mercoledì 13 maggio 2009

Il nuovo virus influenzale A/H1N1 è la conseguenza di esperimenti di laboratorio?

Helen Branswell è una bravissima giornalista specializzata del Canadian Press e scrive di tematiche sanitarie. Da molti anni si occupa del rischio pandemia influenzale ed è riconosciuta da tutti i blogger americani e canadesi come autorevole e competente nel suo lavoro.
È quindi interessante che nel suo ultimo articolo la Branswell si domandi: il nuovo virus influenzale è la conseguenza di esperimenti di laboratorio?
Per quanto mi riguarda sono sufficienti le parole della nostra Ilaria Capua:
"Le stesse mutazioni (ndr - che caratterizzano il nuovo virus influenzale A/H1N1) sono state riscontrate in un virus influenzale isolato da un suino in Italia. Quindi queste mutazioni possono verificarsi spontaneamente in natura".

Ma dirò di più.
Se anche si scoprisse che l'emergenza del nuovo virus influenzale, potenzialmente responsabile della prossima pandemia, sia la conseguenza di un atto umano, erroneo o deliberato che sia, cosa cambierebbe in termini di preparazione alla pandemia imminente?
In altre parole: non è più opportuno concentrarsi sulla preparazione alla pandemia invece che ricercare risposte che non avranno alcun impatto sulla salute della popolazione mondiale?

6 commenti:

Giuseppe Michieli ha detto...

Il moderatore di ProMedMail sembra accordare al ricercatore che ha sollevato la questione un certo credito. Dice infatti: ''Adrian Gibbs wrote or co-authored more than 250 scientific publications on viruses during his 39 year career at the Australian National University in Canberra. His proposition deserves careful evaluation until the time when
the peculiar genome structure of the 2009 influenza A (H1N1) strain can be adequately explained. - Mod.CP''

Il moderatore è il prof Craig Pringle, ex collaboratore dell'OMS.

Recentemente seri dubbi sul livello di biocontenimento di diversi laboratori in Europa e Stati Uniti sono stati sollevati in seguito a spiacevoli incidenti che hanno visto coinvolti patogeni piuttosto pericolosi.

Una notevole quantità di questi nuovi laboratori sono stati costruiti sull'onda del fraudolento allarme bioterrorismo dell'ex amministrazione Bush (approvato anche dagli europei); incidenti si sono verificate un po' dappertutto; un laboratorio BSL-3 è stato costruito persino a Galveston, Texas ed è stato danneggiato durante l'ultimo uragano dell'anno scorso. In Europa recentemente, casi contatto con virus pericolosi sono avvenuti, con ricercatori esposti al virus Ebola (una donna è stata persino vaccinata d'urgenza con un prodotto sperimentale, fortunatamente per lei ha funzionato), oppure al virus H5N1, che aveva contaminato alcuni campioni di vaccino in sperimentazione su furetti. Un incidente avvenne circa un anno fa in Polonia, dove una casa farmaceutica aveva sperimentato un vaccino anti-H5N1 su alcuni senza fissa dimora, poi deceduti. Il pericolo c'è; i controlli sono scarsi oppure inefficaci. La potenza delle multinazionali supera talvolta quella dei governi nazionali e senza una sorveglianza scrupolosa incidenti potranno avvenire ancora. Se questa nuova influenza sia stata generata in laboratorio o no, rimane da stabilire. Quel che è certo resta il fatto che gli enormi allevamenti industriali di suini, pollame ecc. rappresentano un formidabile terreno di coltura per patogeni di tutti i generi, dato che l'omogeneità genetica degli animali e il loro trattamento con farmaci antimicrobici o ormonali rende le loro capacità difensiva davvero esigue. Sulla sicurezza di queste enormi fabbriche di carne abbiamo quasi sempre soltanto la ''parola'' data dai proprietari, che spesso sono vicini (o sono essi stessi) multinazionali agro-biotecnologiche. Per quanto riguarda la preparazione pandemica, va bene: bisogna però stare attenti da chi si è governati. Se si è fortunati può darsi che vada bene; se si è magari in mano a una sorta di caravanserraglio, beh, auguri...

Daniel Fiacchini ha detto...

Giuseppe, concordo con te sulla assoluta necessità di un maggiore livello di sicurezza nei luoghi preposti allo studio di agenti patogeni. Anche perchè, nessuno può metterlo in dubbio, un errore umano può essere alla base di catastrofiche conseguenze e se l'ipotesi di Gibbs fosse confermata i libri di storia parleranno della prima pandemia umana generata da un errore di laboratorio.
Quello che non tollero è che l'opinione pubblica focalizzi l'attenzione su problematiche che non spostano nulla rispetto al livello di preparazione per affrontare una pandemia, distogliendo lo sguardo da ciò che è veramente importante in questo esatto momento: corretta informazione, scelte politiche rapide ed efficaci... non come l'ordinanza ministeriale italiana che indica l'isolamento domiciliare a chi torna dal Messico senza sintomi senza considerare l'inapplicabilità della stessa per colpa delle leggi del Ministro Brunetta...

Anonimo ha detto...

Adrian Gibbs è un ricercatore serio, penso che sia necessario aspettare il suo articolo per giudicare la fondatezza di queste affermazioni, che comunque non cambiano le prospettive di contenimento della pandemia, pur avendo importanti conseguenze di ordine politico.

Nonostante Gibbs sia un ricercatore serio, io penso che in questo caso sia d'obbligo non pronunciarsi. Abbiamo esempi di ricercatori serissimi che ad un certo punto hanno preso posizioni davvero discutibili. Solo ripensando alle persone che ho conosciuto personalmente, ricordo Duesberg e Mullis (premio nobel) che hanno sostenuto che l'HIV non causa l'AIDS; Montaigner (Nobel) e le sue storie fantasiose sulla papaya che migliora il sistema immune; Bob Gallo ed una proteina misteriosa che trovava nelle donne gravide e che doveva salvare il mondo (non ne ricordo il nome).

Per ultimo, non dimentichiamo Linus Pauling (due premi nobel) e la sua fissa sulla vitamina C.

Insomma, anche i geni ogni tanto dicono delle corbellerie, il che in fondo li rende più simpatici per noi che geni non siamo.

RB

Anonimo ha detto...

I VIAGGIATORI CHE RIENTRANO DAL MESSICO, NON SARANNO MICA TUTTI DIPENDENTI PUBBLICI.....\

Giuseppe Michieli ha detto...

Manca la leadership politica: insomma, chi si deve fare carico della decisione di produrre e vaccinare in massa la popolazione, tenendo presente dei rischi della somministrazione e della possibilità che l'epidemia sia piu' o meno grave del previsto, o che emergano reazioni avverse gravi? Nel 1976 in USA si decise per il vaccino e l'immunizzazione, alcuni casi di GBS si verificarono e la questione è ancora dibattuto; molti dei personaggi allora coinvolti in questa decisione videro minata per sempre la loro carriera scientifica. Tuttavia, io penso fu una decisione coraggiosa, e l'impegno di mezzi straordinario. Non so se oggi c'è ancora qualcuno in grado di prendere decisioni di questo genere. L'OMS - che pure si incarica di decisioni molti importanti nel campo della salute globale - non può decidere per tutti: non è un organismo indipendente nè tantomeno democratico o rappresentativo. Ma quello che manca è proprio una leadership, nazionale o internazionale che dir si voglia, che decida e parli chiaramente dei benefici e dei rischi potenziali. Figuariamoci se uno scenario del genere è possibile non dico per l'Italia, viste le condizioni terzomondiali del suo sistema politico, ma per l'Unione Europea; anche gli USA non stanno tanto bene.

Giuseppe Michieli ha detto...

In ogni caso, su FluTrackers (www.flutrackers.com) è disponibile un forum italiano. Chi fosse interessato può registrarsi e discutere liberamente della questione. Sezioni in altre lingue permettono di scambiare opinioni e informazioni con soggetti di molti paesi europei, dagli USA, Australia, Canada, Nuova Zelanda ecc. Mi auguro una larga partecipazione.