mercoledì 12 dicembre 2007

Update

Riporto i commenti di Giuseppe Michieli sugli ultimi avvenimenti...

10 dicembre 2007 - L'OMS ha confermato (9/12) il caso dell'uomo di 52 anni originario del Jiangsu ammalatosi di influenza aviaria dopo la morte del figlio per la stessa malattia. Sulla fonte del contagio, non ci sono ancora informazioni certe. Si sa che entrambi avevano consumato un pasto in un tempio, nel quale c'era anche della carne di pollo non perfettamente cotta. Delle circa ottanta persone ritenute aver avuto contatti con i due, 55 sono stati esclusi dall'osservazione, mentre altri sei risultano ancora in stretta sorveglianza, fra cui la moglie del 52enne e la fidanzata del ragazzo. Non è chiaro se le due donne hanno sviluppato ad oggi qualche sintomo, anche se pare che siano state sottoposte a trattamento con siero immune (pratica in uso in Cina) e altro. Dal momento che il tempo trascorso dalla prima infezione (il ragazzo) e l'inizio dei sintomi nel padre (+5 giorni) lascia pensare a una trasmissione inter-umana, c'è una certa apprensione nell'area del Jiangsu, anche se non ci sono prove che ciò sia accaduto. Maggiori informazioni si avranno si spera dall'OMS quando si saranno chiarite le condizioni delle due donne e le analisi sui campioni virali prelevati dai fluidi del padre.

12 dicembre 2007 - Con l'ingresso dell'emisfero settentionale nel periodo freddo si osserva una intensificazione dell'attività del virus A/H5N1 sia negli animali che nell'uomo.In Indonesia sono stati riportati ufficialmente (dal KOMNAS FBPI, il centro di coordinamento del governo per la preparazione alla pandemia) due nuovi casi umani di infezione, entrambi a Tengerang (nell'area metropolitana di Jakarta). Una donna, già deceduta, il cui possibile contagio è da rifersi a contatto con deiezioni di pollame - utilizzati come fertilizzante - e un uomo di 47 anni.Intanto, si riportano epizoosi in: Russia (regione di Rostov), Benin, Vietnam, Polonia (oggi il quinto focolaio), Egitto, Arabia Saudita, Pakistan, Bangladesh.

1 commento:

GIUSEPPE M ha detto...

Il caos nei supermercati e alle pompe di benzina causato dal blocco dei TIR, con conseguenti disagi immediati sul reperimento di alcuni generi alimentari e segnali di speculazione sono un buon esempio di cosa potrebbe accadere in caso di pandemia influenzale o altro evento catastrofico di massa. L'interruzione delle forniture 'just-in-time' di alimentari, carburanti, pezzi di ricambio per strumenti elettromedicali, farmaci e vaccini e tutto ciò che oggi si è abituati ad avere subito provocherebbe un disastro che si sovrapporrebbe a quello della malattia di per sè. Quindi è urgente per le pubbliche autorità designare dei magazzini o delle scorte di emergenza e i modi e i mezzi per la loro distribuzione. La popolazione inoltre dovrebbe essere sensibilizzata sull'utilità di accumulare una certa quantità di beni da utilizzare in caso di emergenza. Utile a questo scopo una iniziativa australiana - di cui fornisco l'url http://www.mja.com.au/public/issues/187_11_031207/hau10357_fm.html - e che potrebbe essere ben trasferita anche nella nostra esperienza italiana (con gli aggiustamenti del caso, dal momento che i due paesi sono totalmente dissimili in quanto a distribuzione della popolazione, densità, vie di comunicazione ecc.).
Per le altre notizie, in Pakistan ci sono due casi sospetti fatali di influenza aviaria in lavoratori di allevamento (fratelli), notizia che necessita di ulteriore conferma.