazione nell'approccio del rischio pandemico - Verona, 21 e 22 Novembre 2008



La Glaxo Smith Kline, per il secondo anno consecutivo, ha riunito a Verona i principali esperti italiani impegnati nella preparazione alla pandemia influenzale, per una due giorni dedicata al confronto e all'approfondimento sul rischio pandemico e sulle strategie di preparazione e controllo di una pandemia influenzale.
Nella prima giornata si è discusso degli aspetti virologici ed epidemiologici dei virus influenzali (in particolare H5N1). L'attenzione è poi stata dedicata ai dati a supporto delle strategie vaccinali con particolare riferimento alla vaccinazione pre-pandemica.
La seconda giornata è stata dedicata alla preparazione alla pandemia, dalla descrizione dei possibili scenari attraverso i modelli matematici alla descrizione delle esperienze di pianificazione di Austria, Francia, Regno Unito e Svizzera. L'evento in assoluto più interessante, a mio modo di vedere, è stato il round table presieduto dal dott. Massimo Valsecchi, Direttore del Dipartimento di Prevenzione di Verona e dal dott. Ruggero Panebianco, Medical Leader Adult Vaccines della GSK. La tavola rotonda è stata dedicata alle esperienze di pianificazione di tre Regioni italiane: Marche, Veneto e Lazio. Il confronto mi è servito per avere un'importante conferma: la preparazione ad una pandemia influenzale in Italia è in atto ma il livello raggiunto è ancora insufficiente; il modello di preparazione previsto dagli ECDC (figura sottostante), mi consente di esprimere alcune opinioni personali, maturate dall'interessante confronto promosso dalla due-giorni veronese.


ECDC Pandemic Preparedness Model (pubblicato online)


Se la preparazione alla pandemia influenzale è un processo multidimensionale, allora le Regioni italiane sono ancora carenti sulle varie dimensioni spaziali: in altezza, perchè molti piani pandemici sono rimasti "nel cassetto" e ovunque c'è il rischio concreto che la pianificazione si arresti con la stesura e l'approvazione dei piani, che, al contrario, dovrebbe essere il primo step di un processo di pianificazione virtualmente infinito; in ampiezza, perchè sono pochissime le Regioni italiane che stanno trasferendo le indicazioni strategiche nazionali sul fronte operativo locale, ma è convinzione comune, e sempre più radicata, che la vera capacità di risposta dovrà essere costruita sul territorio, nelle ASL, dentro i singoli ospedali; infine in profondità, perchè la costruzione di un approccio multi-settoriale è un'oggettiva difficoltà e rappresenta un'attività del tutto inusuale per il settore sanitario.
Gli interventi di Pregliasco, Poelaert, Rizzo, Pompa e gli altri relatori, meriterebbero molti post in questo blog e nelle prossime settimane dedicheremo ulteriore spazio all'evento di Verona.

La speranza personale è che questo evento, alla sua seconda edizione quest'anno, diventi un appuntamento fisso e che già dal 2009, in una possibile terza edizione, sia tangibile il progresso delle Regioni sui vari fronti della preparazione alla pandemia influenzale.

domenica 23 novembre 2008

Resistenza agli antivirali

Secondo il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC), i primi dati sulla valutazione della suscettibilità dei virus umani stagionali appartenenti al sottotipo A/H1N1 (lineaggio Brisbane5907) mostrano come dei 12 virus isolati in Inghilterra e Norvegia, 11 siano risultati resistenti al farmaco antivirale di prima scelta per il trattamento e la profilassi dell'influenza, Oseltamivir. Dieci di questi virus sono stati isolati in Inghilterra e uno in Norvegia. Quattro di questi 12 virus sono risultati sensibili allo Zanamivir e due all'Amantadina. Tutti i virus (tre) appartenenti al sottotipo A/H3N2 sono risultati sensibili allo Zanamivir e all'Oseltamivir ma resistenti agli Adamantani (leggi qui per approfondire).

Detecting influenza epidemics using search engine query data

Come comunicato alcuni giorni fa (leggi qui), Nature ha pubblicato l'articolo concernente la sorveglianza della diffusione delle sindromi influenzali mediante l'utilizzo delle chiavi di ricerca immesse nel motore di Google.

Ginsberg J, Mohebbi MH, Patel RS, Brammer L, Smolinski MS, Brilliant L. Detecting influenza epidemics using search engine query data. Nature, Published online 19 November 2008.

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H5N1 Update - Settimana 47

INFLUENZA AVIARIA NELL'UOMO, INDONESIA - Come precedentemente riportato da PandemItalia, un sospetto cluster di casi umani di H5N1 è stato identificato una settimana fa nell'isola di Sulawesi, quando almeno 17 persone sono state ricoverate nell'unità di malattie infettive - in isolamento stretto - dell'ospedale di Makassar. I test di laboratorio effettuati a Jakarta hanno però escluso la presenza del virus, secondo quanto riporta la stampa locale, ripresa anche da CIDRAP. Sebbene, l'intera vicenda sia rimasta avvolta da una fitta nebbia di informazioni contraddittorie, la copertura giornalistica ha garantito comunque la diffusione di alcuni particolari riguardanti i pazienti coinvolti: la maggior parte era rappresentata da bambini; su sei campioni biologici si è avuta positività ai test rapidi per l'Influenza A; tre pazienti avevano sviluppato polmonite acuta. Dopo le prime cure in isolamento, tutti i pazienti hanno mostrato un veloce recupero e sono diventato afebbrili. Oggi cinque di loro hanno ottenuto il permesso di lasciare l'ospedale mentre per gli altri bisognerà attendere la fine del periodo di osservazione. Due pazienti pediatrici ammessi due giorni fa sembrano rispondere bene alle terapie. Si è utilizzato ampiamente il farmaco oseltamivir, antivirale di prima scelta nel trattamento dell'influenza umana e stagionale e dei casi di H5N1. Effettivamente esiste la possibilità che questi pazienti non siano stati infettati dal virus H5N1, o almeno non tutti, poichè in Indonesia finora il tasso di mortalità far i casi umani è stato altissimo, fino a superare l'85%. Tuttavia bisogna ricordare che in alcuni paesi come l'Egitto e il Vietnam per alcuni gruppi di casi umani si è registrato un tasso di mortalità piuttosto basso, addirittura sotto il 20% (contro una media cumulativa per tutti i casi del 63%).
Altre notizie sui 17 casi di Sulawesi: Reuters; Agenzia DepkomInfo; Jakarta Post.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, INDONESIA - Un membro della commissione sull'influenza aviaria ha riferito a un giornale locale che la metà dei mercati ''tradizionali'' dove si vende pollame vivo e lo si macella è a rischio di contaminazione per il virus H5N1 che è diffuso in modo enzootico nell'arcipelago (leggi qui).

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, BANGLADESH - Rapporto all'OIE: 1100 animali distrutti dopo una epizoosi di influenza aviaria A/H5N1 registrata verso la fine di settembre.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, TAILANDIA - Rapporto all'OIE: focolaio epizootico a Uthai Thani.

lunedì 17 novembre 2008

Incredible Google!



Incredibile Google!
Non faccio in tempo a entusiasmarmi per una nuova funzione che subito ne scopro un'altra.
E questa volta mi riguarda e riguarda PandemItalia pienamente.
Si tratta di Google Flu Trends.
Il colosso statunitense ha scoperto che certi termini sono buoni indicatori dell'attività influenzale. La funzione Google Flu Trends usa dati aggregati di ricerca in Google per stimare l'attività dei virus influenzali, con una velocità tale da anticipare i tradizionali sistemi di sorveglianza di circa due settimane!
Per saperne di più invitiamo alla lettura qui. Inoltre ulteriori dettagli e maggiori informazioni possono essere trovate leggendo questo documento scritto da Google. Una successiva versione del lavoro è stata accettata dalla prestigiosa rivista Nature e sarà pubblicata prossimamente.
Leggi la notizia anche qui.
Grazie Google!

sabato 15 novembre 2008

Preparazione alla pandemia influenzale: aggiornamento

Molte le notizie sul fronte della preparazione pandemica.
Sul versante delle esercitazioni il CIDRAP ha riassunto i risultati della grande esercitazione condotta in Florida per valutare l'efficacia della risposta a un possibile focolaio umano di influenza pandemica causato dall'arrivo di un velivolo da un paese estero (leggi qui).

Sempre dal fronte USA i CDC hanno pubblicato una serie di Linee guida:
- Linee guida per i viaggiatori americani che si recino in Paesi affetti da focolai di Influenza Aviaria e per cittadini USA residenti in paesi affetti da influenza aviaria e in caso di sviluppo di epidemie nell'uomo (leggi qui e qui).
- Linee guida per la raccolta di campioni biologici e per le metodologie da seguire per le analisi di laboratorio per la valutazione di casi umani sospetti di IA (leggi qui).
- Linee guida per il follow-up dei pazienti con sospetta infezione da H5N1 (leggi qui).

Infine, per quanto riguarda i vaccini, il coordinamento dei produttori di vaccini europei (EVM) ha indirizzato al Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC) la Proposta per un piano di azione per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di vaccini pandemici e pre-pandemici.

H5N1 Update - Settimana 46

L'evento piu' importante della settimana è sicuramente rappresentato dal ricovero in ospedale, a Makassar in Indonesia, di diciassette persone sospettate di aver contratto il virus dell'influenza aviaria A/H5N1. Sul caso, come al solito, c'è una certa confusione, con varie versioni riconducibili alle differenti fonti di stampa. Pare comunque che almeno sei persone abbiano ottenuto i risultati preliminari delle analisi di laboratorio per l'influenza A (positivi, ma senza tipizzazione, per cui potrebbe essere anche influenza umana stagionale); tre pazienti inoltre avrebbero segni radiologici di polmonite. Altre fonti riportano che i rimanenti dieci sono ancora in buone condizioni di salute e addirittura un paio sarebbero stati dimessi. Alcune delle persone sospettate apparterrebbero ad un unico nucleo familiare. Il numero dei pazienti in età pediatrica rappresenta la maggioranza nel gruppo. Nell'area di residenza, sull'isola di Sulawesi, una moria di pollame si sarebbe verificata nei giorni immediatamente precedenti il ricovero del primo caso.
Ecco le altre notizie:

INFLUENZA AVIARIA, AGGIORNAMENTO EPIDEMIOLOGICO - L'OMS ha rilasciato un aggiornamento sulle caratteristiche dei casi umani di influenza aviaria A/H5N1 ufficialmente notificati all'Agenzia dell'ONU dal 2003 al 2008; vengono valutati i dati relativi all'età, il sesso, la durata della malattia, il tempo trascorso dall'esordio dei sintomi al ricovero e così via. Leggi qui il documento.

INFLUENZA AVIARIA NELL'UOMO: INDONESIA - A Semarang una ragazza di quindici anni è morta dopo aver contratto l'infezione da H5N1, conseguenza di contatti con animali infetti (leggi qui e qui). Il ministero della sanità indonesiano ha però negato che le analisi di laboratorio fossero positive per l'H5N1 (leggi qui). La notizia è riportata anche dal CIDRAP.

INFLUENZA AVIARIA, POLLAME - Il CIDRAP ha pubblicato un sommario delle piu' recenti epizoosi di H5N1 nel pollame scoperte durante la settimana in Laos, Vietnam e Thailandia (leggi qui).

giovedì 13 novembre 2008

Indonesia: 17 casi umani di H5N1?

Indonesia, Massakar - Sono diciassette i casi di pazienti che da mercoledì sono stati ricoverati in ospedale con sospetta diagnosi di Influenza Aviaria. Tredici dei diciassette sospetti sono bambini, sette casi sono stati ricoverati mercoledì 12 novembre e i rimanenti sono stati presi in carico nella giornata odierna. Tutti e 17 i pazienti sembrano essere in buone condizioni.
La notizia fa seguito a quelle riguardanti il decesso di una ragazza di 15 anni a Semarang, Giava la settimana scorsa, le cui analisi hanno dato esito positivo per il virus H5N1. Un altro caso sospetto si era verificato a in un'altra località di Giava, dove un uomo di 32 anni era deceduto con sintomi simili a quelli della polmonite virale da H5N1. Nessuno di questi casi è stato confermato dal ministero della sanità indonesiano nè dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Se l'infezione da H5N1 fosse confermata si dovrebbero fare almeno due considerazioni: la prima relativa al numero dei casi, in passato ci sono stati altri cluster di infezioni da H5N1 ma il più esteso cluster indonesiano risale al maggio 2006, nella provincia di Sumatra e a quel tempo si contarono sette casi (leggi qui); la seconda considerazione sta nel tasso di letalità, pari a zero, nessun decesso tra i diciassette pazienti infettati (al momento della stesura del post). Quest'ultima potrebbe essere un'evidenza epidemiologica a sfavore dell'infezione da H5N1 che fino ad oggi in indonesia ha colpito con un tasso di letalità superiore al 75%... che stia cambiando qualcosa?
Ringraziamento: Giuseppe Michieli per la segnalazione
Fonti: Jakarta Post e Reuters

domenica 9 novembre 2008

Stockpiling prepandemic influenza vaccines: a new cornerstone of pandemic preparedness plans

Traduzione dell'abstract dell'articolo pubblicato su The Lancet Infectious Diseases (Volume 8, Issue 10, Pages 650 - 658, October 2008) da Jennings e colleghi.

La storia delle pandemie influenzali, assieme all’evoluzione della situazione epizootica del virus influenzale ad alta patogenicità H5N1 e alla gravità delle relative infezioni umane, servono da monito per il mondo rispetto alla minaccia di un altra pandemia di influenza. Stime conservative suggeriscono che una pandemia influenzale potrebbe causare il decesso di 350 milioni di persone e molte altre ancora potrebbero essere contagiate, con gravi conseguenze per i sistemi sanitari, per la società e l'economia mondiale.
L’OMS ha incoraggiato i paesi a prepararsi in anticipo ad un’eventuale pandemia influenza attraverso l’elaborazione di piani di preparazione che prevedano misure di sanità pubblica e misure farmaceutiche. La vaccinazione risulta essere la pietra angolare di tali piani, ma un vaccino pandemico non può essere prodotto in anticipo, perché è impossibile prevedere quale sia il virus a causare la prossima pandemia. Le strategie di stoccaggio di vaccino e vaccinazione prepandemica sono quindi diventate interessanti. Vaccini anti-H5N1 sono attualmente disponibili e possono indurre immunogenicità eterotopica. L’OMS e i Governi dovrebbero considerare con urgenza l’utilizzo di questi vaccini per l’immunizazione di individui e comunità che potrebbero essere maggiormente a rischio di infezione se una pandemia influenzale da H5N1, dovesse emergere.

L'articolo è visionabile full text on-line, ma per accedere al testo è necessario registrarsi.
L'argomento è destinato ad essere ripreso in futuro, la strategia di utilizzo dei vaccini pre-pandemici non dovrebbe essere ignorata dalle Istituzioni sanitarie e dai Governi.

H5N1 Update - Settimana 45

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, STATI UNITI D'AMERICA - Rapporto finale all'OIE: nel rapporto viene comunicata la fine dell'allerta causata dalla scoperta di un focolaio di influenza aviaria a bassa patogenicità A/H5N8 in un allevamento dell'Idaho. Nessun nuovo evento epizootico rilevato.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, LAOS - Un nuovo focolaio epizootico causato dal virus H5N1 è stato scoperto nel paese asiatico, secondo quanto riferisce CIDRAP (leggi qui).

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, TAILANDIA - Un sospetto focolaio epizootico di H5N1 nel pollame è stato scoperto nel paese del sudest asiatico, ma le indagini virologiche hanno finora dato esito negativo. La comunicazione è stata data da esperti tailandesi al sito ProMedMail.

INFLUENZA AVIARIA, CASI UMANI, INDONESIA - Un paziente in età adolescenziale è deceduto dopo breve ospedalizzazione, secondo quanto riportano fonti di stampa locali (leggi qui). Il paziente residente a Semarang, Giava Centrale, potrebbe essere stato vittima dell'influenza aviaria A/H5N1, poichè il quadro clinico era suggestivo per una polmonite acuta a rapido esito. Altri particolari sul caso presso MetroTV. Sul Jakarta Post era apparso anche un articolo nei giorni precedenti sulla mancanza di controlli veterinari sul pollame introdotto nelle aree urbane ad alta densità di popolazione (leggi qui).

INFLUENZA AVIARIA, CASI UMANI, INDONESIA - Un uomo di Bandung, Giava, è deceduto in seguito a polmonite acuta di probabile origine virale, secondo quanto riporta la stampa locale (leggi qui). L'uomo macellava pollame, cosa che ha fatto immediatamente sospettare alle autorità sanitarie che la sua malattia fosse riconducibile al virus H5N1, endemico in quasi tutta l'isola di Giava. Leggi la notizia su Jakarta Post.

INFLUENZA AVIARIA, CASI UMANI, INDONESIA - Almeno tre persone sono state ospedalizzate a Bandung (Sumatra) dopo aver sviluppato sintomi respiratori acuti. Nella zona di residenza il pollame sarebbe morto improvvisamente, le autorità sanitarie hanno immediatamente preso le misure necessarie a contenere una eventuale epidemia fra questi soggetti, poi risultati tutti negativi a test di laboratorio e con quadro clinico favorevole (leggi qui e qui).

INFLUENZA AVIARIA, MEETING TECNICO, ITALIA - A Verona, dal 7 al 9 ottobre, si è tenuto un meeting congiunto WHO/OIE/FAO, organizzato dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che ha rilasciato un comunicato conclusivo sui principali argomenti trattati.

mercoledì 5 novembre 2008

BioCryst e Peramivir

La casa farmaceutica BioCryst ha annunciato i risultati della sperimentazione in fase II del farmaco antivirale inibitore della neuramminidasi dell'influenza, peramivir (leggi qui la notizia).
Il preparato per somministrazione parenterale si è dimostrato efficace nella riduzione della durata della malattia provocata da virus influenzali umani stagionali e sicuro per l'utilizzo nell'uomo. BioCryst dovrebbe essere in grado di passare alla terza fase di sperimentazione, passaggio necessario prima di ricevere l'approvazione alla commercializzazione dalla US Food and Drug Administration (FDA).

H5N1 Update - Settimana 44

Settimana dedicata agli ultimi studi relativi all'Influenza Aviaria. In particolare la rivista dei CDC "Emerging Infectious Diseases" (EID) ha dedicato molto spazio all'argomento. Ecco i link per la lettura dei lavori che usciranno sul prossimo numero di EID:
Avian Influenza Outbreaks in Chickens, Bangladesh;
Influenza infection in wild raccoons;
Highly pathogenic avian influenza virus (H5N1) infection in red foxes fed infected bird carcasses.

Interessante la pubblicazione su Eurosurveillance dal titolo "Mapping the future dynamics of disease transmission: risk analysis in the United Kingdom Foresight Programme on the detection and identification of infectious diseases". Non esattamente in tema di H5N1 e Pandemia influenzale ma utile perchè stabilisce un framework per l'analisi dei rischi collegati alla diffusione delle malattie infettive.

Sul fronte della preparazione pandemica il CIDRAP ha pubblicato un aggiornamento sui risultati del Meeting Internazionale di Sharm el-Sheik, in Egitto, dove si è discusso della situazione attuale relativa alla panzoosi di influenza aviaria e delle prospettive di contenimento di una futura pandemia influenzale (leggi qui). E' poco chiaro quanto i paesi sviluppati abbiano promesso di donare al Terzo Mondo; si sa soltanto che gli USA stanzieranno altri 300 milioni di dollari da destinare alle infrastrutture veterinarie e sanitarie dei paesi maggiormente colpiti.

Nel frattempo l'Università del Michigan ha presentato i risultati preliminari di uno studio sugli effetti dell'applicazione di misure di contenimento non-farmaceutiche sulla diffusione dei virus respiratori fra gli studenti partecipanti (leggi qui). Secondo i risultati comunicati l'utilizzo di mascherine chirurgiche e di gel a base di alcool da applicare sulle mani pare abbia diminuito in misura significativa l'incidenza delle malattie respiratorie acute durante il periodo di circolazione dell'influenza stagionale.

Obama vs McCain


A poco meno di un'ora dalla chiusura dei seggi è ancora incerto chi sarà il vincitore.
Chi pensate sia il miglior candidato per affrontare tematiche di importanza rilevante nel campo della scienza? Per approfondire l'argomento è interessante dare uno sguardo al sito Sciencedebate 2008.
Più di 38.000 scienziati, ingegneri e altri cittadini americani , le principali organizzazioni scientifiche americane e dozzine di premi Nobel hanno proposto oltre 3400 domande alle quali i candidati per la presidenza americana avrebbero dovuto rispondere. Tra queste si è proceduto ad una selezione di 14 domande, fra le quali segnalo l'interessante domanda numero sei:
"Alcuni stimano che se il virus influenzale aviario H5N1 divenisse pandemico potrebbe uccidere più di 300 milioni di persone. In un periodo di costanti e rapidi spostamenti internazionali, quali passi gli USA dovrebbero affrontare per proteggere la popolazione americana da una pandemia o un attacco biologico deliberato?"
A voi la scelta delle migliori risposte... e che vinca il migliore!

sabato 25 ottobre 2008

Fabriano - Campagna anti-influenzale 2008/2009

Il Servizio Igiene e Sanità Pubblica di Fabriano è il Servizio in cui il sottoscritto lavora.
La stagione influenzale è alle porte e lavorare per migliorare le coperture vaccinali relative alla vaccinazione anti-influenzale è un nostro obiettivo prioritario.
Rispetto al target del 75% di copertura vaccinale negli ultrasessantacinquenni i dati di Fabriano non sono ancora soddisfacenti (57% nel 2006/2007; 61,5% nel 2007/2008) e quest'anno faremo il massimo per arrivare almeno al 65-70%. In particolare stiamo dedicando molta attenzione agli aspetti comunicativi.
Abbiamo organizzato una campagna informativa dedicata agli operatori sanitari; una campagna informativa dedicata alla popolazione generale; abbiamo costruito un'allenza con il locale Centro Anti Diabete; abbiamo cercato di migliorare i rapporti con i Medici di Medicina Generale, responsabili della somministrazione del maggior numero di dosi di vaccino. Inoltre, tra le varie altre attività, abbiamo organizzato una giornata informativa e comunicativa sull'influenza stagionale e sull'importanza della vaccinazione per prevenirla, prevista per domani, sabato 25 ottobre (in collaborazione con Unità Operative Ospedaliere, Territoriali, Medici di Base e Pediatri). Per l'occasione avremo il prezioso aiuto della Protezione Civile, che allestirà un punto informativo in Piazza del Comune, dalle ore 10 alle ore 19, nel quale saranno distribuiti volantini e brochures (sulla vaccinazione anti-influenzale; sull'importanza del lavaggio delle mani per prevenire la diffusione dell'influenza; sulla corretta informazione in merito ai virus influenzali circolanti).
Appuntamento a domani - Fabriano, Piazza del Comune - e a marzo 2009, con il resoconto delle attività implementate e i dati di copertura vaccinale raggiunta, sperando in bene!

Immigrati e pandemia influenzale

Il Centro Studi per i Migranti e i Rifugiati e l'Organizzazione Internazionale per i Migranti (IOM) hanno pubblicato un report sulle cure sanitarie primarie ai rifugiati sudanesi e alle comunità migranti del Cairo, con particolare riferimento alla preparazione ad una pandemia influenzale. In Egitto il grande afflusso di migranti dai paesi africani ha portato alla creazione di ampie comunità di persone che vivono in condizioni di estrema povertà e privazione, le cui condizioni sarebbero pesantemente peggiorate se un virus influenzale con caratteristiche pandemiche si sviluppasse al loro interno (leggi l'articolo pubblicato da IRIN).

Un plauso all’iniziativa, specie se queste evidenze avranno delle ripercussioni pratiche sulle politiche sanitarie egiziane.
Colgo l’occasione per ricordare come anche il Piano Nazionale di Preparazione e Risposta ad una Pandemia Influenzale risulti privo di strategie per ridurre l’impatto che una pandemia influenzale avrebbe sulla popolazione straniera, sugli stranieri residenti, sulle popolazioni migranti e gli stranieri senza regolare permesso di soggiorno.
In assenza di pianificazione mirata ci sono i presupposti per ritenere che, non solo nei Paesi africani ma anche nelle più ricche Nazioni occidentali, gli stranieri pagherebbero le peggiori conseguenze dall’impatto di una pandemia influenzale.

One World, One Health: A Strategic Framework for Reducing Risks of Infectious Diseases at the Animal–Human–Ecosystems Interface


Questo fine settimana si tiene in Egitto un meeting internazionale per fare il punto sulla situazione panzootica, epidemiologica e sulla preparazione pandemica dopo l'emersione del virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità A/H5N1 nel 2003 (leggi qui).
Durante il meeting sarà presentato il documento dal titolo "A Strategic Framework for Reducing Risks of Infectious Diseases at the Animal–Human–Ecosystems Interface" attraverso il quale si tenterà di tracciare la strada a un nuovo approccio interistituzionale per il controllo e la prevenzione dell'influenza aviaria, nel tentativo di unificare gli sforzi che si stanno conducendo nel settore veterinario e medico, perchè sia la salute animale che quella umana sono collegati da un unico filo: le cosiddette malattie emergenti, per la maggior parte di origine animale.
Nei giorni precedenti questo meeting il coordinatore delle Nazioni Unite David Nabarro ha presenziato a una conferenza stampa nella quale ha sottolineato che - sebbene il numero di casi umani e di nuovi focolai epizootici, nei tre continenti nei quali si è diffusa la panzoosi di H5N1, si siano notevolmente ridotti rispetto a un paio di anni fa - nulla fa credere che il rischio di una pandemia globale di influenza sia diminuito (leggi qui). La continua circolazione del virus H5N1, nelle sue innumerevoli varianti, e di altri sottotipi potenzialmente pericolosi (come gli A/H7 e A/H9) non possono fare scendere il livello di sorveglianza. Inoltre nonostante un gran numero di paesi nel mondo abbiano elaborato piani per il controllo di una pandemia influenzale, ben pochi hanno condotto test e simulazioni per verificarne l'operatività durante una situazione di crisi.
Sullo stesso argomento, anche il rapporto dello STEPS; EurekAlert (Nuovo approccio alla Pandemia influenzale); Reuters; International Herald Tribune.

venerdì 24 ottobre 2008

Asse del male? No vaccino!

Il CIDRAP riporta le notizie e le reazioni alla scoperta di un provvedimento legislativo USA che impone il bando all'esportazione di vaccini (compresi quelli prepandemici e pandemici) verso i cosiddetti paesi dell'Asse del Male, Iran, Cuba, Siria per esempio (leggi qui). In questo modo di pongono restrizioni a farmaci salvavita che nulla hanno a che vedere con le posizioni politiche dei singoli paesi e soprattutto con la popolazione degli stessi.

H5N1 Update - Settimana 43

INFLUENZA AVIARIA NELL'AVIFAUNA SELVATICA, HONG KONG - Un uccello selvatico è stato rinvenuto morto in un'area della regione amministrativa speciale cinese di Hong Kong. I test hanno dimostrato che la morte è stata causata dal virus A/H5N1 (leggi qui).

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, BANGLADESH - Un nuovo focolaio epizootico è stato identificato in un allevamento di pollame in una zona occidentale del paese, secondo quanto riporta la stampa locale (leggi qui). Il virus H5N1 - responsabile di quest'ultima epizoosi - ha causato gravi danni al settore avicolo che ha un ruolo centrale nell'economia di questo paese, soprattutto durante le estese epidemie verificatesi nei primi mesi del 2008.

Aggiornamento sull'influenza stagionale

Il sistema di sorveglianza europeo per l'influenza (EISS) ha pubblicato il suo secondo aggiornamento sulla situazione epidemiologica-virologica in Europa per la settimana 42 del 2008 (leggi qui): nelle ultime tre settimane sono stati isolati complessivamente 22 virus influenzali di cui 11 di tipo A (non ulteriormente sottotipizzati), tre A(H1), cinque A(H3) e tre B. La sorveglianza epidemioglica indica un basso livello di attività per le infezioni di tipo influenzale (ILI, influenza-like illness).
Nel frattempo su Eurosurveillance è disponibile un numero monografico sulla vaccinazione influenzale, la sua efficacia, la copertura della popolazione e sulle prospettive future. In particolare un articolo fa il punto su un progetto per valutare l'efficacia del vaccino nella riduzione dei casi di malattia confermata da test di laboratorio (leggi qui). A questo fine, durante la prossima stagione epidemica in Europa, alcuni paesi metteranno in atto una serie di interventi per valutare la correlazione fra popolazione vaccinata e casi di influenza.

sabato 18 ottobre 2008

Do Not Disturb!


Come annunciato ieri è in corso, da parte dell'OMS la revisione delle linee guida per la pianificazione delle azioni di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale.
PandemItalia ha ricevuto il draft del documento OMS.
Nei prossimi giorni saremo intensamente impegnati nella valutazione di tale documento. C'è anche la possibilità di inviare delle indicazioni all'OMS e di certo, qualora riterremo opportuno, non ci faremo scappare questa possibilità. Un sincero plauso all'OMS per lo sforzo di condivisione che sta facendo.
Dunque cominciamo a lavorare... si prega di non disturbare!

Documenti sulla preparazione alla pandemia influenzale

Ecco le ultime notizie in tema di "pandemic preparedness".
Un rapporto sullo stato di avanzamento dei piani di preparazione pandemica è stato pubblicato a cura del Coordinamento dell'ONU per l'influenza.
Negli USA il CIDRAP ha pubblicato un resoconto di un documento stilato dall'Associazione dei Governatori degli Stati Uniti . I Governatori lamentano la mancanza di dettagliate linee guida per la chiusura e riapertura delle scuole, la sistemazione degli studenti universitari quando questi siano impossibilitati a ritornare presso il luogo di residenza a causa della chiusura dei confini interstatali. Altri problemi riguardano l'allocazione delle risorse farmaceutiche, la pianificazione dei trasporti dei beni di prima necessità, l'educazione della popolazione e dei lavoratori.
Sempre negli USA uno studio condotto prendendo come modello lo stato americano della Georgia (leggi qui) ha mostrato come sia possibile determinare una corretta distribuzione di beni di prima necessità e alimentari in una situazione di emergenza o di pandemia influenzale, combinata con l'andamento delle chiusure delle scuole a scopo di quarantena.
Infine Bloomberg ha pubblicato un articolo nel quale si illustrano le previsioni della Banca Mondiale sulle ricadute economiche di una possibile pandemia globale di influenza (leggi qui). Nonostante i dati diffusi dalla WB siano ottimistici, la stima è che in seguito alla dichiarazione di inizio pandemia una immediata e pesante recessione economica si verificherà, anche soltanto a causa delle restrizioni ai movimenti di persone e merci, delle misure di quarantena, del blocco delle attività economiche, industriali e finanziarie dovute al timore della popolazione di uscire di casa.

H5N1 Update - Settimana 42

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, THAILANDIA - Una ricerca su Emerging Infectious Diseases analizza i dati di sorveglianza virologica per il virus H5N1 in alcuni mercati di animali vivi in Thailandia durante il periodo 2006/2007. I virus isolati non hanno dimostrato maggiore affinità per le cellule dell'epitelio respiratorio umano e sostanzialmente hanno mantenuto le caratteristiche di virus aviari, sono risultati sensibili all'attività inibitoria dell'Oseltamivir (farmaco di prima scelta per il trattamento dell'influenza).

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME E NEGLI ANIMALI SELVATICI, RICERCA - Elsevier ha pubblicato uno studio (leggi qui) sulle caratteristiche della proteina di superficie dell'influenza emagglutinina per quanto riguarda i più recenti isolamenti virali appartenenti alla linea evolutiva conosciuta come clade 2.2. I ricercatori hanno creato dei virus ibridi contenenti alcune porzioni dei virus H3N2 e H2N2 (che causarono le passate pandemie del 1968 e 1957 rispettivamente e di origine aviaria/umana) inserite all'interno del virus H5N1. Il risultato è stato che quest'ultimo rapidamente ha acquisito la capacità di legarsi alle cellule dell'epitelio respiratorio umano, rispetto ai virus isolati negli anni precedenti.

INFLUENZA AVIARIA NEI VOLATILI NON SELVATICI, GERMANIA - Rapporto immediato all'OIE, influenza aviaria a bassa patogenicità A/H5N3 a Lispia (Sassonia). Su 354 animali suscettibili in uno zoo cittadino, 110 sono stati distrutti. I casi di malattia sono stati 3: una oca e 2 anatre.

INFLUENZA AVIARIA NEI VOLATILI NON DOMESTICI, HONG KONG - Il dipartimento dell'agricultura della regione amministrativa cinese di Hong Kong ha diramato un comunicato riguardo il rinvenimento della carcassa di un uccello poi risultato positivo al virus A/H5. Ulteriori analisi sono in corso per determinare l'esatta appartenenza subtipica del virus.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, RUSSIA - Rapporto finale all'OIE. Nessun nuovo focolaio epizootico nel pollame domestico negli ultimi mesi.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME E NELL'UOMO, RICERCA - Su Eurosurveillance è apparso un articolo redatto da ricercatori nigeriani a proposito delle recenti epizoosi di influenza A/H5N1 in vari stati del paese africano (leggi qui). Sebbene la circolazione virale nel pollame sembri ridotta rispetto a un paio di anni fa, la situazione socio-economica è tale da rendere molto probabile in futuro la ricorrenza di nuovi focolai: la maggior parte del pollame viene venduto vivo e l'allevamento avicolo rappresenta un settore chiave dell'economia nigeriana. L'arrivo del virus H5N1 in Nigeria è probabilmente dovuto al movimento migratorio degli uccelli selvatici, e secondo gli estensori dello studio, una sorveglianza veterinaria nei paesi circostanti e in quelli di partenza degli animali migratori potrebbe essere necessaria per individuare precocemente la re-introduzione del virus in aree apparentemente libere da infezione, come l'Europa o il Nord America. Degli oltre trecento campioni biologici provenienti da esseri umani - contatti dell'unico caso confermato del Paese e di lavoratori del settore avicolo - nessuno ha dimostrato positività ai test di microneutralizzazione del virus H5N1 nonostante la probabile esposizione ad animali infetti. Analoghi risultati erano emersi da uno studio in Cambogia, dove nonostante l'estesa presenza di pollame infetto e la mancanza di igiene, nessun campione fra quelli prelevati dai residenti risultò positivo. Cosa che potrebbe spiegarsi nell'inefficiente trasmissione animale-uomo del virus o dalla particolare natura della risposta immunitaria dell'organismo umano all'infezione da H5N1.

venerdì 17 ottobre 2008

WHO Guidance on Pandemic Influenza Preparedness and Response


WHO Guidance on Pandemic Influenza Preparedness and Response... ovvero la revisione in corso del documento che l'OMS pubblicò nel 2005 e che promosse la pianificazione della preparazione alla pandemia influenzale nel mondo.
Era necessaria una revisione e l'OMS sta lavorando su questo.
Tutti gli interessati che volessero ricevere il draft del documento possono farlo richiedendolo a questo indirizzo e-mail: WHOInfluenza@who.int
Per saperne di più, leggere qui.

mercoledì 15 ottobre 2008

Global Handwashing Day!



Oggi è una giornata importante!

La giornata mondiale del lavaggio delle mani.

Invito caldamente a visitare il sito ufficiale dell'iniziativa e mi auguro che questo post possa contribuire alla riflessione, non solo tra i singoli cittadini, ma anche tra gli operatori sanitari: decenni di scoperte, ricerche, avanzamento scientifico su tutti i fronti per scoprire, poi, che il semplice lavaggio delle mani è più efficace di molti altri interventi nel prevenire la diffusione di molte infezioni (non solo l'influenza). Ma, come direbbe il mio Professore, Marcello D'Errico, a distanza di decine e decine di anni da Semmelweis stiamo qui a dirci sempre le stesse cose: il lavaggio delle mani è fondamentale... evidentemente a distanza di molti anni è ancora un messaggio poco chiaro nella mente delle persone e, purtroppo anche in quella degli operatori sanitari.

martedì 14 ottobre 2008

Tre anni fa...



Esattamente tre anni fa l'OMS pubblicava il documento denominato "Dieci cose che devi sapere sulla pandemia influenzale".
Il documento è vecchio, superato e necessita, evidentemente, di un aggiornamento. Ma l'OMS (WHO) non ha ritenuto necessario un tale "sforzo". Eppure ne sono successe di cose in questi tre anni. Di certo il numero di casi umani di H5N1 sono notevolmente aumentati rispetto al 2005. Ma il valore fondamentale che l'aggiornamento di un simile documento potrebbe avere sta nel dare un altro "scossone", un ulteriore "giro di ruota" ad una situazione mondiale che rischia di cristallizzarsi su di un non soddisfacente livello di preparazione ad una pandemia influenzale.

Oggi, per onorare la ricorrenza, invierò una e-mail ad alcuni dei più noti bloggers mondiali che si occupano di pandemia influenzale (Effect Measure, Fluwiki, H5N1, Bird Flu Journey, The coming influenza pandemic?, A Time's Memory), chiedendo loro di commentare quale sia il personale pensiero a riguardo... in fiduciosa attesa di una loro reazione.

domenica 12 ottobre 2008

Influenza stagionale e correttezza dell'informazione

Abbiamo già trattato l'argomento (leggi qui e qui) ma ci sembra opportuno tornare sulla notizia per promuovere una corretta informazione e dissipare ogni dubbio residuo: non ci sono motivazioni scientifiche che spingano a ritenere la stagione influenzale imminente come più pesante delle precedenti.
L'OMS, valutando la scorretta informazione promulgata dai mass media ha tenuto una conferenza stampa virtuale, presente il professor Keiji Fukuda, per dissipare i rumori e le voci su una possibile prossima stagione influenzale più grave del normale (leggi qui). Secondo Fukuda, al momento, non c'è alcuna ragione scientifica - sulla base dei dati disponibili riguardo le caratteristiche genetiche e antigeniche dei virus circolanti e sulla base delle osservazioni epidemiologiche effettuate durante la stagione invernale appena conclusa nell'emisfero meridionale - per ritenere la imminente stagione epidemica in Europa e Nord America più grave di quella passata.

West Nile Disease in Italia - Aggiornamento

Su Eurosurveillance è stata pubblicata una comunicazione da parte dell'equipe di esperti italiani che ha scoperto il primo caso umano di West Nile Fever nel nostro Paese. Dopo che il virus dell'encefalite equina ha cominciato a diffondersi in alcuni allevamenti emiliano-romagnoli, è scattata una sorveglianza per le encefalomieliti umane per la individuazione precoce di possibili casi. Una donna ultraottantenne è stata ricoverata con febbre e disturbi neurologici, vomito incoercibile e convulsioni. Siccome il prelievo del liquor era difficoltoso a causa delle convulsioni, analisi specifiche per la ricerca degli anticorpi anti-encefaliti da zecca sono state condotte. Data la reattività crociata di questi test, è stata disposta una ulteriore ricerca di tipo molecolare per identificare il materiale genetico dell'agente patogeno. Il virus West Nile è stato identificato. La donna è guarita dalla malattia e tuttora si trova in un reparto di riabilitazione. Un altro caso, un uomo di circa settant'anni, è probabilmente associabile al virus WN, almeno secondo i test preliminari.

H5N1 Update - Settimana 41

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, GERMANIA - Un focolaio epizootico causato dal virus H5N1 è stato identificato in Germania, secondo quanto riportano i servizi di stampa locali, il governo sassone e il rapporto inviato all'OIE dalle autorità veterinarie tedesche (fonte: CIDRAP). Il focolaio è stato scoperto durante una serie di controlli di routine negli allevamenti, ed ha sorpreso un poco gli esperti poichè nessuna informazione su casi in animali selvatici o domestici era stato notificato nei mesi recenti sia in Germania che nei paesi vicini, come la Polonia. L'allevamento si trova proprio al confine polacco, a Goerlitz e tutti gli animali verranno distrutti, anche se un unico animale era risultato positivo per l'H5N1. Leggi la notizia qui e qui.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, TOGO - Rapporto all'OIE, nessun nuovo focoalio epizootico di H5N1 negli allevamenti del paese.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, CAMBOGIA - Rapporto all'OIE: nessun nuovo focolaio epizootico da H5N1 nel pollame.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, COREA DEL SUD - Rapporto di notifica immediata all'OIE: una epizoosi di influenza aviaria a bassa patogenicità sostenuta dal virus A/H5N2 in un allevamento di pollame. In precedenza, fonti di stampa avevano diffuso la notizia di un focolaio sospettando il ritorno del virus HPAI H5N1, già circolante durante la prima metà di quest'anno.

martedì 7 ottobre 2008

Sud Africa: epidemia di febbre emorragica, nessuna diagnosi precisa fino a questo momento - FluTrackers

Da alcuni giorni in Sudafrica un crescente senso di allarme è montato dopo che alcune persone sono morte di una febbre emorragica il cui agente causale non è ancora stato determinato.

Un primo paziente proveniente dallo Zambia era stato trasferito in un ospedale sudafricano poichè le sue condizioni richiedevano una assistenza più sofisticata. Il paziente è morto quasi subito dopo il ricovero. L'infermiere che lo accompagnava, un medico e un inserviente hanno poi sviluppato la malattia e sono in seguito deceduti con sintomi emorragici. Nonostante in Sudafrica esista un laboratorio specializzato nella diagnosi delle malattie di questo tipo (come Ebola, Marburg, Crimea-Congo) fino a questo momento gli esperti non sono stati in grado di isolare l'agente patogeno. Un certo di numero di persone che potenzialmente sono state in contatto con i pazienti, o il personale sanitario coinvolto, sono stati posti sotto sorveglianza sanitaria e alcuni messi in quarantena. E' stato richiesto l'aiuto dell'OMS e dei CDC USA.
Per ulteriori informazioni leggi qui
Da Flutrackers, moderatore Ironorehopper

Stati uniti d'america, alaska: Epidemia di adenovirus-14 (indagini preliminari) - FluTrackers

Una epidemia di infezione respiratoria acuta da adenovirus-14 è in corso in una isola dello stato USA dell'Alaska, secondo quanto riportano fonti giornalistiche locali.

Alcuni sanitari presenti sull'isola Principe di Galles (Prince of Wales Island) avevano notato un insolito incremento di sindromi febbrili respiratorie con complicanze bronco-polmonari già alla fine di settembre. Successivamente, almeno una trentina di persone avevano sviluppato la malattia, mentre i più gravi (forse sette) cominciavano a essere spostati in ospedali più attrezzati in altre aree dello stato. Un paziente sarebbe deceduto in seguito a polmonite virale da Ad-14, complice il fatto di essere già debilitato da insufficienza respiratoria cronica. Campioni biologici dei pazienti sono stati inviati al Centro per il Controllo delle Malattie (CDC) di Atlanta e dei suoi laboratori periferici; dai dati preliminari, un certo numero di campioni sarebbero risultati positivi al virus Ad-14. Questo patogeno, in passato, aveva già causato epidemie localizzate in caserme negli USA, di una certa gravità e con alcuni casi fatali in soggetti giovani senza storia di co-morbidità. Insistenti rumori riguardo l'epidemia in corso nell'isola Prince of Wales erano circolati durante tutto il fine settimana, mentre sul sito Flu Trackers si cercava invano di ottenere ulteriori informazioni dai residenti della zona. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web del quotidiano locale

Notizia da Flutrackers: moderatore Ironorehopper

West Nile Virus: casi umani

Cominciano a comparire i primi casi umani di West Nile Virus.
Ecco la rassegna stampa:
Romagna Oggi
FluTrackers
Forum italiano di FluTrackers

Per informazioni sulla malattia:
West Nile Virus su Epicentro

lunedì 6 ottobre 2008

Cross-protection between successive waves of the 1918-1919 influenza pandemic: epidemiological evidence from US Army camps and from Britain

Il CIDRAP commenta lo studio apparso sul Journal of Infectious Diseases che ha comparato gli effetti protettivi dell'esposizione alla prima ondata epidemica al virus pandemico dell'influenza spagnola del 1918, in una serie di campi militari in USA e Gran Bretagna (leggi qui). Secondo i redattori dello studio, l'infezione virale contratta dai soldati durante la prima ondata avrebbe avuto gli stessi effetti di una vaccinazione, poichè il tasso di morbidità e mortalità negli stessi era stato estremamente contenuto durante la seconda ondata pandemica avvenuta in autunno dello stesso anno. Rispetto alle reclute che non erano state infettate nelle caserme durante la prima ondata, i più anziani avrebbero avuto una decisiva immunità nei confronti del virus autunnale, molto più virulento e maggiormente adattato per la diffusione interumana. La conclusione dei ricercatori è che se in futuro dovesse comparire un virus influenzale pandemico con una iniziale bassa mortalità, potrebbe essere opportuno lasciarlo circolare nella popolazione, che in questo modo avrebbe modo di conseguire una immunità parziale ma protettiva nei confronti delle varianti delle ondate successive con tutta probabilità più virulente e adattate alla diffusione in comunità.
Leqqui qui l'abstract della ricerca.

Influenza stagionale: Fukuda fa chiarezza

Il CIDRAP ha pubblicato un commento da parte dell'esperto OMS per l'influenza Keiji Fukuda sulla insolita circolazione di informazioni sui media di mezzo mondo su una possibile prossima stagione influenzale severa. Fukuda si è detto sorpreso da questa diffusione di informazioni inesatte, e ne ha dato colpa alla cattiva interpretazione dei dati diffusi dall'OMS e da altre autorità sanitarie sulla composizione del vaccino inattivato trivalente per la stagione 2008/2009. Quest'anno infatti la composizione vaccinale differisce da quella della stagione precedente perchè contiene tre ceppi (A/H1N1/Brisbane5907, A/H3N2/Brisbane1007, e B) mai inclusi prima; inoltre quello di quest'anno è stato un raro caso: l'OMS ha consigliato alle case farmaceutiche di sostituire tutti e tre i ceppi contemporaneamente. Di solito infatti si consiglia la sostituzione di uno soltanto dei tre sottotipi a causa dell'emersione di varianti drift poco reattive nei confronti degli anticorpi prodotti dal vaccino. La stagione influenzale nell'emisfero meridionale non è stata fin'ora particolarmente severa, anche in rapporto all'anno 2007, quando estese epidemie si erano verificate in Australia e Nuova Zelanda. Inoltre varianti dei ceppi circolanti attualmente (e inclusi nel vaccino) sono state isolate durante l'inverno 2007/2008 in Europa e Nordamerica. A questo si deve aggiungere la consueta difficoltà a prevedere l'andamento delle epidemie stagionali, previsioni spesso rese inutili dall'improvviso emergere di varianti più o meno virulente rispetto a quanto atteso dagli esperti.

Nel frattempo sulla rivista Pediatrics è apparso uno studio sulla prevalenza delle ospedalizzazioni e sulla mortalità infantile dovuta all'influenza stagionale umana e sulla presenza di co-infezioni batteriche in USA (leggi qui). Mentre il numero di casi fatali infantili varia di anno in anno, in relazione alla virulenza dei virus circolanti, la prevalenza di coinfezioni da Stafilococco aureo e delle sue varianti antibiotico-resistenti (MRSA) pare incrementare, per cui secondo i ricercatori sarebbe opportuna una maggiore sensibilizzazione dei genitori e dei pediatri rispetto al trattamento precoce delle infezioni febbrili durante le epidemie stagionali, che possono avere gravi conseguenze per i piccoli pazienti.

In ultimo riportiamo i dati aggiornati OMS sulla prevalenza di varianti del sottotipo A(H1N1) resistenti al farmaco antivirale Oseltamvir. Continua ad essere rilevata la presenza della mutazione H274Y che rende inutilizzabile il farmaco, anche nei più recenti isolamenti nell'emisfero meridionale (Camerun, Ghana, Costa d'Avorio, Seychelles e Sud Africa con 100% di isolati H1N1 resistenti), Argentina, Cile, El Salvador, USA, Uruguay, Giordania, Norvegia (6 su 8 isolati resistenti), Russia (45%), UK, Australia (25 su 26 isolati resistenti), Nuova Caledonia, Nuova Zelanda (1 su 1 resistente), Filippine (10 su 11 resistenti), Singapore, Hong Kong (97 su 583 isolati H1N1 resistenti, pari al 17%). Complessivamente, durante il secondo quadrimestre del 2008 (al 22 settembre), su 931 virus H1N1 isolati, 324 sono risultati resistenti all'Oseltamivir (il 35%).

H5N1 Update - Settimana 40

INFLUENZA AVIARIA NELL'UOMO, PAKISTAN - Il bollettino settimanale epidemiologico dell'OMS (Weekly epidemiological Record, ha pubblicato un resoconto sulle indagini epidemiologiche condotte da esperti OMS con la collaborazione dei CDC USA e delle autorità sanitarie pakistane durante l'epidemia di influenza aviaria che colpì un nucleo familiare nel novembre 2007. Complessivamente l'OMS ha scoperto cinque casi, di cui quattro confermati da analisi di laboratorio e uno probabile ma di cui non è stato possibile reperire campioni biologici perchè già sepolto al tempo delle indagini, tutti appartenenti alla stessa famiglia. I cinque fratelli, secondo il rapporto, si sarebbero infettati tramite contatto prolungato e ravvicinato gli uni con gli altri durante le fasi acute della malattia e non c'è prova che il virus H5N1 si sia trasmesso ai contatti dei pazienti, al personale medico ospedaliero e in comunità. Tutte le analisi per la ricerca degli anticorpi anti-H5N1 per gli altri familiari e contatti hanno dato esito negativo. La conclusione è che una probabile trasmissione inter-umana del virus H5N1 è avvenuta (con infezione di terza generazione) ma senza diffusione efficiente e sostenuta al di fuori del focolaio familiare e nella comunità tramite contatti casuali. Il caso indice aveva partecipato alla liquidazione di un focolaio epizootico di H5N1 in una fattoria senza le dovute precauzioni. Dopo aver sviluppato i sintomi classici dell'infezione umana da H5N1 (con polmonite virale acuta), era stato ricoverato in ospedale e assistito da uno dei fratelli. Gli altri si erano infettati presso l'abitazione dell'uomo quando era tornato dalla missione di liquidazione, condividendo anche la stanza da letto durante le fasi sintomatiche della malattia. Dei cinque casi, due sono deceduti, due hanno sviluppato la malattia ma sono guariti e uno è rimasto asintomatico ma le ricerche per gli anticorpi neutralizzanti hanno rivelato lo sviluppo di immunità contro il virus H5N1.

INFLUENZA AVIARIA NELLA AVIFAUNA SELVATICA, NIGERIA - La rivista dei CDC USA Emerging Infectious Diseases ha pubblicato uno studio sulla circolazione dei virus H5N1 nella fauna selvatica e domestica in Nigeria (leggi qui). Secondo i ricercatori, dopo l'introduzione del virus nel paese durante il 2006, sono stati isolati negli animali selvatici virus riassortanti, segno che l'H5N1 ha messo radici nell'area. Tuttavia anche i più recenti isolamenti hanno mostrato somiglianza genetica con quelli della prima introduzione rispetto ai virus circolanti altrove nel mondo. La conclusione è che probabilmente la reintroduzione del virus H5N1 dall'Africa all'Eurasia è un evento meno frequente di quanto si pensasse in precedenza.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, TOGO - Il servizio informazione IRIN ha aggiornato sulla situazione epizootica nel paese africano del Togo (leggi qui) , dopo la identificazione di un focolaio di influenza aviaria H5N1 in un allevamento vicino la capitale. Fino a questo momento sono stati distrutti 17,000 animali nel tentativo di circoscrivere la diffusione del virus.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, VIETNAM - L'OIE ha ricevuto un rapporto sulla situazione epizootica in Vietnam (leggi qui). Nelle ultime settimane sono comparsi focolai di infezione da virus H5N1 in allevamenti di pollame e anatre nelle province di Dong Thap, Nghe An, Kien Giang, Ben Tre, Quang Ngai, Ca Mau per un totale di circa ottomila animali perduti.

INFLUENZA AVIARIA NEL POLLAME, COREA DEL SUD - Nuovo focolaio epizootico H5N1 nel pollame in Corea del Sud (leggi qui)

sabato 27 settembre 2008

Widespread Oseltamivir Resistance in Influenza A Viruses (H1N1), South Africa

Sulla rivista dei CDC, Emerging Infectious Diseases (EID) è stata pubblicata una comunicazione ricevuta da un gruppo di ricerca sudafricano (leggi qui) che fa il punto sull'isolamento di ceppi di influenza A(H1N1) umani stagionali resistenti al farmaco di prima scelta per il trattamento e la profilassi dell'influenza, Oseltamivir. Su una novantina di ceppi H1N1 isolati in Sudafrica durante la stagione influenzale 2008, 23 sono stati inviati a centri di collaborazione OMS e sono risultati resistenti al farmaco. 45 ceppi testati localmente sono risultati resistenti. L'appartenenza filogenetica dei virus è stata determinata, e appare correlata al ceppo A(H1N1)/Brisbane5907, che è stato causa di epidemie stagionali in vari paesi e regioni dell'emisfero settentrionale durante la stagione 2007/08 e che è compreso nella composizione del vaccino inattivato trivalente per la stagione corrente. Tuttavia, è stata anche rilevata la presenza di alcuni ceppi con variazioni drift rispetto al ceppo di riferimento vaccinale. Questo, secondo i redattori dello studio, dimostra una estesa e efficiente diffusione dei virus A(H1N1) con resistenza all'Oseltamivir in comunità, mentre studi pubblicati negli anni scorsi avevano messo in dubbio la capacità di virus influenzali con la mutazione H274Y della neuramminidasi (NA) di replicarsi efficacemente nell'uomo.

Nel frattempo, sulla rivista MMWR degli stessi CDC, è stato pubblicato il rapporto sull'influenza umana stagionale per il periodo inverno 2007/primavera 2008 (leggi qui), con riferimenti alla situazione attuale e alla resistenza all'oseltamivir. Nel nordamerica i ceppi che hanno causato epidemie sono stati principalmente quelli appartenenti al sottotipo A(H1N1), A(H3N2) e B. La resistenza all'Oseltamivir è stata riscontrata nel 10% circa degli isolamenti virali di A(H1N1), mentre nessun virus di tipo B o A(H3N2) è risultato resistente. Su 187 campioni virali esaminati per la resistenza allo Zanamivir (l'altro farmaco NA-inibitore utilizzato per il trattamento dell'influenza), 185 sono risultati suscettibili mentre altri due hanno richiesto ulteriori analisi. Nel periodo maggio-settembre 2008, su cinque virus H1N1 isolati in USA, due sono risultati resistenti all'Oseltamivir, contro il 46% degli isolamenti provenienti dall'estero e inviati al CDC per le analisi. Tutti i ceppi H1N1 resistenti all'Oseltamivir hanno mantenuto sensibilità allo Zanamivir.