martedì 22 dicembre 2009

Ignoranza globale?


Oggi abbiamo seguito il solito protocollo. Quando i genitori decidono di non vaccinare il proprio figlio chiediamo loro di firmare il "dissenso informato". Ovviamente è necessario chiamare i genitori a colloquio e possibilmente in presenza del pediatra del bambino. Quindi abbiamo contattato il pediatra del bimbo in questione, il quale ci ha comunicato di essere stato in Africa per molti anni e di aver visto morire molti bambini di poliomelite, tetano e morbillo... lui è favorevole alle vaccinazioni!
Episodi come questi evocano un pensiero ricorrente, generando forse un luogo comune: nei Paesi in via di sviluppo un vaccino può salvare realmente una vita umana e dunque i vaccini sono percepiti come utili per la vita e la salute dei propri figli; in Paesi come il nostro ci siamo dimenticati cosa significa morire di malattie infettive: ergo i vaccini sono percepiti come minacce per la salute dei propri figli.
Ma nel mondo globalizzato che si appresta a varcare le soglie del 2010 è ancora questa la percezione sui vaccini?
Stando alle notizie che si raccolgono in giro per il mondo sembrerebbe che la globalizzazione faccia i suoi effetti anche su questo versante.
Ad esempio in Messico, che ad Aprile 2009 risultava il Paese più colpito dalla pandemia influenzale appena insorta, i medici sembrano attualmente rifiutare il vaccino per la paura di effetti indesiderati (anche se 4 medici su 10 che si vaccinano a me sembra un ottimo risultato visti i dati italiani... leggi qui).
E in Arabia Saudita accade che una gran parte di genitori abbia deciso di non sottoporre i propri figli a vaccinazione, per lo stesso identico motivo (leggi qui).
In Canada e negli USA, al contrario, il tasso di adesione alla vaccinazione pandemica è enorme se confrontato con il dato italiano. Certo gli americani possono contare su testimonial d'eccezione... in Italia solo qualche medico e dirigente sanitario ha provato a dare il buon esempio raccogliendo uno scarso successo (del resto il paragone con il Presidente più in voga del momento non regge!).

Poche riflessioni a margine di questo post:
1. L'ignoranza anti-vaccinale sembra essere globale... forse frutto della globalizzazione?
2. I medici continuano a dimostrare, in Messico come in Italia, l'incapacità di formare le proprie opinioni scientifiche sulle evidenze; la gravità sta nel fatto che in questo momento, a distanza di settimane dalla distribuzione del vaccino pandemico, siamo in grado di dire che il vaccino per la nuova influenza A/H1N1 sta dimostrando sul campo un profilo di sicurezza del tutto sovrapponibile a quello degli altri vaccini antinfluenzali: un'evidenza inconfutabile!
3. In Canada e negli USA sembra non valere il principio "alto benessere - alta percezione negativa dei vaccini". Forse che in questi Paesi l'ottimo sistema di Sanità Pubblica sia riuscito a fare accettare il vaccino alla popolazione attuando una buona strategia di comunicazione del rischio?

1 commento:

Ironica Follia ha detto...

si è ignoranza, ed innata non razionale credibilità nella selezione naturale.