lunedì 4 maggio 2009

USA - Chiusura delle scuole

In USA le scuole stanno chiudendo i battenti; si tratta di un tentativo per cercare di ridurre la diffusione del virus influenzale A/H1N1 nella popolazione (leggi qui, qui e qui).
Il panorama statunitense è molto eterogeneo. In Texas interi distretti scolastici sono stati chiusi e la chiusura di alcune scuole si è verificata a seguito della presenza di 3-4 casi di influenza. mentre in Maryland singole scuole sono state chiuse a seguito del verificarsi di un singolo caso di influenza.
Anche il tempo di chiusura delle scuole è eterogeneo. Alcune scuole sono state chiuse per una settimana, altre per due.
Anche in Italia, se il virus dovesse cominciare a circolare con maggiore intensità, potrebbe essere presa la stessa decisione: chiusura delle Scuole.
Una serie di domande richiedono risposte, ad esempio:
- come evitare fenomeni di aggregazione extra-scolastica che limiterebbero il senso della misura intrapresa?
- come garantire l'istruzione se le scuole dovessero rimanere chiuse per un periodo di tempo consistente?

1 commento:

Giuseppe Michieli ha detto...

Pare che adesso le autorità USA stiano ripensando alla chiusura delle scuole: se infatti la malattia è diffusa in modo epidemico e se nei prossimi giorni e settimane il quadro clinico permarrà favorevole, si pensa di lasciare aperte le scuole, a meno che la maggioranza degli studenti non rimanga assente per malattia. Questo orientamento può riflettere almeno due preoccupazioni: in USA (ma anche altrove nei paesi anglosassoni) i ragazzi tendono a trascorrere gran parte della giornata nelle scuole, ottenendo assistenza educativa, sociale e sanitaria, nonchè pasti completi, che spesso a casa non potrebbero avere; i genitori o lavorano o non possono farsi carico di due pasti completi al giorno; l'altra questione è forse collegata a un effetto 'immunizzante' che l'infezione con l'attuale ceppo H1N1 di origine suina potrebbe avere su questa fascia di popolazione: in assenza di vaccini, l'infezione naturale (finchè i dati epidemiologici e clinici rimangono quelli che sono) permetterebbe di sviluppare anticorpi neutralizzanti nei confronti di futuri ceppi derivanti dall'evoluzione dell'H1N1, consentendo una possibile riduzione della morbilità e mortalità.