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martedì 25 settembre 2012

Ripartiamo dall'ABC

Se qualcuno sentisse la necessità di approfondire l'argomento relativo all'utilizzo efficace della comunicazione in caso di emergenza il documento "Effective Media Communication during Public Health Emergencies (A WHO Handbook)" è un must! Tutti i principi della comunicazione del rischio sono ben riportati... buona lettura!

lunedì 28 giugno 2010

Letteratura scientifica: The price of poor pandemic communication

Il titolo dell'articolo di Thomas Abraham, recentemente pubblicato sul BMJ, dice tutto.
Interessante la considerazione introduttiva: "Il principale fallimento è stato questo: invece di utilizzare i principi e i metodi della comunicazione del rischio per facilitare la comprensione dei rischi di una pandemia influenzale nell'opinione pubblica gli esperti e i responsabili delle politiche sanitarie hanno usato un'altra forma di comunicazione, l'advocacy, che è finalizzata non tanto a facilitare la comprensione ma a convincere la popolazione a fare determinate azioni".
Consiglio la lettura dell'articolo (in lingua inglese): interessante.

Abraham T. The price of poor pandemic communication. BMJ 2010;340:c2952.

mercoledì 2 dicembre 2009

Letteratura scientifica: Salicylates and pandemic influenza mortality, 1918-1919 pharmacology, pathology, and historic evidence

Interessante punto di vista firmato da Karen Starko e pubblicato dalla rivista Clinical Infectious Diseases. Ecco l'abstract tradotto:

L'alto tasso di letalità, soprattutto tra i giovani adulti, registrato durante la pandemia influenzale del 1918-1919, non è completamente chiaro. Sebbene i decessi tardivi furono causati da polmoniti batteriche quelli iniziali furono caratterizzati da polmoniti emorragiche. L'ipotesi qui presentata è che l'aspirina abbia contribuito all'incidenza e alla gravità della patologia virale, delle infezioni batteriche e dei decessi perchè i clinici del tempo ignoravano che i dosaggi in uso (8,0-31,2 grammi al giorno) determinassero livelli sierici associati a iperventilazione e edema polmonare nel 33% e nel 3% dei pazienti, rispettivamente.
Recentemente, l'edema polmonare è stato riscontrato nelle autopsie del 46% di 26 adulti intossicati da salicilati. Da un punto di vista sperimentale i salicilati aumentano l'imbibizione polmonare, i livelli di proteine e compromettono la clearence mucociliare
Nel 1918, la US Surgeon General, la US Navy e il Journal of the American Medical Association raccomandarono l'uso dell'aspirina proprio prima del picco di decessi verificatisi in ottobre. Se queste raccomandazioni furono seguite, e se l'edema polmonare si fosse verificato nel 3% delle persone, una parte significativa dei decessi potrebbero essere attribuiti all'aspirina.

Starko KM. Salicylates and pandemic influenza mortality, 1918-1919 pharmacology, pathology, and historic evidence. Clin Infect Dis. 2009 Nov 1;49(9):1405-10.

sabato 28 novembre 2009

Letteratura scientifica: The Emotional Epidemiology of H1N1 Influenza Vaccination

In questo contributo al New England Journal of Medicine di Danielle Ofri si parla in modo molto interessante di "Epidemiologia emozionale".
Il punto di vista della collega ben evidenzia l'impatto emozionale che ogni emergenza di sanità pubblica si porta dietro. Una lettura interessante che permette di riflettere sulla centralità del ruolo della comunicazione del rischio nella gestione delle emergenze di sanità pubblica.
L'articolo termina così:
"Ogni clinico è, in qualche misura, un epidemiologo di base. Registriamo
l'andamento delle malattie mentre si difondono tra i nostri pazienti. Siamo
anche acuti osservatori del'epidemiologia emozionale, anche se spesso non ne
siamo pienamente consapevoli. Tenere sotto controllo l'epidemiologia emozionale,
nonchè l'epidemiologia della malattia e trattare entrambe con la stessa urgenza
è una modalità operativa essenziale per affrontare questa stagione
influenzale."

venerdì 9 ottobre 2009

Hospitalized Patients with 2009 H1N1 Influenza in the United States, April–June 2009

Sul New England Journal of Medicine è apparso oggi un articolo sui casi ospedalizzati in USA. Fra i casi riportati nello studio, un terzo di quelli ricoverati in terapia intensiva ha sviluppato ARDS (sindrome da stress respiratorio acuto), riferibile in parte probabilmente a invasione diretta da parte del virus H1N1 2009 delle basse vie respiratorie. Secondo uno studio australiano e neozelandese pubblicato sulla stessa rivista, sui circa 700 pazienti ricoverati in terapia intensiva, la metà aveva una pneumonite virale primaria e/o ARDS, mentre il 20% aveva una co-infezione batterica.Per quanto riguarda i pazienti USA, oltre il 70% aveva una storia clinica di pregresse patologie croniche (asma, diabete, disordine cronico ostruttivo polmonare, immunosoppressione, malattia del cuore, rene o epatiche). In pratica, se il quadro clinico dell'infezione da virus H1N1 2009 è per la stragrande maggioranza dei casi benigno e auto-limitante, una porzione piccola ma non indifferente sviluppa complicanze gravi che necessitano interventi invasivi in rianimazione, con saturazione delle terapie intensive e assorbimento di personale e risorse.Quale sia il ruolo della citochinemia nello sviluppo dell'ARDS nel quadro dell'infezione da H1N1 2009, rimane da stabilirsi. Quello che appare sicura è la pressione sulle strutture sanitarie e sulla società nel suo complesso dato che la maggior parte dei casi gravi è concentrata fra i giovani con meno di 18 anni e in quelli fra 25-60 anni, in età lavorativa. L'utilizzo degli antivirali precocemente pare migliorare la prognosi. Una rapida implementazione di una immunizzazione fra le fascie di popolazione a maggior rischio è cruciale nella prospettiva di ridurre i costi sociali, umani ed economici di questa pandemia.

Scarica e leggi l'articolo in pdf.

lunedì 13 luglio 2009

PubMed e pandemia influenzale

Chi utilizza PubMed per la ricerca di informazioni scientifiche avrà sicuramente notato che da qualche giorno a questa parte l'home page di PubMed presenta quattro link interessanti sotto il titolo "NLM/NCBI H1N1 Flu Resources":
Newest 2009 H1N1 Flu Outbreak Sequences
Citations recently added to PubMed
MedlinePlus (consumer health information)
Enviro-Health Links

Il più interessante in assoluto è il link "recently added to PubMed", che reindirizza ai risultati di ricerca bibliografica relativa ai lavori scientifici dedicati alla influenza H1N1 2009.
Sono molti gli articoli scientifici ad accesso gratuito. Una pagina importante per gli operatori sanitari: buona lettura!

Managing and Reducing Uncertainty in an Emerging Influenza Pandemic

Interessante l'articolo di Lipsitch e colleghi, pubblicato nell'ultimo numero del New England Journal of Medicine.
Si parla dell'incertezza dei denominatori, della difficoltà di prendere decisioni di politica sanitaria prima che dati attendibili siano resi disponibili, l'importanza di potenziare la sorveglianza epidemiologica, l'importanza della comunicazione del rischio e dell'incertezza alla popolazione e un doveroso cenno ai paesi in via di sviluppo, quelli che per quest apandemia pagheranno il più alto prezzo in termini di vite umane.
Buona lettura.

Lipsitch M, Riley S, Cauchemez S, Ghani AC, Ferguson NM. Managing and reducing uncertainty in an emerging influenza pandemic. N Engl J Med. 2009 Jul 9;361(2):112-5. Epub 2009 May 27.

giovedì 9 luglio 2009

Enhanced epidemiological surveillance of influenza A(H1N1)v in Italy

Il numero di Eurosurveillance del 9 luglio 2009 dedica un articolo alla situazione epidemiologica italiana e descrive il sistema di sorveglianza attivo nel nostro Paese.
Leggi il rapporto “Enhanced epidemiological surveillance of influenza A(H1N1)v in Italy” (in inglese). Un grazie infinite a Caterina Rizzo e ai colleghi dell'Istituto Superiore di Sanità che stanno lavorando per noi, nel preparare la risposta italiana alla pandemia influenzale.
La traduzione del lavoro sarà disponibile su EpiCentro nei prossimi giorni.

Rizzo C, Declich S, Bella A, Caporali MG, Lana S, Pompa MG, Vellucci L, Salmaso S. Enhanced epidemiological surveillance of influenza A(H1N1)v in Italy. Euro Surveill. 2009;14(27):pii=19266. Available online: http://www.eurosurveillance.org/ViewArticle.aspx?ArticleId=19266

giovedì 2 luglio 2009

Comunicare le strategie di risposta all’influenza A/H1N1: mitigazione e ritardo di diffusione

Su EpiCentro è stato tradotto l'interessante documento degli ECDC Mitigation and delaying (or "containment") strategies as the new influenza A(H1N1) virus comes into Europe.

Il documento promuove messaggi chiave con l’obiettivo di fornire alle autorità nazionali una visione generale, con evidenze e consigli per informare i decisori politici e per implementare strategie di risposta (mitigazione o rinvio), soprattutto quando le infezioni da virus A/H1N1 si diffonderanno nelle comunità dei Paesi Eu e See (Spazio economico europeo).

La traduzione del documento ECDC a cura di EpiCentro.

mercoledì 24 giugno 2009

Virological surveillance of human cases of influenza A(H1N1)v virus in Italy: preliminary results

Su Eurosurveillance sono stati pubblicati i dati relativi alla sorveglianza virologica di laboratorio dei casi di nuova influenza da virus A/H1N1 in Italia.

Leggi qui il contributo scientifico:
Surveillance Group for New Influenza A(H1N1) Virus Investigation in Italy. Virological surveillance of human cases of influenza A(H1N1)v virus in Italy: preliminary results. Euro Surveill. 2009;14(24):pii=19247.

What Is the Optimal Therapy for Patients with H5N1 influenza?

Su PLoS Med è apparsa una discussione fra alcuni esperti come Robert Webster e Tim Uyeki sulla possibilità (e necessità) di un approccio di terapia combinata antivirale per i casi severi di influenza A/H5N1 e A/H1N1v.

Una proposta è quella di utilizzare l'oseltamivir con l'amantadina o la ribavirina, mentre si suggerisce una urgente revisione dei protocolli terapeutici includendo i fibrati e i COX-2 inibitori. Inoltre, si richiede una intensificazione dei trials per l'approvazione di alcuni nuovi agenti antivirali.

Leggi qui il contributo scientifico:
White NJ, Webster RG, Govorkova EA, Uyeki TM (2009) What Is the Optimal Therapy for Patients with H5N1 Influenza? PLoS Med 6(6): e1000091. doi:10.1371/journal.pmed.1000091

sabato 20 giugno 2009

WHO - New influenza A (H1N1) virus: global epidemiological situation

Nell'ultimo numero del Weekly epidemiological record dell'OMS è riassunta la situazione epidemiologica relativa al nuovo virus influenzale A/H1N1 aggiornata all'11 giugno 2009.
L'analisi epidemiologica descrittiva della pandemia presentata nel report include la distribuzione per età e sesso dei casi conformati in laboratorio, la diffusione geografica del virus, le caratteristiche di trasmissione a livello globale e regionale, informazioni su morbosità e mortalità e informazioni sulla co-circolazione dei virus influenzali e del nuovo virus influenzale A/H1N1.
Riporto i dati che considero personalmente più interessanti e rimando alla lettura del report per ulteriori approfondimenti.

Sebbene 74 Paesi in 5 regioni OMS siano stati affetti il 90% circa dei casi si è manifestato in America. Fuori dal continente americano il maggio rnumero dei casi è stato registrato dal Cile (6,1% sul totale dei casi riportati), Australia (4,4%), Regno Unito (2,4%), Japan (1,8%), Spain (1,2%) e Panama (0,8%). Nessun caso è stato riportato dai 46 Paesi della regione africana dell'OMS.
Un recente viaggio internazionale rimane un importante fattore di rischio per la malattia. Alla data del 3 giugno 2009 circa il 50% dei casi (n=415) registrati nell'Unione Europea erano associati a viaggi di rientro dal Messico (n=133) o Stati Uniti (n=90) nella settimana precedente l'insorgenza dei sintomi.
Dal 1° giugno 2009 l'Health Protection Agency del Regno Unito ha osservato un forte aumento nella proporsione delle infezioni acquisite in comunità. Questa caratteristica si sta osservando in altri Paesi con una situazione in rapida evoluzione. In Canada tra i 1630 casi riportati alla data del 4 giugno 2009 solo 182 (10,7%) avevavo una storia di viaggio effettuato nei sette giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi.
La maggior parte dei Paesi, con l'eccezione del Messico, stanno riportando un aumento nel numero dei casi. In questi Paesi possono essere descritte differenze interne nella intensità e nella trasmissione virale ai livelli regionali con variazioni notevoli: da zero casi riportati a casi importati dall'estero, da una limitata trasmissione locale associata a epidemie in istituti pubblici, per lo più scuole (come in Australia, Cile, Giappone, Filippine, Stati Uniti e 14 Paesi dell'Unione Europea) a una sostenuta diffusione comunitaria (Canada, Cile, Messico, Stati Uniti). L'Australia ha riportato un livello di sostenuta diffusione comunitaria nello Stato di Vittoria mentre tutti gli altri Stati sono caratterizzati da trasmissione locale.

WHO. New influenza A (H1N1) virus: global epidemiological situation, Weekly epidemiological record, June 2009.

Lancet - Avoiding panic in a pandemic

Traduco parte dell'ultimo interessante editoriale del Lancet:
Il numero di casi gravi e mortali è limitato e molti di questi casi si sono verificati in persone con concomitanti patologie croniche come asma, malattie cardiovascolari, diabete, malattie autoimmuni, e obesità. Finora i sistemi sanitari nei paesi colpiti sono stati in grado di far fronte alla situazione e l'OMS non si aspetta di vedere un cambiamento nel rapporto tra casi confermati e casi gravi o decessi. Ma mentre questa notizia invita ad una risposta calma, un atteggiamento di compiacimento non sarebbe saggio. Infezioni gravi e mortali si sono verificate in giovani adulti precedentemente sani. La nuova Influenza A (H1N1) pone un rischio particolare per le donne incinte. Paesi in via di sviluppo con un elevato carico di altre malattie e sistemi sanitari deboli potrebbero avere un quadro di diffusione più severo. In corrispondenza alla stagione invernale in alcune nazioni potrebbero manifestarsi seconde ondate più gravi. secondo l'OMS un vaccino contro l'H1N1 non sarà pronto prima di settembre E anche se al momento il virus pandemico sembra stabile, potrebbe mutare. I paesi dovrebbero adattare i loro piani pandemici, per lo più pensati per fronteggiare una pandemia da H5N1, al virus A (H1N1). Ma devono anche rimanere vigili e pronti per un eventuale peggioramento della situazione epidemiologica.

Per l'accesso al full text è necessaria la registrazione (gratuita).

Editorial. Avoiding panic in a pandemic. The Lancet, Volume 373, Issue 9681, Page 2084, 20 June 2009

martedì 2 giugno 2009

ECDC - Likely evolution of the epidemics/ pandemic of new A(H1N1) influenza

Degna di nota la presentazione che l'ECDC ha inserito nel proprio sito riguardante la possibile evoluzione delle epidemie/pandemia da nuovo virus influenale A/H1N1.
La presentazione sarà aggiornata regolarmente al fine di includere ogni nuova evidenza utile a comprendere la situazione. Sono riportate evidenze dalle ultime tre pandemie riguardanti il tasso di attacco clinico specifico per età, i tassi di mortalità e le curve epidemiche.
È inoltre discusso il metodo per determinare la severità di una pandemia prendendo in considerazione numerose variabili.

Likely evolution of the epidemics/ pandemic of new A(H1N1) influenza

venerdì 15 maggio 2009

New influenza A(H1N1) virus infections: global surveillance summary, May 2009

Dal Weekly Epidemiological Record dell'OMS...

A metà marzo 2009 il Ministro della Salute del Messico ha cominciato a identificare un insolito aumento nel numero dei casi di sindrome simil influenzale (ILI) in un periodo nel quale le epidemie stagionali sono usualmente in declino. A metà aprile si sono cerificati casi atipici e cluster di polmoniti severe in giovani adulti precedentemente sani in differenti zone del Messico...

Per continuare a leggere... New influenza A(H1N1) virus infections: global surveillance summary, May 2009

giovedì 14 maggio 2009

Lancet's H1N1 Resource Centre

Il Lancet ha istituito l'H1N1 Flu Resource Centre. Si tratta del risultato della collaborazione tra gli editori di oltre 40 giornali scientifici pubblicati dall'editore Elsevier e di 11 Società scientifiche che hanno concordato di inserire nel sito del Lancet materiale rilevante ad accesso gratuito.
Tutti gli articoli scientifici sono stati selezionati da un editore del Lancet, sono stati raggruppati per argomento e i pdf degli articoli sono scaricabili gratuitamente.

sabato 9 maggio 2009

New England Journal of Medicine, Eurosurveillance, MMWR ...

Novel Swine-Origin Influenza A (H1N1) Virus Investigation Team. Emergence of a Novel Swine-Origin Influenza A (H1N1) Virus in Humans.

V. Shinde and Others. Triple-Reassortant Swine Influenza A (H1) in Humans in the United States, 2005–2009.

L.R. Baden and Others. H1N1 Influenza A Disease — Information for Health Professionals.

R.B. Belshe (Editorial). Implications of the Emergence of a Novel H1 Influenza Virus.

J.S. Brownstein and Others. Perspective Digital Disease Detection — Harnessing the Web for Public Health Surveillance.

J.S. Brownstein and Others. PerspectiveInfluenza A (H1N1) Virus, 2009 — Online Monitoring.

M.A. Miller and Others. The Signature Features of Influenza Pandemics — Implications for Policy.

CDC MMWR. Update: Novel Influenza A (H1N1) Virus Infections. Worldwide, May 6, 2009.

ECDC Technical Emergency Team. Initial epidemiological findings in the European Union following the declaration of pandemic alert level 5 due to influenza A (H1N1).

ECDC Technical Emergency Team. First sequence-confirmed case of infection with the new influenza A(H1N1) strain in Germany.

Buona lettura!

A/H1N1 - Le prime pubblicazioni scientifiche

A poche settimane dall'inizio della crisi causata dall'improvvisa diffusione del virus influenzale A/(H1N1) di origine suina, cominicano a comparire le prime descrizioni cliniche, epidemiologiche e virologiche: il New England Journal of Medicine è uscito con una edizione speciale con articoli di libero accesso al pubblico e che descrivono sia il quadro clinico della malattia nell'uomo, sia alcuni elementi di epidemiologia e di caratterizzazione virologica. Anche il bollettino settimanale del Centro per il Controllo Malattie USA (MMWR, Morbidity Mortality Weekly Report) ha messo in linea il nuovo numero con nuovi dettagli sui casi umani riportati negli Stati Uniti. Infine Eurosurveillance aggiorna sia sui primi casi umani descritti in paesi appartenenti all'Unione Europa sia sulle ultime notizie sull'influenza aviaria A/H5N1 in Egitto. Si tratta di letture altamente consigliate data la ricchezza di dettagli, l'accuratezza delle informazioni che possono finalmente aprire un piccolo squarcio nella coltre di disinformazione calata dall'alto dai mass-media e da un flusso ininterrotto di dichiarazioni, smentite da parte di ''esperti'', ricercatori in cerca di notorietà (già peraltro acquisita durante i sei lunghi anni della panzoosi di influenza aviaria H5N1) e di politici spesso non solo ignoranti ma palesemente (e comprensibilmente) allergici alla chiarezza. Ciò che emerge dalle pubblicazioni circa il quadro clinico dell'infezione da nuovo virus influenzale A/(H1N1) è una malattia a esordio acuto, con febbre molto alta (anche oltre i 40°C), dolori muscolari e articolari, tosse, mal di gola, brividi (un quadro tipicamente ''influenzale''), accompagnata in un certo numero di casi da sintomi gastrointestinali (vomito e diarrea, inappetenza); il decorso è per la maggior parte dei casi benigno e si risolve senza il ricorso a particolari terapie; negli USA sono stati identificati (su circa 700 pazienti) almeno 36 casi di infezione complicata che ha richiesto il ricovero in ospedale; di questi, 22 casi possedevano un diario clinico completo; la metà ha sviluppato polmonite acuta dimostrata da reperti radiografici; la maggioranza è stata dimessa dalla terapia intensiva e risulta in completa remissione; quattro i casi che hanno avuto necessità di respirazione meccanica; due sono deceduti. Una larga parte dei pazienti ospedalizzati aveva una storia di pregressa patologia (immunosuppressione farmacologica, gravidanza, invalidità gravi, asma). Negli USA la maggioranza di tutti i casi con infezione comprovata da analisi di laboratorio appartiene alle fasce di età con meno di quarant'anni, con una importante percentuale di adolescenti. Questo sembra essere dovuto in parte alla maggiore mobilità di questi soggetti e alla frequentazione di istituti scolastici, con una rete di contatti piu' estesa rispetto alle persone piu' adulte. E' possibile che la bassa incidenza di casi nelle fasce d'età superiori ai 60 anni sia in parte dovuta alla presenza di anticorpi che reagiscono in modo crociato al nuovo virus, che è un discendente benchè lontano dei virus di tipo H1N1 circolati sin dopo il 1919 e fino al 1957 e poi ancora dal 1977. Il virus in sè appare costituito da segmenti di RNA provenienti da altri lineaggi suini (nord-americani e europei) con componenti tipiche dei virus riassortanti suini-umani (H3N2). Il virus appare suscettibile all'attività inibitoria dei farmaci antivirali neuraminidasi-inibitori (oseltamivir, zanamivir, peramivir) ma resistente agli adamantani (amantadina, rimantidina). Un vaccino specifico potrebbe essere sviluppato a partire dai campioni clinici prelevati e in corso di analisi nei laboratori del CDC USA, Canadesi e di altri paesi. I vaccini umani stagionali sembrano non garantire copertura anticorpale nei confronti di questa nuova variante, data la distanza filogenetica che separa il virus H1N1 umano e quello riassortante.

Per l'approfondimento: Attraverso Questi Giorni (AQG)

giovedì 7 maggio 2009

Lancet - Swine influenza: how much of a global threat?

Le più prestigiose riviste scientifiche si stanno occupando dell'emergenza da nuovo virus A/H1N1.
Riporto un estratto dall'ultimo interessante editoriale del Lancet (per la lettura dell'originale potrebbe essere necessaria la registrazione):

Ogni individuo ha un ruolo da svolgere nel limitare la diffusione di una pandemia. È richiesta vigilanza e non allarmismo e la disponibilità all'isolamento volontario nel caso insorgano i sintomi di un influenza. L'isolamento domiciliare, combinato ad altre misure di distanziamento sociale hanno la possibilità di arrestare la diffusione del nuovo virus A/H1N1. Queste azioni potrebbero essere essenziali per guadagnare il tempo necessario ad aumentare le scorte di farmaci antivirali e a sviluppare un vaccino efficace contro il nuovo virus per la cui produzione e distribuzione non basteranno settimane ma occorreranno mesi. Al momento attuale la rapida risposta da parte dei Governi e delle Agenzie Internazionali hanno innescato efficaci meccanismi di protezione della popolazione. Ma il ruolo e la responsabilità individuale non devono essere ignorati.

Nei prossimi mesi la Sanità Pubblica è chiamata ad agire nel campo della comunicazione del rischio e dell'educazione sanitaria alla popolazione: gli Operatori della Sanità Pubblica saranno in grado di cogliere questa sfida?