mercoledì 15 luglio 2009

Ultima polemica

Lo prometto, queste saranno le mie ultime considerazioni polemiche. Le polemiche sono sterili e infruttuose, nulla cambierà se rimango in silenzio e nulla cambierà se denuncio le cose che non vanno. Inoltre sono ottimista per natura e voglio continuare ad esserlo, senza disperarmi per le occasioni mancate o per cosa dovrebbe essere fatto e, al contrario, viene ignorato.
Quindi, dicevo, questa sarà la mia ultima nota polemica e poi giù la testa, a lavorare a spron battuto, in attesa che l'ondata pandemica travolga anche l'Italia.

Ieri, e arrivo al punto, è stata giornata di "ricerca pandemica". Da aprile 2009 la popolazione italiana non si è mai tanto interessata di "influenza suina". Cosa è successo?
È accaduto che, facendo seguito alle parole di un esperto dell'OMS, a margine di un incontro dedicato alla definizione delle strategie vaccinali per la pandemia influenzale, tutte le agenzie di stampa hanno riportato la notizia di una pandemia inarrestabile. Contestualmente i media hanno focalizzato l'attenzione sulle notizie provenienti dall'Inghilterra, dove la pandemia è arrivata con la sua prima ondata e si sta facendo sentire: il numero degli infetti cresce esponenzialmente e il numero dei decessi è in progressivo aumento. D'un tratto "l'influenza suina" fa ancora notizia e i telegiornali, i quotidiani e i giornali on-line, tornano a dedicare spazio all'argomento. La popolazione italiana comincia a ricercare informazioni, forse preoccupata, forse incuriosita, sta di fatto che le ricerche su internet si intensificano e come per magia il Ministro Sacconi e il vice ministro Fazio riappaiono e, dopo un mese di silenzio, indicono una conferenza stampa (prevista per il pomeriggio di ieri, 14 luglio).
Sul sito del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali non c'è traccia di un resoconto. Quello che si riesce a sapere è riportato dai giornali (leggi qui). Sembra che ministro e vice abbiano riferito stime di impatto della pandemia in Italia: in assenza delle azioni predisposte dal Governo italiano i contagiati sarebbero 13 milioni, con le azioni intraprese si può stimare un tasso d'attacco inferiore e un numero di casi pari a 9 milioni; con il vaccino, che dovrebbe essere somministrato a 8,6 milioni di italiani entro l'anno, i casi di influenza si ridurrebbero a 4 milioni (tasso dattacco del 7%).
Mentre l'OMS, i CDC, l'ECDC (e altri) comunicano periodicamente sulla gestione della pandemia, in Italia si attende che l'interesse mediatico aumenti e poi si comunica. Una strategia che non pagherà. La fiducia della popolazione va conquistata con un lavoro continuo e un'informazione costante. Ed ecco il punto debole del Governo italiano: i CDC di Atlanta hanno una squadra di centinaia di operatori sanitari dedicati al controllo della pandemia influenzale, in Italia il Ministero può contare su un numero di operatori che si conta sulle dita di una mano.
In america il Governo ha già stanziato fondi dedicati per la risposta alla pandemia influenzale, in Italia neanche un euro è stato ufficialmente dedicato alla risposta alla pandemia. In america le conferenze stampa dei CDC vengono registrate e messe a disposizione in podcast, in Italia l'esito di una conferenza stampa ministeriale deve essere letto attraverso l'interpretazione dei giornali.
Eppure è risaputo che una buona strategia di comunicazione del rischio potrà fare la differenza nella gestionde dell'evento pandemico. Le premesse, in Italia, non sono delle migliori.
Ora basta con le polemiche. Auguro un buon lavoro a tutti i colleghi, in primis a quelli del Ministero, saranno mesi di lavoro intenso e speriamo di fare qualcosa di buono per la nostra Italia.

martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero



PandemItalia partecipa alla giornata di "rumoroso silenzio" dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete. Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.
Per questo è nato Diritto alla Rete, Network per il diritto alla libera espressione e informazione attraverso la rete internet.

lunedì 13 luglio 2009

PubMed e pandemia influenzale

Chi utilizza PubMed per la ricerca di informazioni scientifiche avrà sicuramente notato che da qualche giorno a questa parte l'home page di PubMed presenta quattro link interessanti sotto il titolo "NLM/NCBI H1N1 Flu Resources":
Newest 2009 H1N1 Flu Outbreak Sequences
Citations recently added to PubMed
MedlinePlus (consumer health information)
Enviro-Health Links

Il più interessante in assoluto è il link "recently added to PubMed", che reindirizza ai risultati di ricerca bibliografica relativa ai lavori scientifici dedicati alla influenza H1N1 2009.
Sono molti gli articoli scientifici ad accesso gratuito. Una pagina importante per gli operatori sanitari: buona lettura!

Managing and Reducing Uncertainty in an Emerging Influenza Pandemic

Interessante l'articolo di Lipsitch e colleghi, pubblicato nell'ultimo numero del New England Journal of Medicine.
Si parla dell'incertezza dei denominatori, della difficoltà di prendere decisioni di politica sanitaria prima che dati attendibili siano resi disponibili, l'importanza di potenziare la sorveglianza epidemiologica, l'importanza della comunicazione del rischio e dell'incertezza alla popolazione e un doveroso cenno ai paesi in via di sviluppo, quelli che per quest apandemia pagheranno il più alto prezzo in termini di vite umane.
Buona lettura.

Lipsitch M, Riley S, Cauchemez S, Ghani AC, Ferguson NM. Managing and reducing uncertainty in an emerging influenza pandemic. N Engl J Med. 2009 Jul 9;361(2):112-5. Epub 2009 May 27.

La pandemia influenzale è inarrestabile

Non è una novità: la pandemia influenzale è inarrestabile. Quest'oggi i giornali e i telegiornali (non solo italiani) riportano la notizia collegata alle parole di Marie-Paule Kieny, direttrice OMS dell'Iniziativa per la ricerca sul vaccino (leggi qui, qui e qui). Di colpo l'Italia sembra risvegliarsi da un letargo durato qualche mese. La gossip-politica del nostro Paese, le passeggiate romane delle first lady a latere del G8 (a proposito... visto che la pandemia è un problema globale, perchè i "grandi" del G8 non ne hanno parlato?) e tutto ciò che è futile e superfluo ha soppiantato l'informazione scientifica, etica e di pubblica utilità che potrebbe essere fatta quotidianamente da giornali e telegiornali, per facilitare la risposta italiana alla imminente pandemia influenzale. Questo fin'ora non è avvenuto e dubito avvenga nelle prossime settimane.
Per ora portiamo a casa questo messaggio: la pandemia influenzale è inarrestabile. Grazie, lo sapevamo da un pezzo! Ma accettiamo il messaggio perchè è decisamente "musica", rispetto all'assordante silenzio dei mezzi di informazione di massa che sta procedendo dall'11 giugno 2009, giorno dell'avvenuta dichiarazione di pandemia influenzale da parte dell'OMS.

Mandarlo in Inghilterra o non mandarlo in Inghilterra?


Volevo scrivere questo post qualche giorno fa ed ora il commento di "giglio" mi spinge a concretizzare l'idea.
La domanda è: vista la situazione di diffusione virale in Inghilterra... mandare o non mandare un figlio nel Regno Unito?
La situazione inglese può essere riassunta con gli ultimi dati dell'OMS (Pandemic A/H1N1 2009 - update 58): 7447 casi confermati e tre decessi. Come sempre il numero dei casi confermati è in rapido movimento e la situazione riportata dall'OMS il 6 luglio si è già profondamente modificata. Fonti giornalistiche odierne (leggi qui e qui) indicano nuovi decessi in Inghilterra e un numero complessivo di morti che dovrebbe aver raggiunto quota 17 (o 18?).
Ovviamente il Regno Unito è in piena prima ondata pandemica. Questo significa che, necessariamente, molti dei ragazzi italiani che saranno inviati per una vacanza studio in UK torneranno avendo acquisito l'infezione pandemica.
Quindi cosa fare? Mandarlo o non mandarlo in Inghilterra?
Non darò una risposta. Non ho un figlio e non so cosa deciderei se lo avessi. Ma provo a presentare la questione in un'altra ottica: cosa faremo per proteggere i nostri figli tra due o tre mesi, quando l'ondata pandemica investira l'Italia?
Quando all'età di 18 anni presi la patente i miei genitori erano molto riluttanti ad acconsentire che prendessi l'autostrada. Eppure prima o poi avrei dovuto farlo! Prima o poi sarei stato esposto al rischio di percorrere l'A14! Qui la questione sembra simile. C'è un Paese, l'Inghilterra, dove il virus influenzale pandemico sta manifestando una sostenuta diffusione comunitaria. Se non sarà adesso in Inghilterra sarà tra pochi mesi in Italia... Quindi?
Quindi valgono le regole d'oro dell'Igiene, le uniche armi che abbiamo a disposizione attualmente:
- evitare luoghi affollati (pub, discoteche);
- lavaggio frequente delle mani*;
- evitare di portare le mani al naso, alla bocca o agli occhi;
- buone norme di igiene respiratoria (tossire e starnutire su fazzoletti monouso e successivamente lavarsi le mani);
- evitare di uscire di casa se ci si sente ammalati;
* buona cosa potrebbe essere comprare soluzione a base alcoolica per il lavaggio delle mani(comoda da usare in ogni circostanza; non richiede l'uso di acqua), da utilizzare dopo aver toccato superfici potenzialmente contaminate come maniglie delle porte e dei mezzi pubblici etc...
Un'ultima raccomandazione. Considerato che l’inglese è una lingua fondamentale e viaggiare in Inghilterra è uno dei pochi modi per fare imparare ai propri figli l’inglese, auspicherei che nel processo decisionale non siano considerati solo i rischi del viaggio ma più "scientificamente" il rapporto rischi/benefici dello stesso... buona decisione a tutti.

giovedì 9 luglio 2009

L’Oms conferma l’individuazione di virus resistenti all’oseltamivir

Dopo l'identificazione di tre casi sporadici di resistenza all’oseltamivir, segnalati da Danimarca, Giappone e Hong Kong, l’Oms conferma che non vi sono prove che indicano lo sviluppo di una diffusa resistenza antivirale nella pandemia di influenza A/H1N1. L’Oms è stata informata dalle autorità sanitarie dei tre Paesi che esami di laboratorio hanno individuato virus H1N1 resistenti al farmaco antivirale oseltamivir (noto come Tamiflu). I virus sono stati rilevati in tre pazienti che non hanno manifestato gravi sintomi e che hanno avuto un completo recupero. Le indagini non hanno rilevato il virus resistente nella cerchia dei contatti stretti di queste tre persone. I virus sono resistenti all’oseltamivir, ma rimangono sensibili allo zanamivir. Circa 1000 virus H1N1 pandemici sono stati esaminati dai laboratori del Global Influenza Surveillance Network: tutti si sono dimostrati sensibili sia all’oseltamivir sia allo zanamivir. L’Oms e i suoi partner continueranno a svolgere un costante monitoraggio dei virus influenzali per la resistenza ai farmaci antivirali. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, questi casi di resistenza ai farmaci sembrano essere sporadici. Al momento, non vi è alcuna prova di uno sviluppo di una diffusa resistenza antivirale nel virus H1N1 pandemico. Questa valutazione dei rischi non comporta alcun cambiamento nelle indicazioni di trattamento clinico dell’Oms. I farmaci antivirali, se utilizzati come raccomandato, restano un elemento fondamentale di risposta di sanità pubblica. Leggi il comunicato originale dell’Oms.

Notizia riportata da: EpiCentro. Notiziario del 9 luglio 2009

"Strano" comunicato ministeriale

Strano l’ultimo aggiornamento Ministeriale. Sono 22 i casi riportati. Siamo genericamente abituati a leggere di casi di influenza confermati in viaggiatori internazionali. Da qualche settimana a questa parte i Paesi nei quali la nuova influenza viene contratta stanno notevolmente aumantendo. Così si registrano casi in italiani al ritorno da Argentina, Spagna, Inghilterra, Brasile, Australia … Poi cominciano ad essere descritti casi secondari. Si tratta di casi di influenza contratta in Italia successivamente al contatto con casi confermati.
Ma il Comunicato n. 326 del Ministero si contraddistingue per l’assenza di notizie relative a due casi. Di un caso lombardo si dice “una donna di 17 anni. Sta bene (non sono pervenute ulteriori notizie)” e poi il caso pugliese, riguardante una donna ma senza ulteriori specifiche…
La notifica di caso sospetto (circolare del 20 maggio 2009) e successivamente la notifica di caso confermato (circolare del 1 giugno 2009) sono obbligatorie e non lasciano spazio a ombre o dubbi. Dunque come mai non sono disponibili informazioni?
Che si tratti dei primi casi italiani senza apparente nesso epidemiologico?
Saperlo è importante. Spero che il Ministero faccia chiarezza.

Identificato in Canada un nuovo ceppo di influenza

Il governo del Canada ha riportato la notizia di un nuovo virus influenzale identificato nella Provincia di Saskatchewan e il Ministro della Salute canadese ha subito rassicurato affermando che i risultati preliminari indicano un basso rischio per la salute pubblica. Questo è quanto riferisce l’Agenzia di salute pubblica canadese in un comunicato stampa del 7 luglio 2009. Il nuovo ceppo di influenza è stato individuato in due lavoratori di una fattoria di maiali della Provincia di Saskatchewan ed è il risultato di una ricombinazione di influenza umana stagionale e virus dell’influenza suina.

Enhanced epidemiological surveillance of influenza A(H1N1)v in Italy

Il numero di Eurosurveillance del 9 luglio 2009 dedica un articolo alla situazione epidemiologica italiana e descrive il sistema di sorveglianza attivo nel nostro Paese.
Leggi il rapporto “Enhanced epidemiological surveillance of influenza A(H1N1)v in Italy” (in inglese). Un grazie infinite a Caterina Rizzo e ai colleghi dell'Istituto Superiore di Sanità che stanno lavorando per noi, nel preparare la risposta italiana alla pandemia influenzale.
La traduzione del lavoro sarà disponibile su EpiCentro nei prossimi giorni.

Rizzo C, Declich S, Bella A, Caporali MG, Lana S, Pompa MG, Vellucci L, Salmaso S. Enhanced epidemiological surveillance of influenza A(H1N1)v in Italy. Euro Surveill. 2009;14(27):pii=19266. Available online: http://www.eurosurveillance.org/ViewArticle.aspx?ArticleId=19266

giovedì 2 luglio 2009

Comunicare le strategie di risposta all’influenza A/H1N1: mitigazione e ritardo di diffusione

Su EpiCentro è stato tradotto l'interessante documento degli ECDC Mitigation and delaying (or "containment") strategies as the new influenza A(H1N1) virus comes into Europe.

Il documento promuove messaggi chiave con l’obiettivo di fornire alle autorità nazionali una visione generale, con evidenze e consigli per informare i decisori politici e per implementare strategie di risposta (mitigazione o rinvio), soprattutto quando le infezioni da virus A/H1N1 si diffonderanno nelle comunità dei Paesi Eu e See (Spazio economico europeo).

La traduzione del documento ECDC a cura di EpiCentro.

Comincia la confusione sui vaccini

Ecco, ci siamo. Comincia la confusione mediatica sulle notizie riguardanti il vaccino anti-influenzale stagionale. E quest'anno la pandemia influenzale da H1N1 peggiorerà le cose.
Articoli come questo non dovrebbero essere scritti, perchè falsi e fuorvianti.
Nulla da eccepire sulle parole del dott. Rezza (o quasi... non mi piace "il giochino" fase5-fase6... siamo in pandemia punto e basta).
Molto da ridire sulla affermazione finale:
Un ruolo fondamentale nel controllo dalla malattia allora verra' giocato proprio dalla campagna di vaccinazione stagionale, ''che - ha sostenuto Paolo Castiglia dell'Istituto di Igiene e medicina preventiva dell'Aou - dovra' avere la piu' ampia pubblicizzazione e diffusione'', con un'azione rivolta in particolare sui soggetti che possono essere considerati piu' a rischio.

Le parole di Paolo Castiglia non possono essere state quelle riportate da Libero-news.it perchè il vaccino stagionale non ha nulla a che vedere con la pandemia influenzale.
Questi messaggi potrebbero essere sempre più amplificati creando confusione e incertezze nella popolazione.
Al contrario i fatti sono chiari, semplici e devono essere ben compresi:
- non abbiamo alcun vaccino pandemico in mano;
- il vaccino pandemico, l'unico che proteggerà contro il nuovo virus pandemico A/H1N1, sarà prodotto nei prossimi mesi e sarà disponibile dopo gennaio;
- il vaccino anti-influenzale stagionale proteggerà contro tre differenti virus influenzali, tra cui un virus di tipo B, un virus di tipo A/H3N2 e un virus di tipo A/H1N1, ma non il nuovo virus influenzale A/H1N1;
- il vaccino stagionale sarà somministrato, come ogni anno gratuitamente, alle solite categorie a rischio (anziani ultra65enni, cardiopatici, asmatici, diabetici etc.);
- il vaccino stagionale potrebbe essere somministrato nel solito periodo (novembre-dicembre) ma è possibile che l'approvvigionamento del vaccino avvenga in anticipo e che la campagna vaccinale per l'influenza stagionale quest'anno, eccezionalmente, venga anticipata;
- le prime evidenze scientifiche stabiliscono che i soggetti vaccinati con vaccino stagionale non abbiano difese immunitarie in grado di proteggere contro il nuovo virus influenzale A/H1N1.

La vaccinazione stagionale non giocherà alcun ruolo fondamentale nel controllo della pandemia influenzale. Resta ovvio il fatto che oltre alla vaccinazione stagionale i soggetti a rischio si sottoponessero alla vaccinazione anti-pneumococcica un beneficio si avrebbe nella riduzione (difficilmente stimabile) di polmoniti batteriche secondarie in corso di pandemia (una delle più temibili complicanze di ogni influenza).

martedì 30 giugno 2009

Primo decesso in Spagna

Oggi si è registrato il primo decesso in Spagna per influenza da virus A/H1N1. Si tratta di una giovane donna (20 anni) alla 28esima settimana di gestazione. È il primo caso mortale in Spagna e il quarto nei Paesi dell Unione Europea. Almeno altri due casi confermati spagnoli sembrano versare in gravi condizioni (leggi qui).
Leggi il comunicato del Ministero della Salute spagnolo.

Antivirali: primo caso di resistenza

Datchy di Flu Trackers riporta il primo caso di resistenza all Oseltamivir riscontrato in Danimarca (leggi qui). La notizia è riportata dai giornali (qui il New York Times).

È una notizia che preoccupa ma che non sorprende. La speranza è che questo primo segnale di resistenza virale spinga i Governi a dotarsi di piani più avveduti di utilizzo degli antivirali.
Attualmente in Italia il loro impiego è lasciato al buon senso (vedi la Circolare del 20 maggio 2009) e il buon senso non è sempre di casa.

Regione Marche. Comunicato Stampa n. 632

Sono tre i casi di nuova influenza accertati nelle Marche: tutte le persone colpite erano reduci da un viaggio all’estero. Le loro condizioni di salute sono sempre state buone. Il punto è stato fatto nella periodica riunione del Comitato pandemico regionale che si è riunito presso la Sala operativa della protezione civile della Regione.
Dopo l’uomo della Zona territoriale di Civitanova (contagiato nel corso di un viaggio negli Stati Uniti d’America, all’inizio di giugno), altre due segnalazioni sono pervenute al Comitato dalle Zone territoriali di Ascoli Piceno e di Pesaro. Nel Piceno il virus ha colpito – nelle scorse settimane - una studentessa di ritorno dagli Usa, mentre nel Pesarese ha influenzato una minorenne proveniente dall’Australia. Sono subito scattate le procedure di contenimento del virus previste dai Piani pandemici locali, a favore dei sanitari, dei familiari e delle persone venute a contatto con gli ammalati. La Zona territoriale di Pesaro ha anche informato l’Usmaf (Ufficio sanità marittima, aerea e di frontiera) di Fiumicino, in quanto la minore ha viaggiato lungo la rotta Melbourne-Singapore-Roma, per attivare gli accertamenti sui passeggeri dei voli. I casi marchigiani sono stati diagnosticati dal Laboratorio di virologia di Torrette (Ancona) e confermati dall’Istituto superiore di sanità, al quale è stato ora inviato l’ultimo campione prelevato a Pesaro. All’inizio di giugno il virus aveva colpito una giovane coppia di San Benedetto del Tronto, sempre di ritorno dagli Usa, che però non aveva fatto ritorno nelle Marche e si era intrattenuta presso i familiari, a Roma. La riunione del Comitato pandemico è servita per formulare una riflessione sulla situazione epidemiologica internazionale, valutare l’operatività dei Piani pandemici aziendale e zonali, approvare alcune linee guida operative. Attualmente, nel mondo, sono segnalati 50 mila casi di H1/N1, di cui 102 in Italia. La situazione resta immutata, con una pandemia che l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha dichiarato “moderata”. Il Comitato ha emanato indicazioni per estendere, nelle Marche, la rete di sorveglianza, rafforzare i criteri epidemiologici di rilevazione della nuova influenza e fornito indicazioni per potenziare i Piani di prevenzione locale.
Fonte: Regione Marche (Renzo Pincini)

lunedì 29 giugno 2009

Riflettiamo

Ecco la differenza tra un virus che non si adatta all'uomo e non riesce a trasmettersi da uomo a uomo (H5N1) e un virus che lo fa senza problemi (A/H1N1 2009): il nuovo virus influenzale A/H1N1 è stato scoperto poco più di due mesi fa e ha già ucciso più persone di quanto abbia fatto il virus influenzale H5N1 in 11 anni.
E siamo solo all'inizio della pandemia, in molti Paesi la prima ondata è emersa in primavera inoltrata e in tanti altri Paesi abbiamo registrato solo i primi casi confermati. Quando nel pieno della stagione invernale i vari Paesi saranno colpiti dalla fase di accelerazione delle curve epidemiche allora avremo un eccesso di ospedalizzazioni e un eccesso di decessi e nessuno potrà dire "non ce lo saremmo mai aspettato".
Il Canadian Press riporta le considerazioni di Peter Sandman, leader riconosciuto tra gli esperti mondiali di comunicazione del rischio, e di Keiji Fukuda, assistente del Direttore Generale OMS.
In poche parole: è corretto e onesto parlare di fenomeno "mild" in riferimento all'attuale pandemia influenzale?
Un eccesso di rassicurazione rispetto alla pandemia influenzale è stato promosso anche in Italia e ha avuto un effetto certo: il completo disinteresse della popolazione alla pandemia che sta per raggiungerci.

La riflessione che promuovo è la seguente: possiamo serenamente gongolarci disinteressandoci della pandemia imminente? Siamo veramente nelle condizioni di adottate la strategia "Sediamoci e aspettiamo" sereni del fatto che la pandemia influenzale in arrivo sarà "lieve"?


Critics say 'mild' a misleading term for H1N1
The Canadian Press

venerdì 26 giugno 2009

Evoluzione della pandemia: le diapositive ECDC tradotte in italiano

Vi ricordate l'interessante contributo dell'ECDC denominato ECDC - Likely evolution of the epidemics/ pandemic of new A(H1N1) influenza ?
Claudio Po (Assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna) ha tradotto le slide in italiano.
Le diapositive sono organizzate in moduli e destinate ai professionisti che illustrano l’evoluzione della pandemia a professionisti e decisori politici e si basano su una presentazione tenuta l’11 maggio 2009 a Stoccolma all’Ecdc Advisory Forum.
Si consiglia di guardare le diapositive leggendo anche le note di accompagnamento.
Sono previsti aggiornamenti periodici, pertanto alcune slide cambieranno nel corso del tempo. Commenti alle diapositive possono essere inviati all’indirizzo di posta elettronica influenza@ecdc.europa.eu indicando come oggetto: Pandemic Power Points.
Leggi la traduzione in italiano di Claudio Po.

Grazie Claudio.

Cosa succede in Argentina?

BUENOS AIRES (Fonte: Latin American Herald Tribune) – La diffusione del virus influenzale A/H1N1 in Argentina ha causato 18 decessi ed è responsabile della crescente preoccupazione da parte della popolazione e dei primi problemi assistenziali a carico delle strutture ospedaliere. Il virus, secondo gli utimi dati governativi (relativi a martedì), ha infettato circa 1300 persone. Tutti decessi tranne uno sono relativi a residenti di Buenos Aires, dove le autorità sanitarie hanno sospeso i ricoveri ospedalieri non essenziali. Vista la mancanza di personale sanitario per gestire l'emergenza le Autorità sanitarie stanno analizzando la possibilità di riammettere a lavoro medici in pensione così come di mobilitare gli studenti di medicina prossimi alla laurea.
Ovviamente pare evidente come molti pazienti siano sfuggiti alla diagnosi di infezione da A/H1N1 che, come insegna l'epidemia messicana, sembra essere una costante caratterizzante i Paesi con sistemi sanitari non propriamente eccellenti. E mi auguro che sia così, altrimenti un case-fatality ratio di 18 su 1300 persone sarebbe da spiegare, perchè ben differente da quello che si può osservare negli altri Paesi coinvolti dalla Pandemia.

Quando sarà pronto il vaccino pandemico?


Nel suo discorso di indirizzo alla Conferenza Internazionale per il rafforzamento della cooperazione dei paesi dell'Unione Europa contro le malattie infettive (INTERNATIONAL CONFERENCE “STRENGTHENING COOPERATION IN THE EUROPEAN UNION AGAINST INFECTIOUS DISEASES” - WARSAW, 25 JUNE 2009, accessibile seguendo questo link), il direttore del Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (nella foto) ha espresso la sua previsione sulla disponibilità di un vaccino specifico contro la Nuova Influenza A/H1N1v. Secondo Zsuzsanna Jakab, il direttore dell'ECDC, il vaccino ''contrariamente a quanto indicato dai mezzi di informazione, sarà probabilmente disponibile a partire dall'inizio dell'anno prossimo (2010), e non a partire dall'inizio dell'autunno''.
A quel tempo la pandemia sarà già ben avviata verso la sua seconda fase di diffusione nell'emisfero settentrionale e non si sa quindi fino a che punto questo vaccino potrà essere ancora utile, oltretutto, se come ha sottolineato la Jakab ''sarà disponibile in quantità limitata'', si dovranno affrontare prevedibili attriti fra i paesi dove sorgono gli stabilimenti produttivi e quelli che li dovranno acquistare dall'estero perchè sprovvisti di capacità produttiva propria. Un vaccino pandemico contro la nuova influenza H1N1 avrebbe potuto essere di un qualche aiuto nel ridurre la morbidità e mortalità causata dalla malattia, ma se le previsione dell'ECDC saranno verificate, i piani pandemici nazionali dovranno necessariamente tener conto di questo sviluppo e dovranno dotarsi di mezzi non farmaceutici per il controllo delle epidemie in comunità e per il mantenimento dei servizi essenziali.

NB il presente contributo è stato pubblicato sul blog Attraverso Questi Giorni e nel forum Flu Trackers (scritto dal moderatore IOH-GM)

mercoledì 24 giugno 2009

Virological surveillance of human cases of influenza A(H1N1)v virus in Italy: preliminary results

Su Eurosurveillance sono stati pubblicati i dati relativi alla sorveglianza virologica di laboratorio dei casi di nuova influenza da virus A/H1N1 in Italia.

Leggi qui il contributo scientifico:
Surveillance Group for New Influenza A(H1N1) Virus Investigation in Italy. Virological surveillance of human cases of influenza A(H1N1)v virus in Italy: preliminary results. Euro Surveill. 2009;14(24):pii=19247.