lunedì 13 luglio 2009

La pandemia influenzale è inarrestabile

Non è una novità: la pandemia influenzale è inarrestabile. Quest'oggi i giornali e i telegiornali (non solo italiani) riportano la notizia collegata alle parole di Marie-Paule Kieny, direttrice OMS dell'Iniziativa per la ricerca sul vaccino (leggi qui, qui e qui). Di colpo l'Italia sembra risvegliarsi da un letargo durato qualche mese. La gossip-politica del nostro Paese, le passeggiate romane delle first lady a latere del G8 (a proposito... visto che la pandemia è un problema globale, perchè i "grandi" del G8 non ne hanno parlato?) e tutto ciò che è futile e superfluo ha soppiantato l'informazione scientifica, etica e di pubblica utilità che potrebbe essere fatta quotidianamente da giornali e telegiornali, per facilitare la risposta italiana alla imminente pandemia influenzale. Questo fin'ora non è avvenuto e dubito avvenga nelle prossime settimane.
Per ora portiamo a casa questo messaggio: la pandemia influenzale è inarrestabile. Grazie, lo sapevamo da un pezzo! Ma accettiamo il messaggio perchè è decisamente "musica", rispetto all'assordante silenzio dei mezzi di informazione di massa che sta procedendo dall'11 giugno 2009, giorno dell'avvenuta dichiarazione di pandemia influenzale da parte dell'OMS.

3 commenti:

Giuseppe Michieli ha detto...

Ma quale novità: la pandemia di per se stessa non può che essere inarrestabile, altrimenti sarebbe una epidemia localizzata. Ma non è tutto: su Nature il solito Y. Kawahoka ci ha dato un'altra delle sue perle: si' la pandemia del 2009 è lo specchio di quella del 1918! Avete capito bene! Avremmo la stessa sorte dei nostri nonni. E questo in un solo giorno. E' una coincidenza? Ma no... Questa gente qui che si vanta di essere e fare scienza, alla fine si riduce a questo: mettiamoci d'accordo, e affondiamo metà della popolazione mondiale...

Io sono stufo: Kawahoka è stato sotto inchiesta dalle autorità USA per cattiva gestione delle misure di biocontenimento nei suoi laboratori - faranoici - nell'Università del Wisconsin. Non solo pretendeva di fare lui le valutazioni sulla sicurezza ma pretendeva pure di scrivere i regolamenti.

La sua particolare leggerezza nel trasporto di campioni biologici lo ha messo sotto la lente di Sunshine Project, poi chiuso per chissà quali ragioni.

Lo stesso Kawahoka ha scritto di tutto sull'H5N1, fra l'altro mettendolo al primo posto come possibile causa di pandemia: abbiamo visto con che ragione.

Inoltre aveva studiato i determinanti genetici di patogenicità del virus del 1918 e aveva descritto alcune caratteristiche non certo presenti nel virus H1N1 di origine suina.

Che cosa debbo pensare io di una cosa del genere?

Che queste persone sono dei nuovi Salk o Sabin?

O che pensano che il loro successo sia basato sul disastro di altri?

Veramente, l'establishment scientifico sta scendendo a livelli miserrimi.

giglio ha detto...

A proposito di classe medica e ricercatori, sto rileggendo un romanzo La storia di San Michele, di Axel Munthe (medico) dove si fa' un bel quadretto di certi autorevoli personaggi ormai del secolo scorso, ma che sono attualissimi...quando gia' agli inizi del 1900 sosteneva che i medici di base non erano piu' quelli di una volta è tutto dire, chissa' cosa penserebbe oggi dei suoi colleghi!!!

Giuseppe Michieli ha detto...

Già, ma quelli che oramai prendono piu' di una rock star non sono medici di base, per dire non sono nemmeno medici propriamente detti, poichè in genere non hanno mai visto neppure un paziente, se non durante i primi anni di università. Io non ho niente contro i grandi centri di ricerca, tuttavia non è possibile che dopo dodici anni di intense ricerce e finanziamenti copiosi nessuna ricaduta clinica sia stata conseguita.

Tutto qui.