domenica 10 febbraio 2008

Autismo e vaccini: assurdità mediatiche


Fanno sul serio quelli dell'American Academy of Pediatrics (e fanno bene)!

Pressante richiesta dall’American Academy of Pediatrics all’emittente televisiva ABC affinché cancelli dai suoi palinsesti la serie “Eli Stone”, un legal thriller accusato di fornire al pubblico informazioni errate e fuorvianti sul rapporto tra vaccinazioni e autismo. Nell’episodio pilota della serie una madre riceve (grazie all’assistenza legale della protagonista, avvocato coraggioso) un risarcimento di 5,2 milioni di dollari perché viene riconosciuta una correlazione diretta tra l’autismo di suo figlio e un additivo presente in un vaccino somministrato al bambino. Nel telefilm l’additivo in questione viene denominato ‘mercuritolo’, ma l’allusione al thimerosal (nome commerciale del metilmercurio) - ritirato dal commercio nel 1999 per presenza eccessiva di mercurio e sospetta tossicità - è evidente.
L’associazione che rappresenta i pediatri statunitensi in una nota denuncia la palese disinformazione: dopo quasi 10 anni di bando del thimerosal i tassi di incidenza dell’autismo non si sono modificati in nessun modo, mentre aumenta in modo preoccupante invece il numero dei genitori che rifiutano di far vaccinare i figli, esponendoli a rischi molto più gravi.
Fonte: Yahoo SALUTE
Per approfondire la notizia: Il Pensiero Scientifico Editore

Per ulteriori informazioni sull'assenza di nesso causale tra autismo e vaccinazioni segnalo il bellissimo documento di Ara e Giovanetti: LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU' FREQUENTI DEI GENITORI.

2 commenti:

GIUSEPPE M ha detto...

Una campagna contro l'uso del vaccino MMR (morbillo-orecchioni-rosolia) in Inghilterra durata parecchi ha causato l'emersione di epidemia ripetute in ambito scolastico (dalle elementari all'università), poichè il timore dell'autismo aveva spinto i genitori a non vaccinare i figli. Se da un lato i vaccini - come tutti i farmaci - hanno effetti secondari e anche reazioni avverse di cui i cittadini devono essere informati, anche per metterli in condizione di portarli all'attenzione dei medici, è pur vero che una campagna di disinformazione fa più danni di un terremoto (perlomeno laddove non c'è una sanità pubblica che tiene duro). Questa è anche una delle motivazioni per cui è dubbio il beneficio dell'interruzione dell'obbligatorietà delle vaccinazioni nell'infanzia portata avanti da alcune amministrazioni statali o regionali in Europa e in Italia: proteggere la parte debole (i minori) da possibili soprusi di chi ne è il rappresentante legale (i genitori) - che poi dovrebbe essere uno dei cardini della legislazione (fra due interessi contrapposti, le regole vanno fatte per proteggere l'interesse più debole).

Daniel Fiacchini ha detto...

Raccapricciante quello che è accaduto in Inghilterra.
Se nella psicosi meningite deve essere trovato un lato positivo forse può essere la ritrovata fiducia della popolaizone nei vaccini, visti non come elemento di offesa per l'organismo ma di difesa dagli attacchi esterni.
Sull'interruzione dell'obbligatorietà vaccinale: concordo in pieno con te. Rimane il fatto che i documenti programmatici, tipo il Piano Nazionale Vaccini, traccia una strada verso la caduta dell'obbligatorietà, quindi prima o poi qualcuno doveva muoversi. Il Veneto ha compiuto una scelta coraggiosa e sono sicuro che gli operatori della Sanità Pubblica del Veneto sapranno vincere la sfida. Improponibile tentare nell'80% delle altre Regioni italiane.