domenica 26 aprile 2009

Influenza Suina: domande e risposte

Copio e incollo dal sito del Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali:

Cos'è l'Influemza suina?
L'influenza suina è una malattia respiratoria acuta dei maiali causata virus influenzali del tipo A, che causano abitualmente epidemie di influenza tra i suini. I Virus dell'influenza suina causano alti livelli di malattia e bassa mortalità nei maiali. I virus dell'influenza suina possono circolare tra i maiali in tutti i mesi dell'anno, ma la maggior parte delle epidemie si manifestano nel tardo autunno ed in inverno, così come accade per le epidemie nella popolazione umana. Il virus dell'influenza suina classica (virus influenzale A/H1N1 è stato isolato per la prima volta begli anni 30 del secolo scorso.

Quanti sono i virus dell'influenza suina?
Come tutti i virus influenzali anche quelli dell'influenza suina mutano continuamente: I maiali possono essere infettati dai virus del'influenza aviaria così come da quelli dell'influenza suina. Quando virus influenzali di differenti specie animali infettano i suini, i virus possono andare incontro a fenomeni di "riassortimento" e nuovi virus che sono un mix di virus umani/aviari/suini possono emergere. Nel corso degli anni, sono emersi diverse varianti di virus influenzali suini ; al momento, nei maiali sono stati identificati 4 sottotipi principali di virus influenzali di tipo A : H1N1, H1N2, H3N2, and H3N1. Comunque, la maggior parte dei virus isolati recentemente nei maiali sono stati H1N1

L'influenza suina può infettare l'uomo?
I virus dell'influenza suina non infettano normalmente l'uomo. Comunque, possono verificarsi infezioni umane sporadiche con virus influenzali suini. Comunemente questi casi di infezione umana da virus influenzali suini si manifestano in persone con esposizione diretta ai maiali (per esempio lavoratori addetti ad allevamenti e industrie suinicole, frequentatori di fiere zootecniche) .

Quali sono i sintomi dell'influenza suina nell'uomo?
I sintomi dell'influenza suina sono simili a quelli della "classica" influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d'appetito, tosse: alcune persone con influenza suina hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. Come l'influenza stagionale, anche l'influenza suina può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti e in passato sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus dell'influenza suina .

Quanto à grave l'influenza suina nell'uomo?
Come l'influenza stagionale, l'infezione da virus influenzale suino nell'uomo può presentarsi in forma lieve o grave.

Le persone possono prendere l'influenza suina mangiando carne di maiale?
No, i virus dell'influenza suina non sono trasmessi dal cibo; non si può contrarre l'influenza suina mangiando maiali o prodotti a base di carne di maiale. Mangiare carne maneggiata in maniera appropriata, carne cotta e prodotti a base di carne suina. Cuocere la carne a temperatura interna di 70-80 ° gradi uccide il virus dell'influenza suina, così come gli altri batteri e virus.

Come si trasmette l'influenza suina?
I virus influenzali possono essere trasmessi direttamente dai maiali all'uomo e dall'uomo ai maiali. Le infezioni umane con virus influenzali di origine suina si manifestano con maggiori probabilità in persone che hanno contatti ravvicinati con i suini , come negli allevamenti o nelle fiere zootecniche. E' possibile anche la trasmissione da persona a persona. Si ritiene che ciò accada con le stesse modalità di trasmissione dell'influenza stagionale, cioè attraverso la diffusione di goccioline di secrezioni naso-faringee con la tosse e lo sternuto. Le persone possono anche infettarsi toccando superfici contaminate con secrezioni infette e e poi portando alla bocca e al naso le mani. Per questo il lavaggio delle mani è una misura molto importante per ridurre il rischio di infezione.

Il virus di quest'epidemia in Messico e USA è contagioso?
Ci sono evidenze, stabilite dai CDC degli Stati Uniti d'America, che il virus responsabile dei casi negli Stati Uniti si sta diffondendo da persona a persona: comunque in questo momento non è possibile sapere quanto facile sia questa trasmissione.

Come si può diagnosticare l'infezione da virus influenzali suini nell'uomo ?
Per la diagnosi di influenza suina A è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4 – 5 giorni dall'inizio dei sintomi (quando è maggiormente probabile che la persona elimini i virus). Comunque, alcune persone e in particolar modo i bambini possono eliminare il virus influenzale per 10 giorni e più. L'identificazione del virus dell'influnza suina richiede l'invio del campione ad un Laboratorio di riferimento della rete Influnet, con il coordinamento dell'Istituto supeiore di sanità..

Quali farmaci possono essere usati per trattare le infezioni da virus influenzali suini nell'uomo?
Sono disponibili diversi tipi di farmaci antivirali per il trattamento dell'influenza: amantadina, rimantadina, oseltamivir e zanamivir . Mentre la maggior parte dei virus dell'influenza suina si sono rivelati suscettibili a tutti e quattro i farmaci, i virus influenzali suini isolati recentemente dagli uomini sono resistenti alla amantadina e alla rimantadina; pertanto solo oseltamivir e zanamivir sono raccomandati per il trattamento / prevenzione dell'Influenza umana da virus influenzale suino

Quante epidemie di influenza suina si conoscono?
Probabilmente l'epidemia più conosciuta è quella che ha colpito i soldati di Fort Dix , New Jersey (USA), nel 1976 , con circa 200 casi tra i soldati presenti nel campo. Il virus causò malattie con segni radiologicamente evidenti di polmonite in almeno 4 soldati e 1 decesso: tutti i colpiti erano precedentemente in buona salute . Il virus si era trasmesso attraverso contatti stretti nel corso di sedute di addestramento, con trasmissione limitata al di fuori di questo contesto. Si ritiene che il virus abbia circolato per un mese , per scomparire spontaneamente. La fonte del virus , il momento esatto della sua introduzione a Fort Dix e i fattori che possono avere influenzato la sua diffusione e durata sono sconosciuti. L'epidemia potrebbe essere stata causata da un virus animale introdotto in contesto di particolare affollamento nel periodo invernale .Il virus influenzale suino isolato dai soldati di Fort Dix fu denominato A/New Jersey/76 (Hsw1N1). L'episodio fu alla base di una estesa campagna di vaccinazione antinfluenzale nel 1977.

Fonte: CDC e Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali - Direzione generale Prevenzione sanitaria

2 commenti:

Giuseppe Michieli ha detto...

Il torrente dell'informazione è in piena: c'è il rischio di una esondazione; le notizie che provengono dal Messico mancano di fondatezza per molti aspetti assoutamente cruciali: il numero di casi di sindromi di tipo influenzale (ILI=Influenza-like Illness), il numero di casi in ospedale, in numero di pazienti con infezione da H1N1/California/2009 confermata da analisi di laboratorio; il quadro clinico e i reperti anatomo patologici; la presenza di coinfezioni batteriche. Senza queste informazioni non è possibile stabilire l'esatta portata del rischio epidemico nel paese e in prospettiva nel mondo. E' da notare inoltre che anche i ceppi pandemici del passato (dai piu recenti H3N2/68 e H2N2/57) mostravano spiccate variazioni in termini di morbidità e mortalità in relazione alle aree geografiche e al periodo in esame; il ceppo ipervirulento del 1918 (H1N1, di chiara origine aviaria) mostrava una curva di mortalità a ''doppia v'', vale a dire che la mortalità in eccesso era visibile soprattutto fra i minori di cinque anni, fra i 15 e i 35 anni e dopo i sessantacinque. La prima ondata pandemica nella primavera del 1918 fu caratterizzata da una estesa diffusione epidemica ma con bassa mortalità, mentre la seconda ondata (fra l'ottobre e il gennaio 1919) fu la piu' grave. E' difficile fare paragoni fra questre tre grandi pandemie del XX secolo e questa nuova emergenza. La cautela è d'obbligo. In attesa che le analisi genetiche sul virus H1N1/california/2009 possano far luce su quei segmenti di RNA virale che si conoscono essere determinanti per la patogenicità nell'uomo, e le indagini epidemiologiche sul campo chiariscano l'esatta magnitudine della diffusione umana in Messico e in USA, ogni conclusione sul futuro anche prossimo sono assolutamente premature. La richiesta è ora per una determinazione la piu' rapida possibile di un protocollo terapeutico da applicare ai casi severi di infezione, tenendo presente che i soli antivirali non possono bastare a modificare il decorso di una patologia ipervirulenta (nei casi in cui questa si verifichi) e che l'impiego di altri strumenti farmacologici come suggerito da molte parti sia presa in considerazione (per esempio, l'impiego di statine o inibitori cox-2, clorochina, resveratrolo); ogni tentativo di migliorare la prognosi delle forme severe di malattia con strumenti alla portata anche dei paesi piu' poveri e' imperativa al fine di evitare danni irreparabili alla tenuta sociale e all'economia, nonchè sofferenze alle persone. Prego pertanto i lettori - specialmente quelli qualificati - di esprimere le loro impressioni sul lavoro del dottor David Fedson e sulle opinioni del professor Edwin Kilbourne e sull'uso mirato di antibiotici e sieri immuni.

Pier Paolo Sposato ha detto...

Io non sono un esperto del settore, non capisco troppo di varianti del virus etc,... ma credo che la situazione a mio giudizio sia più grave di quanto si voglia far credere..
Stamattina ho letto che in GB si aspettano 65000 decessi per la Nuova Influenza contro gli 8000 che le 'classiche' provocano.. Quali sono i dati reali.? perchè non ci dicono qual'è la reale incidenza..?