sabato 13 ottobre 2007

Ancora su Kawaoka...


Ancora sul caso dell'articolo scientifico di Hatta, Kawaoka e coll. (leggi qui e qui).

Ammesso che sia ancora necessario fare chiarezza... riporto il chiarissimo comunicato stampa dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

Nessun allarme per l’uomo. In seguito alle notizie degli ultimi giorni riguardanti lo studio sulla mutazione del virus H5N1, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, sede del Centro di referenza nazionale per l’Influenza Aviaria, ritiene doveroso precisare che il rischio di contagio per l’uomo non è aumentato e che quindi qualsiasi allarmismo è del tutto ingiustificato.
Lo studio, effettuato su ceppi virali isolati nel 2004 in topi di laboratorio infettati sperimentalmente, mostra la possibilità da parte di tali virus di replicare in maniera efficace nelle vie respiratorie superiori di questi animali. L’esistenza di virus con queste caratteristiche è quindi nota da ormai tre anni; pertanto, benché lo studio fornisca nuove conoscenze sui meccanismi di azione del virus influenzale H5N1, non si evidenziano novità tali da giustificare un aumento del rischio per l’uomo.

1 commento:

GIUSEPPE M ha detto...

Anche il Centro Europeo di Controllo Malattie (ECDC) ha commentato l'articolo di Kawaoka. Per l'ECDC il virus H5N1 rimane un virus influenzale aviario scarsamente adattato alla specie umana privo di capacità - fino a questo momento - di una efficiente e sostenuta trasmissione interumana. Tuttavia se una linea evolutiva di H5N1 dotata della mutazione E627 in PB2 dovesse stabilirsi nella popolazione animale selvatica, poi la dispersione di questa e il contatto con i mammiferi potrebbe dar luogo a una più rapida evoluzione di un ceppo pandemico. La questione rimane aperta e soggetta alla sorveglianza nei prossimi mesi, quando gli uccelli selvatici invaderanno le regioni temperate e i casi umani inizieranno a comparire nelle zone di endemicità dell'A/H5N1. D'altro canto, le indicazioni virologiche vanno sostenute anche dalla sorveglianza epidemiologica e questa ci dice che al momento il comportamento dei virus H5N1 nell'uomo non è cambiato in modo sostanziale: non esistono casi di trasmissione interumana efficente nella popolazione generale, le dimensioni dei clusters sono ancora ridotte.