sabato 2 maggio 2009

Nuova influenza A/H1N1 - Primo caso in Italia?

Questo pomeriggio, alle ore 15, presso la sede del Ministero della Salute di Lungotevere Ripa 1, il Ministro Maurizio Sacconi e il Sottosegretario Ferruccio Fazio terranno una conferenza stampa per fare il punto sulla situazione italiana in merito all’influenza umana A/H1N1 alla luce delle ultime analisi di laboratorio effettuate dall’Istituto superiore di sanità (Comunicato Ministeriale n. 174).
Non è improbabile che durante la conferenza stampa il Ministro Sacconi comunichi il primo caso italiano da Influenza A/H1N1. In questi giorni sono stati diversi i casi sospetti in cui sono state approfonditi i test diagnostici, alcuni casi sono stati comunicati, altri sono passati sotto silenzio (anche nelle Marche abbiamo avuto delle segnalazioni, sono stati eseguiti due test rapidi che hanno escluso la diagnosi di Influenza A e test successivi dell'ISS hanno confermato l'assenza di malattia). Fino ad oggi non si avevano notizie di casi italiani.
La stampa parla di un primo caso a Massa (leggi qui e qui).
Rimaniamo in attesa degli sviluppi e di informazioni ufficiali dal Ministero.

5 commenti:

Giuseppe Michieli ha detto...

Bene. Ci siamo anche in Italia. Il ministero della salute l'ha confermato (http://www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPianoNew.jsp?id=238).

Ancora (ADNKronos: http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.3271540078 ):Il ministro del Lavoro e della Salute Maurizio Sacconi conferma il primo contagio avvenuto in Italia: ''Era inesorabilmente probabile''. Mentre il sottosegretario Fazio si aspetta nuovi casi di infezione ''ma non siamo preoccupati, non c'è un rischio di salute per i cittadini''.

Facciamo una pausa.

L'influenza umana circola prevalentemente durante il periodo freddo nei paesi temperati a nord dell'area tropicale come a sud (quindi fra ottobre e marzo nell'emisfero nord e fra agosto e dicembre a sud). Nelle zone equatoriali si ritiene che l'influenza sia presente durante tutto l'anno. Da zona a zona ci possono essere variazioni locali in base alle temperature, livelli di umidità, piovosità e così via. Per esempio, Hong Kong ha due picchi epidemici: uno in inverno, come da noi e uno in piena estate (giugno-agosto). Altre zone nel sud della Cina, nella penisola indocinese, India, hanno una presenza dell'influenza variabile ma estesa tutto l'anno.
Ora viaggiatori che si muovono in aereo in tutti questi paesi possono ben reintrodurre un virus in una popolazione con basso livello di immunità, come nel caso di questo nuovo H1N1. Se epidemie localizzate di influenza stagionale successive all'importazione di casi in viaggiatori sono di solito circoscritte, è difficile dire quale possa essere l'intensità della diffusione nel periodo estivo di un possibile focolaio importato con un virus nuovo.
Per questo è bene non enfatizzare in modo estremo il fatto - peraltro vero - che durante l'estate nei paesi dell'emisfero nord l'influenza non circola in misura epidemica.
Questo per evitare spiacevoli sorprese.
Ciò che mi preoccupa grandemente è l'applicazione delle misure di protezione personale fra il personale sanitario negli ospedali italiani: è i n d i s p e n s a b i l e che ci si renda conto che i pazienti con malattie respiratorie acute, febbrili o con quadro atipico debbano essere trattati seguendo tutte le procedure che possano mettere in sicurezza il personale sanitario, e gli altri pazienti. Una epidemia ospedaliera può essere molto grave, stante la presenza di malati immunocompromessi nei vari reparti di degenza (oncologici, pediatrici, geriatrici, neurologici, psichiatrici, hiv/aids, trapiantati ecc.) Il pronto soccorso non dovrebbe lasciare pazienti con malattie respiratorie acute o sintomatologia atipica assieme a pazienti con altra patologia per evitare epidemie nosocomiali e in comunità.
E' interesse di tutti accertarsi di disporre dei materiali di consumo necessari a rimpiazzare gli stock di PPE per il personale medico, infermieristico e ausiliario. Gli antivirali possono essere utili nel breve periodo, ma se non si ha un chiaro quadro delle scorte e dei tempi e provenienze delle forniture, strumenti essenziali di cura potrebbero scarseggiare e causare danni collaterali anche peggiori dell'influenza. Per cui: PPE, farmaci, materiali di consumo, strumentazione, pezzi di ricambio, laboratori, al via con l'inventario.

Giuseppe Michieli ha detto...

Comunicato stampa nel Ministero con la conferma del caso di Massa: http://www.salastampa.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_2210_testo.rtf

Anonimo ha detto...

Salve, mi chiamo Alessandra,per prima cosa mi complimento con voi per il sito...mi sembra uno dei pochi intelligenti e serio, creato per dare informazioni reali, non come quelle che ultimamente si leggono.
Premetto di non essere un'addetta ai lavori, quindi non sono coinvolta in prima persona nella sanità del nostro paese, ma ho l'impressione che in Italia tutta questa cosa sia stata presa poco sul serio,addirittura in alcuni casi mi sembra che il mettere in atto delle procedure di prevenzione sia avvertito come un fastidio o una perdita di tempo inutile. Anche il semplice informarsi da parte delle persone comuni sul cos'è un nuovo virus per capire di cosa si stia parlando sembra infastidire, ci si limita a dire intanto non si muore è solo un'influenza come le altre perchè fanno tante storie...
Mi chiedo se saremmo veramente pronti nel caso si presentasse un virus più aggressivo.
Permettetemi un'ultima domanda:
nel caso in cui l'H1N1 si diffonda nelle zone in cui l'influenza aviaria è endemica potrebbe ricombinarsi in un individuo che abbia contratto l'aviaria? è probabile che in questo caso il virus divenga più aggressivo? questa è un'ipotesi altamente improbabile o c'è un ragionevole rischio?
Grazie
Alessandra

Daniel Fiacchini ha detto...

Ciao Alessandra, grazie per i complimenti che fanno sempre bene, specialmente nella fase attuale, fase in cui c'è, da parte nostra, massima attenzione agli aspetti comunicativi e grande sensibilità nel divulgare il maggior numero di info possibili.
Alla tua domanda "saremo veramente pronti nel caso si presentasse un virus più aggressivo"... rispondo chiaramente "no", almeno attualmente. Di certo questo episodio spingerà notevolmente ad un miglioramento del livello di preparazione generale. Se l'attuale fase 5 fosse stata collegata all'H5N1... non oso immaginare lo scenario... bene che sia H1N1... almeno come appare attualmente lo scenario correlato.

"Nel caso in cui l'H1N1 si diffonda nelle zone in cui l'influenza aviaria è endemica potrebbe ricombinarsi in un individuo che abbia contratto l'aviaria? è probabile che in questo caso il virus divenga più aggressivo?"

... è la paura che hanno in molti. Se ci pensi è lo stesso meccanismo che ha fatto emergere questo nuovo H1N1... anche l'uomo può essere il "mixing vessel"... leggi questo per approfondimenti:
http://veterinaria.campusnet.unito.it/didattica/att/61b3.1856.file.pdf

Anonimo ha detto...

Grazie Daniel, ottima lettura.
Alessandra