martedì 11 agosto 2009

Pandemia influenzale molto semplificata parte V

Nel blog l'Orologiaio miope è stato pubblicato questo fantastico post. L'autore ha un dono: spiegare cose complesse in modo chirissimo e comprensibile da chiunque. Riporto in parti separate il post che qui può essere letto nella sua versione orginale.
Buona lettura!

(ultima parte...)
Ed ora veniamo alla nota dolente: il vaccino, orrore, orrore! Moltissime persono hanno paura dei vaccini perche’ hanno sentito dire da uno in televisione che fanno male ma non hanno idea di come funzioni un vaccino, di come venga prodotto e dei criteri con cui viene commercializzato. Hanno sentito dire che c’e’ un complotto delle Biothech contro la salute dei cittadini in cambio di vile danaro e quindi pensano che il vaccino faccia peggio della malattia. Per di piu’ il vaccino contro l’influenza suina verra’ rilasciato prima del tempo.

Niente panico. I vaccini per l’influenza vengono prodotti su scala industriale da anni e cambiano poco da un ceppo all’altro. La tecnica e’ sempre la stessa, si ibrida l’H1N1 con un altro virus detto PR8 (ci sono due diverse tecniche per fare cio’, una in laboratorio l’altra incubando i due virus nelle uova). Alla fine del processo si ottiene un virus PR8, assolutamente e dimostrabilmente innocuo, che contiene i geni (e quindi le proteine) H1 e N1. Quindi alla base del vaccino non c’e’ un virus attenuato, potenzialmente pericoloso in caso di mutazione, ma un virus differente. Questo PR8 H1N1 stimola il nostro sistema immunitario a produrre anticorpi contro le due proteine per cui quando entra un vero virus influenzale gli anticorpi stanno gia’ li belli e pronti ad aggredire le due proteine del virus. Occorre circa un mese per produrre il primo vaccino e 4-5 mesi per produrlo su scala industriale, e nel frattempo condurre i vari test. La Novartis svizzera vuole rilasciare il vaccino senza concludere tutti i test. La WHO (World Health Organization) preme perche’ al vaccino venga aggiunto un coadiuvante che stimoli il sistema immunitario, ma questa e’ una tecnica non standard che non e’ mai stata testata su ampia scala, e i governi sono restii ad accettare l’idea.Perche’ e’ importante vaccinarsi? Per diverse buone ragioni: per proteggere le persone piu’ deboli, innanzi tutto, come chi ha una malattia cronica, i bambini piccoli, le donne incinte e gli anziani; perche’ il virus potrebbe mutare in modo da diventare resistente al tamiflu (lo sta gia’ facendo, in realta’); perche’e’ un modo indiretto di non far circolare il virus e quindi per salvare vite umane: questo non e’ il 1918, la popolazione mondiale da allora e’ quadruplicata, ci sono 100 volte piu’ maiali e 1000 volte piu’ pollame che nel 1968 (quando ci fu un altro grave outbreak); ci sono molti piu’ viaggi intercontinentali che spostano la gente ovunque in poche ore; abbiamo si gli antibiotici contro la polmonite, ma abbiamo anche selezionato moltissimi ceppi batterici resistenti a questi. Se il virus mutasse diventando pernicioso come quello del 1918 le fatalita’ sarebbero molte di piu’, soprattutto nei paesi piu’ sovrappopolati come Cina, India e Africa. Il che potrebbe non essere oggettivamente un male per il pianeta, che e’ vicino al collasso ecologico, ma diciamo che se tra le vittime ci devo essere io, la mia famiglia e i miei amici allora la cosa comincia a seccarmi. Naturalmente, siccome le mutazioni sono assolutamente casuali e imprevedibili, nulla esclude che il virus muti verso una forma piu’ lieve o addirittura del tutto innocua, che sarebbe di gran vantaggio sia per noi che per il virus stesso.Solo che, come sempre, ci sono problemi. I governi hanno bloccato le biotech per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale per farli concentrare sui vaccini contro la pandemia. Il che significa che ci sara’ penuria estrema del vaccino per l’influenza stagionale anche per chi ne ha veramente bisogno per salvarsi la pelle, come gli immunodepressi. D’altro canto, ci sara’ anche pochissimo vaccino disponibile contro l’infulenza suina, dato che siamo a meta’ agosto e si sta ancora pensando quale strada percorrere e per quale tipo di vaccino. Ci sara’ tale penuria che i governi stanno provvedendo ognuno per se’.
Pertanto, se siete per motivi vostri contrari alle vaccinazioni perche’ fanno male, lasciate le scorte di vaccino a chi ne ha piu’ bisogno e continuate pure a strillare che i vaccini fanno male: per una volta, anche la new age potrebbe essere utile, anche se non sono quelle le sue intenzioni. Davvero, lasciate il vaccino a chi ne ha piu’ bisogno, e peccato per i vostri figli.Quanto ai reali effetti collaterali del nuovo vaccino, certo non li si puo’ escludere, ma dato che il rischio di morire di vaccino e’ estremamente piu’ basso di quello di morire di influenza, io dovendo scegliere correrei il rischio.N.B. Sento il dovere di specificare che non sono un medico, sono una biologa wannabe zoologa evoluzionista e con un oscuro passato da biochimica, con esami universitari di tipo medico-sanitario. Quanto e’ scritto e’ un sunto delle mie conoscenze personali, di materiale bibliografico in mio possesso e di articoli trovati sul web.
(Fine)

Nel post originale l'autore riporta la bibliografia e la sitografia di riferimento.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

bene signora biologa così ben informata.....porti lei la sua prole a farsi il vaccino (ho però grossi dubbi lei ne abbia di figli) e se dice che è così ben informata come mai non si è letta questa di news?!?!?
http://www.dailymail.co.uk/news/article-1206807/Swine-flu-jab-link-killer-nerve-disease-Leaked-letter-reveals-concern-neurologists-25-deaths-America.html
PER FAVORE QUANTO MENO VORREI QUESTO SITO NON FOMENTI Nè INGRANDISCA LE BONTà DEL VACCINO

Giuseppe Michieli ha detto...

Un momento, prego. La sindrome neurologica di cui parla l'articolo era emersa durante la vaccinazione di massa contro l'influenza ''suina'' di Fort Dix del 1976 in USA. Il virus in questione era un altro H1N1, che inizialmente colpì una caserma nell'omonima cittadina causando relativamente pochi casi di infezione e qualcuno grave. Siccome fra i sintomi della malattia c'erano sintomi a carico del sistema nervoso centrale e temendo una riedizione della grande pandemia del 1918, le autorità americane decisero di condurre una estesa campagna di vaccinazione, prevedendo la produzione di 200 milioni di dosi di vaccino. Vennero utilizzati anche i vaccini stagionali, allo scopo adattati introducendo il nuovo componente per risparmiare sul tempo di produzione. A quell'epoca negli USA c'erano una dozzina di stabilimenti di produzione per i vaccini influenzali; adesso ce ne sono meno della metà e molte dosi devono essere importate dall'estero.

Nonostante i timori, la pandemia causata da questo virus H1N1 non si materializzò e la campagna di vaccinazione fu interrotta anche a causa di una furiosa campagna stampa emersa dopo che un certo numero di pazienti vaccinati avevano sviluppato una forma di paralisi (Guillaine-Barrè Syndrome).

Non fu mai stabilito con certezza il motivo per cui questo vaccino causò questo sindrome in un numero statisticamente superiore di persone rispetto ai vaccini stagionali. Addirittura, non c'è accordo nemmeno sul numero di casi e sull'esatta incidenza del fenomeno.

Da allora i metodi di purificazione dei preparati vaccinici è sicuramente migliorata. Non così la capacità produttiva e la volontà politica di proteggere la popolazione da una minaccia potenziale.

Alcuni detrattori della campagna del 1976 suggerirono spiegazioni maliziose: l'amministrazione USA voleva farsi perdonare il disastro della guerra in Viettnam.

Tuttavia alcuni degli ''attori'' del tempo, fra cui lo stimato professor Edwin Kilbourne - pur ammettendo una certa fretta di correre ai ripari mentre la pandemia non era affatto certa - ha sempre difeso le buone intenzioni del progetto.

Ora la situazione è notevolmente diversa: mentre nel '76 i casi di infezione si erano fermati a qualche centinaio (al piu'), ora siamo nel bel mezzo di una pandemia globale, con milioni di casi in tutto il mondo: dall'Alaska alla Terra del Fuoco, dalla Finlandia alla Nuova Zelanda, dalla California alla Corea, dall'Islanda alle Isole Salomone.

E mentre nel '76 i casi gravi si potevano contare sulle dita, oggi ci sono rapporti dal Canada, Cile, Argentina, Australia, Brasile di casi severi, che richiedono impegnative procedure di rianimazione e sostegno delle funzioni vitali in terapia intensiva con l'uso di strumentazione ad alta tecnologia, che non è sempre nella disponibilità di tutti gli ospedali e in tutti i paesi.

Ciò che preoccupa è il numero di pazienti: finchè i reparti possono farcela, bene; dopodichè si dovrà procedere a un triage ulteriore sui casi gravi, e non è una procedura facilmente accettabile sia dal punto di vista etico che da quello psicologico.

E' nostro interesse comune cercare di fare tutto il possibile per evitare di trovarci in una situazione del genere.

Quindi, il vaccino.

Noi dobbiamo avere un vaccino ragionevolmente sicuro ed efficace e in dosi sufficienti a mantenere operativi i servizi ospedalieri e proteggere le fasce maggiormente esposte a complicanze potenzialmente fatali di questo nuovo virus pandemico H1N1 2009.

Noi dobbiamo misurare rapidamente se ogni possibile evento avverso grave derivante dall'inoculazione di massa con questi vaccini supera il rischio di morte o di malattia grave derivante dall'infezione naturale da H1N1 2009, e dai danni al funzionamento della società e all'economia che un gran numero di casi gravi potrebbe causare.

Quotidianamente noi ci sottoponiamo a dei rischi, connessi con l'utilizzo di farmaci, vaccini e procedure terapeutiche: andiamo dal medico, prendiamo OTC, facciamo profilassi per le malattie infettive e altro.

Giuseppe Michieli ha detto...

(segue)
Per dire, nessuno mette in dubbio la sicurezza e l'efficacia del vaccino anti-tetanico. Quante volte capita di ferirsi nel lavoro o durante un hobby e dover ricorrere al medico o al pronto-soccorso dove ci verrà inoculato il vaccino. Non stiamo li' a discutere, lo facciamo e basta. Eppure non è privo di rischi. Anche il vaccino anti-tetanico può causare - in un numero piccolo di casi - una grave sindrome neurologica. Ma il beneficio di evitare il tetano - fatale nel 50% dei casi, anche con pronto trattamento antibiotico e terapia intensiva - supera il rischio derivante dalla possibilità - remota - ma pur sempre esistente di gravi effetti collaterali.

Mettiamola così: se il vaccino H1N1 2009 si dimostra efficace nel ridurre il rischio di sviluppare complicanze gravi o fatali derivanti dall'infezione naturale da virus pandemico, si potrà decidere se questo beneficio supera il rischio - al momento soltanto teorico - dello sviluppo di eventi avversi o gravi secondari all'inoculo.

Ci vuole una buona comunicazione: è non è mai tardi per cominciare. La cittadinanza deve sapere che c'è un rischio reale e uno potenziale. Il rischio reale è quello di contrarre una malattia infettiva causata da un virus nuovo per il corpo umano, che può avere un decorso benigno oppure no, e un rischio potenziale derivante dagli effetti di un vaccino anch'esso nuovo nella sua formulazione, ma la cui preparazione e produzione avviene entro i limiti imposti dalle agenzie del farmaco europee e internazionali.

Spetta a tutti essere informati e informare (se si hanno i dati a disposizione). Quello che non è accettabile è il silenzio del servizio pubblico televisivo nel nostro paese sulla pandemia globale di influenza.

Anonimo ha detto...

Volevo chiedere una informazione: Riaguardo all'igene delle mani, si parlava anche dell'utilizzo di soluzioni per mani a base di alcool (con concentrazione di alcool comprese tra 60% e 90%)... ora per tv c'è la pubblicità della soluzione per mani "AMUCHINA", ..è valida? cioè contiene almeno il 60%di alcool o è un sapone antibatterico normale?
Grazie

Giuseppe Michieli ha detto...

Il prodotto non presenta dati specifici sull'etichetta. Bisognerebbe chiedere a un farmacista. Probabilmente la concentrazione di alcol nel prodotto è sufficiente, ma non essendo indicata chi può dire...

Il lavaggio delle mani con acqua e sapone - se disponibile - è sempre preferibile, poichè garantisce una riduzione della carica microbica sufficiente, sempre che si seguano alcune minime precauzioni: bagnare le mani prima di insaponarle; dopo aver aggiunto il sapone, strofinare ambo le mani per almeno 30 secondi, usando delicatamente i polpastrelli come 'spazzolino', passandoli sul palmo e sul dorso della mano; a mani aperte, strofinarle poi una contro l'altra su ambo i lati; quindi, risciacquare e asciugare, magari con salviette di carta monouso.

Il tutto in meno di un minuto rappresenta un buon esercizio di profilassi, se eseguito regolarmente durante la giornata e specialmente dopo aver sternutito, soffiato il naso, usato il gabinetto, aver toccato oggetti potenzialmente contaminati, come maniglie, rubinetti, tastiere di pc usati in comune con altre persone, interruttori, essere stati su mezzi pubblici...

Le soluzioni disinfettanti cutanee dovrebbero essere acquistate e usate quando l'acqua e sapone non sono disponibili o facilmente accessibili per i piu' vari motivi e comunque si spera che i farmacisti siano in grado di dare al pubblico informazioni piu' accurate sui prodotti...

Anonimo ha detto...

Buonasera a tutti.. Io per questo virus sinceramente sono relativamente preoccupato... Allora.. Scenario + grave... Milioni di contagi e parekki morti (anke sopra 1,5 2%.. Ospedali impazziti e stracolmi e scuole kiuse uffici e paralisi totale... Bene.. scenario più attendibile ovvero quello in teoria + reale... milioni di casa con elevati casi gravi ma con mortalità contenuta grazie al vaccino... Io rientro in quella categoria (obesi) ke dovrà essere vaccinata x prima (o quasi) dopo gli operatori medico sanitari e i vari staff di personale...Io vorrei saperne di + da te caro giuseppe.. Avrei alcune domande da porti quindi se riesci contattami a eugenio-91@live.it ti ringrazio infinitamente già da ora un saluto a tutti

Anonimo ha detto...

Potrebbe essere un ottimo motivo se il vaccino funzionasse. In realtà,
in questo momento, nessuno può affermare con certezza se il vaccino
funzionerà, e sicuramente sarà impossibile avere questo dato prima
dell'inizio della pandemia.

Si può pensare che il vaccino funzioni per analogia a quello contro il
virus dell'influenza "comune", ma questa è semplicemente una ipotesi
che potrebbe benissimo rivelarsi non vera.


Oltre a questo, nel momento in cui le vaccinazioni inizieranno non si
avranno certamente dati certi sulla sicurezza del vaccino, visto che
non ci sarà stato tempo per condurre studi di ampiezza sufficiente.
Quindi, oltre a non avere la certezza di una efficacia, ci sarà senza
alcun dubbio anche il sospetto che il vaccino possa essere gravato di
effetti collaterali che potrebbero diventare evidenti solo quando,
conclusa la fase I-II condotta forzatamente in maniera affrrettata,
esso sarà somministrato ad un numero notevole di persone. Siccome gli
effetti collaterali potrebbero essere anche non immediati, il guaio
potrebbe anche manifestarsi tardivamente.


Questa influenza, come ho scritto in un altro post, sembra avere
inoltre un pattern di patogenicità polmonare molto particolare, nel
quale il sistema immune potrebbe giocare un ruolo duplice, benefico e
dannoso al tempo stesso (la faccio semplice, scusate). Ebbene, in
questo caso particolare potrebbe anche succedere che le persone
vaccinate non solo non si trovino protette, ma potrebbero addirittura
avere una malattia più grave. E' già successo negli anni 60 con il
vaccino contro il virus respiratorio sinciziale, e potrebbe succedere
anche ora.


Il virus potrebbe, come ho detto, mutare. Anche in questo caso il
vaccino potrebbe avere un effetto deleterio, indirizzando (per un
meccanismo che è chiamato "peccato originale" del sistema immune, che
non sto a spiegare) la risposta contro epitopi del virus "pre-
mutazione", e diminuendo l'efficacia della risposta stessa.


Per ultimo, se davvero si volessero vaccinare la gran parte delle
persone in gennaio, la protezione sarebbe attiva in un tempo nel quale
la pandemia si sarebbe probabilmente esaurita da sola: insomma, come
montare il condizionatore a novembre per difendersi dal caldo.


Per questo io, medico molto esperto nel campo dei vaccini e dei virus,
se domani mattina (ripeto, domani mattina, con i dati disponibili in
questo momento) fosse disponibile il vaccino, non ci penserei neanche
un secondo e rifiuterei la vaccinazione.


Presa da un sito: cosa ne pensate???