sabato 6 ottobre 2007

Pandemia imminente?... è solo un articolo scientifico e assurda cassa mediatica di risonanza

Due note appena lette mi fanno capire quanto siano importanti i principi che abbiamo cercato di comunicare ieri.

Ministero della Salute
Avitalia (Fonte: Leggo/Sec/Gs/Adnkronos)

Lo ribadiamo: l'articolo scientifico pubblicato in questi giorni non parla di una pandemia influenzale imminente, nè tantomeno di un virus aviario pronto ad assaltare l'uomo.
Attenzione ai titoli dei giornali
Attenzione ai contenuti degli articoli che oltrepassano la realtà e sconfinano nell'immaginario catastrofico.
Invito a leggere con attenzione il post di ieri e i commenti ad esso correlati.

3 commenti:

GIUSEPPE M ha detto...

Sfortunatamente le press release sono state diffuse a monte, con un lancio ben congegnato. Spiace notare come agenzie di stampa internazionali dotate di esperti nel ramo, abbiano mancato di specificare come la scoperta in sè non fosse... una scoperta, dal momento che il ruolo della mutazione E627 in PB2 nel virus H5N1 e in altri virus aviari fosse noto già a partire dal 2001. La novità semmai è quella di rinvenire la mutazione già nella fauna selvatica, cosa peraltro già venuta alla luce durante la massiccia moria avvenuta in Cina nel 2005 (Qinghai Lake). La perpetuazione di questa mutazione può preoccupare certo, ma di per sè non è una novità. Nel 1997, a Hong Kong ci furono 16 casi umani di H5N1 e in alcuni virus isolati si trovò - in seguito - la E627, oltre che mutazioni in un'altra proteina - la NS1. Per l'Italia, c'è bisogno di maggiore attenzione alla fauna selvatica e alla biosicurezza negli allevamenti, data la concorrente epizoosi di LPAI A/H7N3 e A/H5N2 (in Messico questo virus isolato nel pollame possedeva la E627 in PB2)...

Daniel Fiacchini ha detto...

Anche Revere (Effect measure) ha scritto qualcosa a riguardo e ha confermato quello che tu hai specificato. C'è di più: il fatto che dalla mutazione di PB2 in 627 (Glu --> Lys) dipendesse la variabilità degli ospiti dei virus influenzali A era già cosa nota dal 1992 (E K Subbarao, W London, and B R Murphy. A single amino acid in the PB2 gene of influenza A virus is a determinant of host range).
Quello che mi dispiace è che il "lancio ben congeniato" penso possa essere stato pensato ed attuato dalle stesse strutture di ricerca... Quindi per l'interesse di alcuni si passa sopra il bene di tutti che, nel caso specifico, è quello di avere una chiara comunicazione delle scoperte scientifiche senza creare inutili allarmismi.

GIUSEPPE M ha detto...

Anche se fino a questo momento un virus H5N1 trasmissibile in modo efficiente da uomo a uomo non è apparso, è chiaro che l'Indonesia ha bisogno urgente di aiuto internazionale, molto maggiore di quello che ha finora ottenuto. I casi umani registrati dal paese - che si estende su un arcipelago di migliaia di isole - sin dal 2005 sono ormai più di 100 (108 casi di cui 87 deceduti - quest'anno: 33 casi di cui 29 deceduti, tasso di letalità (2007): 88% - per paragone, in Egitto (2007): 20 casi, 5 decessi, cfr: 25%). Un paese con più di cento milioni di abitanti, affetto da malattie epidemiche come il dengue, la tubercolosi, la malaria, dissenteria, HIV/AIDS, oltre che colpito da continui disastri come terremoti, alluvioni, valanghe, eruzioni vulcaniche, non riesce più a contenere la malattia aviaria nel pollame, una delle principali fonti proteiche per una popolazione molto spesso in cattive condizioni igieniche e alimentari. La necessità di mettere al centro della lotta alla pandemia influenzale che verrà questo paese è cruciale, sia per tentare di ridurre la mortalità che per prendere tempo qui da noi per prepararci meglio. Lasciare sola l'Indonesia significa mettersi tutti nelle sue condizioni.