venerdì 17 agosto 2007

Origini del termine "influenza"



Per chiunque fosse interessato all'approfondimento: un buon documento del CIRI (Centro Interuniversitario di Ricerca sull'Influenza e sulle Infezioni Virali).

Mi permetto di riportare una "chicca" dallo stesso documento:

All'origine della parola italiana influenza, tuttora usata in numerose altre lingue, c'è il termine latino "influentia". II nome rifletteva la credenza diffusa nell'antica Roma che la comparsa delle epidemie fosse strettamente correlata all'influenza di congiunzioni sfavorevoli delle stelle.

giovedì 16 agosto 2007

H5N2 in Emilia Romagna


Ecco cosa accade in Italia quando viene isolato un virus influenzale aviario... leggi qui!
L'Emilia Romagna è una delle Regioni con i migliori Dipartimenti di Prevenzione d'Italia (insieme a Veneto e Toscana...opinione personale!). Nella mia regione, le Marche, gli allevamenti di pollame sono stati censiti e attuare le stesse misure di sanità pubblica non sarebbe un problema... e nelle altre regioni?

martedì 14 agosto 2007

H5N1 - Altre considerazioni sui casi di Bali

Da questa notizia si possono aggiungere i seguenti particolari:
  1. La donna ventinovenne deceduta domenica scorsa è risultata positiva ai test diagnostici che hanno confermato la morte per influenza aviaria.
  2. Sua figlia, 5 anni, è morta pochi giorni prima, il 3 agosto, in un ospedale locale, presentando i sintomi di una polmonite; nessuno ha pensato all’infezione da H5N1 e i test non sono stati immediatamente effettuati. Solo dopo la morte della madre le autorità sanitarie hanno deciso di riesaminare il caso della piccola bambina e i risultati dei test diagnostici hanno confermato che anche la bambina è morta per l’infezione influenzale aviaria. Ovviamente questo avvenimento fa sospettare che in precedenza possano esserci stati casi di morti per influenza aviaria non segnalate.

  3. Nei giorni precedenti i due decessi alcuni polli, di proprietà di un vicino delle vittime, erano risultati malati e molti di questi sono morti rapidamente. I test sui polli morti hanno confermato la presenza del virus.

  4. Quello che più preoccupa è il comportamento degli abitanti del villaggio che invece di bruciarne le carcasse le hanno seppellite o le hanno date in pasto ai maiali; è proprio così che i virus influenzali mutano e divengono pandemici…

Il meccanismo è conosciuto come antigenic shift e avviene più frequentemente con il coinvolgimento di un ospite intermedio, generalmente il maiale (figura sotto).



Modificato da Zanetti, Presentazione al Corso Nazionale di aggiornamento sul “Piano di Preparazione e Risposta ad una Pandemia Influenzale” - Roma 19 giugno 2007

Il maiale agisce da “mixing vessel”: esso possiede i recettori sia per il virus umano sia per quello dei volatili e a livello delle cellule bersaglio avviene il riassortimento genico (scanbio di materiale genico) che dà origine ad un nuovo virus con caratteristiche adattative all’uomo.


lunedì 13 agosto 2007

H5N1 a Bali, Indonesia: 2 casi umani


Mentre rimaniamo in attesa di capire se gli otto casi indiani siano stati infetti dal virus influenzale aviario la cronaca odierna parla di 2 ulteriori vittime a Bali, in Indonesia. L'infezione da H5N1 è stata confermata.
Il numero delle vittime in Indonesia, il Paese più colpito dall'Aviaria, sale a 83.

Fino ad'ora a Bali non si erano verificati casi umani.
Considerato che Bali rappresenta la più importante meta turistica indonesiana, presumo che la notizia possa avere un certo impatto mediatico e possa essere fonte di preoccupazione per i turisti. Allora? Che fare se si fosse diretti a Bali per il ferragosto?
Consigliamo di leggere questo interessante documento, e se qualcuno fosse particolarmente interessato ai viaggi in Indonesia, o nelle altre zone colpite dall'Aviaria, riportiamo (figura sotto) i consigli specifici che potrete trovare a pagina 9 dello stesso documento.

sabato 11 agosto 2007

H5N1 in India: 8 casi umani?



Vellore (India), 11 agosto 2007 - Otto bambini di Chittor, nella regione indiana di Andhra Pradesh sono stati ospedalizzati per la presenza di sintomi influenzali, febbre alta e epilessia, che farebbero sospettare l'influenza aviaria.
Attendiamo l'esito dei test di laboratorio.
La notizia qui

venerdì 10 agosto 2007

Random Medical News


Il mondo della ricerca scientifica non smette di sorprendermi.
Ogni giorno vengono pubblicati centinaia di articoli, alcuni veramente interessanti e di alta qualità, alcuni scadenti, altri della vera e propria spazzatura.
Così, una rapida ricerca delle news relative alla salute ci informa che…
- Il caffè ha proprietà protettive contro il cancro del fegato e della pelle (leggi qui) e non solo…
- il caffè riduce il declino cognitivo negli anziani (leggi qui)
- Una elevata assunzione di fritti aumenta il rischio di obesità (leggi qui)
- Le donne che si sottopongono all’impianto di protesi al seno sono a rischio tre volte maggiore di suicidio (leggi qui)
- Molti dei problemi di salute di cui soffrono i pazienti diabetici sono da attribuirsi a una carenza di vitamina B1 (tiamina) (leggi qui).

Quante informazioni relative alla salute vengono prodotte? Tantissime.
Quante di queste informazioni sono attendibili? Non così tante.
I problemi sono molteplici e si tratta, nella maggior parte dei casi, di problemi metodologici. Ma a mio parere il problema maggiore è la modalità con cui certe notizie vengono divulgate.
Ogni studio sembra meritevole del Nobel per la medicina.
Un po’ di senso critico in più, da parte dei giornalisti incaricati di pubblicare news di salute, potrebbe e dovrebbe essere applicato.

Anche le notizie relative alle pandemie influenzali non sfuggono agli stessi problemi di cui sto parlando.
PandemItalia persegue l’obiettivo di promuovere le migliori conoscenze scientifiche relative all’influenza pandemica.
Il canale per riassumere i migliori risultati della ricerca sul tema in questione sono i post etichettati con il tag “Letteratura Scientifica”.

H5N1 in Australia: nessun caso umano e qualche considerazione epidemiologica

Falso allarme...
Ethan Ioannou, bambino di cinque anni deceduto a Melbourne, è morto per gli esiti della comune influenza stagionale che sta colpendo l'Australia.
Poco dopo la morte del bambino erano state effettuate tutte le indagine per escludere che si trattasse di H5N1. I risultati hanno confermato che la causa del decesso non è da ricercare in un virus influenzale aviario ma nel comune virus influenzale attualmente circolante in Australia.
Le giovani vittime australiane dell'influenza stagionale salgono a 5. Tre nel mese di luglio e un caso nei primi giorni del mese di agosto. A questi si somma il caso di Ethan, ultima piccola vittima.
L'autorità sanitaria di Melbourne ha dichiarato che attualmente non si può parlare di epidemia influenzale. I casi notificati quest'anno sono 260 contro i 245 casi del 2006 e i 442 del 2005. Quindi c'è stato un lieve incremento rispetto all'anno precedente ma si rimane nella comune variazione stagionale che ci si attende da un anno all'altro.
Il direttore della Scuola di Cure Primarie della Monash University, Professor Leon Piterman, ha dichiarato: "Le morti correlate all'influenza capitano e sono preoccupanti ma sono eventi rari. I genitori dovrebbero essere allertati ma non dovrebbero essere preoccupati che possa accadere".
"Nella morte improvvisa per un problema cardiaco, se un bambino presenta un quadro clinico non critico, è molto difficile prevedere che nel giro di poche orae la situazione andrà deteriorandosi".
Il Prof Piterman ha inoltre concluso dicendo che i bambini con asma sono maggiormente suscettibili all'infezione virale ma ha ribadito che le epidemie influenzali occorrono ogni anno e purtroppo capita che si verifichino casi peggiori di altri.

Le parole del Prof Piterman e i cinque casi australiani mi danno lo spunto per alcune considerazioni epidemiologiche sull'influenza.

Durante le epidemie di influenza i più colpiti sono i bambini in età scolare e si verifica con frequenza il contagio secondario degli adulti e degli altri bambini nell'ambito del nucleo familiare (non è un caso che la sorellina di Ethan si sia ammalata, fortunatamente senza gravi conseguenze).
La frequenza dell'infezione nei bambini sani è stata stimata del 10-40% all'anno. Circa l'1% di queste infezioni può richiedere un ricovero. Il rischio più grave è che l'infezione si estenda alle basse vie respiratorie sotto forma di bronchiolite o polmonite. Questo rischio è stimato fra lo 0,2 e il 25%. Nei bambini con meno di 5 anni è documentato che l'influenza comporta un aumento dei ricoveri, con frequenza più elevata in bambini sotto i due anni.
In generale la mortalità associata alle complicanze dell'influenza come bronchite e polmonite è più elevata nei pazienti con:
  • emoglobinopatie
  • displasia broncopolmonare
  • asma
  • fibrosi cistica
  • tumori
  • diabete mellito
  • malattia renale cronica
  • cardiopatia congenita
Anche gli anziani sono soggetti alle conseguenze peggiori dell'influenza.
Non è un caso che la vaccinazione anti-influenzale sia ogni anno gratuita per gli anziani sopra i 65 anni e per i soggetti con patologia cronica (tutte quelle segnalate sopra sono malattie croniche).

Ricetta Biblica per produrre olio “anti-virus”



Michael Ovadia, ricercatore dell'Università di Tel Aviv - Dipartimento universitario di Zoologia, ha usato un passo Biblico per produrre la versione moderna di un antico olio sacerdotale capace, a suo dire, di proteggere contro un’ampia gamma di virus.
L’olio era utilizzato dai sacerdoti del tempio di Israele per ungersi prima di sacrificare gli animali. Michael Ovadia è sicuro che quest’olio, preparato con cannella ed altre spezie, possa avere un ruolo nell’impedire la diffusione di agenti infettivi e si dice abbastanza sicuro dell’efficacia nella prevenzione della trasmissione di virus come quello dell’influenza aviaria, gli herpes virus e addirittura l’HIV.
Questa notizia, che sembrerebbe frutto di una mente quantomeno fantasiosa, l’ho trovata on-line e si tratta di una notizia vera! Chi voglia approfondire clicchi qui e qui (in italiano).

Sebbene mi preoccupi la sorte di ogni essere umano, non starò qui a esprimere la mia preoccupazione per un professore che ha violato un ordine Divino (chi vuole legga Esodo 30:22-33, troverete la ricetta ma anche la maledizione di Dio per chi utilizzerà l’olio di consacrazione al di fuori delle prescrizioni Divine). Non vorrei nemmeno parlare del fatto che il professor Ovadia abbia venduto la sua scoperta alla Frutarom, una azienda produttrice di profumi, estratti, olii essenziali e non so cos’altro e magari che per la vendita abbia, forse… chissà…, esagerato le proprietà curative dell’olio.
Quello di cui vorrei parlare è la terminologia utilizzata. Il professor Ovadia parla di scoperta efficace… Quando si utilizza l’aggettivo “efficace” per descrivere un farmaco, un trattamento, un prodotto di qualunque natura esso sia, dovrebbe essere chiaro il significato che sottende al termine “efficacia”. Dagli anni ’90 si è sviluppata una nuova medicina, la medicina basata sulle prove di efficacia (o evidenze), meglio conosciuta con l’acronimo EBM.
David L. Sackett (foto a destra), uno dei padri fondatori della Medicina Basata sulle Evidenze, l'ha definita come "L'utilizzo coscienzioso, esplicito e giudizioso delle migliori evidenze nel prendere decisioni per le cure individuali di un paziente. La pratica dell'EBM significa integrare l'esperienza clinica individuale con le migliori evidenze cliniche provenienti da ricerche sistematiche".
Il fondamento dell’EBM sono i trial. Essi rappresentano la strada più affidabile per scoprire cure efficaci o smascherare quelle che non lo sono.
In estrema sintesi, ecco come funziona il trial per testare l’efficacia di un certo farmaco: si includono nello studio dei partecipanti secondo espliciti criteri di inclusione (elemento fondamentale: che siano malati della malattia per cui il farmaco si sperimenta); si dividono i partecipanti in due gruppi (a caso); un gruppo riceve il farmaco studiato, l’altro gruppo riceve un altro farmaco (possibilmente quello considerato efficace rispetto alla malattia in questione) o il placebo (una pillola vuota); si stabilisce se ci sono differenze tra il gruppo dei trattati con il nuovo farmaco e il gruppo di controllo ovvero non trattato (placebo) o trattato con il farmaco di controllo.
Ora avrete capito perché non amo l’omeopatia: non esistono prove scientifiche che attestino l’efficacia dei rimedi omeopatici.
E capirete anche perché non amo particolarmente Ovadia: la disubbidienza a Dio non c’entra! Si tratta della sostanziale assenza di prove di efficacia a sostegno dell’olio biblico utilizzato nell'uomo come farmaco anti-virale.

Del resto nel campo delle malattie infettive non sempre i principi della medicina basata sulle evidenze possono essere applicati. Quella che viene definita Evidence Based Prevention (una prevenzione che si fonda sui principi della EBM) metterebbe in ginocchio molte scelte di sanità pubblica.
Talvolta le prove dell’efficacia di una determinata azione o di un determinato trattamento preventivo sono assenti semplicemente perché difficilmente valutabili.

Prendiamo ad esempio le prove relative all’utilizzo delle mascherine chirurgiche in caso di pandemia influenzale. Non ci sono chiare evidenze che ne attestino l’inutilità; al contempo non ci sono chiare prove che ne dimostrino l’efficacia protettiva.
Cosa fare quando le prove di efficacia mancano?

Torneremo su questo argomento perchè è il nodo centrale di molte scelte di sanità pubblica per affrontare un'eventuale pandemia influenzale!

H5N1 in Vietnam... e in Australia?




Un ragazzo vietnamita di 15 anni è deceduto il 4 agosto. Dopo quest’ultimo decesso in Vietnam le vittime da influenza aviaria salgono a 46 dal 2003.

Nel frattempo in Australia le autorità sanitarie stanno cercando di capire se il decesso di un bambino di 5 anni possa essere legato al virus dell’influenza aviaria. Test urgenti sono stati richiesti dopo che l’autopsia effettuata la scorsa notte ha indicato che il bambino è stato interessato da una polmonite di natura virale.

Rimaniamo in attesa…

martedì 7 agosto 2007

Se io ti do il virus… tu mi dai il vaccino?

Come sappiamo i virus influenzali cambiano aspetto con frequenza. Per questo motivo è fondamentale poter isolare continuamente i virus influenzali. Se si smettesse di isolare i virus influenzali sarebbe impossibile produrre vaccini efficaci; i vecchi vaccini, preparati sulla base delle caratteristiche dei vecchi virus, sarebbero inefficaci contro i nuovi virus circolanti (mutati rispetto a quelli dell’anno prima). È questo il motivo per cui ogni anno dobbiamo vaccinarci con un nuovo vaccino anti-influenzale.
Perché sto ripetendo questi concetti?
Perché ieri David Heymann, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato che l’Indonesia rimane attualmente l’unico Paese a non aver condiviso campioni contenenti il virus H5N1 che i produttori possono utilizzare per sviluppare vaccini. Ha poi continuato affermando che l’Indonesia ha inviato campioni in maggio che però sono risultati privi di virus. Haymann ha infine dichiarato che la decisione del governo indonesiano di non voler condividere i virus aviari aumenta i rischi associati ad un evento pandemico.

Dal canto suo l’Indonesia (il paese con il maggior numero di casi umani da H5N1) ha accusato l’OMS di utilizzare i suoi campioni in modo scorretto, condividendoli con le case farmaceutiche senza il proprio permesso. La preoccupazione dell’Indonesia è che le case farmaceutiche producano vaccini che Paesi poveri, come quello indonesiano, non potranno permettersi.
All’inizio dell’anno Jakarta aveva espresso l’intenzione di non condividere i campioni provenienti dai casi di H5N1 se non ci fossero state chiare garanzie da parte dell’OMS sul non utilizzo a scopo commerciale. Triono Soendoro, responsabile del centro per la ricerca e lo sviluppo del ministero della salute indonesiano ha dichiarato che l’aver inviato dei campioni a maggio è stato un gesto di buona volontà, rispetto all’assenza di chiari ed adeguati meccanismi per lo scambio dei virus: “abbiamo inviato I campioni a maggio in buona fede; è stata una donazione, una cortesia, nella speranza che in futuro sia stabilito un corretto meccanismo di scambio di virus. Ma fin’ora un meccanismo simile è inesistente.”.
La scorsa settimana gli esperti mondiali della salute si sono incontrati a Singapore per discutere dei meccanismi di scambio dei virus influenzali. La discussione continuerà sul tavolo della Asssemblea Mondiale della Salute nel maggio del 2008, quando i 193 stati membri affronteranno formalmente il problema.

La notizia originale la trovate qui!
(Fonte Reuters)

lunedì 6 agosto 2007

Influenza Report 2006


Tutto quello che avreste voluto sapere sull’influenza ma non avete mai osato chiedere… lo trovate qui!
Un report con ottime informazioni su aspetti microbiologici dei virus influenzali, virus aviari, preparazione alla pandemia influenzale, vaccinazione, aspetti clinici, trattamento e profilassi… un’ottima lettura estiva!

domenica 5 agosto 2007

PandemItalia e il futuro



PandemItalia e il futuro?
Chi può prevedere?!

Alcune idee sono in cantiere...
  • il "glossario pandemico", un glossario che consenta la massima comprensione del blog, anche ai non addetti ai lavori;
  • la revisione delle "etichette", per migliorare la fruibilità delle informazioni;
  • la promozione di un piano pandemico individuale e per le famiglie;
  • informazioni più dettagliate sulle misure di sanità pubblica da adottare in caso di influenza pandemica (uso delle mascherine, lavaggio delle mani, isolamento, quarantena...)
  • la ricerca della più ampia partecipazione possibile: PandemItalia non è "mio" ma è "nostro"... per questo motivo ancora una volta invitiamo alla partecipazione: tutti coloro che hanno un minimo di interesse leggano qui!

sabato 4 agosto 2007

Epicentro e Checklist CDC

Navigando in Epicentro ho trovato la Checklist per la preparazione dei singoli e delle famiglie a una pandemia influenzale, traduzione italiana di un documento dei CDC.

Da salvare e studiare attentamente!

NB: Epicentro è un sito fondamentale per gli operatori di Sanità Pubblica... da salvare fra i preferiti!

H5N1 – Nuove news… ma non buone

Da alcuni giorni non riportiamo le notizie di cronaca. Ecco, dunque, un breve sunto di ciò che è accaduto durante la settimana:

Hanoi (Vietnam), 31 luglio - Una giovane donna incinta è deceduta al Bach Mai Hospital di Hanoi, dove la donna era stata ricoverata nel giorno del 24 luglio per una polmonite e difficoltà respiratorie.
Questo è il quarto caso recente di infezione umana in Vietnam (e la terza morte). La conferma di questo caso da parte dell’OMS porterebbe i casi vietnamiti a 99 e i decessi a 45.

In Europa sono ancora stati segnalati volatili morti. Sia in Francia (29 luglio) che in Germania (3 agosto) alcuni volatili sono stati ritrovati morti e successivi test hanno confermato l’infezione da H5N1.
Nessun allevamento coinvolto.

Molto più seria la situazione in India, dove migliaia di uccelli sono stati abbattuti dopo che un focolaio di H5N1 ha colpito un allevamento di pollame nella regione nordorientale di Manipur al confine con la Birmania.
In questi giorni Le autorità indiane hanno messo in quarantena 51 persone, perlopiù coinvolte nell’abbattimento e nello smaltimento degli animali infetti.
Il ministero della sanità indiano dichiara inoltre che le persone sotto osservazione, tutte già in terapia con il medicinale Tamiflu, hanno detto di non sentirsi bene, ma nessuno ha accusato sintomi influenzali.
Ma le autorità sanitarie hanno visitato centinaia di persone residenti nei dintorni dell’allevamento colpito. A seguito di questi controlli in quattro bambini sono stati ravvisati sintomi influenzali. Campioni di sangue e altro materiale proveniente dai bambini sono stati analizzati e non è stata riscontrata la presenza di H5N1.

venerdì 3 agosto 2007

Battaglia “on line” per l’influenza aviaria.

In questi giorni si sta consumando una singolare “battaglia” sull’influenza aviaria.

L’articolo, che potete leggere qui, ha scaturito un infuocato commento, che potete leggere sempre qui.
Solo un giorno di distanza e la lettera, che potete leggere qui, dai toni più pacati ma non meno decisi, è stata indirizzata all’autore dell’articolo e pubblicata.
Per l’esplicito divieto di riprodurre parti di articoli e commenti non riporto alcuna parte dei testi che invito comunque a leggere.
Qualcosina vorrei pur dire…
Per quanto riguarda l’articolo di Pietro Ricciardi:
Quella per cui scrive Pietro Ricciardi è testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Meno male! Credo che quello che è stato riportato sotto forma di notizia sia qualcosa di poco degno. Continuo ad insistere su un principio che a mio parere dovrebbe essere basilare per un giornalista: ci si dovrebbe informare prima di informare gli altri. Come si può parlare di “potere contrattuale” dei consumatori, quando la crisi del mercato avicolo del 2005 – 2006 è scaturita a seguito di una psicosi alimentata dalla pessima informazione mediatica?
Dalla lettura della notizia si comprende che il rincaro dei prezzi dei prodotti avicoli (che non mi rende certo felice) sia la conseguenza del comportamento “psicotico” dei consumatori negli anni scorsi. Ma qual è la fonte della notizia? Perché mi sembra poco verosimile.
Poi mi chiedo che senso abbia correlare l’ultimo decesso umano per l’H5N1 alla situazione italiana. Perché dovrebbero riaccendersi i riflettori sull’Aviaria? Casi umani di H5N1 ci sono stati e continueranno ad esserci, ma la sorveglianza che abbiamo in Italia rende pressoché impossibile il contagio umano nel nostro paese.
Anche le note inserite nel commento della signora Melita Lasagni evidenziano una grande confusione mentale: in Francia sono stati trovati due cigni morti. Nel Vietnam siamo di fronte ad un contagio umano da H5N1, purtroppo esitato in un decesso: sono due cose molto diverse.

Rispetto al commento di Melita Lasagni:
Mamma mia che “toni caldi”!
Condivido pienamente l’invito a lasciare che le informazioni sull’argomento siano trattate da personale sanitario informato.
Credo che possa essere affermato con tranquillità: la psicosi aviaria è scaturita da un informazione assolutamente fuori controllo.
Ma dov’era il personale sanitario all’epoca? Era colpevolmente assente oppure c’era e non veniva ascoltato? A questa domanda non so dare una risposta… ma questa è un’altra storia!

Per quanto concerne la lettera di Rossella Pedicone:
Sembra quasi che l’allarme lanciato dall’OMS e colto dalle Nazioni mondiali sia considerato una bufala. Così non è. Credo che l’OMS abbia fatto bene a lanciare l’allarme, credo che i vari Paesi abbiano fatto bene a dotarsi di farmaci antivirali, credo che sia giusto parlare di vaccino per un eventuale pandemia. Il tutto però va fatto in modo corretto. Accendere i riflettori su un problema non significa essere desiderosi di scatenare il panico. Accendere i riflettori sul problema influenza aviaria e, più importante, sul possibile rischio di pandemia influenzale era sacrosanto che venisse fatto. Si tratta di un’emergenza per la salute pubblica che va affrontata sin da subito, attraverso corretta informazione, preparazione, promozione dei principi di prevenzione. Il panico che si è effettivamente scatenato non dovrebbe essere attribuito ad una “malvagia cabina di regia”, desiderosa di fare i propri interessi senza considerarne le conseguenze.
Mi piace l’ultima frase della lettera: “sarà la trasparenza nella comunicazione a salvarci”, evoca una comunicazione informata, competente, tempestiva, non strumentale.
Sottoscrivo in pieno questi principi… ma quanto siamo lontani dall’avere una comunicazione trasparente?

Per finire l’ultima considerazione rispetto ad un dubbio che non sono riuscito ancora a risolvere: perché tanto fervore per la Testata giornalistica on line di Pignataro Maggiore e dell’Agro caleno?

martedì 31 luglio 2007

Come pulirsi le mani con soluzione alcolica

In un recente post abbiamo già accennato alla possibilità di utilizzare soluzioni a base alcolica per la pulizia delle mani. Si tratta di soluzioni che non richiedono l'utilizzo di acqua corrente.

Ecco le istruzioni per l'uso...





L'intero documento è scaricabile qui.

Ricordiamo che quando le mani sono visibilmente sporche è bene utilizzare acqua e sapone.

Come lavarsi le mani con acqua e sapone

Ecco come fare...




Per scaricare il documento clicca qui.

Laviamoci le mani!

Dopo aver richiamato all’importanza del lavaggio delle mani per la prevenzione dell’influenza (e di tante altre malattie trasmissibili) segnalo alcuni interessanti siti internet/documenti da visionare…

CDC

Mayo Clinic

Wikipedia

Ho trovato del materiale dell’OMS tradotto in italiano e messo a disposizione nel sito del CCM… bellissimo! Merita la massima visibilità e sarà oggetto dei prossimi post!
Chiunque possa inviarmi link a indirizzi contenenti materiale informativo in italiano lo faccia!
pandemitalia@gmail.com

lunedì 30 luglio 2007

Mani pulite!



Tenere le mani pulite! È uno dei più importanti passi per evitare di ammalarci e trasmettere agli altri le nostre malattie. Ricordiamo inoltre che il lavaggio delle mani è uno dei principali pilastri per combattere un’eventuale pandemia influenzale
Le istruzioni da seguire sono semplici:
Se si utilizza acqua e sapone:
- sciacquare le mani con acqua corrente e applicare il sapone
- insaponare bene le mani e sfregare (anche nelle superfici interdigitali e sulle unghie)
- continuare per venti secondi (se hai bisogno di un timer… canta “Tanti auguri a te” per due volte!)
- risciacquare sotto acqua corrente
- asciugare utilizzando un asciugatore o un fazzoletto di carta. Se possibile usa lo stesso fazzoletto di carta per chiudere il rubinetto dell’acqua.
Se acqua e sapone non sono disponibili si può disporre di soluzioni a base alcolica (in Italia non siamo troppo abituati ad utilizzarle).
Quando lavarsi le mani? Ecco alcuni momenti essenziali (ma il buon senso ci suggerirà altre situazioni):
· Prima di preparare o mangiare il cibo
· Dopo essere andati al bagno
· Dopo aver pulito un bambino
· Prima e dopo aver accudito un malato
· Dopo aver soffiato il naso, dopo aver tossito o starnutito (coprirsi sempre quando si tossisce o si starnuta… lavarsi dopo essersi coperti!)
· Dopo aver toccato un animale
· Dopo aver toccato la spazzatura
· Prima e dopo aver medicato un taglio o una ferita

Cominciamo ad abituarci!

sabato 28 luglio 2007

Chi ha detto che i soldi fanno la felicità?


Vuoi vedere che ci lascia le penne?!



Vi riporto la notizia relativa ai risultati di una ricerca presentati alla Conferenza internazionale sull'influenza di Toronto.

I germi possono resistere sul denaro anche 17 giorni, trasformando i soldi, in alcuni casi, in potenziale veicolo di contagio.
Il virus influenzale può sopravvivere sulle banconote da 2 a 72 ore e, a certe condizioni, addirittura 17 giorni. La sorprendente scoperta, comunicata alla Conferenza internazionale sull’influenza a Totonto, è stata fatta da ricercatori del centro nazionale svizzero per l’influenza, guidati dal virologo Yves Thomas. A commissionare la ricerca la National bank svizzera, preoccupata, di fronte al timore di una pandemia, dal rischio connesso al maneggio di denaro da
parte di funzionari e impiegati.
I test sono stati effettuati con vari ceppi di virus influenzali umani di tipo A e B, alcuni dei quali circolanti nell’inverno 2007. Se la sopravvivenza dei viruss di tipo H1N1 B, in condizioni d’ambiente e di temperatura controllate, non ha superato 1 ora, uno dei virus H3N2 è arrivato a 24, un altro fino a 72 ore. I ricercatori hanno inoltre verificato che i virus influenzali vivono molto più a lungo, fino a 17 giorni, se spruzzati sulle banconote mescolati con muco nasale, l’habitat ideale per il virus influenzale.
Ma è davvero possibile che il denaro si trasformi in caso di pandemia, nel più efficiente e rapido veicolo di agenti patogeni nelle ore o giorni in cui sono vivi e potenzialmente capaci di infettare? Non pochi sollevano perplessità: i virus influenzali si trasmettono in prevalenza attraverso le goccioline di secrezioni delle vie aeree. Possono essere veicolati attraverso il contatto mano-viso
(infezione da contatto), nel caso si tocchi una persona o superfici contaminate da goccioline infette. Non si sa, però, con precisione, che parte abbia questo contatto indiretto nella trasmissione dell’influenza.
«Occorre, tuttavia, considerarne il ruolo. E, dopo questo studio, includervi anche le banconote» ha affermato il responsabile della ricerca.

(Fonte: Panorama del 12/07/2007 - Eugenia Tognotti)

Cosa dire? In caso di pandemia influenzale il lavaggio frequente delle mani sarà importantissimo (vedi anche post del 25 luglio). Generalmente, la sensazione che ci accomuna (ma forse dipende da quanto siamo attaccati al denaro?) quando maneggiamo i soldi è una sensazione di sporco. Non mi viene difficile pensare di lavarmi le mani subito dopo aver toccato lo "sporco denaro".