domenica 22 novembre 2009

La definizione di pandemia: facciamo chiarezza

Da qualche mese circola la notizia che l'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) all'inizio di maggio avrebbe cambiato di nascosto la propia definizione di pandemia per poter muovere l'allerta dalla fase 5 alla fase 6, cioè proclamare la pandemia. Chi diffonde questa notizia aggiunge di solito teorie complottistiche. L'OMS viene più o meno apertamente accusata di non essere neutra ma di avere rapporti poco chiari con i produttori di vaccini. Per esempio il titolo di un'intervista della rivista tedesca "Der Spiegel" a Tom Jefferson è "Un'intera industria è in attesa di una pandemia". E ci sono numerosi altri esempi (la TV tedesca ZDF, Arte, Cochrane Review, BMJ, LA7, ACP (=Associazione Culturale Pediatri) etc.
Non credo alle teoria complottistiche e la notizia non mi sembrava credibile, così ho cominciato ad indagare e ho pubblicato il risultato: WHO e la definizione di pandemia.

UlrikeS (vaccinfo.it)

7 commenti:

Daniel Fiacchini ha detto...

Complimenti,Ulrike, per il tuo primo post su PandemItalia! Il tuo (capo)lavoro merita la massima visibilità, spero siano in molti a leggerlo.
Grazie.

UlrikeS ha detto...

Tante grazie Daniel!

avvocato_del_diavolo_ng ha detto...

UlrikeS: esiste a tutt'oggi un modo per distinguere "per definizione" una pandemia ad alta percentuale di mortalità, come ad esempio la spagnola rispetto all'attuale influenza A?

UlrikeS ha detto...

Solo quando è passata e anche poi non con esattezza. La severità delle pandemie può cambiare nel corso delle pandemie.

Carlo ha detto...

Beh, credo che basti aggiungere "ad alta percentuale di mortalità" dopo la parola "pandemia" :-)

Daniel Fiacchini ha detto...

Nel Piano pandemico USA era stato proposto un sistema di valutazione per definire la severità di una pandemia. Penso si chiamasse pandemic severity index o qualcosa del genere... infatti... ecco qui una pagina che può interessare:
http://en.wikipedia.org/wiki/Pandemic_Severity_Index
Secondo questa classificazione l'attuale pandemia influenzale sarebbe di bassa severità.
Detto questo, temo che ci sia un problema di confrontabilità dei dati. Almeno attualmente. E, appunto come dice Ulrike, sarà opportuno attendere la fine della pandemia per avere un quadro epidemiologico più chiaro.

Daniel Fiacchini ha detto...

NB: per altro si parla di CFR: ovvero Case Fatality Ratio... un rapporto che mette al numeratore il numero di decessi e al denominatore il numero dei casi accertati... E i casi non si accertano più (tranne i casi gravi ospedalizzati)! Capite come è difficile, in corso di pandemia, avere un quadro chiaro del CFR.
Noto con rammarico che anche chi dovrebbe saper maneggiare i dati epidemiologici molto bene (ad esempio il Ministero della Salute) commette delle inesattezze nel descrivere i dati, dipingendo una falsa immagine della realtà.