martedì 24 giugno 2008

Nabarro sulla preparazione pandemica mondiale



David Nabarro , Coordinatore ONU per l'influenza umana e aviaria, ha espresso un cauto ottimismo sul livello di preparazione mondiale ad una potenziale pandemia influenzale (leggi qui).

Lodi alla Corea del Sud e al Regno Unito per la rapidità dimostrata nel controllare le recenti epidemie di H5N1 nei volatili. Apprezzamento anche per Australia e Stati Uniti che hanno condotto esercitazioni finalizzate a valutare la capacità di recupero del settore finanziario

Ma non c'è solo spazio per l'ottimismo e Nabarro ha espresso preoccupazione per la presenza del virus in nazioni come Vietnam, Bangladesh, India, Egitto e Indonesia. Particolare enfasi è stata posta sulla situazione indonesiana: "Restiamo molto preoccupati per l'Indonesia, dove la malattia sembra essere ampiamente presente nel pollame, in particolare nella regione dello Java occidentale, dove stiamo anche registrando il più alto numero di casi umani ".

L'Italia non è citata da Nabarro... e come potrebbe esserlo? Nel nostro Paese non ci sono stati casi di epidemie da H5N1 e questo ha probabilmente distolto l'attenzione di molti, non tanto rispetto alla capacità di rispondere ad un'eventuale focolaio di H5N1 (sono sicuro che non avremmo problemi) ma, ancor più grave, dalla preparazione ad un'eventuale pandemia influenzale. Del resto la Sanità Pubblica italiana ha da sempre due cronici problemi: scarso stanziamento di risorse e, di consequenza, l'incapacità di far fronte a tutte le problematiche di Sanità Pubblica: non ci sono solo i rifiuti a Napoli, non ci sono solo le morti "bianche" sui luoghi di lavoro. Il Ministero della Salute dell'allora Ministro Storace, e successivamente del Ministro Turco, ha risposto prontamente alle richieste da parte dell'OMS di pianificare azioni per la preparazione ad una pandemia influenzale: il piano pandemico nazionale è stato scritto.... e poi? Chiuso il capitolo "preparazione alla pandemia influenzale"!

Ma la pianificazione non può essere pensata come azione puntuale: la pianificazione è un processo e l'esito non può essere un semplice piano, scritto e chiuso in un cassetto.

2 commenti:

Giuseppe Michieli ha detto...

Certamente focolai epizootici di influenza aviaria continuano a essere identificati in Italia, soprattutto causati da virus a bassa patogenicità A/H7 e A/H5. Il virus H5N1 è stato rinvenuto soltanto in animali selvatici per il momento (cigni e anatre). Fu proprio in seguito a quell'esperienza che l'allora governo decise di ''potenziare'' la sorveglianza veterinaria. Purtroppo non durò a lungo, almeno per quanto riguarda la comunicazione alla popolazione. Perchè il ruolo centrale della comunicazione è stato evidenziato anche dal direttore del US CDC Julie Gerberding proprio in questi giorni a Kuala Lumpur dove si tiene il 13mo Simposio del ICID. Inizialmente si potevano consultare i siti di vari istituto zooprofilattici e trovare pronti degli aggiornamenti sui prelievi effettuati sugli animali selvatici. Poi buio. Perchè se io sono sicuro che i prelievi ancora si fanno, è però altrettanto utile e necessario darne comunicazione pubblica.
La preparazione pandemica è un esercizio estremamente complesso e costoso, dal punto di vista economico ed umano, ma paga a posteriori. Se non ci si pensa prima, poi nel farsi dell'emergenza è difficile disporre delle catene di comando, delle risorse, del personale medico e non per ridurre la morbilità, la mortalità e garantire un livello minimo di approvvigionamenti alla popolazione.
Per esempio, qualche settimana fa ho tentato di comunicare con alcuni dirigenti comunali di alcune realtà locali per ricevere qualche informazioni a riguardo: come prevedibile, nessuna risposta. Troppo difficile? Mai pensato a questo? Oppure il solito piccolo burocrate, ricevuto il messaggio da parte di un oscuro blogger ha pensato di non doverne darne conto ai suoi diretti superiori? Nell'attesa, auguri per il caldo!

Daniel Fiacchini ha detto...

Questo è esattamante quello che voglio dire.
Nelle Marche, dove lavoro, la pianificazione per la preparazione alla pandemia influenzale sta procedendo, solo ed esclusivamente per il buon senso degli operatori sanitari che comprendono l'importanza delle pianificazione e della preparazione. Ma tutto viene fatto a costo zero o quasi.
La preparazione alla pandemia poi resta di esclusiva pertinenza sanitaria, sebbene tutte le principali istituzioni chiamate a rispondere a grandi emergenze dovrebbero essere coinvolte. Del resto il Sindaco di qualsiasi Comune è l'autorità di Protezione Civile per il territorio... ma non ti aspettare che i Comuni sappiano qualcosa rispetto alla pandemia influenzale. Sarebbe già tanto se le Asl stessero facendo qualcosa.
Forse il cuore del problema è proprio in questo: il Sistema Sanitario non è ancora riuscito a coinvolgere le altre istituzioni e non so se sarà in grado, ovviamente me lo auguro. Quindi il consiglio che ti do è: gira le tue domande alla Asl e vediamo quello che succede... mi auguro che nella tua regione, una delle più virtuose e una delle prime a deliberare il piano pandemico regionale, qualcuno sappia darti le risposte che cerchi.