martedì 16 ottobre 2007

10%


Riporto questa notizia a spiegazione della nuova campagna lanciata dal blog PandemItalia.

"L'Italia destina solo il 5% della propria spesa sanitaria per la prevenzione. Ben lontani dal 10% auspicato dall'Organizzazione mondiale della sanità". A lanciare il grido d'allarme è il presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato Ignazio Marino. Intervenuto ieri mattina alla Camera dei deputati a una conferenza sui costi della vaccinazione contro l'influenza, il senatore dell'Ulivo ha rimarcato il divario del Belpaese dagli obiettivi stabiliti dall'Oms. "L'Italia - dice - deve cambiare strategia nella spesa sanitaria. Spendere di più in prevenzione significa spendere meno nel lungo periodo. Credo - aggiunge - che questa Finanziaria vada nella direzione giusta. E ne è l'esempio la decisione presa all'unanimità a Palazzo Madama di introdurre tra le voci di spesa la vaccinazione per le 250 mila 12enni italiane contro il Papillomavirus umano. Un investimento di ben 75 milioni di euro". Marino auspica che con la stessa attenzione si pensi alla vaccinazione contro l'influenza, "che - ricorda - dopo Aids e tubercolosi è la malattia infettiva che miete più vittime in Italia". (Fonte: DoctorNews)

E dieci % sia... in un futuro spero non lontano. Attualmente alcuni si accontenterebbero se il 5% stabilito venisse veramente destinato alla prevenzione. A quanto mi risulta alcune regioni destinano solo il 3% del Fondo Sanitario Nazionale... assurdo!

Riprenderemo la questione in futuro, facendo chiarezza sulla miopia politica di chi non riconosce l'importanza della Prevenzione ma anche sulle responsabilità di chi fa Prevenzione nel modo in cui oggi viene fatta.

1 commento:

GIUSEPPE M ha detto...

Il problema delle vaccinazioni influenzali pediatriche non è nuovo e fa parte di una certa diffidenza da parte di alcune categorie di professionisti che rigettano la vaccinazione perchè costosa, inutile dal punto di vista della protezione individuale e anche - purtroppo - pericolosa. Il compito della salute pubblica è anche quello di informare i suoi stessi operatori delle più recenti acquisizioni scientifiche basate su evidenze epidemiologiche e non su studi finanziati direttamente da case farmaceutiche.
I vaccini influenzali destinati all'età pediatrica possono portare a una immunità di massa 'herd immunity', e quindi il valore 'individuale' - che spinge i genitori e gli operatori a vaccinare il bambino che gli sta davanti - viene meno. La vaccinazione non dà certezza di prevenire la malattia nel vaccinato ma riduce nel complesso la circolazione virale nella popolazione infantile e di riflesso in quella degli adulti non vaccinati e negli anziani che spesso curano i piccoli in assenza dei genitori.
Se un genitore chiede a un professionista di vaccinare il figlio si sentirà spesso rispondere che non serve perchè tanto si ammalerà di qualcosa lo stesso durante l'anno scolastico. Ecco quindi dove la sanità pubblica deve intervenire: dal lato dei suoi operatori e da quello dei genitori, con corretta informazione capillare e autorevole, cosas che sino a questo momento manca, ovviamente dal mio personale punto di vista. Vaccinare costa: il vaccino, la sua conservazione e distribuzione, la somministrazione da parte di personale sanitario (di solito medico), la compilazione delle schede per gli effetti secondari o reazioni avverse, l'elenco degli aventi diritto e così via. Non parliamo poi del tipo di vaccino: finora in Italia sono disponibili soltanto vaccini inattivati per via IM e non quelli per via nasale o vivi-attenuati molto utili nell'età pediatrica. Di solito nelle settimane che precedono la stagione influenzale c'è un gran discutere sulla gravità della malattia, sui ceppi virali e così via, solitamente con scarsa cognizione di causa - vista la difficoltà di predire l'impatto dei virus nella popolazione a causa di variabili pressochè impossibili da controllare - e utilizzando il ben noto linguaggio della paura: ti devi vaccinare altrimenti avrai questo e quello. Ma non si dice che la vaccinazione è utile a tutti, anche per chi non fa il vaccino, perchè meno virus circolano meno probabilità ci saranno di ammalarsi. Mah, io sono solo un blogger, cosa volete, e dopo anni e anni di letture - frenetiche - ormai sono stufo di sentire sempre le solite cose...