giovedì 7 maggio 2009

Lancet - Swine influenza: how much of a global threat?

Le più prestigiose riviste scientifiche si stanno occupando dell'emergenza da nuovo virus A/H1N1.
Riporto un estratto dall'ultimo interessante editoriale del Lancet (per la lettura dell'originale potrebbe essere necessaria la registrazione):

Ogni individuo ha un ruolo da svolgere nel limitare la diffusione di una pandemia. È richiesta vigilanza e non allarmismo e la disponibilità all'isolamento volontario nel caso insorgano i sintomi di un influenza. L'isolamento domiciliare, combinato ad altre misure di distanziamento sociale hanno la possibilità di arrestare la diffusione del nuovo virus A/H1N1. Queste azioni potrebbero essere essenziali per guadagnare il tempo necessario ad aumentare le scorte di farmaci antivirali e a sviluppare un vaccino efficace contro il nuovo virus per la cui produzione e distribuzione non basteranno settimane ma occorreranno mesi. Al momento attuale la rapida risposta da parte dei Governi e delle Agenzie Internazionali hanno innescato efficaci meccanismi di protezione della popolazione. Ma il ruolo e la responsabilità individuale non devono essere ignorati.

Nei prossimi mesi la Sanità Pubblica è chiamata ad agire nel campo della comunicazione del rischio e dell'educazione sanitaria alla popolazione: gli Operatori della Sanità Pubblica saranno in grado di cogliere questa sfida?

2 commenti:

Giuseppe Michieli ha detto...

Certamente ognuno deve fare la sua parte: dal singolo cittadino con la sua attenzione all'igiene personale a tutte le entità intermedie sociali, economiche e amminstrativo-politiche. Manca però un elemento fondamentale: la leadership. Senza, è difficile arrivare da qualche parte. Si pensi agli sforzi fatti durante la II Guerra Mondiale per decifrare i codici tedeschi da parte dei britannici: si è vista la nascita di una intera tecnologia, quella che poi sarebbe diventata la moderna cibernetica. Sforzi immani. E c'erano tutti dentro: dalla dattilografa allo scienziato, passando per l'ufficiale fino ad arrivare al primo ministro. E' che senza una forte spinta politica non si arriverà nè a un vaccino nè a un'intensificazione della ricerca su trattamenti farmacologici in relazione a questa pandemia al suo stadio d'esordio. E, ahime', io non vedo nè in Italia (beh, che novità?), nè in Europa, nè in USA qualcuno che abbia il coraggio di prendere delle decisioni che coinvolgono milioni di persone: è forse meglio aspettare e vedere come va? Io penso sempre ai tempi d'oro della medicina preventiva: cosa sarebbe se i leader (sic!) di oggi avessero avuto da decidere se e come procedere con le vaccinazioni anti- vaiolose o anti-polio? Ho la strana sensazione che sarebbe passato un secolo e il vaiolo sarebbe ancora qui...

Anonimo ha detto...

Però bisogna ammettere che per quanto riguarda l'ultima vaccinazione resa obbligatoria, ovvero quella contro il virus dell'epatite B, l'Italia è stata di esempio per tutto il mondo, adottandola con coraggio e lungimiranza.

Anche se per altri aspetti è stato sicuramente un personaggio criticabile, per questo specifico aspetto il Ministro De Lorenzo è stato una persona davvero esperta e lungimirante.

RB