Un virus influenzale come l’H5N1 può migliorare la sua trasmissibilità tra gli umani attraverso due meccanismi principali.
Il primo è definito “riassortimento” e si verifica quando virus influenzali umani ed aviari scambiano il proprio materiale genetico durante una co-infezione (infezione contemporanea nello stesso individuo da parte di due virus influenzali) che può verificarsi nell’uomo o, più frequentemente, negli animali (suini, volatili…). Il meccanismo di riassortimento può esitare in un virus pandemico facilmente trasmissibile da uomo a uomo. Questo avvenimento sarebbe annunciato da un rapido aumento di casi di malattia con una esplosiva propagazione del virus.
Il secondo meccanismo è un processo più graduale, caratterizzato da mutazioni adattative attraverso le quali il virus, attraverso successive infezioni nell’uomo, acquisisce la sempre maggiore capacità di infettare cellule umane. Le mutazioni adattative si esprimono nei primi tempi attraverso piccoli cluster di casi umani con qualche evidenza di trasmissione interumana; questi avvenimenti potrebbero concedere il tempo necessario per mettere in atto le più opportune azioni difensive.
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lunedì 2 luglio 2007
martedì 22 maggio 2007
Influenza Aviaria: quali implicazioni per la salute umana?
L’ampia diffusione e la persistenza del virus H5N1 nei volatili determina due rischi principali per la salute umana. Il primo è il rischio dell’infezione diretta che si verifica quando il virus si trasmette dai volatili agli uomini e determina la malattia. Fra i pochi virus aviari che hanno oltrepassato la barriera fra le specie infettando l’uomo, l’H5N1 ha causato il maggior numero di casi di malattia in forma severa e morti. A differenza dell’influenza stagionale, che nella maggior parte dei casi è causa di lievi sintomi respiratori, la malattia causata dal virus H5N1 ha un inusuale corso aggressivo con rapido declino e alta letalità. La polmonite primaria virale e l’insufficienza multi-organo sono frequenti. Nelle attuali epidemie oltre la metà delle persone infette sono decedute. Molti casi si sono verificati in bambini precedentemente sani e in giovani adulti. Il secondo rischio, di gran lunga più preoccupante, è quello della mutazione virale in una forma che sia altamente infettiva per gli uomini e che si diffonda facilmente da persona a persona. Questo evento potrebbe segnare l’inizio di un’epidemia globale (pandemia).
Quali virus causano la malattia ad alta patogenicità?
I virus influenzali di tipo A hanno due principali antigeni di superficie: emoagglutinina (H) e neuroaminidasi (N). L’emoagglutinina si presenta in 16 differenti sottotipi (H1-H16) e la neuroaminidasi in 9 (N1-N9). Ogni virus influenzale esistente presenta una particolare combinazione di questi due antigeni. Solo i sottotipi virali H5 e H7 sono riconosciuti in grado di poter causare le forme di malattia ad alta patogenicità. Tuttavia non tutti i sottotipi virali H5 e H7 sono ad alta patogenicità e non tutti causano malattia severa nei volatili.Secondo le attuali conoscenze I virus H5 e H7 tendono a introdursi negli allevamenti ovini nella loro forma a bassa patogenicità. Quando comincia a circolare nella popolazione aviaria il virus può mutare, abitualmente nel giro di pochi mesi, nella forma ad alta patogenicità. Questo è il motivo principale per cui la presenza di virus H5 e H7 nei polli è sempre causa di preoccupazione, anche quando i segni di infezione iniziale sono lievi.
Cos’è l’influenza aviaria?
Si tratta di una malattia infettiva degli animali causata da virus che normalmente infettano solo uccelli e, meno comunemente, i suini. I virus dell’influenza aviaria sono altamente specie-specifici ma hanno dimostrato, in rare circostanze, la capacità di superare la barriera fra le differenti specie ed infettare gli uomini.
Nei volatili domestici l’infezione data dai virus dell’influenza aviaria causa due forme principali di malattia, che si distinguono perché sono caratterizzate da una virulenza che si pone ai due estremi, bassa o molto alta. La cosiddetta forma “a bassa patogenicità” causa comunemente sintomi lievi (piume arruffate, riduzione della produzione di uova) e spesso passa inosservata. La forma “ad alta patogenicità” è molto più drammatica. Si espande molto rapidamente attraverso negli allevamenti, causa una malattia che colpisce molteplici organi interni e presenta una mortalità che può arrivare al 100%, spesso nel giro di 48 ore.
Nei volatili domestici l’infezione data dai virus dell’influenza aviaria causa due forme principali di malattia, che si distinguono perché sono caratterizzate da una virulenza che si pone ai due estremi, bassa o molto alta. La cosiddetta forma “a bassa patogenicità” causa comunemente sintomi lievi (piume arruffate, riduzione della produzione di uova) e spesso passa inosservata. La forma “ad alta patogenicità” è molto più drammatica. Si espande molto rapidamente attraverso negli allevamenti, causa una malattia che colpisce molteplici organi interni e presenta una mortalità che può arrivare al 100%, spesso nel giro di 48 ore.
mercoledì 25 aprile 2007
FAQ
FAQ, ovvero Frequently Asked Questions. Da sempre le domande più frequenti hanno bisogno di risposte chiare, corrette e puntuali. Nei prossimi mesi PandemItalia cerca di soddisfare questa esigenza informativa.
Sotto questo acronimo, che da oggi viene introdotto come nuova etichetta, saranno tradotte le risposte delle più importanti organizzazioni istituzionali (OMS, CDC, ECDC) alle più frequenti domande relative ad influenza aviaria, virus influenzali e pandemia influenzale.
Sotto questo acronimo, che da oggi viene introdotto come nuova etichetta, saranno tradotte le risposte delle più importanti organizzazioni istituzionali (OMS, CDC, ECDC) alle più frequenti domande relative ad influenza aviaria, virus influenzali e pandemia influenzale.
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