venerdì 15 maggio 2009

New influenza A(H1N1) virus infections: global surveillance summary, May 2009

Dal Weekly Epidemiological Record dell'OMS...

A metà marzo 2009 il Ministro della Salute del Messico ha cominciato a identificare un insolito aumento nel numero dei casi di sindrome simil influenzale (ILI) in un periodo nel quale le epidemie stagionali sono usualmente in declino. A metà aprile si sono cerificati casi atipici e cluster di polmoniti severe in giovani adulti precedentemente sani in differenti zone del Messico...

Per continuare a leggere... New influenza A(H1N1) virus infections: global surveillance summary, May 2009

3 commenti:

Anonimo ha detto...

ecco, se viene confermato che questa nuova influenza è associata a polmoniti gravi in giovani adulti - sintetizzo un lungo discorso scientifico - siamo in un immenso casino, che scoppierà nel prossimo inverno.

speriamo bene.
RB

Giuseppe Michieli ha detto...

Finora il quadro della diffusione del virus H1N1 in USA e Messico mostra una larga prevalenza di casi fra la popolazione compresa fra i 10 e 25 anni, mentre le ospedalizzazioni sembrano mostrare un andamento distinto fra i due paesi: in Messico la maggioranza dei casi si concentra fra i 20 e 44 anni mentre in USA persone con precedenti malattie croniche paiono maggiormente a rischio di sviluppo di complicanze broncopolmonari. Gli over 60 sembrano essere parzialmente esclusi sia come numero di infezioni che come ospedalizzazioni e decessi. Per ora si parla di un tasso di mortalità in USA intorno all'1 per mille sui casi confermati e probabili. La tentazione di fare dei parallelismi con la pandemia del 1918 è sempre in agguato. In ogni caso, è possibile che come per tutte le pandemie del passato fasce consistenti della popolazione siano sprovviste di difese immunitarie nei confronti di un nuovo virus. Per questo motivo è importante a questo punto sapere con la massima precisione possibile i fattori predisponenti la malattia, le classi di età, le patologie croniche, tutto ciò che rende piu' esposti alla malattia. Questo per provvedere all'allocazione prioritaria delle terapie e dei vaccini (per quei paesi che si stanno muovendo a sottoscrivere contratti); inoltre sapere quali sono le fasce a rischio permettere di stabilire norme di quarantena piu' specifiche (per esempio, chiusura delle scuole primarie piuttosto che delle università); piani di continuità per i servizi essenziali con il richiamo di personale in pensione. Per usare le sue parole - rb - il casino non aspetterà l'inverno, poichè nelle zone equatoriali l'influenza è presente tutto l'anno, con picchi stagionali in luglio/agosto, mentre nell'emisfero sud l'inverno e' soltanto a poche settimane di distanza. La possibilità che il virus venga reintrodotto continuamente da queste aree rende meno chiaro il tempo a disposizione per approntare le misure di contenimento, profilassi e prioritizzazione delle terapie.

Anonimo ha detto...

Carissimo Giuseppe, io di queste cose (come può confermarle il "tenutario" edi questo blog) sono piuttosto esperto, in particolare sia di virus influenzale, sia di vaccini.

Ebbene, io in questo momento non mi sottoporrei ad una vaccinazione contro questo virus nella maniera più assoluta, non essendo minimamente prevedibile (fino ad ora, e sicuramente anche fino al momento in cui il vaccino sarà disponibile) i rischi ed i benefici di una eventuale somministrazione.

Per questo tutti i discorsi sul vaccino mi sembrano, al momento, piuttosto vacui.

RB