domenica 2 agosto 2009

CDC vs CCM

Devo necessariamente comunicarlo: le opinioni espresse in questo post sono quelle dell'autore e non riflettono necessariamente quelle dell'ASUR Marche ZT 6 di Fabriano nè quelle della PF Sanità Pubblica del Servizio Salute, Regione Marche.

La pandemia influenzale non ha ancora investito l'Italia con la sua ondata ma lo farà nel giro di qualche settimana. C'è motivo di lamentarsi per molte cose. Ad esempio la gestione attuale del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Certe cose bisogna avere il coraggio di dirle.
Le Regioni e le Province Autonome stanno arrancando operativamente. È sul campo delle Regioni che si "gioca" la "partita" pandemia influenzale ma le Regioni, sin dall'inizio dell'emergenza, non sono state coinvolte se non attraverso una video-conferenza nei primi giorni di maggio (ottimo strumento per il confronto ma inspiegabilmente mai riutilizzato) e una riunione tra Ministero, ISS e Regioni e Province Autonome che si è tenuta pochi giorni fa ed è passata "stranamente" sotto silenzio. Eppure è stata una delle riunioni più importanti mai convocate. Senza dubbio un importante confronto con il territorio che però, guarda caso, non appare nella lista delle azioni del Governo.
Cosa accade in USA? Per affrontare la pandemia influenzale i CDC (Centers for Disease Control and Prevention) hanno fatto una campagna acquisti in piena regola; quando penso ai CDC di Atlanta, centro nevralgico della risposta americana alla pandemia influenzale, mi viene in mente il Real Madrid e i suoi stratosferici acquisti. A me sembra che come il Real Madrid anche i CDC abbiano il forte desiderio di vincere la "battaglia" contro la pandemia sul "campo".
Così, nel giro di breve tempo, i CDC hanno "assoldato" Frieden, come Direttore Generale e non solo; anche la nostra Ilaria Capua è stata reclutata e passerà alcuni mesi negli States.
E in Italia chi sta gestendo l'emergenza?
Che fine ha fatto il CCM (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie del Ministero della Salute) che nel lontano 2004 era stato istituito dall'allora Ministro Sirchia per far fronte (tra le altre cose) alle emergenze di sanità pubblica? Anche a quel tempo al governo c'era Berlusconi e il CCM è stato istituito sotto l'operatività del suo esecutivo. Ai tempi della direzione di Donato Greco il CCM ha fatto grandi cose: ha prodotto il Piano Nazionale di Preparazione e Risposta ad una pandemia influenzale, ha coordinato il Piano Nazionale della Prevenzione, ha lanciato il programma interministeriale Guadagnare Salute, ha mosso fondi per le Regioni affinchè le Regioni garantissero l'interfaccia con il CCM. La direzione di Donato Greco è cominciata con li precedente governo Berlusconi, è rimasta in piedi negli anni di governo della sinistra (cosa più unica che rara) ed è terminata con il ritorno al governo della destra.
Ora leggete cosa si trova scritto nel sito del CCM.
"Coerentemente con il mandato della Legge 138, il Ccm non è solo prevenzione, ma anche uno strumento di coordinamento nelle attività di risposta alle emergenze, intese come predisposizione di reazioni tempestive sia a eventi “straordinari” (attacchi terroristici, diffusione di nuovi agenti biologici trasmissibili, rilascio accidentale di agenti chimici o infettivi, pandemia influenzale, ecc.), che “ricorrenti” (tossinfezioni alimentari, infezioni correlate all’assistenza ospedaliera, incidenti occorsi durante lo svolgimento della pratica assistenziale, ecc.). "
Chi dirige il CCM adesso? Non ne ho la più pallida idea, perchè di CCM si sente sempre meno parlare.
Cosa sta facendo il CCM per la preparazione alla pandemia influenzale? credo che stia semplicemente tenendo aggiornata questa sezione dedicata del suo sito.
L'Italia può e deve fare di più per questa pandemia imminente. I politici devono lasciare spazio ai tecnici. È tempo di muovere risorse. Non solo risorse per una risposta farmacologica (antivirali e vaccini). Sono giovane, ma già abbastanza stanco di vedere enormi quantità di risorse volatilizzate per l'acquisto di tecnologie con le quali senza risorse umane, senza opportune strategie di comunicazione, senza una leadership forte non si arriverà da nessuna parte.

3 commenti:

Giuseppe Michieli ha detto...

Il problema - invece - è eminentemente politico: come ha indiscutibilmente evidenziato sul suo 'dimenticato' articolo sull'Osservatore Romano il dottor David Fedson, i politici non amano prendere decisioni su questioni di vitale importanza per i cittadini.

Si tratta di un fenomeno comune a tutte le maggiori nazioni del mondo, a parte forse gli USA, dove l'amministrazione attuale ha dimostrato un attivismo nei confronti della pandemia 2009 abbastanza notevole.

I tecnici non possono prendere decisione che riguardano la vita di milioni di persone.

I tecnici devono fornire i dati scientifici e le osservazioni utili al processo di decisione politica.

Non confondiamo il processo decisorio con le analisi tecnico-scientifiche, che sono uno strumento del primo e non possono sostituirsi ad esso.

Per questo la leadership politica è essenziale: comunicazione del rischio, stratificazione delle responsabilità, individuazione dei canali di comunicazione, mantenimento degli approvvigiornamenti e molto altro.

Decidere sulle strategie di provvigione dei vaccini, sulle liste di priorità, sui soggetti che devono avere incarico di comunicare in modo trasparente i dati sull'evoluzione dell'epidemia; tutto ciò non può essere demandato a organismi tecnici.

E' evidente che nel nostro Paese si è deciso di non prendere posizione, almeno finchè la situazione non sarà precipitata, come è accaduto in altri banana-country, per esempio l'Argentina, il Messico, poi corsi in fretta e furia ai ripari ma con gravi conseguenze in termini di casi fatali.

La cittadinanza deve chiedere conto ai suoi politici e amministratori su ciò che si sta facendo e non si sta fecendo.

Oppure i sudditi sono tranquilli e si fidano ciecamente del loro Conducator?

Daniel Fiacchini ha detto...

Io non sono assolutamente daccordo. Il problema italiano è che ai vertici delle aziende sanitarie, ai vertici degli ospedali, nelle direzioni sanitarie, e la lista sarebbe molto lunga, non ci son opolitici ma tecnici politicizzati. Se sei fortunato hai un valido tecnico, se sei sfortunato hai un tecnico che non vale nulla, in entrambi i casi il motivo per cui sono ai vertici è il medesimo: la politica.
In USA non succede assolutamente quello che succede in Italia.
I politici in certi momenti devono lasciare spazio ai tecnici, devono fidarsi di loro. La politica sanitaria in tutti i Paesi del mondo è fatta da tecnici. ;argaret Chan è un politico? Non credo.
Frieden è un politico?
Fukuda è un politico?
Donato Greco è un politico?

Giuseppe Michieli ha detto...

Ah, ma non possiamo scambiare ''politico'' con ''un politico italiano''.... E' una differenza essenziale.

Gli USA hanno i loro problemi con i loro esperti, spesso oggetto di 'spoil system', peggio che da noi.

Da notare come la precedente dirigente capo del CDC fu 'silurata' proprio perchè sospettata (a torto o a ragione) di essere 'influenzata' da pressione del suo partito di riferimento piuttosto che da considerazioni scientifiche.

Non era tanto il problema del suo orientamento politico quanto del suo farsi influenzare in decisioni cruciali da motivazioni non supportate da necessità di igiene pubblica.

Le scelte di politica sanitaria sono state concepite molto tempo fa, proprio dopo le grandi epidemie del passato. Dopo il 1918 e la Grande Guerra fu chiaro che lo Stato doveva intervenire sulle cause essenziali dello stato di salute della popolazioni. Così dai bambini piccoli agli adulti si iniziò a programmare vaccinazioni, esami del torace, e a curare l'igiene pubblica.

Ormai nel nostro paese si è scelto non una politica ma una sorta di avallo elettorale di una elite di potere (qualsivoglia colore).

Mentre si ritiene utile la ''politica economica'' per regolare le fluttuazioni del libero mercato, non si concepisce una ''politica ambientale'' e una ''sanitaria''.

Quel che rimane è una gestione clientelare di queste questioni.

Io non rinuncio ai miei concetti di politica come strumento di costruzione di una società piu' equa, benchè non esista al momento in Italia alcun orizzonte percorribile per instaurare di nuovo un simile gruppo dirigente.

Lasciare poi a ''tecnici'' il compito di decidere sulla vita e sul destino di milioni di persone, è una idea - dal mio punto di vista - non solo sbagliata ma anche dannosa, nel lungo periodo.

A meno di non voler affastellare l'intera storia della democrazia in Italia e in Europa, la sua genesi e la sua costruzione da parte delle masse, come un inutile arnese da cancellare anche dai piu' ''conservatori'' libri di testo...